Qualcosa

Per Giovinazzi, in azione sulla Sauber nei primi test in Spagna, un avvio non privo di problemi (© Getty Images)

 

A cura di Ermanno Frassoni

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BARCELLONA – «Qualcosa di Troppo, più che il nome della principessa del nuovo libro di Chiara Gamberale, è un ruggito a un mondo che viaggia con il pilota automatico. […]. Bisogna correre persino quando le ruote sono sgonfie. […]». Carlo Baroni, firma del Corriere della Sera, presenta così l’ultima fatica letteraria della scrittrice romana, «Qualcosa» appunto, in bilico tra una fiaba e lo stile inconfondibile del romanzo. Anche al Circuit de Catalunya, a nordest di Barcellona, nella moderatamente tiepida Spagna, qualcosa sta infine accadendo complice la ripresa delle ostilità in pista tra i piloti di Formula 1 rimasti in gioco: la Manor, infatti, ha da tempo alzato bandiera bianca sottraendo due coscritti al via del Mondiale 2017. Un campionato che si preannuncia diverso, vedi alla voce regolamenti, con monoposto più larghe, gomme maggiorate, velocità e automatismi da ricostruire, nell’affannoso incedere verso il debutto di Melbourne, Australia, il 26 marzo. Ora, fino a giovedì e poi dal 7 al 10 marzo, tende ben piantate a Montmelò per due sessioni di test comunque interlocutorie; dalle prime sfuriate di Hamilton agli esordi di Stroll e Giovinazzi passando per i cambi di tuta di Bottas, Hülkenberg, Magnussen e Ocon fino alle speranze di Ferrari e McLaren. Senza Ecclestone la Formula 1 si stiracchia sotto il timido sole catalano e, in un modo o nell’altro, niente sarà più come prima. Ed è già qualcosa.

Twitter @Fra55oni