Indy 500: La pole è di Briscoe.

Ryan Briscoe, 30 anni, australiano, scrive il suo nome nella storia di Indianapolis, aggiudicandosi la pole position dell’edizione numero 96 della 500 miglia.
Il pilota di Roger Penske, alla sua settima partecipazione alla classicissima dell’Indiana, era già partito in prima fila due volte (secondo nel 2009, terzo nel 2008).
Le prove di qualificazione hanno attribuito le posizioni delle prime 8 file, cioe i primi 24 posti in griglia: le restanti 9 caselle se le giocheranno nel bump day i piloti che non sono riusciti a garantirsi oggi la qualificazione.
Tra questi Alesi e la De Silvestro, che, consci della scarsa competitività del motore Lotus, hanno preferito non scendere in pista oggi (ben difficilmente avrebbe ottenuto un posto utile nei 24, quindi hanno preferito concentrarsi direttamente sul bump day).
Anche Clauson, Carpenter e Servia, coinvolti in incidenti senza conseguenze, dovranno ricorrere al bump day per ottenere la qualificazione.

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Marco Andretti il più veloce nel Fast Friday.

Marco Andretti mette la sua firma in calce al Fast Friday, l’ultima sessione di libere della Indy 500 prima delle prove ufficiali in programma oggi.
A dare forte indicatività ai risultati del Fast Friday è il fatto che in questa occasione le vetture giravano in configurazione da qualifica, in particolare tutti i motoristi utilizzavano l’incremento di boost permesso dal regolamento proprio per le qualifiche e che determina un guadagno stimato di circa 50 cavalli.
E proprio grazie a questo incremento di potenza i tempi sono scesi: Andretti ha migliorato il proprio crono di 7 decimi, girando in 39.5535 secondi alla media di 227.540 miglia orarie (cioè 366.190 Km/h).

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IndyCar, San Paolo: Triplete di Power.

Will Power completa a San Paolo il suo personalissimo triplete: vince per il terzo anno consecutivo in Brasile,si aggiudica l’hat trick del punteggio (pole,vittoria e maggior numero di giri in testa) e porta a casa il terzo successo di fila di questo 2012 che gli permette di consolidare la leadership in campionato (+45 sul team mate Castroneves) e di prolungare la striscia vincente di Penske e Chevrolet (4 vittorie su 4 in questa stagione).

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IndyCar, Long Beach gara: Power di un soffio!

Per un pelo! Will Power trionfa a Long Beach portando a casa la seconda vittoria consecutiva, che lo proietta in testa al campionato.
Un successo maturato in un finale thrilling nel quale l’australiano, costretto a risparmiare carburante per arrivare fino in fondo senza effettuare ulteriori soste, è riuscito a precedere di un soffio un Simon Pagenaud in fortissima rimonta.
Il francese, autore di una diversa strategia, viaggiando con gomme nuove e soprattutto potendo spingere a tutta non avendo problemi di consumo, negli ultimi giri aveva recuperato un distacco superiore ai 14 secondi ed era giunto ormai in scia al leader della gara. Un solo giro in più e lo avrebbe sicuramente superato, sia perchè la differenza di passo era notevole, sia perchè ormai Power era veramente al limite con il carburante.
Non si tratta però di una questione (solo) di buona sorte: Power ha guidato benissimo, rimontando dalla dodicesima posizione in griglia (dovuta alla penalizzazione che ha riguardato tutti i motorizzati Chevrolet),ha compiuto ottimi sorpassi e ha tenuto un ritmo importante anche nelle fasi in cui era in modalità “save fuel”, riuscendo a gestire il carburante meglio di piloti che avevano rifornito dopo di lui.
In questo và dato merito anche al motore Chevrolet, che in gara si è presa una bella rivincita dopo il brutto colpo dei problemi di affidabilità che avevano comportato la sostituzione di tutti i propulsori con conseguente arretramento in griglia.
Chevrolet in tre gare ha ottenuto tre pole, tre vittorie e tre giri più veloci : in questa statistica a farla da padrone è il team Penske, che finora ha monopolizzato le pole e le vittorie.
Smacco per la Honda: non è riuscita a vincere neanche qui. Eppure i suoi piloti occupavano le prime 9 posizioni in griglia per effetto delle penalizzazioni.

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IndyCar, Long Beach qualifica: Le penalizzazioni spingono Franchitti in pole.

