IndyCar, la Photogallery dei test di Sebring.

Proseguono i test IndyCar di preparazione alla stagione 2012 e il circuito corto di Sebring (la variante denominata “Club Road Course” lunga 1.7 miglia) vede impegnati per la prima volta contemporaneamente tutti e tre i motoristi (Honda, Chevrolet e Lotus) per il primo confronto in pista.
Nella giornata di ieri hanno girato Helio Castroneves e Ryan Briscoe (Team Penske /Chevrolet), JR Hildebrand (Panther Racing /Chevrolet), Simon Pagenaud (Sam Schmidt Motorsports /Honda), Tony Kanaan (KV Racing Technology /Chevrolet), Marco Andretti (Andretti Autosport /Chevrolet), Scott Dixon (Target Chip Ganassi Racing /Honda) e Simona De Silvestro (HVM Racing /Lotus).
Non sono stati divulgati tempi ufficiali, ma secondo fonti ufficiose il più veloce sarebbe stato Scott Dixon, il quale avrebbe girato in 53 basso.

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IndyCar, Tutte le news sul 2012.

immagine tratta dal sito www.indycar.com

Il mercato dei team e dei motori Il 2012 sarà un anno di grandi cambiamenti per l’IndyCar: esordirà,infatti, il nuovo telaio Dallara e ci sarà il ritorno ai motori turbo (V6 di 2.2 litri di cilindrata) che saranno forniti da tre motoristi: Honda, Chevrolet e Lotus.
Proprio quest’ultima nei giorni scorsi ha comunicato di aver raggiunto l’accordo di fornitura con 4 team (HVM, Herta, Dreyer & Reinbold e il neonato Michael Shank Racing), ponendo fine alle illazioni che si erano create sulla sua effettiva partecipazione al campionato, originatesi a causa dell’iniziale ritardo del programma del costruttore inglese.
In particolare il Dreyer & Reinbold Racing, team che quest’anno ha schierato per tre gare anche il nostro Giorgio Pantano, dovrebbe avere una posizione privilegiata assurgendo probabilmente a team ufficiale.

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IndyCar, Las Vegas: In pole c’è Kanaan.

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Sarà Tony Kanaan a scattare dalla pole position della 300 miglia di Las Vegas incamerando il primo punto bonus del week-end.
L’esperto pilota brasiliano del team KV-Lotus ha girato alla media di 355.324 Km/h completando i due giri di qualificazione in 50.0582 secondi.
Escludendo Viso e Jakes, senza tempo per la sostituzione del motore, l’ultimo tempo cronometrato in classifica, quello di Simona De Silvestro (50.9637 secondi), è a soli 9/decimi dalla pole (distacco lo ribadiamo relativo a due giri), a dimostrazione del grande equilibrio in pista, che lascia presupporre una gara estremamente combattuta.

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Indycar, Las Vegas: Danica Patrick guida le prime prove libere.

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C’è Danica Patrick in cima alla lista dei tempi della prime prove libere della 300 miglia di Las Vagas che chiuderà la stagione 2011 dell’IndyCar.
Per evidenti ragioni legate all’alto numero di vetture iscritte, i 34 piloti sono stati divisi in due gruppi che si sono alternati in pista.
Proprio il passaggio di molte vetture ha pulito in breve tempo la traiettoria gommando la pista e consentendo di ottenere già in questa prima sessione tempi di assoluto rilievo: la Patrick ha girato in 24.7349 secondi alla media di 359.55 Km/h, ma tutti sono estremamente vicini con la top ten racchiusa in poco più di due decimi e l’intero plotone in meno di sei decimi di secondo.

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IndyCar, Kentucky: Carpenter in volata dopo il caos ai box.

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La cronaca. Il leader della classifica Will Power parte in prima posizione (portando a casa il punto extra della pole) affiancato da Graham Rahal, gli altri championship contenders sono attardati: Dixon scatta settimo, Franchitti, afflitto da problemi al motore, solo undicesimo.
Al via Power prende il comando e guida autorevolmente il primo quarto di gara accumulando sino a tre secondi su Rahal (un vantaggio di tutta comodità in un ovale dove i 29 piloti sono racchiusi in qualifica in mezzo secondo e i distacchi si misurano in millisecondi).
Franchitti ,però, non è da meno: recupera sino in sesta posizione e viaggiando in scia riesce a conservare un pò di carburante.
Dopo il ritiro di Castroneves per problemi al motore,si apre la finestra della prima sosta ai box: tra i primi a fermarsi proprio Power e si verifica l’episodio che gli compromette la gara (e, forse, il campionato).

