Push F1, verso Montréal e Baku – Il debriefing dell’ingegnere: «Manor ottimista per il Canada, ma Haryanto potrebbe non finire la stagione»

Saverio Carillo (© Manor Racing)

Guardare al mondo della Formula 1 con gli occhi di chi nella massima categoria per monoposto ci vive e ci lavora tutti i giorni: è questo l’obiettivo di Push F1, sorta di nuova filiazione della rubrica madre Push to Rants, che in un certo senso intende condurre il lettore in pole position, là dove si svolge la vera azione, ovverosia nei paddock e sui circuiti troppo spesso “off limits” della Formula 1.

Annotazioni e curiosità sulla vita quotidiana dei box sviscerate da Saverio Carillo, ingegnere italiano del team Manor Racing in rampa di lancio nell’esclusivo parterre dei Gran Premi.

 

 

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La Manor-Mercedes di Haryanto precede la Haas di Grosjean in una fase del GP Monaco (© Getty Images)

 

A cura di Ermanno Frassoni

[divider]«Dalla comparazione dei dati, Haryanto ha frenato dieci metri più tardi rispetto ai giri precedenti. Riteniamo che sia stata questa la causa del suo violento crash avvenuto in uscita dal tunnel il giovedì pomeriggio nei frangenti iniziali della seconda sessione di prove libere a Montecarlo. Si è trattato di un incidente spettacolare, che fortunatamente non ha provocato eccessivi danni alla monoposto e non ha impedito a Rio di affrontare al meglio delle sue possibilità il weekend di Gran Premio». Saverio Carillo, Systems Engineer del team Manor Racing, archivia così l’increscioso episodio che ha visto protagonista il 23enne pilota indonesiano nelle delicate fasi di acclimatamento sulle stradine del Principato al volante di una vettura di Formula 1. Per il driver proveniente dalla GP2 Series, alla sua sesta gara nella massima categoria per monoposto, il weekend monegasco si è concluso con un quindicesimo posto finale alle spalle del compagno di squadra Pascal Wehrlein, quattordicesimo allo sventolare della bandiera a scacchi dopo un interessante confronto con le Haas di Esteban Gutiérrez e Romain Grosjean.

I preliminari che hanno preceduto l’apertura della tenzone agonistica, però, hanno messo in evidenza la discussa scelta della direzione gara di fare partire i piloti dietro la safety car complice il maltempo abbattutosi su Montecarlo. Numerosi concorrenti, infatti, sono apparsi piuttosto critici nei confronti di una decisione affatto indolore ai fini dello spettacolo in pista. «A mio giudizio la scelta poggia su valide motivazioni – l’analisi del “nostro” ingegnere – probabilmente, in qualsiasi altra pista del Mondiale, non sarebbe stato necessario avviarsi in regime di gara neutralizzata, ma su un circuito cittadino come Montecarlo si è preferito evitare ogni possibile rischio. Decisione azzeccata anche a posteriori perché alla ripresa delle ostilità la Renault di Jolyon Palmer è subito finita contro le barriere, segno che le condizioni dell’asfalto erano ancora precarie. Per quanto concerne la Manor abbiamo adottato una strategia di pneumatici differente per Pascal e Rio. Il primo ha tenuto a lungo le gomme full wet da bagnato estremo con cui era partito, mentre il secondo ha montato al dodicesimo passaggio le coperture intermedie. Stiamo tuttavia parlando di decisioni del team che vengono prese in seguito ad analisi, riunioni tecniche, simulazioni ed esperienze precedenti normalmente non palesate ai media».

Fiducia per il Canada, incognita Azerbaigian

«La doppia penalità attribuita a Pascal nel dopo gara? – attacca Carillo – il provvedimento, quantificabile in venti secondi totali persi, è stato adottato perché, secondo i commissari, il pilota tedesco di origini mauriziane avrebbe rallentato diverse vetture in regime di bandiere blu e, in secondo luogo, non avrebbe rispettato il tempo minimo imposto in un periodo di virtual safety car. Wehrlein era l’unico vero esordiente a Montecarlo dal momento che non aveva mai corso nel Principato nemmeno nelle categorie minori. Pascal ha imparato rapidamente la pista, ma questa gara presenta tante variabili alle quali certamente occorre fare l’abitudine; viste le circostanze, mi risulta pertanto difficile valutare il rendimento del 21enne pilota nativo di Sigmaringen. Per il resto, mi ha fatto indubbiamente piacere vedere il nome di Jules Bianchi ancora presente nella memoria dei suoi colleghi a due anni dal nono posto da lui conquistato sulla Marussia proprio a Montecarlo. Romain Grosjean, suo amico e connazionale, ha sfoggiato per l’occasione un casco dedicato. Non ci sono dubbi, Jules era davvero un ragazzo speciale, oltre che un pilota e un ottimo professionista destinato a grandi traguardi sportivi».