E’ una griglia di partenza sconvolta dalla penalizzazione di ben 14 piloti, quella della trentottesima edizione del Grand Prix di Long Beach.
Si è resa necessaria, infatti, la prematura sostituzione di tutti i motori Chevrolet (11) e dei Lotus di Bourdais, Legge e Servia: è scattato di conseguenza l’arretramento di 10 posizioni per tutti loro.
Il miglior tempo in pista è stato ottenuto da Briscoe, che scatterà dunque dalla piazza undici: l’australiano, però, ha ottenuto in ogni caso il punto aggiuntivo e il premio in denaro che spetta all’autore della pole (che gli viene dunque attribuita nelle statistiche).

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IndyCar, Long Beach libere 1 e 2: Andretti l’uomo della pioggia.

Venerdi’ di prove libere disturbato dalla pioggia a Long Beach: nella seconda sessione le condizioni erano cosi’ proibitive che solo Franchitti e Dixon sono scesi in pista. Peraltro lo scozzese si è limitato a svolgere solo un installation lap, mentre il suo compagno di squadra non è riuscito a completare neppure quello essendo finito a muro a causa di un aquaplaning (Dixon ha dichiarato che in quel momento era appena in terza marcia, a conferma delle condizioni veramente precarie del circuito).
Migliore, invece, la situazione nella prima sessione con pista prima bagnata e poi in via di miglioramento: il più veloce è stato Marco Andretti, il primo a montare le slick. I tempi sono risultati comunque molto lontani dai riferimenti ideali con pista completamente asciutta.

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IndyCar, Long Beach: Tutti i motori Chevrolet dovranno essere sostituiti!

Brutta tegola in casa Chevrolet: tutti i propulsori del motorista americano dovranno essere sostituiti a Long Beach a causa di un non meglio precisato problema tecnico.
Il difetto era stato individuato durante il controllo del motore di Hinchcliffe, che, come abbiamo anticipato ieri, avrebbe dovuto cambiare propulsore: Chevrolet a quel punto ha deciso di verificare tutti gli altri motori e ha scoperto che tutti presentavano lo stesso problema, di qui la decisione di rimpiazzare tutte le unità (11 in totale).
In base al combinato disposto degli articoli 15.3.1 e 15.6.1.1 del regolamento IndyCar, se un motore viene sostituito prima di aver raggiunto il chilometraggio minimo (cioè 2976.65 Km, pari a 1850 miglia) scatta una penalizzazione, che consiste nell’arretramento di 10 posizioni in griglia di partenza:ne consegue che tutti i piloti Chevrolet saranno penalizzati a Long Beach.
Si tratta di:

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IndyCar, Indianapolis test day 1: Marco Andretti a 351.842 km/h di media.

Il catino di Indianapolis ospita in questi giorni una sessione di test collettivi in preparazione della 500 miglia: lo scopo è quello di consentire alle squadre (che per regolamento possono schierare un solo pilota) di scoprire il comportamento della nuova monoposto sull’ovale dell’Indiana, permettendo nello stesso momento alla Dallara di verificare la bontà delle modifiche aerodinamiche recentemente introdotte.
Le vetture sono in configurazione “Speedway”,quindi con alettone anteriore e posteriore differenti e anche un diverso schema delle nuove protezioni delle ruote posteriori, qui più alte e più leggere rispetto alla configurazione per gli stradali.

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IndyCar, Barber: La rinvincita di Power.

Power si riscatta. A St. Petersburg aveva ottenuto la pole e dominato la prima parte della gara, poi un piccolo errore e una strategia non particolarmente azzeccata lo avevano relegato al settimo posto finale.
In Alabama aveva iniziato forte il week end dominando la prima sessione di libere (l’unica sull’asciutto), poi gli era stato cancellato il miglior tempo nel secondo segmento delle qualifiche (perchè ottenuto in regime di bandiere gialle) col risultato di essere costretto a partire nono.
Insomma non proprio un inizio fortunato di stagione. E invece Power ha reagito alla grande in gara, cogliendo il suo secondo successo consecutivo a Barber con un mix di strategia (legata all’uso delle gomme), di velocità e di opportunismo (leggi capacità di approfittare dei problemi altrui nei rispettivi pit stop).

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IndyCar, Barber qualifiche: Pole di Castroneves.

Continua il magic moment di Helio Castroneves: dopo la vittoria di St. Petersburg il brasiliano conquista la pole position a Barber. Prima fila anche per il sempre più convincente James Hinchcliffe, migliore della pattuglia del team Andretti, mentre Dixon, Conway, Hildebrand e Kanaan completano una Fast six che ha dato vita ad una lotta serratissima per la pole (i primi tre sono racchiusi in 52 millesimi).

