Push Series, un po’ di motorsport che (forse) vi siete persi

A cura di Ermanno Frassoni

Una stagione di corse, tra prove, eventuali simulazioni in galleria del vento e weekend di gara, ha la capacità di assorbire totalmente chiunque vi graviti attorno, dai piloti agli addetti ai lavori arrivando persino a coinvolgere la platea di appassionati. Che, eccezion fatta per la Formula 1, non è sempre oceanica, complice l’esistenza in giro per il mondo di categorie, a ruote coperte o finanche scoperte, ottimamente strutturate ma non in grado di calamitare l’attenzione alla pari di un Gran Premio.

La rubrica Push to Rants, che avete ormai imparato a conoscere soffermandovi sulle pagine di Motorsport Rants, intende disfarsi una tantum delle sue vesti abituali per addentrarsi nel variegato universo di quei campionati 2013, testé giunti a conclusione, altrimenti destinati all’oblio a causa della minore vendibilità rivestita da format appetibili soltanto per i palati fini.

Pronti, via… e Push Series sia! Un agile compendio di dieci categorie, le più singolari e meritevoli secondo l’occhio indagatore di chi scrive, lo trovate nelle righe seguenti, sottoforma di resoconto «step by step», nel caso vi foste persi qualcosa di interessante oltre alle news e agli approfondimenti dei campionati correntemente trattati sulla piattaforma web di Motorsport Rants.

Yamamoto campione Super Formula, il «big» Sato jolly di lusso

Tra i tre contendenti il terzo gode. È accaduto in Super Formula, per intenderci l’ex Formula 3000 giapponese in seguito ribattezzata Formula Nippon, che nel 2013 ha visto per l’ultima volta al via i telai Swift in procinto di essere rimpiazzati, nel 2014, dagli chassis concepiti a Varano de’ Melegari nella factory Dallara. A Suzuka, nel round conclusivo della stagione, sono stati Naoki Yamamoto e Kazuki Nakajima a spartirsi le vittorie nelle due corse disputate. Il titolo, invece, è andato al primo, 25enne driver nato nel distretto di Tochigi che, al di là di un solido 2013, prima di Suzuka non aveva mai sollevato la coppa del vincitore. Classifica cortissima, dunque, complice l’assenza nel weekend decisivo dei favoriti André Lotterer e Loic Duval, che hanno privilegiato il World Endurance Championship (il secondo si è anche laureato campione) al programma in Super Formula. Il trionfo del portacolori del team Mugen, che in alcune gare gli ha affiancato il jolly Takuma Sato, vecchia conoscenza della Formula 1 con un impegno a tempo pieno in IndyCar Series, non rende tuttavia giustizia alle fatiche delle compagini Tom’s e Le Mans per le quali hanno gareggiato Lotterer (finito inutilmente a pari punti con Naoki) e Duval. Da segnalare la presenza saltuaria dell’unico italiano Andrea Caldarelli, che pur favorendo il Super GT ha incamerato un po’ di chilometri sulla Swift Toyota del team Le Mans.

Tachikawa-Hirate al top in Super GT, italiani tra i protagonisti

Basta un terzo posto nella gara di Motegi, ultimo round del Super GT 2013, per regalare il titolo della classe maggiore (GT500) al duo Yuji Tachikawa-Kohei Hirate sulla Lexus SC430 del team Zent Cerumo. Sogni infranti per Toshihiro Kaneishi-Koudai Tsukakoshi, i rivali del Keihin Real Racing capaci tuttavia di condurre su alti livelli la loro Honda HSV-010 in una stagione che ha visto l’ex JGTC di scena a Okayama, Fuji (per quattro weekend), Sepang, Sugo, Suzuka, Autopolis e appunto Motegi. Nella lista dei delusi anche l’ex pilota di Formula 1 Kazuki Nakajima, terzo in classifica generale (insieme a James Rossiter) sull’altra Lexus del Tom’s. A festeggiare è dunque lo scaltro Tachikawa, tre allori complessivi in saccoccia, ottimamente supportato da un Hirate da tempo rientrato nei ranghi dell’automobilismo del Sol Levante dopo l’appoggio ricevuto dalla Toyota a inizio carriera per gareggiare nelle formule addestrative europee (fino alla GP2 con Trident nel 2007). Annata tutto sommato positiva per gli italiani Ronnie Quintarelli (Nissan GT-R), due volte campione Super GT nel 2011 e 2012, e Andrea Caldarelli (Lexus). In GT300 affermazione per Hideki Mutoh-Yuhki Nakayama (Honda CR-Z) davanti all’equipaggio Katsuyuki Hiranaka-Björn Wirdheim (Mercedes-Benz SLS AMG).

