IndyCar, Barber libere 2: Sato coglie l’attimo.

La pioggia ha condizionato la seconda sessione di libere dell’Honda Indy Grand Prix of Alabama spingendo i piloti a girare poco o a non scendere affatto in pista (tra questi anche quelli del team Penske), visto che per il resto del fine settimana si prevedono meteo favorevole e asfalto asciutto.
Tra i piloti che hanno comunque deciso di cimentarsi in pista, il più veloce è risultato Takuma Sato, che ha percorso appena 3 giri, ma ha azzeccato il momento giusto dato che successivamente è aumentata l’intensità della pioggia.

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IndyCar, Barber libere 1: Power traccia la rotta.

La nazionalità australiana non è l’unica cosa che li lega. Casey Stoner e Will Power hanno (almeno) un’altra caratteristica in comune: l’uno in MotoGp, l’altro in IndyCar (quando non si corre sugli ovali) sono i piloti più dotati dal punto di vista della velocità pura, ossia la capacità di andare subito forte, più forte degli altri non appena scendono in pista, o meglio ancora l’abilità di trovare immediatamente il limite. Poi magari nel corso del week end o in gara gli altri riescono piano piano ad avvicinarsi o anche a fare meglio, lavorando sull’assetto, sul passo oppure attraverso la strategia o una migliore gestione delle gomme, ma questa loro attitudine li rende a modo loro speciali.
La prima sessione di libere di Barber ha confermato questo schema ormai consolidato, infatti in vetta alla classifica troviamo proprio Power, che precede il compagno di squadra (e vincitore di St. Petersburg) Castroneves di 2 decimi, un distacco che può sembrare ridotto, ma che assume un’altra portata se pensiamo che la pista è lunga meno di 4 Km, che il giro si percorre in poco più di 70 secondi e che,escluso Power, abbiamo 17 piloti racchiusi in un secondo.

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IndyCar, St. Petersburg: L’esordio di Barrichello.

“Mi sono divertito”. Questo il primo commento di Rubens Barrichello dopo il suo esordio in IndyCar.
Era lui -il pilota recordman di presenze in F1- il volto nuovo più atteso e chiacchierato a St. Petersburg, il nome che, nei progetti e nelle speranze degli organizzatori, dovrebbe attirare interesse e seguito internazionale, bilanciando nel frattempo la partenza di Danica Patrick.
In verità il suo è stato un battesimo non privo di difficoltà, soprattutto di natura tecnica. Il brasiliano, infatti, ha vissuto prove libere tribolate a causa di problemi di affidabilità che non gli hanno consentito di girare molto, tanto che il buon Rubens in tre turni non è riuscito a fare meglio del ventesimo posto.
Poi in qualifica l’ex pilota della Williams ha dato segni di miglioramento piazzandosi tredicesimo.
In gara Barrichello ha provato a trarre vantaggio dalle bandiere gialle, effettuando le prime due soste in occasione di altrettante situazioni di caution, ma negli ultimi giri, complice una seconda metà di gara senza ulteriori interruzioni, si è trovato in debito di carburante finendo per rimanere a secco a due giri dal termine: alla fine è stato comunque classificato in diciassettesima posizione.

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IndyCar, St Petersburg gara : Redivivo Castroneves.

Il ritorno di Spider Man. Helio Castroneves torna al successo e mette la sua firma in calce alla gara d’apertura della stagione 2012, quella dell’anno zero, del nuovo inizio dell’IndyCar con l’esordio del nuovo telaio Dallara DW12 e della rinnovata competizione tra motoristi con le nuove unità turbo.
Il pilota brasiliano, 36 anni, si riscatta dopo aver vissuto un 2011 difficile, concluso senza vittorie (non gli accadeva addirittura dal 1999) e con una deludente undicesima posizione in campionato, lontano dai team mate Power e Briscoe, proprio nell’anno in cui era in scadenza di contratto.
Ma Roger Penske gli ha dato ancora fiducia rinnovando un sodalizio che dura ormai dal 2000 e Castroneves lo ha ripagato con questa bella vittoria,festeggiata alla sua maniera ovvero arrampicandosi su per le reti di protezione.
La scena è stata particolarmente emozionante perchè la rete scelta da Castroneves (immagine in alto) era proprio quella della strada intitolata a Dan Wheldon, vincitore qui nel 2005 e al centro del pensiero di tutti (la bandiera verde è stata sventolata dalla sorella dello sfortunato pilota inglese): Helio ha più volte toccato l’indicazione “Dan Wheldon Way” come a dedicare la vittoria all’amico e collega scomparso.