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IndyCar, Kentucky preview.

Il circuito e i precedenti. Torna in pista l’Indycar per il penultimo appuntamento stagionale: dopo sei stradali nelle ultime sette gare il finale di campionato prevede due gare su ovali,partendo domenica prossima dal Kentucky Speedway.
Relativamente recente (ultimato nel 2000),il circuito è situato a Sparta, città dello stato del Kentucky nella parte centro-orientale degli Stati Uniti, e appartiene alla categoria dei tri-ovali,come possiamo vedere dall’immagine in alto.
La lunghezza è pari a 1.5 miglia (pari a 2.4 km) e la gara si articolerà su 200 giri per la distanza complessiva di 300 miglia (cioè 480 km).
Quello del Kentucky è un appuntamento ormai classico,l’IRL prima e l’IndyCar poi vi corrono ininterrottamente dal 2000: il record sul giro in qualifica appartiene a Sarah Fisher, che nel 2002, girando in 24.0661 secondi alla media di 221.390 miglia orarie (356.293 km/h),ottenne la pole (prima di una donna nella storia dei maggiori campionati a ruote scoperte).
Nelle edizioni precedenti il maggior numero di vittorie (due a testa) è di Buddy Lazier e Sam Hornish jr,mentre il team Penske è la squadra che ha ottenuto qui il maggior numero di successi (tre).
Tra i piloti in griglia qui hanno vinto Tony Kanaan (2007), Scott Dixon (2008), Ryan Briscoe (2009) e Helio Castroneves (2010).
Proprio Scott Dixon è il pilota che vanta qui i migliori precedenti tra i tre che sono in lotta per il titolo: il neozelandese ha ottenuto,infatti, in otto partecipazioni, una vittoria, due poles e quattro arrivi nella top-five, mentre Power,in tre precedenti,è partito una volta in prima fila ed è arrivato due volte nella top-ten e Franchitti,nei sei precedenti, è scattato due volte in prima fila,ma ha ottenuto un solo arrivo nella top-five.
Tre volte è successo che il pilota vincente al Kentucky Speedway ha conquistato il titolo a fine stagione (Buddy Lazier nel 2000, Sam Hornish Jr. nel 2006 e Scott Dixon nel 2008).

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IndyCar, Motegi gara: L’analisi.

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I pretendenti al titolo. Scott Dixon centra il bottino pieno a Motegi: vittoria più punti bonus per la pole e il maggior numero di giri condotti in testa (62 sui 63 totali), rientrando in piena lotta per il titolo.
Ma il bilancio del team Ganassi è dai due volti: a far da contraltare alla splendida performance del pilota neozelandese, c’è il mezzo disastro di Franchitti.
Lo scozzese, reduce da una difficile qualifica che lo aveva visto solo nono, con una buona partenza si era portato in quinta posizione,ma in fase di ripartenza dopo la prima situazione di caution ha tamponato Briscoe, innescando una carambola che ha coinvolto anche i piloti del team satellite di Ganassi – Rahal e Kimball-: tutti sono riusciti a proseguire,ritrovandosi,però ,in fondo al gruppo.
Chip Ganassi, in diretta poco dopo l’incidente e poi dopo anche a fine gara, ha criticato duramente Franchitti giudicando troppo ambiziosa la sua manovra,accusandolo senza mezzi termini di aver rovinato non solo la sua gara,ma anche quella di Rahal e Kimball (e di Briscoe aggiungiamo noi,meritando il drive through che la direzione gara gli ha assegnato).

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IndyCar, Motegi gara: En plein di Dixon.