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Quintarelli sul podio Super GT con Yanagida

Per Nakayama è dominio assoluto nella Formula 3 giapponese

«Ti piace vincere facile?». Verrebbe di rispondere di sì, almeno guardando a quello che è riuscito a combinare Yuichi Nakayama nella All-Japan Formula 3 edizione 2013. Il 22enne pilota nipponico del top team Tom’s si è infatti guadagnato a suon di trionfi il suo Gratta e Vinci personale succedendo nell’albo d’oro del campionato a Ryo Hirakawa, visto di recente nella Super Formula e più volte accostato a un impegno in IndyCar Series nelle file del Dayle Coyne. Per Yuichi undici vittorie complessive (la serie cadetta del Sol Levante disputa due gare a weekend) sulle piste di Suzuka, Motegi, Okayama, Fuji, ancora Motegi e infine Fuji. Soltanto le briciole per i rivali Takamoto Katsuta e Katsumasa Chiyo, secondo e terzo in classifica a distanza siderale dal campione. Nella National Class apoteosi scontata per Mitsunori Takaboshi, che ha regolato con apparente facilità il thailandese Nanin Indra-Payoong, unico driver non giapponese nell’elenco degli iscritti.

Bortolotti una spanna sopra tutti nell’Eurocup Mégane Trophy

Tanta la carne al fuoco nel campionato per Renault Mégane, di contorno alla World Series, che nel 2013 ha corso in Spagna (Alcaniz e Barcellona), Belgio (Spa Francorchamps), Russia (Mosca), Austria (Red Bull Ring), Ungheria (Budapest) e Francia (Paul Ricard). L’asso pigliatutto della stagione si chiama Mirko Bortolotti, già campione della Formula 3 italiana e della Formula 2 by FIA con importanti test alle spalle svolti nell’abitacolo di monoposto di Formula 1 quali Ferrari, Toro Rosso e Williams. Per il velocissimo trentino otto vittorie e alcuni buoni piazzamenti sono bastati (e potremmo dire avanzati) nel suo ruolino di avvicinamento al titolo Eurocup davanti al volenteroso olandese Mike Verschuur e al connazionale nonché team-mate Kevin Gilardoni. Tra le presenze «spot» del Mégane Trophy vanno segnalati il veterano Jacques Laffite, in gara una tantum nell’ultimo round stagionale, e la nostra Michela Cerruti, mentre la graziosa Margot Laffite, figlia dell’ex Formula 1, è scesa in pista con regolarità nonostante i risultati poco entusiasmanti. Nel 2014 il campionato non partirà in quanto approdato a fine ciclo.

AUTO - WORLD SERIES RENAULT MOSCOW RACEWAY 2013
Bortolotti impegnato nel monomarca Mégane

King è il re della Formula 3 britannica davanti all’italiano Giovinazzi

Silverstone, Spa Francorchamps, Brands Hatch e Nuerburgring. Le tappe 2013 sono state di tutto rispetto per un campionato alla deriva come quello della Formula 3 d’Oltremanica, eppure rattrista parecchio vedere una serie cadetta di prestigio avvicinarsi al baratro tra squadre in fuga e piloti orientati verso altri lidi complice il calendario ridotto al lumicino e lo scarso interesse suscitato persino in Gran Bretagna dopo anni di vacche grasse in cui qui si erano forgiati fior di campioncini. L’onore e l’onere di arpionare un alloro non così significativo è toccato all’idolo locale Jordan King, pupillo del team Carlin, con l’italiano Antonio Giovinazzi ottimo secondo in graduatoria davanti ai validi William Buller e Felipe Guimarães. Nella National Class passerella del cinese Sun Zheng, abile nel precedere il neozelandese Chris Vlok e il suddito di Sua Maestà Ed Jones, con quest’ultimo al via di una percentuale minima di gare.

L’ADAC GT Masters premia il tricolore Alessi in coppia con Keilwitz

Vecchia conoscenza del panorama Gran Turismo e del Trofeo Maserati, il romano Diego Alessi è andato a formare, sulla Chevrolet Corvette Z06-R GT3 del team Callaway Competition, una coppia d’assi nell’ADAC GT Masters edizione 2013 dividendo l’abitacolo con il giovane tedesco Daniel Keilwitz, diciotto primavere di meno, tanto da arpionare in grande stile il titolo in una serie molto combattuta con successi a Oschersleben, Red Bull Ring, Lausitzring e Slovakiaring. Inutile la resistenza di Robert Renauer, poi secondo in classifica generale su Porsche 991 GT3, e dei due Maximilian, ovverosia i temibili Buhk e Götz, terzi assoluti a fine campionato su Mercedes-Benz SLS AMG GT3. Per Alessi, 42 anni compiuti il 3 novembre, un’affermazione netta e importante che a rigor di logica dovrebbe fruttargli nuove opportunità nell’ambito del Gran Turismo internazionale. Magari suscitando l’interesse di una grande Casa automobilistica.

