Target lascia dopo 27 anni, segnale di resa per la IndyCar?

Se c’è uno sponsor che è sinonimo di IndyCar quello è sicuramente la Target, non è così? Chi di voi appassionato di motorsport non conosce le ‘rosse d’America’ con il fulmine giallo, auto magnifiche nella loro veste rossa capaci di far fare nottatacce anche a noi che di rosso conosciamo quello del cavallino rampante. Sono …

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Donne con le gomme, l’ex pilota Desiré Wilson: «Una lady ha tutto per fare bene in Formula 1»

  A cura di Ermanno Frassoni [divider] Da Brakpan, cittadina a maggioranza bianca del Sudafrica incastonata in una delle regioni più ricche del Continente Nero, il Gauteng, a Salt Lake City, nello Utah che alterna deserti inospitali a foreste di pini, Desiré Wilson nata Randall il 23 novembre 1953 non ha mai temuto le grandi …

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Just(in) a ‘Badass’ pictures gallery

La gente spera di vederci morire, è un sport in cui si rischia la pelle… Ti può succedere oggi e domani ti può succedere di nuovo …Quando uno rischia la vita così, non dovrebbe farlo per qualcosa di molto importante? Si, guai senno …Ma che cosa può esserci di tanto importante nel correre veloci più …

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In vendita il primo successo di Da Matta nella CART

Se vi capita di fare un salto da RK Motors in quel di Charlotte non potrete fare a meno di notare uno splendido esemplare di Reynard della serie CART con livrea blu sponsorizzata MCI Worldcom e per l’esattezza il telaio #96I030 (reg. CART/PPG IndyCar #262) con cui Cristiano Da Matta ha colto il suo primo successo …

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Rivedi e riascolta la puntata 44 di RetroBox con Mimmo Schiattarella!

Vi siete persi la fantastica puntata numero 44 di RetroBox con Domenico “Mimmo” Schiattarella in veste di ospite?  Nessun problema: eccovi video e file Mp3! Come sempre i nostri ospiti non si risparmiano e con Mimmo abbiamo parlato di Endurance, Formula 1, GT, cancelli e molto altro ancora, dando libero sfogo alle vostre domande. Ancora …

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Indy 500 Classics: 1992, Al Unser Jr. e Scott Goodyear al photofinish (Video completo)

MotorsportsRants.com è lieta di presentarvi ‘Indy 500 Classics’, una breve rassegna video-storica, che a poco più di un mese dalla edizione 2013 della classica dell’Indiana, vi mostrerà quelle che secondo la redazione sono le quattro più belle e rappresentative edizioni della Indianapolis 500 di sempre. Si parte con l’edizione n.76 del 24 Maggio 1992, corsa in …

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IndyCar, St. Petersburg preview: i temi, la pista, i precedenti, gli orari tv italiani.

Una nuova era. Una sorta di anno zero. Questo,in estrema sintesi, è il 2012 dell’IndyCar. Si riparte da St. Petersburg, Florida, con un nuovo telaio, nuovi motori (sia perchè è cambiato il regolamento, sia perchè alla Honda si sono aggiunte Chevrolet e Lotus), nuovi team, nuovi piloti, un nuovo calendario con graditi ritorni di appuntamenti classici (Fontana, Detroit) e l’assoluta novità della prima gara in Cina per questa serie. Ma si riparte anche con il ricordo ancora vivo nel cuore di Las Vegas e della perdita di Dan Wheldon:la parola d’ordine è ricominciare si,ma senza dimenticare, per cui massima attenzione alla sicurezza.
E ancora: si riparte senza Danica Patrick, personaggio assoluto di questo campionato, capace di attirare l’interesse di tifosi,spettatori, tv, media e sponsor.
In compenso è arrivato Barrichello e gli organizzatori sperano che funzioni a bilanciare a livello d’immagine la perdita della Patrick: a livello sportivo nel cambio il campionato probabilmente ne ha addirittura guadagnato.
Tutto nuovo anche il vertice della Direzione Gara: trasferito ad altri incarichi il discusso Brian Barnhart,la palla passa ora a Beaux Barfield (che proviene dall’ American Le Mans Series e prima ancora dalla Champ Car), che sarà coadiuvato da Gary Barnard (anche lui in precedenza in Champ Car) e dagli ex piloti Arie Luyendyk e Johnny Unser,nella speranza che il loro operato si caratterizzi per omogeneità di giudizio, equilibrio e buon senso (che in più di un’occasione sono mancati lo scorso anno).
In un contesto economico-finanziario difficile (sia negli Usa che nel mondo), si è riusciti ad allestire un parco partenti molto valido sia numericamente (26 i piloti in pista nella prima gara, cui si aggiungeranno altre presenze strada facendo) che qualitativamente: peccato solo per i nostri colori che Pantano non abbia trovato spazio e Filippi sia al via “solo” da Indianapolis (comunque già esserci è positivo).
Ritorna dopo molti anni anche il confronto tra motoristi,con i test che hanno mostrato un buon equilibrio tra Honda e Chevrolet, mentre Lotus sembra più indietro a causa del ritardo del progetto che l’ha portata in pista tardi e con squadre di seconda fascia, dal momento che i top team si erano nel frattempo accasati con gli altri due motoristi.
C’è curiosità intorno al nuovo telaio Dallara (intitolato a Dan Wheldon), che ha ben superato alcuni inevitabili problemi di gioventù, anche se ha fatto storcere un pò il naso agli appassionati per le sue forme: si sà anche l’occhio vuole la sua parte, ma la cosa più importante è che la nuova Dallara Dw12 si dimostri veloce, sicura ed affidabile, poi col tempo forse ci abitueremo….
Rilancio? Consacrazione? Ritorno ai fasti della vecchia Cart? Noi lo speriamo per l’Indycar, augurandoci di assistere ad una stagione avvincente e spettacolare. Buon campionato a tutti e Forza Filippi!

