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Semaforo Verce: Bayliss, missione fallita

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Lo aveva detto alla vigilia del weekend di gara, smorzando in qualche modo il diffuso entusiasmo generato dal suo rientro: “torno per dimostrare a me stesso di non essere più un pilota, perché ritirarsi da campione ti lascia dei dubbi”. Lo ha fatto per cercare di togliersi definitivamente il tarlo che lo assilla dal 2008, dal gran finale (con titolo annesso) di Portimao che ha segnato il suo ritiro dalle corse a tempo pieno. Sembra paradossale, ma l’obiettivo era convincersi di non averne più.

E invece no. Troy Bayliss è ancora un pilota (e che pilota!), un meraviglioso ragazzaccio di quasi quarantasei anni che non ha perso il tocco degli anni d’oro. Al di là del positivo riscontro della pista, lo si capisce dalle dichiarazioni post-gara, quando si dice deluso di non aver centrato la top-10, sostenendo di avere il passo per stare con i primi. E pensare che il #21 ha preso per la prima volta in mano la Panigale SBK in questa occasione, mentre diversi piloti testano le loro cavalcature dalla fine della scorsa stagione. Il nuovo regolamento EVO potrebbe aver aiutato l’australiano, ma solo fino a un certo punto. “Con un po’ di tempo in più avremmo potuto sistemare meglio la moto e andare più forte. Dovrei cambiare leggermente il mio stile di guida adeguandolo ai tempi, ma potrei farlo in un attimo se necessario, non sarebbe un problema”.

In gara due Bayliss ha fatto segnare il proprio giro più veloce a soli quattro decimi dal best lap del compagno di squadra Chaz Davies, ulteriore prova del fatto che Troy c’è. In Thailandia il suo posto dovrebbe essere preso da Xavi Fores, ma molti sperano che nel mese che manca al round del sud-est asiatico qualcosa possa cambiare. Su Twitter Ben Spies ha persino proposto a Ducati di schierare una terza moto, giusto per capire quanto il rientro di Bayliss abbia mosso il mondo delle due ruote. D’altronde, “siamo un po’ tutti figli di Troy”.

Sorry Troy, missione fallita. Il tuo posto è ancora in pista, con la tuta indosso e il culo sulla sella.


Di Edoardo Vercellesi

Classe 1997, dall'età di 3 anni segue ogni tipo di competizione a due e quattro ruote, crescendo adorando i protagonisti della Superbike dagli ultimi anni '90 in poi (su tutti Ben Bostrom e Akira Yanagawa). Telecronista del CEV per Sky Sport, columnist a tutto tondo e in precedenza responsabile endurance americana, per Motorsport Rants tiene la rubrica sul mondo delle due ruote "Semaforo Verce" e cura la copertura della 24 Ore di Le Mans.