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La cronaca della gara.Tutti i piloti della top ten partono con le gomme morbide,tranne Andretti che si schiera con le dure.
Al via la prima curva è fatale a Castroneves, che vanifica la buona qualifica bloccando l’anteriore e arrivando lungo: dopo una lunga escursione fuori pista rientra in coda.
Franchitti guadagna tre posizioni ed è sesto,Dixon guida il gruppo davanti a Power, Rahal, Kimball, Briscoe e lo stesso Franchitti.
Dal giro 3 al giro 6 rientrano ai box Mutoh,Pantano,Kanaan e Castroneves che provano a mischiare le carte sperando in un’ immediata bandiera gialla,che però non arriva.
I sorpassi sono molto difficili su questa pista e l’azione latita: riavvivano la corsa Briscoe e Franchitti che passano Kimball (siamo al giro 8).
Al giro 16 Pantano prova a sopravanzare la De Silvestro,ma stacca troppo tardi e finisce fuori pista rientrando ultimo.
Tre passaggi dopo De Oliveira prova il sorpasso su Sato per il decimo posto, ma i due finiscono a contatto effettuando un’escursione nella via di fuga e rientrando,rispettivamente, in quindicesima e sedicesima piazza.
Giro 21: iniziano i pit-stop programmati; si fermano prima Rahal e Briscoe (con l’australiano che guadagna la posizione ai box),poi il giro dopo Dixon e Power,con posizioni inalterate, e infine Franchitti (tutti montano le dure)
Giro 23: prima bandiera gialla causata dalla vettura di De Oliveira, ferma in una via di fuga a causa di un problema tecnico.
Si riparte al giro 26: alla prima curva Franchitti tampona Briscoe innescando un contatto che convolge anche Rahal e Kimball: nuova bandiera gialla,tutti e 4 i piloti riescono a riprendere la pista e approfittano per effettuare la sosta (Franchitti sostituisce l’ala anteriore danneggiata nel contatto e rientra una seconda volta per scontare un drive through).

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IndyCar, Motegi qualifiche: Dixon di un soffio.

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Scott Dixon beffa Will Power, facendo segnare il miglior tempo nella terza e decisiva sessione di qualifiche a Motegi per soli 28 millesimi e sottraendo, quindi, al pilota australiano non solo la pole in sè,ma anche il punto aggiuntivo che spetta al pole sitter.
Questa è l’unica buona notizia della giornata per Dario Franchitti,il quale dopo un buon lavoro nelle libere (dove nel combinato delle sessioni aveva il quarto tempo proprio davanti al rivale Power) si è un pò perso in qualifica,dove non è riuscito ad entrare nella fast six e si dovrà accontentare della nona posizione in griglia.
Il pilota scozzese stranamente è risultato il più lento della pattuglia Ganassi,alle spalle non solo di Dixon,ma anche dei piloti del team satellite: Rahal col terzo posto si conferma dopo la prima fila di Baltimora e Kimball è settimo.

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IndyCar,Motegi libere: Power dopo la scossa.

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La scossa.Leggero spavento per il circus dell’IndyCar per la scossa di terremeto magnitudo 6.2, con epicentro circa 220 km ad est di Tokyo, chiaramente avvertita anche a Motegi ieri pomeriggio alle 17.00 ora locale.
Non si segnalano danni a persone o cose e gli esperti hanno tranquillizato tutti chiarendo che si tratta di una delle numerose scosse di assestamento successive al fortissimo sisma dell’ undici marzo scorso.
Ryan Hunter-Reay ha dichiarato che si trovava nella sua stanza d’albergo e ha visto il televisore “camminare” lungo il tavolo.

Le prime libere. Questa mattina, come da programma, si sono normalmente svolte le prime prove libere, che hanno visto i piloti scendere in pista innanzitutto per prendere confidenza con il nuovo tracciato (come detto nei post precedenti solo Mutoh e De Oliveira lo conoscevano già).
In cima alla lista dei tempi si è subito portato Will Power,giunto qui galvanizzato dalle due vittorie consecutive di Sonoma e Baltimora e desideroso di guadagnare la testa della classifica di campionato,che lo vede per il momento a soli cinque punti da Franchitti.
L’obiettivo dell’australiano è duplice: assicurarsi qui il trofeo Andretti per il maggior punteggio ottenuto sugli stradali e soprattutto mettere in cascina quanti più punti possibile per avvantaggiarsi sul rivale,considerato che a quel punto mancherebbero solo due gare al termine della stagione da disputarsi su ovale, dove,almeno in passato, lo scozzese ha mostrato di essere più efficace.
Come già accaduto ad Edmonton e soprattutto a Sonoma,Power potrebbe contare sull’apporto dei due compagni di squadra: Castroneves ha fatto segnare il secondo tempo, Briscoe è quarto.

