Rosberg, Hamilton, Perez… arrivano i replicanti!

A cura di Ermanno Frassoni

Ho visto cose che voi umani… Non servono mille battute per esprimere concetti che si possono condensare in dieci o dodici righe. E’ questo il principio, sposato da Motorsport Rants, che ha condotto alla nascita della rubrica Push To Rants, perché come Rutger Hauer fece notare a Ridley Scott sul set di “Blade Runner” non sempre un intervento chilometrico può risultare ficcante al pari di un capoverso mondato da sovrastrutture narrative e inutili orpelli.

La missione viene assunta da Ermanno Frassoni, già caporedattore di MotorInside, che su queste pagine vestirà i panni del columnist provando ad offrire spunti di riflessione, scritti in corsivo perché di “corsivo” giornalistico si tratta, speriamo dilettevoli, ironici e talora dissacranti, sul mondo delle competizioni in generale, Formula 1 in testa, all’occorrenza shakerando il tutto con altri ambiti, in apparenza lontani dalle corse, capaci però di porgere visuali inedite agli occhi dell’appassionato lettore.

[divider]

[dropcap]R[/dropcap]eplicanti, il ritorno. (Molto) dopo “Blade Runner”, che al cinema aprì un nuovo capitolo per il genere fantasy. Nico Rosberg e Lewis Hamilton, alfieri di casa Mercedes nella Formula 1 del 2013, erano stati compagni di squadra ai tempi del karting e oggi, stesso team e una busta paga presumibilmente diversa, nei primi test di Jerez hanno indossato caschi quasi identici. Il giallo prospera e nessuno capisce come farà il povero telespettatore a distinguerli nella concitazione di un Gran Premio. Ma non finisce qui. Anche Sergio Perez, neoacquisto McLaren, ha optato per il giallo (limone), non si sa se nel tentativo di fuorviare i tifosi, quelli distratti, di Woking, regalando l’impressione di essere Hamilton. C’è stata un’epoca in cui il casco era un indicatore di personalità. La colpa è soltanto di Ridley Scott e della catastrofica distopia in stile “Blade Runner”?