Sprint Cup – Matt DiBenedetto guiderà per il Go FAS Racing

Gran colpo per il piccolo team guidato da Frank Stoddard e l’amico Archie St. Hillarie, che hanno stretto un accordo con Matt DiBenedetto. Il pilota californiano proviene dal BK Racing, team che l’ha portato all’esordio nel 2015, e nonostante un ottimo 2016, condito anche da un sesto posto a Bristol, il contratto non è stato …

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Sprint Cup – Jeffrey Earnhardt e Bobby Labonte al GoFas Racing nel 2016

Can-Am, marchio di proprietà Bombardier Recreational Products, sponsorizzerà Jeffrey Earnhardt e la Ford Fusion #32 del GoFAS Racing Team per 11 gare e come sponsor associato per 23 appuntamenti che permetterà cosi al giovane pilota di terza generazione di competere per il Rookie of the Year nella stagione 2016 della Sprint Cup Series. “Il mio obiettivo è …

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Trovato l’accordo per la vettura numero 47: AJ Allmendinger e il team JTG Daugherty insieme nel 2014

Le voci giravano già da tempo, la notizia era nell’aria da giorni, ma solo nella giornata di oggi, Sabato 31 Agosto è giunta l’ufficialità dell’accordo tra AJ Allmendinger ed il team JTG Daugherty relativo alla stagione 2014. Il suddetto team, che gestisce la vettura numero #47 nella NASCAR Sprint Cup Series ha individuato nel trentunenne …

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Bobby Labonte infortunato in un incidente in bicicletta: tre costole rotte

[column col=”3/5″] Bobby Labonte, campione della NASCAR Sprint Cup Series nel 2000 – quando ancora si chiamava Winston Cup – è rimasto vittima di un incidente in bicicletta nei pressi della sua casa di Trinity, North Carolina nella mattinata di mercoledì. Il 49 enne originario di Corpus Christi, Texas, è stato portato in ospedale, dove …

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Todd Berrier lascia il JTG Daugherty Racing per diventare il nuovo crew chief di Regan Smith

Todd Berrier, ex crew chief di Kevin Harvick, in forza al JTG Daugherty Racing dall’inizio del 2012, è il nuovo crew chief di Regan Smith al Furniture Row Racing, dove prenderà il posto i Pete Rondeau già a partire da questo fine settimana a Indianapolis.

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Sprint Cup – Preview: I team sotto la lente di ingrandimento, parte 1

John Harrelson, Getty Images for NASCAR

La stagione che inizierà il prossimo fine settimana con il Budweiser Shootout si preannuncia molto combattuta e foriera di sorprese. Alcuni grandi team come il Roush Fenway Racing e il Richard Childress Racing hanno dovuto ridurre il proprio impegno, passando da quattro vetture a tre, a causa dell’abbandono di diversi sponsor, come UPS, che hanno preferito puntare su un impegno ridotto su una vettura vincente, piuttosto che sponsorizzare per un’intera stagione un team da metà schieramento.

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BACK TO THE FUTURE: L’unica Daytona 500 di Dale Earnhardt

ISC Archives/Getty Images

Quando mancano appena 68 giorni all’inizio della stagione 2012 della NASCAR, vi proponiamo una delle Daytona 500 più memorabili di sempre: quella del 1998.

Ci sono voluti vent’anni di tentativi, a Dale Earnhardt, per aggiudicarsi la 500 miglia di Daytona. Vent’anni di tentativi e delusioni per un pilota che non voleva sentir parlare di arrendersi e che in Florida aveva già vinto molte volte, ma mai nel giorno giusto, mai nella Great American Race.

