Semaforo Verce – Arbolino, Simoncelli e la chiusura di un cerchio

zpfbjylevwy7md7h7mgjjirb3rys3ufcybyxbrwtai9hcejfy2zssli“Non riesco a parlare. Questa vittoria la cercavo da tanto”. Tony Arbolino sigilla con un’intervista per metà in spagnolo e per metà in italiano una delle giornate più belle della sua vita. Un’intervista il cui senso non è racchiuso solo nelle poche parole espresse per colpa dell’emozione, ma soprattutto nella voce rotta, negli occhi lucidi, la faccia gonfia di gioia, fatica e pianto. Il successo ottenuto dal giovane pilota di Garbagnate Milanese nella seconda gara del CEV Moto3 sul tracciato di Jerez racconta una storia personale e collettiva che va al di là del semplice risultato; soprattutto, ha uno scintillante contorno mistico.

arboLa vittoria di Tony rappresenta infatti la prima affermazione internazionale per il team Sic58 Squadra Corse, la struttura nata dalle mani di Paolo Simoncelli con l’aiuto di alcuni degli storici partner del figlio. Un progetto nato dalla volontà di Paolo di “non pensare troppo” all’assenza di Marco. ma il punto non è tanto questo, o non solo. Il punto è che il distacco sul traguardo tra Arbolino e Marcos Ramirez, secondo classificato e contendente al titolo, è di 0.058.

Cinquantotto millesimi.

Un gap ridottissimo dovuto alla classica storyline delle gare di Moto3. Un gruppo di nove piloti (scrematosi poi nella fase finale) si è conteso la prima piazza dalla partenza all’ultimo giro; coinvolto nella caduta di Rory Skinner e poi penalizzato per ripetuto superamento dei limiti della pista in Gara1, Tony ha condotto la seconda frazione senza mai lasciare le posizioni di testa del gruppo, mantenendosi lontano dalle concitate lotte del centro del plotone. Nonostante l’agguerrita concorrenza del già citato Ramirez, di Karel Hanika e di Kaito Toba, il #44 ha saputo difendere la leadership fino all’ultima staccata, rintuzzando l’attacco di un Ramirez che, forte del trionfo in Gara 1, chiude il weekend con il vento in poppa alla luce del guadagno in classifica su Lorenzo Dalla Porta.

zrsere9zkomolspq0ysrevcv0h1hkngll7imjpnfmfh5ubzedve8ei6Dopo un 2015 complicato da un’infortunio alla spalla, conseguenza di un pauroso volo a Le Mans nelle prime fasi del campionato, Arbolino si è presentato ai nastri di partenza della campagna di quest’anno con tanta voglia di dimostrare di poter stare davanti e le credenziali per farlo. Nella stagione in corso, però, a parte il convincente secondo posto di Barcellona, tanta sfortuna e una continuità non sempre al top non gli hanno permesso di essere in lizza per il titolo. La velocità comunque c’è stata e questa prima posizione serviva come il pane ad “Arbo” e alla squadra, per legittimare sia la crescita di livello avuta nel corso dell’anno, sia il passaggio al mondiale Moto3 nel 2017.

La prima di Arbolino, la prima di papà Simoncelli, per cinquantotto millesimi. Paolo Beltramo, al mio fianco in cabina di commento, alla vista della classifica finale: “io a queste cose ci credo”.

Edoardo Vercellesi – Twitter: @edoverce97