Vola Valentino, il format open air del Salone dell’Auto di Torino

La Mazda 787B, vincitrice alla 24 Ore di Le Mans 1991, esposta lungo i viali del parco torinese

 

A cura di Ermanno Frassoni (testo e foto)

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L’Audi R18 di Fässler-Lotterer-Tréluyer cattura lo sguardo di appassionati e neofiti al Salone dell’Auto di Torino

Mostra di Automobili. Venne battezzato così il Salone dell’Automobile di Torino che aprì i battenti per la prima volta il 21 aprile 1900 nella cornice del Parco Valentino. Undici i marchi italiani che risposero all’appello, tra i quali Ceirano, Fiat e Prinetti & Stucchi, mentre nel secondo anno del Salone dell’Auto all’aperto «rifondato» nel giugno 2015 sono state quarantatré le Case e dodici i Centri Stile presenti con otto anteprime mondiali e venti nazionali. Un grande successo di pubblico, persino ingigantito da quel formidabile volano splendidamente rappresentato da quasi un centinaio tra auto moderne, supercar, storiche e sportive disposte sulle eleganti pedane in un contesto naturale invidiabile che di certo non potrebbe trovare migliore collocazione. Abarth 595, Mazzanti Evantra Millecavalli, Audi R8 Spyder, Pagani Huayra e Ferrari GTC4Lusso sono solo alcuni dei tanti brand che ancora per oggi, fino alle ore 24, faranno bella mostra di sé nell’intensa cinque giorni di Parco Valentino Salone & Gran Premio. Una kermesse trasversale, quella del nuovo Salone, capace di regalare sussulti con la parata dinamica di sabato 11 giugno scattata dalla centralissima piazza Vittorio Veneto e conclusa, accarezzando la collina di Superga, nello scenario della reggia di Venaria Reale dopo quarantacinque chilometri di passione. Ammiratissime, per restare in tema motorsport, la Lancia D50 di Ascari, la celebre Mazda 787B vincitrice alla 24 Ore di Le Mans 1991, l’Audi R18 del Mondiale Prototipi 2016, la Skoda Fabia R5 versione rally e finanche la showcar Pirelli di Formula 1 che hanno esaltato gli animi e le fantasie di appassionati e neofiti dell’automobile. «Esisto» è il titolo di un album del 1983 della cantante Viola Valentino, uscito quando il Salone dell’Auto di Torino nella sua cadenza primigenia dettava i tempi del settore automotive; eppure l’impressione di questa rubrica è che il format attuale, immerso in un frangente storico di eccezionale fermento in cui il gruppo FCA intensifica i contatti con Google per sfornare il veicolo del futuro a guida automatica, vinca sul precedente per molto più di una incollatura. Esisto dunque sono può valere come parafrasi del libro sulla resistenza psicologica di Trabucchi: l’importante è innovare e innovarsi sulla falsariga del Salone di Torino.

Twitter @Fra55oni