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IndyCar, Barber libere 2: Sato coglie l’attimo.

La pioggia ha condizionato la seconda sessione di libere dell’Honda Indy Grand Prix of Alabama spingendo i piloti a girare poco o a non scendere affatto in pista (tra questi anche quelli del team Penske), visto che per il resto del fine settimana si prevedono meteo favorevole e asfalto asciutto.
Tra i piloti che hanno comunque deciso di cimentarsi in pista, il più veloce è risultato Takuma Sato, che ha percorso appena 3 giri, ma ha azzeccato il momento giusto dato che successivamente è aumentata l’intensità della pioggia.

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IndyCar, St Petersburg gara : Redivivo Castroneves.

Il ritorno di Spider Man. Helio Castroneves torna al successo e mette la sua firma in calce alla gara d’apertura della stagione 2012, quella dell’anno zero, del nuovo inizio dell’IndyCar con l’esordio del nuovo telaio Dallara DW12 e della rinnovata competizione tra motoristi con le nuove unità turbo.
Il pilota brasiliano, 36 anni, si riscatta dopo aver vissuto un 2011 difficile, concluso senza vittorie (non gli accadeva addirittura dal 1999) e con una deludente undicesima posizione in campionato, lontano dai team mate Power e Briscoe, proprio nell’anno in cui era in scadenza di contratto.
Ma Roger Penske gli ha dato ancora fiducia rinnovando un sodalizio che dura ormai dal 2000 e Castroneves lo ha ripagato con questa bella vittoria,festeggiata alla sua maniera ovvero arrampicandosi su per le reti di protezione.
La scena è stata particolarmente emozionante perchè la rete scelta da Castroneves (immagine in alto) era proprio quella della strada intitolata a Dan Wheldon, vincitore qui nel 2005 e al centro del pensiero di tutti (la bandiera verde è stata sventolata dalla sorella dello sfortunato pilota inglese): Helio ha più volte toccato l’indicazione “Dan Wheldon Way” come a dedicare la vittoria all’amico e collega scomparso.

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IndyCar, St. Petersburg qualifica: Si ricomincia da Power.

“C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole,anzi d’antico” recita l’incipit della poesia “L’aquilone” di Giovanni Pascoli: parafrasando il poeta possiamo dire che quest’anno molto è cambiato in IndyCar (telaio,motori,piloti,squadre…), ma c’ è qualcosa che sembra non cambiare mai, d’antico appunto.
Ci riferiamo a Will Power: quando si corre sugli stradali il pilota australiano è sempre li’, sempre protagonista, molto spesso in testa al gruppo. L’alfiere del team Penske ha tenuto fede alla sua nomea e ha fatto sua la prima pole dell’anno sul cittadino di St. Petersburg, Florida, conquistando il punto che spetta all’autore del miglior tempo in qualifica.
Sarà una prima fila tutta Penske, con Ryan Briscoe piazzatosi in seconda posizione in una Fast six completata dal duo di Andretti, composto da Hunter-Reay e Hinchcliffe, dal terzo Penske, Helio Castroneves, e da Pagenaud, primo “Hondista” dopo 5 motori Chevrolet. Ma il francese, come anticipato nel report sulla terza sessione di libere, dovrà arretrare di 10 posizioni sulla griglia di partenza proprio per aver sostituito il propulsore.
La sesta piazza va dunque a Scott Dixon, mentre gli altri piloti di Ganassi scatteranno dalla nona (Franchitti) decima (Rahal) e ventiduesima posizione (Kimball).

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IndyCar, St. Petersburg libere 3: La reazione di Pagenaud.

Simon Pagenaud, francese del team di Sam Schmidt, è il primo pilota ad incappare nella nuova penalità frutto della fine della monofornitura di propulsori in IndyCar e del conseguente ritorno della competizione tra motoristi: la norma 15.6.1 del regolamento sportivo stabilisce che, esclusa l’ipotesi di rottura del motore, il propulsore non può essere sostituito prima di aver raggiunto un chilometraggio minimo (1850 miglia pari a circa 3000 km), pena una sanzione di 10 posizioni di arretramento in griglia di partenza.
Motivi precauzionali hanno spinto il team Schmidt ad operare la sostituzione dopo le libere di ieri (nelle quali erano emersi dei problemi al motore Honda) ed ecco che è scattata la penalità.
Pagenaud, però, ha reagito alla grande, trasformando in carica positiva il disappunto per la sanzione ricevuta e ottenendo il miglior tempo della terza ed ultima sessione di prove libere, preludio alla prima sessione di qualifica della stagione.