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IndyCar, St. Petersburg qualifica: Si ricomincia da Power.

“C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole,anzi d’antico” recita l’incipit della poesia “L’aquilone” di Giovanni Pascoli: parafrasando il poeta possiamo dire che quest’anno molto è cambiato in IndyCar (telaio,motori,piloti,squadre…), ma c’ è qualcosa che sembra non cambiare mai, d’antico appunto.
Ci riferiamo a Will Power: quando si corre sugli stradali il pilota australiano è sempre li’, sempre protagonista, molto spesso in testa al gruppo. L’alfiere del team Penske ha tenuto fede alla sua nomea e ha fatto sua la prima pole dell’anno sul cittadino di St. Petersburg, Florida, conquistando il punto che spetta all’autore del miglior tempo in qualifica.
Sarà una prima fila tutta Penske, con Ryan Briscoe piazzatosi in seconda posizione in una Fast six completata dal duo di Andretti, composto da Hunter-Reay e Hinchcliffe, dal terzo Penske, Helio Castroneves, e da Pagenaud, primo “Hondista” dopo 5 motori Chevrolet. Ma il francese, come anticipato nel report sulla terza sessione di libere, dovrà arretrare di 10 posizioni sulla griglia di partenza proprio per aver sostituito il propulsore.
La sesta piazza va dunque a Scott Dixon, mentre gli altri piloti di Ganassi scatteranno dalla nona (Franchitti) decima (Rahal) e ventiduesima posizione (Kimball).

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IndyCar, St. Petersburg libere 3: La reazione di Pagenaud.

Simon Pagenaud, francese del team di Sam Schmidt, è il primo pilota ad incappare nella nuova penalità frutto della fine della monofornitura di propulsori in IndyCar e del conseguente ritorno della competizione tra motoristi: la norma 15.6.1 del regolamento sportivo stabilisce che, esclusa l’ipotesi di rottura del motore, il propulsore non può essere sostituito prima di aver raggiunto un chilometraggio minimo (1850 miglia pari a circa 3000 km), pena una sanzione di 10 posizioni di arretramento in griglia di partenza.
Motivi precauzionali hanno spinto il team Schmidt ad operare la sostituzione dopo le libere di ieri (nelle quali erano emersi dei problemi al motore Honda) ed ecco che è scattata la penalità.
Pagenaud, però, ha reagito alla grande, trasformando in carica positiva il disappunto per la sanzione ricevuta e ottenendo il miglior tempo della terza ed ultima sessione di prove libere, preludio alla prima sessione di qualifica della stagione.

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IndyCar, St Petersburg libere 1 e 2: E’ subito Penske contro Ganassi.

Il week-end di St.Petersburg, primo appuntamento 2012 del campionato IndyCar, si è aperto con le prime due sessioni di prove libere del venerdi’, dominate dai piloti dei due top team, ovvero Penske e Ganassi.
La prima sessione ha visto svettare Scott Dixon,Ganassi,che con il suo 1’03″0406,ha preceduto di quasi mezzo secondo il duo Briscoe-Power del team Penske, con Franchitti quarto. Molto equilibrio tra Honda e Chevrolet: nelle prime libere la top ten ha registrato 6 motori giapponesi e 4 americani, tra questi ultimi sono mancati,però, quelli del team KV Racing, con l’atteso Barrichello solo ventiquattresimo con appena 8 giri all’attivo a causa di problemi tecnici.
Nella seconda sessione,invece, i tempi si sono abbassati in maniera evidente, tanto che ben 20 piloti hanno girato sotto il miglior tempo della mattina: al comando si è portato Will Power (Penske), che ha preceduto il team mate Briscoe, il terzetto di Ganassi Franchitti-Rahal-Dixon e l’altro compagno di squadra Castroneves.