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F1 ED INDYCAR…ANCHE L’OCCHIO VUOLE LA SUA PARTE

Crisi,mancanza di sponsor, di talenti, piloti paganti, piste ridicole,poco pubblico…e vetture brutte! Almeno questo male nel motorsport possiamo evitarcelo? Direi di si…

Se ne sta accorgendo anche chi fa le regole per fortuna. Fermo restando la sicurezza che deve venire prima di tutto, ma le vetture di F1 ed Indycar, regine delle ruote scoperte, sono veramente brutte da guardare. Una con lo scalino sul muso tipo lego ed alettoni sproporzionati…l’altra che sembra un panzer tedesco della seconda guerra mondiale. I team di F1 se ne sono accorti e sembra che la FIA per il prossimo anno corra ai ripari ed anzi potrebbe nascere una commissione che andrebbe a studiare le future forme delle monoposto come scritto da autosport questa settimana. Certo McLaren dimostra che lo scalino si poteva evitare, ma c’era da immaginarsi che lo avremmo visto sul 99% delle monoposto, e con la computer grafica si potevano anche fare delle prove sulle forme future. Sembrano lontanissimi i tempi in cui le vetture trasmettevano velocità solo a guardarle, con al loro aerodinamica pronta a trafiggere l’aria…Per fortuna possiamo rifarci gli occhi con l’endurance…

Confronto tra indycar

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IndyCar, Filippi in lizza per il volante del Rahal Letterman Lanigan.

Qualche tempo fa, parlando dell’ingaggio di Takuma Sato da parte del Rahal Letterman Lanigan, vi avevamo dato conto della volontà del team di schierare una seconda vettura per un impegno full-time.
Ebbene la novità promettente per i nostri colori è che in lizza per quel volante c’è anche Luca Filippi.
Il pilota di Savigliano, 26 anni, dopo una strepitosa seconda parte di 2011 (che lo aveva visto, una volta passato al team Coloni, ottenere 3 vittorie e concludere il campionato di Gp2 in seconda posizione), aveva iniziato a pensare ad un possibile sbocco in Indycar (presenziando anche all’ultima gara di Las Vegas).

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IndyCar, Danica Patrick: pilota o personaggio? Seconda Parte.

Come anticipato nella prima parte, al fine di stilare un bilancio finale dell’esperienza di Danica Patrick in Indycar, vi proponiamo una sorta di botta e risposta virtuale nel quale confrontiamo aspetti positivi e negativi,luci ed ombre,pregi e difetti, lasciando al lettore il compito di trarre le sue conclusioni e di rispondere, se crede, alla domanda del titolo, ovvero Danica Patrick è un pilota di talento o un personaggio mediatico?
In questa seconda parte analizziamo i “contro”.

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IndyCar, Danica Patrick: Pilota o personaggio? Prima parte.