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IndyCar, St Petersburg libere 1 e 2: E’ subito Penske contro Ganassi.

Il week-end di St.Petersburg, primo appuntamento 2012 del campionato IndyCar, si è aperto con le prime due sessioni di prove libere del venerdi’, dominate dai piloti dei due top team, ovvero Penske e Ganassi.
La prima sessione ha visto svettare Scott Dixon,Ganassi,che con il suo 1’03″0406,ha preceduto di quasi mezzo secondo il duo Briscoe-Power del team Penske, con Franchitti quarto. Molto equilibrio tra Honda e Chevrolet: nelle prime libere la top ten ha registrato 6 motori giapponesi e 4 americani, tra questi ultimi sono mancati,però, quelli del team KV Racing, con l’atteso Barrichello solo ventiquattresimo con appena 8 giri all’attivo a causa di problemi tecnici.
Nella seconda sessione,invece, i tempi si sono abbassati in maniera evidente, tanto che ben 20 piloti hanno girato sotto il miglior tempo della mattina: al comando si è portato Will Power (Penske), che ha preceduto il team mate Briscoe, il terzetto di Ganassi Franchitti-Rahal-Dixon e l’altro compagno di squadra Castroneves.

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IndyCar, Impariamo a riconoscerli.

Nuovo telaio, nuovi motori, nuovi piloti, nuove livree: il campionato 2012 inizia il prossimo 25 marzo a St. Petersburg e noi vogliamo proporvi le immagini delle 26 vetture che saranno al via della stagione.
Un modo per imparare a riconoscere (noi per primi) i protagonisti della serie, in modo da seguire con maggiore cognizione di causa le diverse fasi di gara.
Cominciamo col campione in carica Dario Franchitti (Chip Ganassi Racing, Dallara-Honda, numero 10): dopo il salto troverete il resto dello schieramento.Qual’è la vostra livrea preferita?

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IndyCar, Sebring day 4: Dixon si conferma al vertice.

C’è ancora la firma di Scott Dixon sull’ultima giornata dei test IndyCar a Sebring: con 51.7938 il pilota neozelandese ha migliorato il crono del giorno precedente, stabilendo il giro più veloce dei 4 giorni sul tracciato della Florida (il vincitore della Indy 500 2008 è stato tra l’altro l’unico a scendere sotto i 52 secondi).
Alle sue spalle si è confermato il compagno di squadra Dario Franchitti, che era stato il più rapido nella sessione mattutina e continua a lavorare soprattutto sul posizionamento del pedale del freno all’interno della sua Dallara DW12.

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IndyCar, Sebring day 3: Uno-due Ganassi.

Dopo la pausa di mercoledi’, sono ripresi ieri i test IndyCar sul tracciato di Sebring: è la volta dei piloti del secondo gruppo con il team Ganassi subito sugli scudi.
Scott Dixon è risultato il più veloce al mattino con il tempo di 51.96 (primo ed unico a scendere sotto i 52 secondi in questi 3 giorni), mentre Franchitti, dopo aver trovato il giusto feeling con la vettura (sulla Dallara dello scozzese è stato montato uno speciale kit che gli permetterà di continuare a frenare col destro, mantenendo una sua consolidata abitudine) si è progressivamente avvicinato ai tempi del team-mate chiudendo alle sue spalle staccato di 173 millesimi e risultando il più rapido del pomeriggio. Gli altri piloti Ganassi compaiono in sesta (Rahal) e nona posizione (Kimball).

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IndyCar, Barrichello: Buona la prima.

Bilancio positivo al termine della prima giornata di test di Rubens Barrichello al volante di una monoposto IndyCar: il brasiliano ha completato 94 giri sul tracciato corto di Sebring per una distanza totale di circa 150 miglia (nel video in alto il primo out-lap) con tempi molto interessanti.
Secondo i dati ufficiosi Rubens avrebbe girato a pochi decimi da Tony Kanaan, il pilota titolare del team KV Racing, grande amico dell’ex pilota della Williams e maggiore artefice di questo test.
Kanaan, sempre secondo rilevamenti non ufficiali, è stato il più veloce di giornata, ricordiamo che in pista erano impegnati anche Servia (Lotus), Ryan Hunter-Reay e James Hinchcliffe (Andretti/Chevrolet), e il trio Penske Briscoe, Castroneves e Power (Chevrolet).