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IndyCar, St. Petersburg preview: i temi, la pista, i precedenti, gli orari tv italiani.

Una nuova era. Una sorta di anno zero. Questo,in estrema sintesi, è il 2012 dell’IndyCar. Si riparte da St. Petersburg, Florida, con un nuovo telaio, nuovi motori (sia perchè è cambiato il regolamento, sia perchè alla Honda si sono aggiunte Chevrolet e Lotus), nuovi team, nuovi piloti, un nuovo calendario con graditi ritorni di appuntamenti classici (Fontana, Detroit) e l’assoluta novità della prima gara in Cina per questa serie. Ma si riparte anche con il ricordo ancora vivo nel cuore di Las Vegas e della perdita di Dan Wheldon:la parola d’ordine è ricominciare si,ma senza dimenticare, per cui massima attenzione alla sicurezza.
E ancora: si riparte senza Danica Patrick, personaggio assoluto di questo campionato, capace di attirare l’interesse di tifosi,spettatori, tv, media e sponsor.
In compenso è arrivato Barrichello e gli organizzatori sperano che funzioni a bilanciare a livello d’immagine la perdita della Patrick: a livello sportivo nel cambio il campionato probabilmente ne ha addirittura guadagnato.
Tutto nuovo anche il vertice della Direzione Gara: trasferito ad altri incarichi il discusso Brian Barnhart,la palla passa ora a Beaux Barfield (che proviene dall’ American Le Mans Series e prima ancora dalla Champ Car), che sarà coadiuvato da Gary Barnard (anche lui in precedenza in Champ Car) e dagli ex piloti Arie Luyendyk e Johnny Unser,nella speranza che il loro operato si caratterizzi per omogeneità di giudizio, equilibrio e buon senso (che in più di un’occasione sono mancati lo scorso anno).
In un contesto economico-finanziario difficile (sia negli Usa che nel mondo), si è riusciti ad allestire un parco partenti molto valido sia numericamente (26 i piloti in pista nella prima gara, cui si aggiungeranno altre presenze strada facendo) che qualitativamente: peccato solo per i nostri colori che Pantano non abbia trovato spazio e Filippi sia al via “solo” da Indianapolis (comunque già esserci è positivo).
Ritorna dopo molti anni anche il confronto tra motoristi,con i test che hanno mostrato un buon equilibrio tra Honda e Chevrolet, mentre Lotus sembra più indietro a causa del ritardo del progetto che l’ha portata in pista tardi e con squadre di seconda fascia, dal momento che i top team si erano nel frattempo accasati con gli altri due motoristi.
C’è curiosità intorno al nuovo telaio Dallara (intitolato a Dan Wheldon), che ha ben superato alcuni inevitabili problemi di gioventù, anche se ha fatto storcere un pò il naso agli appassionati per le sue forme: si sà anche l’occhio vuole la sua parte, ma la cosa più importante è che la nuova Dallara Dw12 si dimostri veloce, sicura ed affidabile, poi col tempo forse ci abitueremo….
Rilancio? Consacrazione? Ritorno ai fasti della vecchia Cart? Noi lo speriamo per l’Indycar, augurandoci di assistere ad una stagione avvincente e spettacolare. Buon campionato a tutti e Forza Filippi!

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F1, Nessuno peggio della Ferrari !

