Danica Patrick vicina ad un accordo per correre in Nationwide nel 2012

Jason Smith/Getty Images for NASCAR

Hanno ripreso vigore le voci, provenienti da oltre oceano, che vedrebbero come imminente l’accordo tra Danica Patrick, i suoi sponsors e il JR Motorsports di Dale Earnhardt Jr. per garantire alla 29enne del Wisconsin il volante di una Chevrolet Impala per tutta la stagione 2012 della Nationwide Series.

Patrick, uno dei personaggi più conosciuti, e quindi spendibili a livello di marketing, del motorsport americano, abbandonerebbe dunque definitivamente la Indycar, per dedicarsi a tempo pieno alla nuova avventure nelle stock-cars.

Read moreDanica Patrick vicina ad un accordo per correre in Nationwide nel 2012

Sprint Cup – terza vittoria stagionale per Kyle Busch

Kyle Busch non ha fatto prigionieri in Kentucky, conquistando la Quaker State 400 con una superiorità evidente, sia sul passo che sulla breve distanza che, naturalmente, in restart. Il ventiseienne di Las Vegas è scattato dalla pole, è stato in testa per 125 giri su 267 ed ha colto la vittoria numero tre in stagione, …

Read moreSprint Cup – terza vittoria stagionale per Kyle Busch

Sprint Cup – A Daytona arriva il riscatto di David Ragan

Lo spettro della Daytona 500 è svanito nella notte tra sabato e domenica per David Ragan, vincitore in Florida della Coke Zero 400. A febbraio aveva avuto la grandissima occasione di imporsi nella Great American Race, ma l’aveva buttata al vento cambiando in occasione dell’ultimo restart, quando, mentre era al comando, ha cambiato fila prima …

Read moreSprint Cup – A Daytona arriva il riscatto di David Ragan

Sprint Cup – La lotteria di Daytona infiamma la lotta per la Chase for The Cup

Quella 2011 è una stagione di quelle movimentate, tra le più movimentate degli anni recenti, dal 2003 a questa parte. Lo testimoniano gli undici vincitori in 16 gare, i 13 piloti diversi al comando in media per ogni gara, le 8 gare con un margine di meno di un secondo tra il vincitore e il …

Read moreSprint Cup – La lotteria di Daytona infiamma la lotta per la Chase for The Cup

Sprint Cup – finalmente Kurt Busch mette tutti in riga

Visto lo stato di forma, per Kurt Busch era solo una questione di tempo. La prima vittoria per lui nel 2011, la numero 23 in carriera, è arrivata domenica all’Infineon Raceway di Sonoma, California, nel modo migliore, con un dominio totale: 76 giri in testa su 110, una strategia vincente e un passo a gomme …

Read moreSprint Cup – finalmente Kurt Busch mette tutti in riga

"Prima" sulle tele per Regan Smith, scintille fra Kyle Busch e Kevin Harvick!

Regan Smith in victory lane, fonte nascarmedia.com

Proprio una di quelle serate che si vedono solo in NASCAR.

Una top-ten in carriera, nemmeno una volta nei primi cinque, eppure Regan Smith da Cato, stato di New York, classe 1983, ha colto il suo primo successo in Sprint Cup sabato sera a Darlington, in una delle gare più ambite dell’anno, la Southern 500, su una delle piste più prestigiose del calendario, la “track too tough to tame”; una bella rivincita dopo la vittoria sottrattagli nel dopo gara a Talladega, nel 2008, per aver superato Stewart passando sotto la linea gialla.

Smith ha domato la “Lady in Black” con una strategia rischiosa ma premiante, che gli ha consentito di ritrovarsi davanti a pochi giri dal termine, seppur con gomme usurate rispetto ai migliori. Il pilota della Chevrolet #76, completamente nera, gestita dal piccolo team Furniture Row Racing, ci ha poi messo del suo, contenendo il sovrasterzo della sua stock-car e il ritorno di Carl Edwards, dotato di gomme fresche.

Oltre al vincitore a sorpresa, Darlington ci ha regalato scintille ed emozioni in quantità, soprattutto a causa di contatti più o meno volontari tra diversi piloti, e con i muretti della Carolina del Sud, davvero magnetici per quasi tutti i partenti.