Pilota o personaggio? Sostanza o apparenza? Talento o fenomeno mediatico? Sport o marketing? Verità o bluff?
Con la gara di Las Vegas dello scorso 16 ottobre si è conclusa (a meno di clamorosi ritorni o di presenze-spot alla Indy 500) la carriera in IndyCar di Danica Patrick, che dal 2012 passerà in pianta stabile nel pianeta Nascar.
La circostanza ci permette di tracciare un bilancio consuntivo dell’esperienza della pilotessa del Wisconsin nel massimo campionato americano per vetture a ruote scoperte,in modo da evidenziarne luci ed ombre.
Per farlo abbiamo scelto di scindere la nostra analisi in due parti, sviscerando nella prima solo gli aspetti positivi e nella seconda solo quelli negativi, in modo da cercare di offrire al lettore un quadro il più possibile completo e distaccato con l’obiettivo dichiarato di lasciare al lettore stesso, e soltanto a lui, il compito di rispondere alle domande di cui sopra.
In altre parole vi proponiamo una sorta di gioco nel quale, dopo aver ascoltato le opposte ragioni dell’ “accusa” e della “difesa”, sarete voi, in qualità di “giurati”, a dover esprimere il vostro “verdetto”.
In questa prima parte, come detto, analizzeremo solo i “pro”.

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IndyCar, Chiude il Team Newman/Haas!

Brutta tegola per l’IndyCar: il prossimo anno non sarà più della partita il team Newman/Haas, una delle squadre storiche dei campionati a ruote scoperte a stelle e strisce.
Fondata dall’attore Paul Newman e dall’ex pilota Carl Haas, la squadra, con sede a Lincolnshire,Illinois, cominciò a competere a tempo pieno nel campionato Cart nel 1983, vincendo il titolo già l’anno successivo con Mario Andretti.

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IndyCar, IL quarto sigillo di Franchitti.

immagine tratta dal sito media.indycar.com

Una vittoria triste. Nella gara di Las Vegas del 16 ottobre scorso, segnata tragicamente dalla scomparsa di Dan Wheldon, è passata ovviamente e giustamente in secondo piano la conquista da parte di Franchitti del titolo 2011.
Oggi, a quasi un mese di distanza, vogliamo rendere merito al successo del pilota scozzese di origine italiana.
Per Dario si tratta del quarto titolo, il terzo consecutivo, giunto al termine di una stagione vissuta all’insegna dell’avvincente confronto col rivale Will Power.

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IndyCar, Jean Alesi alla Indy 500 2012.

immagine tratta dal sito www.motorsport.com

I risvolti dell’annuncio. La notizia è di quelle destinate a far discutere: Jean Alesi sarà in pista ad Indianapolis per la 500 miglia del prossimo anno.
Il pilota di Avignone affronterà la classicissima americana al volante di una Dallara motorizzata Lotus,storico marchio di cui da quest’anno l’ex pilota Ferrari è divenuto consulente e ambasciatore.
L’annuncio,di per sè per certi versi clamoroso,pur proiettato verso il prossimo anno,presenta già degli effetti immediati,per comprendere i quali dobbiamo però fare un passo indietro.
Come noto da tempo,infatti, il prossimo anno in IndyCar ci sarà un nuovo telaio,sempre realizzato dalla Dallara,mentre come motoristi Chevrolet e Lotus andranno ad affiancare la Honda,che perderà la posizione di “monopolista”.
Il regolamento ha stabilito che un motorista può fornire massimo il 40% del parco partenti,precisando che i team interessati a partecipare al prossimo campionato dovevano annunciare il proprio fornitore entro il 31 agosto scorso.
I team principali (Penske,Ganassi,Andretti,KV,Panther,Newmann-Haas,Sam Schmidt,Foyt) si sono legati con Honda e Chevrolet,le quali hanno ormai raggiunto o quasi il limite massimo di forniture previsto dal regolamento.
Le squadre senza contratto con un motorista (Dreyer & Reinbold,Coyne,Conquest,Herta, Dragon,Rahal Letterman,Sarah Fisher Racing) si sono trovate in una posizione molto scomoda: impossibilitate a concludere con Honda e Chevrolet,si sono rivolte alla Lotus senza ottenere risposte concrete e il termine del 31 agosto è nel frattempo scaduto.
La deadline è stata spostata prima al 15 e poi al 30 settembre e lo stesso CEO dell’IndyCar,Randy Bernard si è mosso in prima persona volando in Inghilterra per incontrare il presidente Lotus Dany Bahar.
In effetti la mossa si è resa necessaria perchè il programma IndyCar della Lotus sembrava avvolto nel mistero più totale: il mancato accordo coi team e la separazione dalla KV di Jimmy Vasser,negli ultimi anni squadra ufficiale,avevano fatto sospettare a qualcuno che il programma stesso fosse in forte ritardo o potesse addirittura saltare.
Per fortuna forti rassicurazioni sono giunte sia da Lotus che da Bernard e i primi contratti di fornitura del marchio anglo-malese dovrebbero essere ufficializzati a breve.
Ora l’annuncio della partecipazione di Alesi come ufficiale Lotus alla prossima Indy 500 dirada le ombre e rende a questo punto certo l’approdo del costruttore come motorista per l’anno prossimo.
Un annuncio cosi anticipato (mancano ancora 8 mesi all’evento) e cosi chiacchierato (visto che coinvolge il personaggio Alesi),ha in effetti un sapore un pò politico e di immagine,come mossa ad effetto per rassicurare tutto l’ambiente,creando anche l’attesa.