Quella che vi presentiamo è un’analisi dagli esiti per certi versi attesi, per altri sorprendenti, per altri ancora preoccupanti,almeno per quanto riguarda Maranello e dintorni.
Abbiamo pensato di verificare eventuali progressi o passi indietro dei team di Formula 1 rispetto ad un anno fa, confrontando per ognuno di loro le prestazioni del Gp d’Australia 2012 con quelle della corsa di Melbourne del 2011: per ogni squadra abbiamo raffrontato il proprio giro più veloce in gara di quest’anno con quello dell’anno scorso e lo stesso abbiamo fatto per il miglior giro fatto segnare in qualifica.
In entrambi i casi nella nostra analisi abbiamo considerato come indicativa del potenziale di ogni squadra la miglior prestazione ottenuta dal più veloce dei due piloti di quel team in quel caso specifico: cosi’, per esempio, nel valutare la McLaren 2012 abbiamo tenuto conto in qualifica del tempo di Hamilton (migliore di quello di Button) e in gara del tempo di Button (migliore di quello di Hamilton).
Sempre avendo come obiettivo quello di raffrontare la prestazione assoluta del 2012 rispetto a quella del 2011, abbiamo utilizzato come dato della qualifica il miglior tempo assoluto fatto segnare da quel dato pilota: per esempio, Kobayashi si è qualificato tredicesimo nel Gp di quest’anno con il tempo di 1.26.590 (ottenuto in Q2), ma noi abbiamo usato come riferimento l’1.26.182 ottenuto dalla stesso giapponese in Q1, in quanto migliore.
Ebbene il risultato di questa analisi è che alcuni team hanno migliorato i loro crono rispetto allo scorso anno, altri hanno peggiorato (e lo vedremo in dettaglio) e tra questi la Ferrari è quella che ha fatto peggio. In altre parole la Ferrari è la squadra che da Melbourne 2011 a Melbourne 2012 ha compiuto più passi indietro, altro che presentare una vettura in grado di competere per la vittoria sin dalla prima gara come era nelle intenzioni (e nei proclami…) di Montezemolo, Domenicali e compagnia bella!

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IndyCar, Impariamo a riconoscerli.

Nuovo telaio, nuovi motori, nuovi piloti, nuove livree: il campionato 2012 inizia il prossimo 25 marzo a St. Petersburg e noi vogliamo proporvi le immagini delle 26 vetture che saranno al via della stagione.
Un modo per imparare a riconoscere (noi per primi) i protagonisti della serie, in modo da seguire con maggiore cognizione di causa le diverse fasi di gara.
Cominciamo col campione in carica Dario Franchitti (Chip Ganassi Racing, Dallara-Honda, numero 10): dopo il salto troverete il resto dello schieramento.Qual’è la vostra livrea preferita?

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IndyCar, Sebring day 4: Dixon si conferma al vertice.

C’è ancora la firma di Scott Dixon sull’ultima giornata dei test IndyCar a Sebring: con 51.7938 il pilota neozelandese ha migliorato il crono del giorno precedente, stabilendo il giro più veloce dei 4 giorni sul tracciato della Florida (il vincitore della Indy 500 2008 è stato tra l’altro l’unico a scendere sotto i 52 secondi).
Alle sue spalle si è confermato il compagno di squadra Dario Franchitti, che era stato il più rapido nella sessione mattutina e continua a lavorare soprattutto sul posizionamento del pedale del freno all’interno della sua Dallara DW12.

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IndyCar, Sebring day 3: Uno-due Ganassi.

Dopo la pausa di mercoledi’, sono ripresi ieri i test IndyCar sul tracciato di Sebring: è la volta dei piloti del secondo gruppo con il team Ganassi subito sugli scudi.
Scott Dixon è risultato il più veloce al mattino con il tempo di 51.96 (primo ed unico a scendere sotto i 52 secondi in questi 3 giorni), mentre Franchitti, dopo aver trovato il giusto feeling con la vettura (sulla Dallara dello scozzese è stato montato uno speciale kit che gli permetterà di continuare a frenare col destro, mantenendo una sua consolidata abitudine) si è progressivamente avvicinato ai tempi del team-mate chiudendo alle sue spalle staccato di 173 millesimi e risultando il più rapido del pomeriggio. Gli altri piloti Ganassi compaiono in sesta (Rahal) e nona posizione (Kimball).

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IndyCar, E’ ufficiale: Barrichello sbarca in America (e correrà anche sugli ovali…).