Nel 1998 “The Intimidator” è riuscito a coronare il suo sogno in occasione del cinquantesimo anniversario della NASCAR, in una gara velocissima (la terza più veloce di sempre), interrotta da appena tre bandiere gialle. Il successo è arrivato in classico stile Earnhardt, correndo sempre davanti, sempre all’attacco: Dale ha condotto le danze per 107 dei 200 giri di gara e si è fatto trovare pronto quando una bandiera gialla, sventolata per un contatto tra Lake Speed e John Andretti al giro 198, ha segnato la fine anticipata dell’evento, mentre Mike Joy, voce della CBS, commentava:

“ Earnhardt usa la macchina del doppiato Rick Mast per avvantaggiarsi… 20 anni di tentivi, 20 anni di frustrazione, Dale Earnhardt passerà sotto la bandiera gialla per vincere la Daytona 500… finalmente!!”

fonte immagine: nascarulz.tripod.com

Earnhardt ha tagliato il traguardo davanti a Bobby Labonte e Jeremy Mayfield, ricevendo poi in pit road i complimenti di compagni e avversari, disposti su una lunghissima fila per salutare uno ad uno il vincitore.

Dopo il salto troverete il filmato integrale della gara

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Sprint Cup – Johnson inarrestabile, vince e sale al terzo posto in classifica, Harvick ed Edwards si salvano grazie alla strategia

Credit: Tom Pennington/Getty Images

Jimmie Johnson ha schiacciato la concorrenza al Kansas Speedway, dominando la Hollywood Casino 400 e uscendo vincitore da un finale in regime di gren-white-checker che ha portato la gara 5 giri oltre la lunghezza stabilita di 267 tornate. Carl Edwards e Kevin Harvick, quasi doppiati dopo due terzi di gara, riescono a limitare i danni grazie alla strategia e sono rispettivamente primo e secondo nella classifica generale.

La perentoria affermazione ottenuta nel Kansas, contenendo il ritorno di Kasey Kahne, è la seconda della stagione per il pilota della Chevrolet Impala #48, la 55esima in carriera su 357 presenze nella Sprint Cup, la 20esima su 74 gare affrontate nella Chase For The Cup.

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Sprint Cup – Gordon e Johnson stellari, Bowyer e Montoya ai ferri corti

Credit: Geoff Burke/Getty Images for NASCAR

Cosa abbiamo visto ad Atlanta

Jeff Gordon & Jimmie Johnson – Non che avessimo dei dubbi, ma i due piloti del team Hendrick hanno battuto un colpo bello forte in vista della Chase, regalandoci un duello che entra di diritto tra gli highlights della stagione 2011. Dieci giri tutti di traverso, a lottare con l’avversario e la propria macchina, che sono una boccata d’aria fresca in una stagione con fin troppe discussioni su consumi, nuovi asfalti e strategie nei pit-stop. Un sano finale in pieno stile “se sei incerto tieni aperto” era proprio quello che ci voleva. Gordon per sua stessa ammissione si sente ringiovanito dal nuovo rapporto con Alan Gustafson e rilancia la sua corsa al quinto titolo a 10 anni dalla sua ultima affermazione, dopo tre stagioni in cui complessivamente ha raccolto solo un successo. Wonder Boy non era così in forma da un po’ e sarà pericolosissimo nella Chase, soprattutto in virtù della competitività della Chevy #24 sulle piste intermedie da 1.5 miglia. Johnson dal canto suo “sente” l’arrivo della sua stagione e, nonostante abbia al suo attivo solo una vittoria, ottenuta a Talladega, sale in vetta alla classifica. La permanenza al primo posto durerà solo fino alla notte tra sabato e domenica, ma i segnali di un ritorno del cinque volte campione ci sono tutti: le sette top-10 nelle ultime 8 gare, le soste ai box migliorate e la fine dei battibecchi via radio con Chad Knaus lasciano pensare che non sarà così semplice togliere la coppa di mano all’uomo di El Cajon, il quale a fine gara, visibilmente dispiaciuto per il risultato, ma molto divertito per i numeri fatti in pista, ha commentato: “Grazie a Dio sono cresciuto correndo su piste sterrate. Se non avessi corso su tutte quelle piste nel deserto e negli stadi penso che sarei andato in testacoda 4 o 5 volte alla fine. Avevo un po’ più di velocità nei long runs ma non riuscivo a passarlo. Speravo che Jeff finisse le gomme per riacciuffarlo e più o meno è andata così ma non sono riuscito a soprassarlo. Ma ci siamo divertiti moto. Lottare così, di traverso, a 180 miglia all’ora giro dopo giro, è divertirsi”.