La Formula 3 tedesca incorona «Marvelous» Kirchhöfer

Sembrano passati secoli dai tempi in cui Jarno Trulli e Giorgio Pantano, due dei più promettenti virgulti del motorsport nazionale, vincevano a mani basse nella Formula 3 tedesca, eppure la serie cadetta non si è spostata di un millimetro dando l’impressione di non accusare troppo il colpo inferto dalla difficile congiuntura economica capace di mettere in pericolo campionati anche blasonati. Il compito di dominare la scena nel 2013 è così spettato al rookie Marvin Kirchhöfer, 19enne talento della Sassonia, che a scorrere le classifiche delle gare (tra le altre Spa Francorchamps, Nuerburgring, Sachsenring e Hockenheim) ha sbaragliato i rivali inanellando una serie impressionante di vittorie (ben tredici) oltre a numerosi piazzamenti utili. Poco da fare, quindi, per il russo Artem Markelov, secondo in campionato, ed Emil Bernstorff, passaporto britannico ma chiare origini che rimandano alla Germania e alla Danimarca. Se Kirchhöfer si è meritato il nomignolo di «Marvelous» della Formula 3 tedesca, un antico omaggio al leggendario pugile americano Marvin Hagler, nella classe Trophy si è invece imposto Sebastian Balthasar. Tra gli italiani iscritti Matteo Cairoli, molto regolare nelle sue performances e spesso in zona podio, e Luca Iannaccone, visto su una Dallara più datata. 

Steckly batte Kennington al fotofinish nella Nascar Canadian Tire Series

La Nascar non corre soltanto negli Usa, suo territorio d’elezione, e in Europa. C’è anche il Canada. A queste latitudini si è infatti disputata la Nascar Canadian Tire Series 2013, che ha trovato in Scott Steckly, 41enne driver dell’Ontario, il suo campione. Un vincitore che è ormai un habitué della serie avendo già conquistato due titoli nel 2008 e nel 2011 prima di centrare il terzo alloro al volante della Dodge. A farne le spese per due punti in una tiratissima volata di fine stagione è stato il 36enne D.J. Kennington, anch’egli portacolori Dodge e fiero rivale di Steckly di cui è quasi concittadino (entrambi nati nell’Ontario, il primo è di Milverton e il secondo di St. Thomas). Il variegato calendario della Nascar canadese, creata nel 2007 a mo’ di sequel riuscito della Cascar Super Series scomparsa al termine del 2006, ha toccato autodromi quali il Barrie Speedway (Ontario), triovale lungo appena un terzo di miglio, il Circuit Trois-Rivières (Québec), il Riverside Speedway di Antigonish (Nuova Scozia), il Circuit Gilles Villeneuve di Montréal (Québec), la pista aeroportuale di Edmonton (Alberta) e l’Exhibition Place di Toronto (Ontario), giusto per citarne alcuni a fronte dei dodici rounds complessivi. I weekend di gara, complice l’indovinato mix di piloti affermati e onesti mestieranti, sono sempre combattuti, mentre il brand Nascar assicura uno spettacolo più che godibile.

Velocity Prairie Thunder Presented By Bayer CropScience
Steckly al volante della Dodge #22

Pierino «la peste» si scopre gran formulista nella 2000 Light

Succede che i formulisti si reinventino rallisti e che i veterani del controsterzo su asfalto e sterrato si trasformino a loro volta in virtuosi della frenata al limite su pista. Robert Kubica e Piero Longhi, pur con le dovute proporzioni, hanno shakerato abilmente questi ruoli con il polacco impegnato nel Mondiale Rally dopo una proficua carriera in Formula 1 e l’italiano originario di Borgomanero, nel Novarese, capace di rimettersi in gioco nella Formula 2000 Light a 47 anni suonati. Per Longhi, due volte campione nazionale rally e plurivincitore del Gruppo N, si è trattato di dare libero sfogo a una seconda giovinezza sportiva in grado di regalargli il titolo nella categoria promossa dall’organizzatore Eros Di Prima. A coadiuvarlo ci ha pensato una Dallara 308 F3 del team Twister Corse che lo ha il più delle volte assecondato sui circuiti di Adria, Varano de’ Melegari, Franciacorta, Misano Adriatico e Monza. Perché Kubica e Longhi non sono soltanto amici nella vita ma portano avanti le rispettive carriere nel segno della passione.

Timerzyanov bissa il titolo European Rallycross, Solberg diverte

Raccoglie sempre più consensi l’European Rallycross posto sotto l’egida della Federazione Internazionale, in buona sostanza un avvincente compromesso per gli appassionati delle competizioni rally e coloro che non possono fare a meno di ammirare un pilota a tu per tu con le sfide in circuito. Nel 2013 si è corso in impianti che forse non diranno molto ad alcuni fans del motorsport, vedi la Pista Automóvel de Montalegre, in Portogallo, il Nyiràdi Centrum, in Ungheria, il Circuit de Lohéac, in Francia, e l’Estering, in Germania, tuttavia il potenziale della serie resta intatto se è vero che persino un campione doc dei rally qual è Petter Solberg, un mondiale in saccoccia conquistato nel 2003 su Subaru Impreza WRC, ha scelto di frequentare la categoria. A vincere il titolo, però, è stato il russo Timur Timerzyanov, 27 anni il prossimo 31 gennaio, che ha bissato l’alloro del 2012 portando la sua Citroën DS3 T16 4×4 con i colori Red Bull all’apoteosi finale. Nel 2014, statene certi, la concorrenza si preannuncia ancora più agguerrita, sebbene Timerzyanov abbia ormai le stimmate dello specialista del campionato.

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Timerzyanov in azione su Citroën DS3 T16 4×4