Kasey Kahne, sulla Toyota #4 del Red Bull Racing, dopo aver infranto in qualifica il record della pista, é rimasto al comando per lunghi tratti nei primi 100 giri, caratterizzati da 4 periodi di bandiera gialla, tra i quali é da segnalare quello originato da un contatto della #48 di Jimmie Johnson con la #42 di Juan Pablo Montoya, primo segnale di una giornata di alti e bassi per il cinque volte campione della categoria.

una serataccia per Jimmie Johnson, fonte nascarmedia.com

Sempre nelle fasi iniziali, da segnalare due contatti ravvicinati con il muro, uno per Denny Hamlin, addirittura al giro numero 2, l’altro proprio per Kasey Kahne, colto da un improvviso sovrasterzo mentre si trovava al comando, a testimonianza della difficoltà di mantenere la concentrazione assoluta su uno degli ovali più tecnici di tutta la NASCAR.

Nel frattempo, anche a causa dei lievi danni riportati dalla #4, la lotta per la leadership é diventata un duello tra Carl Edwards e Kyle Busch ed ha visto il pilota del Nevada prendere il sopravvento, fino a costruire un vantaggio di oltre 2 secondi sulla Ford #99. Al giro 205 Busch é costretto a portare ai box la #18, anticipando molto la sua sosta, a causa di un problema di fissaggio della ruota posteriore sinistra. Sedici giri più tardi Jimmie Johnson é andato in testacoda tra curva 3 e curva 4 senza riportare danni, causando peró l’uscita di una bandiera gialla che ha poi relegato Kyle Busch ad un giro dal leader. Anche il pluricampione del Team Hendrick è precipitato fra i doppiati a causa di una ruota fissata male durante il pit.

Mentre si alternavano al comando Carl Edwards e Kevin Harvick, un contatto tra Vickers e Ragan é terminato con la fiancata della #83 aperta come una scatoletta di tonno (il team Red Bull ha dovuto tenere il suo pilota nel garage fino al ripristino completo della struttura laterale atta ad assorbire l’energia di eventuali urti).

Approfittando di alcuni incidenti ravvicinati, nella fase centrale della gara, Kyle Busch si é riportato nel giro del leader, per poi lanciarsi in una furiosa serie di sorpassi per tornare nelle zone nobili della classifica.

Al giro 329 Dale Earnhardt Jr. ha posto fine alle sue velleità di piazzarsi fra i primi andando lungo all’ingresso della pit-lane e urtando il cono che delimita l’inizio della stessa, rimediando quindi un drive-through pressoché automatico.

Al giro 360, dopo un lungo stint in verde, Jeff Burton ha avuto un problema meccanico che ha portato dell’olio in pista. La conseguente gialla ha visto quasi tutti i piloti entrare ai box per rifornire e cambiare le gomme. Solo Smith, Keselowsky e Stewart hanno rischiato, restando fuori con gomme parecchio usurate e confidando in qualche altro periodo di neutralizzazione.

A quattro giri dal termine una nuova bandiera gialla ha messo i presupposti per un finale in regime di green-white-checkered flag. In curva 4 Kyle Busch ha sopravanzato Kevin Harvick, il quale per tutta risposta gli ha rifilato una spinta al posteriore sinistro, sufficiente a mandare Busch in leggero sovrasterzo e a riportarsi all’interno della #18 all’imbocco del rettilineo principale. Anche Bowyer ha cercato di approfittare della manovra, andando a generare un three-wide pazzesco, finito molto male proprio per la #33. Le sportellate tra Busch e Harvick hanno obbligato quest’ultimo a scendere di traiettoria fino a colpire il compagno di team e a mandarlo frontalmente contro il muro interno. Busch dal canto suo ha pensato bene di avere ancora qualcosa da dire e da dare alla #29, e ha letteralmente inseguito il posteriore di Harvick verso l’interno della pista, finché non é riuscito a mandarlo in testacoda.

La gara é ripresa così con due giri da compiere ad acceleratore spalancato, con Regan Smith davanti a tutti. Carl Edwards, ripartito all’esterno della prima fila, ha perso leggermente tempo, forse nel tentativo di portare un attacco pulito e definitivo, ma ha perso il treno giusto perché nella fila interna Keselowsky ha spinto Smith quel tanto che é bastato per dargli qualche metro di vantaggio. Il pilota del Furniture Row Racing ha poi controllato una violenta scodata della sua Chevy in uscita da curva 2 dell’ultimo giro e ha coronato il sogno suo e del suo piccolo team indipendente.

Alle sue spalle é transitato sul traguardo un Carl Edwards deluso, ma tutto sommato nemmeno troppo, seguito da un ottimo Brad Keselowsky, Kasey Kahne, Ryan Newman, Denny Hamlin, Tony Stewart, Greg Biffle, Jamie McMurray e Martin Truex Jr. a chiudere una top-ten piuttosto anomala per questo 2011.