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Bristol – Kyle Busch è ufficialmente Bristol-man

kyle busch, fonte Nascarmedia.com

Kyle Busch è inarrestabile sul mezzo miglio del Tennessee. Tre vittorie nelle tre categorie nel 2010, due vittorie in Nationwide e Sprint Cup nel 2011.
Il bad-boy di Las Vegas è un concentrato delle caratteristiche necessarie per imporsi sugli short-track: velocissimo sulla breve distanza (il migliore in assoluto secondo la statistica dedicata della nascar, che si chiama Fastest Drivers Early In a Run), determinato, a volte anche troppo, nei duelli, fortissimo in restart e assistito da una pit-crew in grado di bruciare sul tempo i migliori concorrenti. Quest’anno sembra aver definitivamente messo da parte le sue intemperanze e a Bristol, in special modo, nessuno è stato in grado di opporsi alla Toyota #18 del Joe Gibbs Racing. Il più giovane dei fratelli Busch ha incassato la ventesima vittoria in carriera nella massima divisione a soli 25 anni e si é proiettato al sesto posto in classifica generale.
Di fronte a circa 120.000 spettatori, pochi rispetto al consueto sell-out che si registra costantemente in Tennessee, il primo dei due appuntamenti annuali a Bristol é partito con Carl Edwards, autore dell’unico giro sotto i 15 secondi delle qualifiche, in pole position. La prima fase di gara ha vissuto intorno alla parziale incertezza riguardo alle gomme Goodyear, afflitte da cedimenti durante le prove e oggetto di un cambio di mescola subito dopo le qualifiche. Le squadre avevano già utilizzato la nuova mescola su due piste, nel 2010, e il fornitore di pneumatici é così riuscito ad arginare un potenziale disastro. Tre soli gli inconvenienti originati dalle coperture, per Truex, Keselowski e un infuriato Robby Gordon. Problemi anche per Denny Hamlin, sdoppiatosi durante la competition yellow del giro 52, dopo che era rimasto coinvolto nell’incidente del giro 29 con, tra gli altri, Vickers, McMurray e Allmendinger. Il pilota della Toyota #11 ha poi chiuso al trentatreesimo posto, assestandosi sul diciassettesimo gradino della classifica ica.
In seguito la gara si é dipanata sul filo di lunghi run in bandiera verde, con Johnson e Kyle Busch in evidenza come i più veloci in assoluto. Come lo stesso Johnson ha fatto notare a gara terminata, girare con aria “pulita” si é rivelato fondamentale: i migliori avevano un passo molto simile e chi si trovava davanti riusciva ad acquisire un certo vantaggio, mentre gli altri si rallentavano a vicenda.
Tutto si é deciso all’ultima sosta, ad una settantina di giri dal traguardo, quando Johnson é rientrato primo ed é uscito dai box al quarto posto, scavalcato da Busch, Edwards, e Harvick. Lo spettro dei problemi avuti nel 2010 dalla pit-crew della #48 si é materializzato nuovamente davanti al californiano di El Cajon, che si dice comunque fiducioso nelle capacità di miglioramento dei suoi nuovi meccanici, comportatisi molto bene durante tutto il resto della Jeff Byrd 500. A quel punto tutti avevano benzina e gomme per arrivare alla fine e non si sono più fermati.

i tre che si sono giocati la gara nel finale, fonte Nascarmedia.com

La gara si é risolta in uno scontro a tre sul filo dei decimi tra Busch, Edwards e Johnson, durato diversi giri e intervallato da alcune bandiere gialle, ma conclusosi a favore del pilota del Nevada, perfetto nei restart, che ha preso margine nel finale, tagliando il traguardo davanti alla Ford #99, alla Chevy #48, autrice del maggior numero di giri in testa, alle Ford di Kenseth e del sorprendente Menard, con Harvick, Busch, Biffle, Kahne, Newman, Earnhardt e Martin a chiudere la top twelve.

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