Come vi avevamo anticipato ieri, oggi è arrivato l’annuncio ufficiale: Rubens Barrichello guiderà la Dallara-Chevrolet numero 8 del team KV Racing nel prossimo campionato IndyCar.
La vera notizia di oggi è che il 39enne pilota brasiliano disputerà l’intera stagione, correndo quindi anche sugli ovali. Noi, nel nostro piccolo, lo ipotizzamo giusto un mese fa ( http://motorsportrants.wordpress.com/2012/02/01/indycar-barrichello-gli-ovali-non-sono-un-impedimento/ ), analizzando motivazioni umane,sportive ed economiche di questa scelta.

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Barrichello in IndyCar: è fatta!

Manca ormai solo l’ufficialità, ma a questo punto possiamo affermare con certezza che Rubens Barrichello sarà al via della prossima stagione di IndyCar al volante della Dallara-Chevrolet del team KV Racing.
L’annuncio avrà luogo in una conferenza stampa che si terrà in Brasile nei prossimi giorni, probabilmente già domani.
Il pilota brasiliano, 39 anni, avrà come compagni di squadra l’amico Tony Kanaan (tra i maggiori artefici del suo sbarco in America) ed il venezuelano Viso, alfieri del team di Jimmy Vasser già nella passata stagione.
L’accordo è stato reso possibile dall’intervento di uno sponsor brasiliano, che dovrebbe essere l’azienda di costruzioni Brasil Maquinas.

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IndyCar, Barrichello: “Gli ovali? Non sono un impedimento.”

Sin dal momento in cui si è sparsa la notizia del test di Barrichello in IndyCar, tra gli addetti ai lavori e gli appassionati si è generata una certa perplessità circa un effettivo impegno a tempo pieno oltreoceano per il pilota brasiliano, uno scetticismo che si poggiava sulla promessa fatta da Rubens alla moglie di non correre sugli ovali.
Invece dopo il positivo test svolto a Sebring (che sembra aver soddisfatto tutti: pilota,squadra e promotori del campionato) lo scenario potrebbe cambiare, almeno ad ascoltare le dichiarazioni di Barrichello.

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IndyCar, Barrichello: Buona la prima.

Bilancio positivo al termine della prima giornata di test di Rubens Barrichello al volante di una monoposto IndyCar: il brasiliano ha completato 94 giri sul tracciato corto di Sebring per una distanza totale di circa 150 miglia (nel video in alto il primo out-lap) con tempi molto interessanti.
Secondo i dati ufficiosi Rubens avrebbe girato a pochi decimi da Tony Kanaan, il pilota titolare del team KV Racing, grande amico dell’ex pilota della Williams e maggiore artefice di questo test.
Kanaan, sempre secondo rilevamenti non ufficiali, è stato il più veloce di giornata, ricordiamo che in pista erano impegnati anche Servia (Lotus), Ryan Hunter-Reay e James Hinchcliffe (Andretti/Chevrolet), e il trio Penske Briscoe, Castroneves e Power (Chevrolet).

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IndyCar, Barrichello scende in pista a Sebring.

Dopo aver osservato l’amico Tony Kanaan completare la prima parte del test programmato dal team KV Racing sul tracciato corto di Sebring, è arrivato il suo turno: Rubens Barrichello è sceso in pista al volante della Dallara DW12 motorizzata Chevrolet del team di Jimmy Vasser, ancora in “livrea” carbonio.
Rubens, rimasto affascinato dal sound del motore turbo, ha scherzato dicendo : “Spero di non rompere niente e di non provocare danni a Jimmy (Vasser n.d.r)”, poi a chi gli chiedeva se questo test esplorativo potesse essere il preludio ad un impegno effettivo in IndyCar, il brasiliano ha risposto: “Vedremo. Al momento non ho alternative, quindi staremo a vedere.”
In attesa di sviluppi e di maggiori informazioni sul test (che è in corso di svolgimento e proseguirà anche domani), dopo il salto vi proponiamo il link di un breve filmato di Barrichello che scende in pista al volante della Dallara.

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IndyCar, Barrichello proverà a Sebring con KV Racing. 20 anni fa il test di Senna con Penske.