Le scintille sono proseguite nel giro d’onore, con Harvick e Busch che, dopo una serie di scaramucce prima di rientrare in pit-lane, si sono ritrovati fermi con la #29 parcheggiata a bloccare la #18. A quel punto Harvick ci ha pensato qualche secondo e poi é uscito dalla sua stock-car e si é diretto verso il finestrino della Toyota del Joe Gibbs racing. Busch ha ingranato la prima marcia, rimediato uno sganassone attraverso il finestrino e spinto la Chevy #29, lasciata in folle da Harvick, dritta contro il muretto dei box. Il tutto mentre poco più in là volavano paroloni e spinte fra i rispettivi meccanici. In settimana sapremo se la NASCAR prenderà qualche tipo di provvedimento.

Read more"Prima" sulle tele per Regan Smith, scintille fra Kyle Busch e Kevin Harvick!

Kyle Busch senza rivali a Richmond

Busch festeggia la vittoria a Richmond, fonte nascarmedia.com

Kyle Busch è stato semplicemente inarrestabile: un gradino sopra al suo compagno di team, Denny Hamlin, e almeno un paio sopra a tutti gli altri. Soltanto nove vetture a pieni giri sono il segno inequivocabile del dominio imposto dal portacolori del Joe Gibbs Racing in Virginia, specie se si considera che nel finale entrambe le Toyota al comando hanno leggermente calato il ritmo per evitare problemi di consumo di carburante.

Il pilota di Las Vegas ha portato a 3 vittorie, le ultime tre gare primaverili, il suo bottino personale sull’ovale di Richmond, innalzando quello della squadra a 5 successi negli ultimi cinque appuntamenti sull’ovale della Virginia.

Nonostante la perentoria affermazione della #18 in librea blu, partita dalla ventesima posizione, la gara di Richmond non ha tradito le attese, offrendo sorpassi al limite, duelli a colpi di sportellate, qualche vendetta in pista e coloriti momenti radiofonici.

Dalla Pole è scattato Juan Pablo Montoya, che ha condotto per 25 giri, per poi cedere la prima posizione, prima a Clint Bowyer, per 17 giri, e poi a Kasey Kahne per  28 tornate, prima che le punte del Joe Gibbs Racing salissero in cattedra. Denny Hamlin è stato il primo a passare in testa, seguito dal compagno di squadra Busch, che ha dato luogo ad un monologo da oltre 120 giri, interrotto solo da un breve lampo di Jeff Gordon, apparso l’unico del team Hendrick in grado battagliare nelle posizioni nobili della classifica.

Mentre la prima metà di gara è stata interrotta soltanto da 2 bandiere gialle, entrambe per detriti sulla pista, dal giro 200 in poi si sono susseguiti incidenti ravvicinati, che hanno messo in gioco anche strategie basate sul consumo di carburante e sul cambio di due sole gomme durante i pit-stop, col fine di guadagnare posizioni in pista. Le uscite della pace-car sono state 8 in totale, pari a 60 giri in regime di bandiera gialla.

Newman spedito a muro da Montoya, fonte nascarmedia.com

Al giro 238 Montoya ha mandato in testacoda Ryan Newman, vendicando platealmente un colpo subito dalla #39 in  precedenza, mentre al giro 291, causa un contatto tra Keselowski e Vickers, alcuni piloti, tra cui Edwards, Burton e Earnhardt Jr. hanno deciso di non fermarsi ai box, sfalsando le proprie soste rispetto al gruppo.

Al giro 301 invece è stato il turno di un incidente che ha coinvolto la bellezza di 9 auto e a posto fine alle speranze, tra gli altri, di Gordon, Martin, Kenseth e Kurt Busch. Il tutto è scaturito da una fase molto concitata di gara, in cui la #24 si è trovata a viaggiare al centro di un gruppo di auto, quando la #33 ha toccato la #17, che si trovava all’interno, mandandola a sua volta contro la Chevrolet di Wonder Boy. Gordon è finito duramente contro il muretto interno, dove tra l’altro non sono presenti barriere SAFER, rimediando una bella botta, fortunatamente senza conseguenze fisiche.

Da quel momento, in testa si sono alternati Carl Edwards e Jeff Burton, cercando di raccogliere i frutti della propria strategia, ma la festa è durata poco, perché nei restart Kyle Busch si è dimostrato inarrestabile e ha sfruttato al massimo la linea esterna per riportarsi al comando al giro 317 e non mollarlo più per tutte le tornate successive. La #18 ha progressivamente distanziato tutti quanti, anche in fase di doppiaggio, lasciando solo Hamlin e Kahne a distanze “sopportabili”.