Primi giri sul bagnato per Wehrlein, qui davanti a Verstappen e Nasr, nel Principato (© Getty Images)

 

Nel futuro prossimo della Manor si staglia prepotente la doppia trasferta dei Gran Premi di Canada ed Europa in programma rispettivamente il 12 e 19 giugno. «Sulla carta Montréal è un circuito che favorisce, se così si può dire, la Manor, complici i cavalli della power unit Mercedes – assicura il “nostro” ingegnere – Baku rappresenta invece una incognita per tutti: è un circuito cittadino del tutto inedito per la Formula 1 e in un tale contesto non si sa mai cosa può succedere. Sulla nuova pista dell’Azerbaigian i valori in campo potrebbero anche subire dei mutamenti significativi. Speriamo in pochi incidenti e molto spettacolo! E, possibilmente, in una buona opportunità da cogliere al volo per un team piccolo come il nostro».

Pneumatici sotto pressione

A tenere banco nel paddock della Formula 1 è stata, nelle ultime gare, la polemica relativa alle pressioni di gonfiaggio degli pneumatici che alcune squadre sarebbero in grado di abbassare a proprio piacimento tramite non meglio specificati artifizi in uso anche ai top team del Mondiale 2016. Interpellato su questo spinoso argomento, Carillo si esprime all’insegna della prudenza: «Le gomme di una monoposto di Formula 1 sono chiamate a sostenere sforzi molto intensi e duraturi; va da sé che lo stress sugli pneumatici raggiunge com’è ovvio picchi elevatissimi. Negli ultimi anni i cedimenti hanno sollevato le maggiori preoccupazioni da parte di piloti e organizzatori. Il fornitore Pirelli, però, non può garantire l’invulnerabilità degli pneumatici su un “range” tanto esteso di pressioni. È giusto perseguire la performance ottimale, ma abbiamo già visto quanto questi giochi possano costare cari. Sia su un tracciato cittadino che su piste più classiche e veloci».

Vista aerea sulla Manor MRT05 di Wehrlein impegnata sulle stradine di Montecarlo (© Getty Images)

 

«Le ultrasoft si sono dimostrate, come suggerito precedentemente da alcune considerazioni della Pirelli, delle gomme di prestazione capaci anche di mantenere la performance per svariati giri. I riscontri ottenuti sulla difficile pista del Principato sono stati molto buoni. La durata delle gomme si è dimostrata tale da poter considerare il nuovo compound a banda viola uno pneumatico da gara molto interessante. Detto questo, è importante precisare che valutazioni accurate del comportamento di uno pneumatico vanno effettuate su più circuiti che abbiano peraltro una natura differente l’uno dall’altro. Una ulteriore prova della validità del compound ultrasoft la avremo nell’imminente weekend di Montréal su un impianto cittadino dalle caratteristiche molto diverse da Montecarlo. L’argomento tornerà poi di attualità in Austria e a Singapore».

Haryanto rischia il posto dopo il GP Germania

Quali sono, oggi, gli sponsor del team Manor, intenzionato a crescere a tutti i livelli nelle maglie della Formula 1? «La Manor si sta rafforzando molto nell’ambito del marketing e da poco un nostro importante sponsor a cui eravamo legati l’anno scorso è tornato a supportarci – conferma il “nostro” ingegnere, che prima dell’approdo nel Circus ha lavorato alle dipendenze del team Torino e del team Carlin Motorsport nelle formule addestrative – nello specifico si tratta di Airbnb, il noto portale online che mette in contatto persone alla ricerca di una camera o di un alloggio da affittare. A supporto delle nostre attività ci sono anche aziende come Daffy’s gin, il colosso petrolifero indonesiano Pertamina, legato ad Haryanto, i marchi Rebellion, Rescale e Shazam. Alcuni erano brand già presenti sulla vettura 2015 che hanno deciso di proseguire con noi, altri si sono aggiunti quest’anno. L’idea è di avere un forte supporto da parte di sponsor esterni, così da poter garantire al team continuità e competitività».

Riflettori puntati sul futuro di Haryanto in F1 non solo per l’Amber Lounge Fashion Show (© Amber Lounge)

 

Sulle incertezze, di settimana in settimana sempre più palpabili, riguardanti l’eventuale prosieguo di stagione di Haryanto alla corte del team Manor dopo lo spartiacque del Gran Premio di Germania a Hockenheim del 31 luglio, Carillo rivela che la posizione del pilota originario di Surakarta verrà valutata strada facendo con la dovuta serenità. «Siamo a conoscenza del fatto che Rio non dispone al momento del budget richiesto per completare l’intera stagione. Stando all’attuale situazione, la cifra pattuita a inizio anno non potrà essere erogata dal pilota e dal suo management. Le decisioni relative al pilota che difenderà i colori della Manor dopo il break estivo sono legate a tanti fattori, che coinvolgono essenzialmente la dirigenza, e ad eventuali opportunità che si creeranno per il team sulla chance o meno di trovare altri piloti paganti. Il team spinge in direzione della stabilità, di conseguenza si sta lavorando con l’obiettivo di proseguire con Haryanto. Ma nulla esclude che eventuali drivers di buone qualità e provvisti di sponsor possano essere interessati a un sedile in Formula 1 da metà stagione in avanti».

