Semaforo Verce: il tallone di Enea

Perdonate il titolo scontatissimo, ma donare una connotazione mitologica all’impresa compiuta oggi da Enea Bastianini è quantomeno doveroso. Sul tracciato di Brno il riminese si è inventato una gara di cuore e di fame, condotta interamente nelle posizioni di testa e conclusa con il secondo posto finale malgrado una frattura al calcagno destro rimediata Venerdì nel corso delle prove libere.

Chi segue il Motomondiale conosce bene il valore di Bastianini, dimostratosi subito uno dei talenti più interessanti della classe Moto3 e capace di collezionare prestazioni di rilievo già nella prima metà della sua stagione d’esordio. Il pilota può contare su un pacchetto molto competitivo, avendo a disposizione una KTM veloce e una squadra top come il team di Fausto Gresini alle spalle, ma la moto va pur sempre guidata ed Enea lo sta facendo egregiamente, dimostrando anche un’ottima attitudine alla battaglia.

Ad avvalorare il risultato è anche un altro fattore. Al di là dell’infortunio, in Repubblica Ceca Bastianini non ha collezionato il weekend più efficace dell’anno e nelle prove ha faticato a restare con costanza nella top ten; proprio per questo sorprende la seconda piazza in gara alle spalle del rapidissimo, astuto e spesso sottovalutato Alexis Masbou, frutto di uno scatto fulmineo al via, di un primo giro “alla morte” e di una grande abilità nel corpo a corpo.

33bastianinienea_ds-_s1d8809_slideshow_169Photo: motogp.com

Ovviamente il dolore per la frattura non ha aiutato e la sofferenza è stata ben visibile al parco chiuso, dove nonostante i sorrisi e la felicità per il semi-miracolo fatto la “Bestia” zoppicava vistosamente. Molto alla lontana, la vicenda ricorda quella che coinvolse Jorge Lorenzo ad Assen 2013: il maiorchino, demolitosi una clavicola il giovedì, si fece operare il giorno seguente e, dopo aver saltato le qualifiche, corse la Domenica con la spalla fresca di intervento, aggiustata con una placca in titanio e delle viti, giungendo al traguardo quinto, stremato e in lacrime per il dolore. Quanto fatto da Bastianini non è paragonabile per diverse ragioni (l’assenza di intervento chirurgico, la parte del corpo interessata, la differenza di potenza e peso delle due moto), ma merita un encomio.

In chiusura, una pacca di incoraggiamento ad Alex Rins, caduto nella perfida trappola dell’esultanza anticipata: come il suo connazionale Julian Simon a Barcellona 2009, l’ispanico spilungone di Monlau Compéticion ha tagliato il traguardo del penultimo giro in testa e, credendo fosse l’ultimo, ha espresso tutta la sua gioia per una vittoria che non c’era; accortosi dell’errore, ha riaperto il gas chiudendo nono, ma il suo pianto al rientro ai box fa stringere il cuore. Nel 2009 Simon vinse il titolo della 125cc malgrado quell’episodio. Chissà che a Rins non possa capitare lo stesso…

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