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IndyCar, la Photogallery dei test di Sebring.

Proseguono i test IndyCar di preparazione alla stagione 2012 e il circuito corto di Sebring (la variante denominata “Club Road Course” lunga 1.7 miglia) vede impegnati per la prima volta contemporaneamente tutti e tre i motoristi (Honda, Chevrolet e Lotus) per il primo confronto in pista.
Nella giornata di ieri hanno girato Helio Castroneves e Ryan Briscoe (Team Penske /Chevrolet), JR Hildebrand (Panther Racing /Chevrolet), Simon Pagenaud (Sam Schmidt Motorsports /Honda), Tony Kanaan (KV Racing Technology /Chevrolet), Marco Andretti (Andretti Autosport /Chevrolet), Scott Dixon (Target Chip Ganassi Racing /Honda) e Simona De Silvestro (HVM Racing /Lotus).
Non sono stati divulgati tempi ufficiali, ma secondo fonti ufficiose il più veloce sarebbe stato Scott Dixon, il quale avrebbe girato in 53 basso.

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IndyCar, Esordio in pista per il motore Lotus.

“Eppur si muove”. Prendiamo a prestito la celebre frase attribuita a Galileo Galilei per battezzare l’esordio in pista del nuovo motore Lotus per il campionato IndyCar 2012.
Dopo una serie di vicissitudini, rallentamenti e rinvii (che avevano fatto temere persino dell’effettiva realizzazione del progetto) finalmente il propulsore Lotus ha percorso i suoi primi Km sul piccolo tracciato di Palm Beach, spingendo la nuova Dallara DW12 del team HVM Racing pilotata da Simona de Silvestro.
Nel video che vi proponiamo, tratto dal canale Youtube di Motorsportrants, è possibile ascoltare il suono del motore V6 turbo di 2.2 litri di cilindrata realizzato in collaborazione con Judd (possiamo notare anche dall’immagine in alto come la monoposto sia dipinta nella classica livrea nera e oro).

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IndyCar, Danica Patrick: pilota o personaggio? Seconda Parte.

Come anticipato nella prima parte, al fine di stilare un bilancio finale dell’esperienza di Danica Patrick in Indycar, vi proponiamo una sorta di botta e risposta virtuale nel quale confrontiamo aspetti positivi e negativi,luci ed ombre,pregi e difetti, lasciando al lettore il compito di trarre le sue conclusioni e di rispondere, se crede, alla domanda del titolo, ovvero Danica Patrick è un pilota di talento o un personaggio mediatico?
In questa seconda parte analizziamo i “contro”.

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IndyCar, Tutte le news sul 2012.

immagine tratta dal sito www.indycar.com

Il mercato dei team e dei motori Il 2012 sarà un anno di grandi cambiamenti per l’IndyCar: esordirà,infatti, il nuovo telaio Dallara e ci sarà il ritorno ai motori turbo (V6 di 2.2 litri di cilindrata) che saranno forniti da tre motoristi: Honda, Chevrolet e Lotus.
Proprio quest’ultima nei giorni scorsi ha comunicato di aver raggiunto l’accordo di fornitura con 4 team (HVM, Herta, Dreyer & Reinbold e il neonato Michael Shank Racing), ponendo fine alle illazioni che si erano create sulla sua effettiva partecipazione al campionato, originatesi a causa dell’iniziale ritardo del programma del costruttore inglese.
In particolare il Dreyer & Reinbold Racing, team che quest’anno ha schierato per tre gare anche il nostro Giorgio Pantano, dovrebbe avere una posizione privilegiata assurgendo probabilmente a team ufficiale.

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IndyCar, IL quarto sigillo di Franchitti.

immagine tratta dal sito media.indycar.com

Una vittoria triste. Nella gara di Las Vegas del 16 ottobre scorso, segnata tragicamente dalla scomparsa di Dan Wheldon, è passata ovviamente e giustamente in secondo piano la conquista da parte di Franchitti del titolo 2011.
Oggi, a quasi un mese di distanza, vogliamo rendere merito al successo del pilota scozzese di origine italiana.
Per Dario si tratta del quarto titolo, il terzo consecutivo, giunto al termine di una stagione vissuta all’insegna dell’avvincente confronto col rivale Will Power.

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