USAmi come vuoi, dalla Snake Pit a Le Mans Anatomy

A cura di Ermanno Frassoni

[divider]

[dropcap]«U[/dropcap]sami come vuoi», la sintesi del Lagarde-pensiero in una lettera indirizzata a Sarkozy rinvenuta nella residenza dell’ammaccata lady di ferro reduce dagli strascichi dello scandalo Tapie. La stessa frase deve averla sussurrata l’Audi R18 e-tron Quattro vincitrice della novantesima 24 Ore di Le Mans, ultima edizione prima dell’avvento dei nuovi Prototipi classe LMP1 versione 2014, alla triade di piloti baciata dal successo. L’anatomia di una maratona lunga quasi quanto un Mondiale di Formula 1 si spiega anche attraverso il dottor Shepherd, al secolo Patrick Dempsey, che con l’ex juventino Del Piero ha creato il team Dempsey/Del Piero. «Ich bin ein Berliner», giurava invece JFK nel 1963 allo scopo di rinverdire i legami politico-economici tra gli Usa e la Germania. Obama ha ripercorso le orme del predecessore dinanzi alla Porta di Brandeburgo a circa un mese dalla Indy 500 vinta da Kanaan. E il fascino trash di Indy si trova nella Snake Pit, la «tana dei serpenti» che delimita l’area dello speedway dove si radunano tifosi «ricoperti di stelle e strisce, birra calda e sudore» (Dagospia dixit). Motori sì, ma senza sottovalutare il contorno.