Serbo vostro

Rosberg taglia vittorioso il traguardo del GP Cina: Hamilton, secondo in classifica, ha 36 punti di ritardo (© Getty Images)

 

A cura di Ermanno Frassoni

[divider]

SHANGHAI – Capita anche ai migliori di commettere un errore o di inciampare in una giornata storta. Non è stato il caso di Rosberg, che sul probante circuito a ridosso della metropoli cinese, dove aveva vinto il suo primo Gran Premio in carriera nel 2012, ha colto con apparente facilità il terzo trionfo stagionale consecutivo (il sesto di fila dal 2015) nonostante una sbavatura su un cordolo al giro 51 percepita alla stregua di un vezzo d’artista. Eppure, se il tedesco della Mercedes ha potuto interpretare il devastante ruolo del tennista serbo Djokovic prima dello scivolone nel torneo ATP di Montecarlo, un poco di merito ce l’ha Kvyat, terzo al traguardo, che al via ha infilato Vettel e Raikkonen, poi secondo e quinto all’arrivo, con i ferraristi abbastanza ingenui da incartarsi uno sull’altro in una collisione le cui conseguenze sono state sì dolorose, Marchionne docet, ma non disastrose per la classifica. «Vengo a prenderti stasera sulla mia torpedo blu», cantava Gaber svariati lustri fa; il motivetto deve essere venuto in mente a Sebastian che, rivolgendosi al russo nel dopo gara, non gli ha risparmiato una ramanzina in stile Senna con il giovane Schumacher parlando di un siluro Red Bull capace di destabilizzare la sua Rossa. E, con tutto il rispetto, Seb non ha ancora la statura di Ayrton, e forse il pur bravo Daniil non è nemmeno il nuovo Schumi…

Twitter @Fra55oni