Very first one

Grosjean al volante della Haas nel GP Australia: primi punti mondiali per il team a stelle e strisce (© Getty Images)

 

A cura di Ermanno Frassoni

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MELBOURNE – Non è normale che le prove libere del venerdì riservino più emozioni delle qualifiche. Capita così che le squadre di Formula 1 votino all’unanimità il ritorno al vecchio format di prove ufficiali allontanando lo spettro dello shoot-out al sapore di pallottola spuntata, invenzione di Ecclestone deflagrata in un sabato australiano incapace di offrire una Q2 e una Q3 degne di essere vissute. La gara propone finalmente una trama combattuta: nei frangenti iniziali le Ferrari di Vettel e Raikkonen, scattate dalla seconda fila, si vestono da Mercedes, ma ecco che al giro numero 17 Alonso tampona la Haas di Gutierrez col risultato di accartocciare la propria McLaren contro le barriere della curva 3, alla stregua di una scatoletta di tonno, modificando d’emblée l’andamento della corsa. Dopo il restart, condito da un bel sospiro di sollievo per Fernando, il Gran Premio dell’Albert Park si tinge di argento grazie a Rosberg, concreto alfiere della Stella, che precede Hamilton, a tratti appannato, e Vettel, terzo con l’unica Rossa superstite a causa del kappaò turbocompresso di Kimi. Giù dal podio brillano l’idolo locale Ricciardo e l’eterno Massa, ma ancora di più Grosjean, sesto con la debuttante Haas battezzata VF-16 perché monoposto «very first one» del visionario Gene. Una sigla, una garanzia: buona la prima per chi ha saputo approfittarne.

Twitter @Fra55oni