Semaforo Verce – fantasiose (ma non troppo) ipotesi di mercato

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L’ufficialità dell’approdo di Jorge Lorenzo in Ducati è stata l’evento che ha aperto il vaso di Pandora del mercato piloti MotoGP. Era dal 2013, anno del rientro di Valentino Rossi nelle fila Yamaha, che la collocazione dei top rider nel paddock non veniva messa in discussione e ora, come in un grande domino, la caduta della tessera del Martillo è destinata a innescare una reazione a catena. Proviamo a prevedere come potrebbe configurarsi la griglia di partenza del prossimo anno tra possibilità, certezze e qualche speranza, in un mercato che comunque sembra ruotare attorno a un ristretto pool di nomi.

Nonostante l’interesse dichiarato di Honda, è quasi certo che a prendere il posto di Lorenzo nel team ufficiale Yamaha sarà Maverick Vinales. Le “avances” fatte dal costruttore di Tokyo allo spagnolo, però, tradiscono la posizione incerta di Daniel Pedrosa nelle gerarchie interne alla squadra; inoltre, il trasferimento di Vinales lascia libera una sella in Suzuki e allora ecco che il nome di Pedrosa potrebbe diventare un’opzione interessante per la Casa di Hamamatsu.

140152_Mika-Kallio-KTM-RC16-Valencia-2016Sul nativo di Sabadell, nel frattempo, aleggia il mistero di un accordo in essere con KTM: stando alla bomba lanciata da Carlo Pernat, Pedrosa avrebbe firmato un pre-contratto con la factory austriaca che lo porterebbe nel 2017 ad affiancare Bradley Smith sulla RC16. Pedrosa e KTM, tra l’altro, condividono uno sponsor munifico come Red Bull, che in caso di necessità potrebbe fungere da catalizzatore intercedendo anche economicamente. La scelta di puntare su di lui permetterebbe a entrambe le case (KTM e Suzuki) di assicurarsi un pilota di grande talento ed esperienza, mentre se Honda dovesse blindarlo (stando a Livio Suppo, infatti, la conferma di Pedrosa sarebbe la priorità per il marchio dell’Ala) si garantirebbe i servigi di quella che è probabilmente la miglior seconda guida in circolazione, situazione che vedrebbe il totale benestare del “golden boy” Marc Marquez.

Se Dani dovesse saltare, Honda dovrebbe tirare fuori un nome da accostare al Cabroncito, ma trovare un’alternativa percorribile e soddisfacente sembra molto difficile. Tra i piloti satellite attualmente in MotoGP nessuno sembrerebbe meritevole del passaggio in HRC e allora tanto vale lavorare di fantasia, promuovendo l’olandese Michael Van Der Mark (molto amato dal costruttore) dalla Superbike e lasciando il suo posto affianco a Nicky Hayden a un altro americano, PJ Jacobsen, che sta ben figurando in Supersport: benché siano entrambi piuttosto fallosi, la loro velocità potrebbe essere un’arma da tenere in conto, ammesso che Honda accetti di mettere un altro giovane rampante, potenzialmente “fastidioso”, al fianco di Marquez.

150210-andrea-iannone-luigi-dall_igna-andrea-doviziosoNel valzer dei piloti, come detto, resterà certamente sguarnita la seconda delle Suzuki, moto in crescita dal punto di vista tecnico e ben supportata dalla casa madre. Tra i nomi accostati al team diretto da Davide Brivio, oltre al già citato Pedrosa, c’è quello di Johann Zarco (precettato come tester a partire dall’estate, pur se non necessariamente candidato a subentrare come titolare il prossimo anno), ma potrebbe entrare in gioco anche colui che uscirà dal “giro” Ducati tra Andrea Iannone e Andrea Dovizioso. Chi dei due dovesse lasciare Borgo Panigale diventerebbe una delle schegge impazzite del mercato, anche se Ducati ha assicurato che nessuna comunicazione riguardo ai piloti verrà data finché al “fuoriuscito” non sarà trovata una collocazione in un’altra squadra, assicurandosi che possa disporre di una posizione dignitosa anche nel 2017.

Non è detto che questa posizione dignitosa non possa essere rappresentata proprio da uno dei team ufficiali in cerca di forze fresche: se è complesso immaginare un italiano in HRC (Dovizioso ha già fatto parte della squadra, Iannone non sembra corrispondere all’identikit del pilota Honda), più logico sarebbe vederli, oltre che in Suzuki, anche in KTM. Le grandi doti di collaudatore del Dovi, in particolare, rappresentano un bagaglio invitante per un team all’esordio, mentre il pilota di Vasto potrebbe essere una carta più adatta per Suzuki. Difficile invece prevedere i movimenti interni ai team satellite; l’unica certezza è che dalla Moto2 saranno promossi Alex Rins (Yamaha Tech3) e Sam Lowes (Aprilia), quest’ultimo deputato a prendere il posto di Alvaro Bautista o, più probabilmente, di Stefan Bradl.

Edoardo Vercellesi – Twitter: @edoverce97