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IndyCar, Sonoma: Power domina, Pantano penalizzato.

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L’analisi Tripletta Penske nel tredicesimo appuntamento di questo campionato 2011, che molto presumibilmente rimarrà aperto sino al termine: a questo punto mancano soltato 4 appuntamenti,equamente divisi tra ovali e stradali, e Will Power, centrando bottino pieno (vittoria più punti bonus per pole position e maggior numero di giri condotti in testa), ha ridotto il gap in classifica in generale dal leader Dario Franchitti a 26 punti.
L’australiano ha condotto sempre la gara lasciando brevemente la testa (4 giri in tutto) solo in occasione delle due soste.
Una grande mano gli è arrivata dai compagni di squadra Castroneves e Briscoe, che hanno completato il podio consentendo la tripletta per il team del Capitano e soprattutto hanno tenuto dietro il duo di Chip Ganassi con Franchitti che ha preceduto Dixon.
In particolare mentre Briscoe ha viaggiato per buona parte della gara distante dai due team-mates, riuscendo a controllare le 2 vetture di Ganassi minacciose nei suoi specchietti,ma incapaci di costruire una manovra di sorpasso, Castroneves,invece, in diverse fasi è stato anche molto vicino a Power senza però riuscire ad attaccarlo.
Nell’unico restart della gara,avvenuto a pochi giri dal termine, il terzetto Penske si è ,diciamo cosi, “rispettato”,evitando di attaccarsi vicendevolmente e scortando il caposquadra sino al traguardo.
Del resto Castroneves,che è alla ricerca della riconferma per il prossimo anno,a Long Beach l’aveva combinata grossa speronando Power proprio in una fase di ripartenza:l’esperienza passata (e la situazione di campionato) ha portato il brasiliano ad adottare un atteggiamento più cauto.
Più in generale la gara ha presentato poche emozioni:in primis per la natura del tracciato poco favorevole ai sorpassi e in secondo luogo per il ricorrere di una sola situazione di caution giunta solo a pochi giri dal termine quando ormai tutti avevano completato le rispettive soste.
Ciò ha impedito quindi il confronto tra piloti su strategie alternative,chi ha provato a “sparigliare” effettuando la prima sosta fuori dalla finestra prevista (Kanaan,Pagenaud,Hildebrandt,Sato,Patrick),non ne ha tratto alcun vantaggio proprio perchè quasi tutta la gara è stata immune da situazioni di caution.
Un ruolo chiave,invece, è stato svolto dalle gomme.
E’ risultato chiaro che la mescola migliore era la morbida,che forniva prestazioni decisamente migliori della dura con una durata sostanzialmente uguale.
Stante l’obbligo di usarle entrambe, due dei tre stint totali sono stati affrontati con le morbide,divenendo cruciale la gestione dell’unico stint con le dure.

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IndyCar, Sonoma qualifica:Power guida la tripletta Penske.

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Tripletta Penske nelle qualifiche all’Infineon Raceway di Sonoma con Will Power a precedere Castroneves e Briscoe.
Segue il duo di Chip Ganassi con Franchitti e Dixon.James Hinchcliffe è sesto confermando il buon momento di forma.
Nella top ten anche Conway (primo della pattuglia Andretti),un positivo Bourdais,Viso (migliore dei piloti Lotus),e la prima lady in pista Ana Beatriz.

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IndyCar, Pazza Loudon: Hunter-Reay vittoria sub judice.

Tutto possiamo dire tranne che la 225 miglia di Loudon non ci abbia regalato colpi di scena e sorprese:contatti,incidenti,condizioni metereologiche particolari (leggi temperature basse e pioggia) ed un finale convulso e contestato tanto che il risultato è in attesa di omologazione essendo pendente un ricorso,ma andiamo per ordine. La cronaca. In pole c’è Dario Franchitti,al …

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IndyCar: ad Edmonton la rivincita di Will Power.

Era uscito decisamente deluso dal primo appuntamento canadese in quel di Toronto,tamponato prima da Franchitti (leader del campionato e poi vincitore della gara) e poi definitivamente eliminato da Tagliani (tra l’altro nè Dario,nè Alex erano stati penalizzati). Sul rinnovato circuito aeroportuale di Edmonton,però, Will Power si è preso una grande rivincita,rilanciandosi anche in classifica generale. …

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