Semaforo Verce: Tony lo sfigato

Nome: Antonio.
Cognome: Cairoli.
Segni particolari: otto volte campione del mondo di motocross.

Non spaventatevi, il titolo è puramente provocatorio, perché le vittorie del Signor Cairoli Antonio da Patti, Sicilia, non sorprendono più nessuno. Lo scorso weekend, il tracciato brasiliano di Trinidade è stato palcoscenico della conquista del suo ottavo titolo mondiale in carriera: a Tony sono bastate due gare di conserva, concluse con un 5° e un 3° posto, ma già il risultato della prima manche è stato sufficiente a dare la garanzia matematica del titolo, ottenuto con un round di anticipo piegando la resistenza del belga Jeremy van Horebeek grazie a 9 successi su 16 GP disputati.

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E’ difficile trovare parole che definiscano lo spessore del campione siciliano, a cui la definizione di semplice “pilota” va stretta; lasciamo allora che siano i numeri a esprimersi. Pupillo di Claudio De Carli e pilota Yamaha per tutta la prima parte della sua storia agonistica, nel 2003 Antonio debutta nel Mondiale nella classe MX2, categoria nella quale si aggiudica i titoli 2005 e 2007. Proprio nel 2007, tra l’altro, corre una gara “one shot” nella classe top, la MX1: Yamaha, che si gioca il titolo costruttori contro Suzuki, vuole Cairoli per sostituire l’infortunato Joshua Coppins e lo schiera nel GP di Gran Bretagna; al debutto, Tony vince il GP con un secondo e un primo posto di manche.

Tornando alla MX2, chiude il campionato 2006 al secondo posto dietro a Cristophe Pourcel e butta la stagione 2008 per un infortunio al ginocchio che lo relega al sesto posto finale; l’anno dopo, però, arriva il momento di fare sul serio e passare “full time” in MX1. Dal 2009 in poi c’è solo lui, sempre lui e ancora lui: il #222 inaugura una striscia vincente ancora ininterrotta, che lo vede campione all’esordio con Yamaha e dominatore dal 2010 in poi sotto l’egida del team ufficiale KTM Red Bull Racing.

Carta canta: sono otto titoli iridati in dieci anni. Come lui nessuno, o quasi. Nel mirino c’è ora solo Stefan Everts, primatista con i suoi dieci mondiali, un obiettivo che rappresenta l’ultima sfida rimasta al fenomeno di Patti, che in carriera ha già tagliato tutti i traguardi.

Il suo è un palmarès che non lascia spazio a dubbi e lo candida di diritto al ruolo di sportivo più rappresentativo del nostro paese. Tonino è il pilota, pardon, il campione che tutto il mondo ci invidia, il più grande motociclista del momento, una macchina da guerra che ha saputo mantenere tutta la sua umiltà e la sua umanità. Sempre disponibile con i tifosi, sempre riconoscente alla squadra, alla famiglia, alla fidanzata Jill e a papà Benedetto, venuto a mancare qualche mese fa, che con mamma Paola tanti sacrifici ha fatto per permettergli di muovere i primi passi.

E’ un peccato che, non essendo Antonio un calciatore o un pilota di MotoGP o Formula 1, in Italia la sua storia non sia degna di trovare spazio tra il grande pubblico.

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