Subito dopo l’annuncio dell’accordo tra Bruno Senna e la Williams, che di fatto ha lasciato Barrichello senza un sedile in F1 dopo ben 19 stagioni di militanza, su twitter Tony Kanaan, grande amico di Rubens, invitava il recordman di presenze nei Gran Premi a raggiungerlo in IndyCar.
Ebbene non si trattava di una proposta fine a sè stessa: Barrichello proverà lunedi e martedi prossimo a Sebring con il team KV Racing di Jimmy Vasser e Kevin Kalkhoven (proprio la squadra di Kanaan) al volante della nuova Dallara DW12 motorizzata Chevrolet.
KV Racing ha ancora disponibili due sedili, visto che del trio Kanaan-Sato-Viso schierato lo scorso anno è stato confermato il solo brasiliano.
C’è curiosità per capire con quale spirito e con quali obiettivi Barrichello, 40 anni e nessuna esperienza specifica degli ovali, affronterà il test: si tratta di semplice divertimento oppure di qualcosa di più concreto che prelude ad un effettivo passaggio in IndyCar?
Corsi e ricorsi storici, 20 anni fa un altro brasiliano,il mitico Ayrton Senna, anche allora su un invito di un amico e connazionale (Emerson Fittipaldi),testò una vettura di Formula Indy (anche in quel caso motorizzata Chevrolet).
Dopo il salto vi proponiamo il video di quel test, che, ovviamente, nasceva in un contesto e con motivazioni molto diverse da quelle della prova di Barrichello.

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F1 teams sotto la lente: Williams e Lotus…ormai Caterham

Williams: annata disastrosa: scende dal sesto al nono posto nel costruttori (con tutte le perdite economiche che ciò comporta in termini di minori introiti andando a peggiorare la situazione di un team già non molto florido), conseguisce appena 5 punti contro i 69 dello scorso anno (circa 14 volte in meno), va a punti solo …

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IndyCar, Wheldon: Lo speciale di Sky Sport Uk.

Vi proponiamo lo speciale dedicato a Dan Wheldon da Sky Sport Uk, che ripercorre, anche grazie a foto e filmati del passato (relativi al karting, alla Formula Ford e all’IndyCar), la vita e la carriera del pilota inglese.
Vi sono inserite le interviste a Kanaan, Franchitti, Mark Blundell, Anthony Davidson, Johnny Mowlem, Damon Hill, Eddie Jordan, Chip Ganassi e i messaggi di Lewis Hamilton, Jenson Button, Rubens Barrichello, Kyle Busch, Emerson Fittipaldi, Scott Dixon, Michael Andretti, del Panther Racing e del padre Clive.
A seguire la seconda e la terza parte (ringraziamo l’utente ” DJLEEUK ” che ha caricato i filmati su Youtube).

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F1, Ci vuole più uniformità di giudizio.

Premessa. Prima che si possano scatenare fraintendimenti con gli “Hamiltoniani” e quindi conseguenti polemiche, voglio precisare che questo post non vuole criticare,offendere o denigrare l’inglese e che il contatto Hamilton/Massa di domenica scorsa serve soltanto e puramente come spunto per svolgere una considerazione di portata generale sulle valutazioni disciplinari dei commissari sportivi.
Sempre a scanso di equivoci si vuole, inoltre, ribadire quanto già riportato nei precedenti post e commenti dei giorni scorsi: ad opinione di chi scrive quel contatto è stato assolutamente non intenzionale e dovuto al fatto che Lewis,come dichiarato a fine gara, non ha visto Felipe (scusandosi molto sportivamente) e quindi bene hanno fatto i commissari a giudicarlo come semplice contatto di gara senza prendere provvedimenti disciplinari.

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F1, La sparata di Barrichello.

immagine tratta dal sito www.motorsport.com

Se esistesse un ipotetico titolo riservato alla sparata più grossa dell’anno, Rubens Barrichello sarebbe prepotentemente in lizza in virtù della dichiarazione resa nei giorni scorsi.
Interrogato in merito alle voci che vogliono Raikkonen in Williams il prossimo anno, il brasiliano ha commentato: “Non credo che chiunque altro, compreso Kimi, sia in grado di offrire qualcosa più di me.”

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