IndyCar, Las Vegas: Le combinazioni possibili per il titolo.

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Una sfida lunga un anno. Per il sesto anno consecutivo il titolo IndyCar sarà deciso nell’ultima gara di campionato e per il quarto anno di fila a contendersi lo scettro saranno un pilota del team Ganassi e uno del team Penske, cioè le squadre più prestigiose e vittoriose dell’automobilismo a stelle e strisce per le competizioni a ruote scoperte.
Dario Franchitti si presenta a Las Vegas con 18 punti di vantaggio su Will Power, avendo riguadagnato in Kentucky la testa della graduatoria persa a Motegi.
Pur equilibratissimo con sessioni di prove caratterizzate spesso da oltre venti vetture racchiuse in meno di un secondo tanto su ovali quanto su stradali,con 7 polesitter e 8 vincitori diversi e con altri splendidi protagonisti (uno per tutti Scott Dixon, vincitore del trofeo Foyt per il maggior numero di punti conquistati negli ovali), in effetti, però, il campionato è vissuto soprattutto sulla sfida tra Franchitti e Power (che ha toccato il suo apice polemico col contatto di Toronto) e sulla loro altalena in cima alla classifica: in testa lo scozzese dopo la prima gara, l’australiano dopo la seconda,ancora Dario dopo la terza,di nuovo Will dopo la quarta,pari punti dopo la settima, ancora Franchitti dopo l’ottava, di nuovo Power dopo la quindicesima, ancora una volta lo scozzese dopo la sedicesima.
Finora l’alfiere del team Ganassi ha comandato la classifica per 10 gare con un vantaggio massimo di 62 punti e minimo di 5, mentre il portacolori del team Penske è stato in testa al campionato per 6 gare con un vantaggio massimo di 16 punti e minimo di zero (i due come detto dopo la settima gara erano a pari punti e pari vittorie,ma tecnicamente Power era in testa perchè aveva più secondi posti dell’avversario).
Franchitti ha ottenuto quest’anno finora 2 pole,4 vittorie,3 giri più veloci,9 podi,13 arrivi nella top-five,16 nella top ten, 6 volte ha condotto il maggior numero di giri in testa alla gara; mentre Power ha collezionato 8 pole,6 vittorie, 2 giri più veloci, 9 podi, 11 arrivi nella top five e 12 nella top-ten,7 volte ha condotto il maggior numero di giri in testa alla gara.
L’ultimo appuntamento si corre sull’ovale di Las Vegas (nessuno dei due vi ha corso prima): quest’anno sugli ovali Franchitti ha collezionato 206 punti con 2 pole,2 vittorie,2 giri più veloci, 4 volte ha condotto il maggior numero di giri in testa alla gara, mentre Power ha ottenuto 158 punti con 1 pole,1 vittoria,nessun giro più veloce e 1 gara condotta per il maggior numero di giri in testa.
In totale in carriera sugli ovali Dario ha vinto 15 volte,Will una sola volta: attenzione,però, a dare l’australiano per battuto visto che nella gara scorsa del Kentucky (tri-ovale da 1.5 miglia sulla falsariga di Las Vegas) Power era in pole e comandava autorevolmente la gara fino al contatto ai box che ne ha pregiudicato il risultato finale.

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IndyCar, Las Vegas preview:il circuito, i precedenti, l’entry-list e gli orari italiani.

Il circuito e i precedenti. Domenica prossima il Las Vegas Motor Speedway sarà teatro dell’ultimo e attesissimo appuntamento 2011 del campionato IndyCar, che assegnerà i titoli della classifica generale e di quella dei rookie e che, in caso di vittoria di Wheldon, distribuirà il superpremio di 5 milioni di dollari.
Il circuito, appartenente alla categoria dei tri-ovali,come possiamo vedere dall’immagine in alto, fu inaugurato nel 1971 e ha subito importanti ristrutturazioni nel 1996 e nel 2006.
La lunghezza è di un 1.5 miglia pari a 2.4 km e la gara si disputerà sulla distanza dei 200 giri pari a 300 miglia (o se preferite 480 km).
Il record sul giro appartiene ad Arie Luyendyk che nel 1996 con la sua Reynard-Cosworth fermò il cronometro in 23.842 secondi,girando alla media di 362.39 Km/h.
Molto difficilmente questo record sarà battuto nel prossimo week-end:anche se la ristrutturazione del 2006 ha incrementato il banking delle curve e di conseguenza la velocità nelle curve stesse è aumentata, le Dallara-Honda attuali sono più pesanti e molto meno potenti.
Per quanto riguarda i precedenti, questa pista ha ospitato l’IRL dal 1996 al 2000 e la Champ Car nel biennio 2004-2005 e ,tranne che nel 1996 e nel 2000, la gara si è sempre corsa in notturna.
Il maggior numero di successi (2) è di Bourdais, tra i piloti vittoriosi qui troviamo anche Al Unser jr e Arie Luyendyk (entrambi due volte vincitori della Indy 500) e Sam Schimdt,attuale proprietario dell’omonimo team.
A titolo di pura curiosità vi diciamo che nel circuito ci sono cartelli che avvisano che non è permesso tenere armi: chi ne fosse trovato in possesso è invitato ad uscire e se non lascia il circuito può essere accusato di violazione di domicilio (la pista è considerata proprietà privata),viceversa se il possessore è titolare di un regolare porto d’armi non è reato introdurre armi nel circuito (ci si potrebbe chiedere quale persona sana di mente e benintenzionata vada a vedersi una corsa automobilistica con una pistola in tasca e si potrebbe notare la differenza abbissale con i nostri eventi sportivi dove, il calcio insegna, prima di entrare ormai si è iper-controllati!).
La nostra perplessità non fa che aumentare se consideriamo che il retro del biglietto d’ingresso porta la dicitura: “Con l’uso di questo biglietto, il titolare acconsente alla ragionevole ricerca di alcol,medicine e altri articoli vietati”: paese che vai…

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Back to the future : La gara Champ Car di Las Vegas del 2004.