Read moreKyle Busch senza rivali a Richmond

Bayne, Blaney, Wendell Scott e le anticipazioni da Richmond

l'affascinante notturna di Richmond, fonte nascarmedia.com

Trevor Bayne in ospedale – I vincitore della Great American Race è di nuovo in ospedale per accertamenti in merito al malessere che lo ha nuovamente colto dopo essere stato morso da un insetto ad inizio Aprile. In seguito al suo ricovero, non ha potuto prendere parte alla gara della Nationwide Series, in cui è stato sostituito da Chris Buescher, che ha portato a casa un diciassettesimo posto. Bayne non avrebbe comunque preso parte alla gara di Sprint Cup, perché il suo programma con il team Wood Brothers prevede 18 gare e la squadra aveva già deciso di saltare l’impegno in Virginia, per rientrare a Charlotte.

Wendell Scott, al centro, fonte nascarmedia.com

Wendell Scott e la Hall of Fame – si è aperto un vero e proprio caso dopo l’esclusione dal ballottaggio per la Hall of Fame del 2012 di Wendell Scott. Sono in molti a perorare la causa di Scott, deceduto nel 1990, nonostante sia detentore di un’unica vittoria nella massima divisione, poichè l’ex-tassista della Virginia fu il primo afro-americano a competere nell’allora Grand National, affrontando ogni sorta di ostacolo, compreso un divieto a presentarsi in alcune piste come Darlington. Nel 1963 la sua vittoria fu addirittura taciuta dallo speaker, che annunciò l’affermazione del secondo classificato Baker, nel timore che la verità avrebbe aizzato il pubblico.

Nautica nuovo sponsor per AJ Allmendinger – Prosegue il buon momento commerciale del team Richard Petty Motorsport. Dopo l’accordo con STP è arrivato anche l’accordo con Nautica. L’azienda di abbigliamento sportivo, parte del colosso VF Corporation, che include anche marchi come Reef, Lee e Wrangler, sarà il main sponsor della Ford #43 a Richmond.

Dave Blaney trova nuovi fondi – Blaney e il Tommy Baldwin Racing hanno tenuto duro durante un’inizio di stagione difficile, in cui hanno praticato più volte lo start & park, ma l’ottima prestazione di Talladega ha dato i suoi frutti. Il team ha annunciato una partnership con la catena di ristoranti Golden Corral per 19 delle prossime 28 gare, nonchè un accordo con il marchio di soft-drinks Big Red per gli appuntamenti di Sonoma, Kentucky, Indianapolis, Chicago and Texas. Resta ancora scoperti due appuntamenti in Michigan, uno in Kansas e l’All Star Race.

Conferme e smentite – In settimana si sono rincorse voci di uno scambio di crew-chief in seno al Joe Gibbs Racing. I rumors parlavano di un trasferimento di Zipadelli dalla #20 alla #11 per far compiere a Mike Ford il percorso inverso. Tutti gli interessati si sono affrettati a smentire e il team tenterà di risollevare le sorti del vice-campione 2010 e del Rookie of the Year 2009 con la continuità di organico. Magari cominciando proprio da Richmond.

Hamlin si impone in Nationwide Series – Denny Hamlin è tornato alla vittoria nella gara di Nationwide Series di venerdì sera, a Richmond. Il pilota della Virginia ha condotto 199 de 250 giri previsti, mostrando un passo inarrivabile per tutti. Alle sue spalle si sono classificati Paul Menard e il primo dei contendenti per il titolo della categoria, Justin Allgaier. Ancora un vincitore dalla Sprint Cup quindi, mentre proprio Justin Allgaier comanda una classifica cortissima, precedendo di 4 punti Elliot Sadler, di 8 Aric Almirola e di 10 Jason Leffler.

Read moreBayne, Blaney, Wendell Scott e le anticipazioni da Richmond

Il ritorno della STP, il contratto di Biffle, il 2012 di Vickers e le anticipazioni da Talladega

STP – Il leggendario marchi STP è di ritorno nella Sprint Cup, dopo un’assenza che durava dal 2006. La nota azienda produttrice di lubrificanti per auto sarà, nei prossimi anni, title-sponsor di diverse gare del calendario della Nationwide Series e della massima categoria, la Sprint Cup, a cominciare dalla STP 400 del 5 giugno, in Kansas. …

Read moreIl ritorno della STP, il contratto di Biffle, il 2012 di Vickers e le anticipazioni da Talladega