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IndyCar, E’ tempo di cambiare.

immagine tratta dal sito media.indycar.com

Un confronto poco lusinghiero.Come sicuramente saprete se siete appassionati di IndyCar,quest’anno la principale serie per monoposto a stelle e strisce ha disputato la tradizionale gara in terra giapponese a Motegi sullo stradale,anzichè sull’ovale.
La circostanza ci dà la possibilità di effettuare un confronto prestazionale con l’altra categoria per monoposto che si cimenta abitualmente su quel tracciato,e cioè la Formula Nippon.
Ebbene il cronometro emette,come al solito, un giudizio inappellabile,che,in questo caso, ci induce ad effettuare alcune valutazioni.
L’IndyCar,per usare un eufemismo,non ne esce benissimo:infatti mentre Dixon ha ottenuto la pole con un 1.38.391, Joao Paulo De Oliveira,con la sua Swift-Toyota,si è guadagnato la prima posizione nelle qualifiche della gara di Formula Nippon di Motegi di quest’anno in 1.35.012,cioè oltre 2.3 secondi in meno.
E se andiamo a spulciare le edizioni precedenti,notiamo come nel 2008 Tsugio Matsuda girò,con la precedente generazione di Formula Nippon (all’epoca una Lola-Toyota), addirittura in 1.33.167.

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IndyCar, Motegi preview.

Il circuito.L’ Indycar si appresta ad affrontare la trasferta giapponese per la terz’ultima gara di campionato, ultimo appuntamento stradale, mancando poi solo gli ovali del Kentucky e di Las Vegas.
Contrariamente al solito il circuito di proprietà della Honda non vedrà le monoposto impegnate sul tracciato superspeedway,che come abbiamo ricordato già nei post precedenti è stato danneggiato nelle sue strutture dal forte sisma del marzo scorso, ma sul road course.
Quest’ultimo è il tracciato abitualmente utilizzato dalla Moto Gp,nonchè dalla Formula Nippon e dal Super Gt.
La pista,che misura 2.983 miglia, pari a 4.8 km circa, gira in senso orario e conta 14 curve,di cui 8 a destra e 6 a sinistra: la sede stradale ha una larghezza minima di 12 metri e massima di 15 e il rettilineo più lungo,che è quello opposto,compreso tra le curve 10 e 11, misura 762 metri.
La gara si svolgerà sulla distanza di 63 giri,pari a 187.93 miglia (o se preferite 302.4 km circa).
Il Twin Ring di Motegi,come detto,aveva ospitato l’IndyCar (e prima ancora l’IRL e la Cart) sull’ovale,quindi non ci sono precedenti sullo stradale.
A titolo di pura curiosità possiamo ricordare che il l’attuale generazione di Formula Nippon ha girato in 1.35.012 (Joao Paulo De Oliveira su Swift-Toyota, 2011) alla media di circa 181.87 km/h,mentre con la generazione precedente Tsugio Matsuda nel 2008 aveva fermato il cronometro, con la sua Lola-Toyota, in 1.33.167 (185.55 km/h di media).

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Max Papis risponde alle vostre domande

Sentire un pilota dell’esperienza e delle capacità di Max Papis raccontarsi così apertamente è stato fantastico. Mad Max ha risposto a tutte le domande che abbiamo raccolto, le vostre domande, raccontandoci cosa c’è dentro all’uomo da corsa, senza nascondersi dietro falsi buonismi e trasmettendoci tutta la sua passione per il motorsport. Ci ha mostrato il …

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