Uno yacht a Montecarlo

Il Gran Premio di Monaco, per i piloti e le squadre, è senza timore di smentita l’evento più glamour dell’intero campionato del mondo di Formula 1. «Abitualmente non monitoriamo direttamente le attività esterne alle quali i piloti prendono parte a contorno del weekend di gara – precisa Carillo – c’è sempre tanto da fare sulle vetture: forse sembrerà strano, ma la verità è che noi vediamo i piloti appena qualche ora prima che salgano in macchina. Non siamo quasi mai al corrente nel dettaglio delle innumerevoli attività che svolgono Wehrlein e Haryanto per marketing, beneficenza o spettacolo. Lo leggiamo poi sui giornali, il lunedì, dopo la gara. Per la squadra è una vera full immersion di lavoro, soprattutto se una nostra vettura è coinvolta in un incidente. Per i piloti è un po’ diverso: sono chiamati e talvolta anche forzati a partecipare a una serie di eventi che li vedono protagonisti non solo in pista. A Montecarlo, per esempio, sia Wehrlein che Haryanto hanno sfilato in abiti eleganti nel tradizionale Amber Lounge Fashion Show andato in scena nella giornata di venerdì dedicata agli appuntamenti promozionali».

Wehrlein sfila in passerella all’Amber Lounge Fashion Show (© Amber Lounge)
Panoramica notturna sul porto di Montecarlo dallo yacht noleggiato dal team Manor (foto di Saverio Carillo)

 

«Per il weekend di Montecarlo il team Manor ha noleggiato uno yacht. Il giovedì sera siamo stati invitati dal proprietario a rimanere un paio d’ore sull’imbarcazione; l’invito era strettamente riferito al “race team”, quindi non era ammesso nessun ospite esterno. Solitamente tutte le squadre noleggiano uno yacht per l’evento monegasco, non tanto per il team bensì per motivi di marketing e per invitare vip e personalità. L’intento della dirigenza della Manor è stato quello di mettere a disposizione lo yacht per la squadra nel ricordo dello storico risultato ottenuto due anni prima da Bianchi sulla medesima pista. Anche questa è la particolarità di Montecarlo».

Dalla Manor alla 500 Miglia. Il signor Rossi vince Indianapolis

A poche ore dal termine del Gran Premio di Monaco, al di là dell’Oceano Atlantico, un pilota facente parte del “portafoglio” della Manor ha sbancato una delle gare più osannate del pianeta, ovverosia la celeberrima 500 Miglia di Indianapolis. Il suo nome è Alexander Rossi, un 24enne americano dalle indubbie origini italiane che nel 2015 ha disputato cinque Gran Premi nelle fila del team Manor sostituendo lo spagnolo Roberto Merhi. Rossi ha seguito un percorso inverso rispetto a molti altri connazionali, complice la scelta di abbandonare molto presto gli Stati Uniti d’America nella speranza di ritagliarsi un proprio spazio nelle formule europee. Una scelta che lo ha visto ritornare all’ovile quest’anno grazie all’accordo raggiunto con il top team Andretti Autosport per affrontare da rookie assoluto il campionato IndyCar Series. Un noviziato da record, quello del promettente californiano, che alla seconda gara su un circuito ovale si è imposto nella Indy 500 del centenario beffando i “senatori” della categoria e mettendo in pratica con il team capitanato da Michael Andretti una tattica di risparmio carburante a dir poco stupefacente nella sua millimetrica realizzazione.

Il trionfo di Alexander Rossi nella 500 Miglia di Indianapolis del centenario (© Getty Images)

 

«Ha fatto piacere e ha suscitato stupore apprendere di Alex vincitore della 500 Miglia di Indianapolis – spiega il “nostro” ingegnere – la notizia del suo trionfo è arrivata quando il Gran Premio di Monaco era già finito e si è presto diffusa tra i vari membri del team Manor. Ovviamente non è stato possibile seguire la corsa in televisione perché la 500 Miglia si è disputata nello stesso giorno della gara di Formula 1. È sicuramente un’impresa storica che proietta Alex in una dimensione di carriera molto vantaggiosa. La possibilità di divenire un pilota professionista a tutti gli effetti, cioè non pagante, è ora una prospettiva assai interessante per lui. Quello che troverebbe nella Formula 1 attuale è un ambiente molto diverso rispetto alle gare Usa: onestamente non so se gli convenga continuare ad alimentare il suo sogno di rientrare nel Circus iridato col risultato di dover lottare costantemente per reperire budget esorbitanti salvo poi guidare macchine non al top. Oggi il fattore tecnico in Formula 1 è preponderante e incide fortemente nella prestazione di un pilota. La IndyCar Series è invece molto vicina come concetto a una serie monomarca: qui il pilota può ancora fare la differenza. Si capirà presto quali sono le sue reali chances e le sue priorità nel breve periodo».

Twitter @Fra55oni