Martinsville – Ancora Harvick sul filo di lana

Ormai Kevin Harvick potremmo ribattezzarlo “The Closer” o “Mr. Out of Nowhere”, perché ci ha decisamente preso gusto. Un solo giro in testa a Fontana, sei a Martinsville sempre al momento giusto. Il primo pluri-vincitore del 2011 è quindi il pilota del team di Richard Childress, che questa volta fulmina con un sorpasso perentorio a …

Read moreMartinsville – Ancora Harvick sul filo di lana

Raikkonen in nascar, Martin, Earnhardt, il contratto di Edwards e le anticipazioni da Martinsville

Ancora lui – la notizia della settimana è senza dubbio il futuro debutto di Kimi Raikkonen nelle serie NASCAR, previsto per il 20 Maggio a Charlotte nella Camping World Truck Series. A parte l’attenzione dei media europei che l’avventura del finlandese potrebbe portare, quello che ha fatto più scalpore negli States è stata la scelta …

Read moreRaikkonen in nascar, Martin, Earnhardt, il contratto di Edwards e le anticipazioni da Martinsville

Budweiser Shootout – Kurt Bush al primo successo con i restrictor plates

Kurt Bush festeggia la vittoria sul traguardo di Daytona - fonte nascarmedia.com

Prima gara, nemmeno di campionato, e prime polemiche. Il Budweiser Shootout di questa notte è andato a Kurt Bush, alla prima affermazione in carriera con i restrictor plates. Il più grande dei fratelli Bush però non è transitato per primo sotto la bandiera a scacchi, perché il primo muso ad attraversare la start/finish line è stato quello della Toyota #11 di Denny Hamlin, declassato subito dopo per aver passato Ryan Newman al di sotto della doppia linea gialla che delimita il lato interno della pista. Tutto si è risolto all’ultimo giro con due coppie di piloti in fuga: mentre McMurray spingeva Bush fino al traguardo, Hamlin tentava il colpaccio infilandosi all’interno di Newman, il quale si abbassava leggermente, spingendo la #11 sotto la linea gialla.

Il pilota del Joe Gibbs Racing ha scelto deliberatamente di scendere oltre il consentito perché “una vittoria nello Shootout non vale lo spedire la #39 in tribuna. Per me alla velocità a cui stavamo andando, se avessi toccato il suo posteriore sinistro, la sua auto sarebbe decollata”*.

Read moreBudweiser Shootout – Kurt Bush al primo successo con i restrictor plates

8 giorni all’alba – Budweiser Shootout, fuoco alle polveri

Montoya nella sua stock car mentre i meccanici preparano le variazioni di setup - fonte nascarmedia.com

Il (breve) letargo è finito! Nella notte italiana (ore 2:00 circa) sulla pista di Daytona si svolgerà il tradizionale Budweiser Shootout, gara su invito e fuori campionato, ma dal munifico sponsor, che precede di una settimana la 500 miglia . Di solito gli ammessi alla gara erano i piloti che avevano conquistato almeno una pole position (le qualifiche erano sponsorizzate sempre dal munifico sponsor birraio) durante la stagione precedente. Ora, visto che il brand sulle prove di qualificazione è passato ad un’altra birra, la Coors, sono state riviste anche le regole per l’accesso allo Shootout. L’intento era quello di allargare il campo partenti differenziarsi a livello di immagine, ma il risultato è stato quantomeno discutibile sul piano della chiarezza. Sono stati invitati:

Read more8 giorni all’alba – Budweiser Shootout, fuoco alle polveri

55 giorni all’alba – L’ultima spiagga per Junior?

Dale Jr. in posa con la Chevy #3 Wrangler con cui ha conseguito l'unica vittoria del 2010, fonte finallapradio.com

Potrebbe stufarsi perfino un mastino come Rick Hendrick di concedere occasioni a Dale Jr. Alla fine del  2007 Hendrick si era sbarazzato senza troppi complimenti delle inteperanze di Kyle Bush (!) per far posto all’uomo di Kannapolis, in rotta con il team fondato dal padre. Kyle  era reduce da una stagione con la bellezza di 20 Top 10 e un quinto posto finale in classifica, ma non si era dimostrato all’altezza delle 10 vittorie della #48 di Johnson e delle 6 della #24 di Gordon.

Cominciata l’avventura con un posto nella chase nel 2008, Jr. è naufragato negli anni successivi, non riuscendo a tenere il passo dei suoi compagni di team, che nel frattempo dominavano in lungo e in largo. Per dire, nel 2009 i tre piloti del team di Concord, NC hanno occupato tutti e tre i gradini del podio del campionato mentre Earnhardt non è andato oltre il dodicesimo posto con appena 2 Top 5 come migliori risultati.

Read more55 giorni all’alba – L’ultima spiagga per Junior?