Raikkonen come Kakà, è lui la «pistola fumante»

A cura di Ermanno Frassoni

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[dropcap type=”circle” color=”#ffffff” background=”#ce2121″]I[/dropcap]l passato (Ferrari), il presente (Lotus) e il futuro (ancora Ferrari). Era dai tempi dell’estroso ma altalenante Berger, anno di grazia 1993, che a un pilota di Formula 1 non veniva concesso l’onore di fare ritorno a Maranello dopo una prima fase più o meno intensa vissuta e finanche metabolizzata nelle fila della Scuderia posta da oltre un ventennio sotto l’egida del presidente Montezemolo. Non sarà forse il dream team tanto sognato (Alonso-Vettel lo sarebbe stato) ma ci si potrà lavorare: Monza, come accadde nel 2006 (ma sul podio del Gran Premio), diventa per Raikkonen un importante crocevia di emozioni, per quanto Iceman sappia o voglia emozionarsi, perché l’annuncio della staffetta con Massa è arrivato dopo il weekend in Brianza. Fernando, Kimi e Felipe li avevamo visti tutti e tre insieme sul palco d’onore di Barcellona 2013, mentre nel prossimo futuro due di loro si sottoporranno di buon grado al cambio d’abito. Il Milan ha ripreso Kakà per reagire alla partenza di Boateng, la Ferrari punta di nuovo sul finlandese con l’obiettivo di mettersi in casa una «pistola fumante» nel caso Alonso indugi nei suoi capricci. E a Boullier non sarebbe bastata la Lotus anfibia di 007 per trattenere Kimi…

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