Siamo entrati nella settimana che si concluderà con l’ultima gara 2011 dell’ IndyCar, la 300 miglia di Las Vegas,che deciderà il titolo tra Dario Franchitti e Will Power e metterà in palio il superpremio di 5 milioni di dollari che sarà assegnato in caso di vittoria di Dan Wheldon. Per “prepararci” all’evento andiamo a spulciare …

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IndyCar, Kentucky: Carpenter in volata dopo il caos ai box.

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La cronaca. Il leader della classifica Will Power parte in prima posizione (portando a casa il punto extra della pole) affiancato da Graham Rahal, gli altri championship contenders sono attardati: Dixon scatta settimo, Franchitti, afflitto da problemi al motore, solo undicesimo.
Al via Power prende il comando e guida autorevolmente il primo quarto di gara accumulando sino a tre secondi su Rahal (un vantaggio di tutta comodità in un ovale dove i 29 piloti sono racchiusi in qualifica in mezzo secondo e i distacchi si misurano in millisecondi).
Franchitti ,però, non è da meno: recupera sino in sesta posizione e viaggiando in scia riesce a conservare un pò di carburante.
Dopo il ritiro di Castroneves per problemi al motore,si apre la finestra della prima sosta ai box: tra i primi a fermarsi proprio Power e si verifica l’episodio che gli compromette la gara (e, forse, il campionato).

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IndyCar, Kentucky preview.

Il circuito e i precedenti. Torna in pista l’Indycar per il penultimo appuntamento stagionale: dopo sei stradali nelle ultime sette gare il finale di campionato prevede due gare su ovali,partendo domenica prossima dal Kentucky Speedway.
Relativamente recente (ultimato nel 2000),il circuito è situato a Sparta, città dello stato del Kentucky nella parte centro-orientale degli Stati Uniti, e appartiene alla categoria dei tri-ovali,come possiamo vedere dall’immagine in alto.
La lunghezza è pari a 1.5 miglia (pari a 2.4 km) e la gara si articolerà su 200 giri per la distanza complessiva di 300 miglia (cioè 480 km).
Quello del Kentucky è un appuntamento ormai classico,l’IRL prima e l’IndyCar poi vi corrono ininterrottamente dal 2000: il record sul giro in qualifica appartiene a Sarah Fisher, che nel 2002, girando in 24.0661 secondi alla media di 221.390 miglia orarie (356.293 km/h),ottenne la pole (prima di una donna nella storia dei maggiori campionati a ruote scoperte).
Nelle edizioni precedenti il maggior numero di vittorie (due a testa) è di Buddy Lazier e Sam Hornish jr,mentre il team Penske è la squadra che ha ottenuto qui il maggior numero di successi (tre).
Tra i piloti in griglia qui hanno vinto Tony Kanaan (2007), Scott Dixon (2008), Ryan Briscoe (2009) e Helio Castroneves (2010).
Proprio Scott Dixon è il pilota che vanta qui i migliori precedenti tra i tre che sono in lotta per il titolo: il neozelandese ha ottenuto,infatti, in otto partecipazioni, una vittoria, due poles e quattro arrivi nella top-five, mentre Power,in tre precedenti,è partito una volta in prima fila ed è arrivato due volte nella top-ten e Franchitti,nei sei precedenti, è scattato due volte in prima fila,ma ha ottenuto un solo arrivo nella top-five.
Tre volte è successo che il pilota vincente al Kentucky Speedway ha conquistato il titolo a fine stagione (Buddy Lazier nel 2000, Sam Hornish Jr. nel 2006 e Scott Dixon nel 2008).

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IndyCar, E’ tempo di cambiare.

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Un confronto poco lusinghiero.Come sicuramente saprete se siete appassionati di IndyCar,quest’anno la principale serie per monoposto a stelle e strisce ha disputato la tradizionale gara in terra giapponese a Motegi sullo stradale,anzichè sull’ovale.
La circostanza ci dà la possibilità di effettuare un confronto prestazionale con l’altra categoria per monoposto che si cimenta abitualmente su quel tracciato,e cioè la Formula Nippon.
Ebbene il cronometro emette,come al solito, un giudizio inappellabile,che,in questo caso, ci induce ad effettuare alcune valutazioni.
L’IndyCar,per usare un eufemismo,non ne esce benissimo:infatti mentre Dixon ha ottenuto la pole con un 1.38.391, Joao Paulo De Oliveira,con la sua Swift-Toyota,si è guadagnato la prima posizione nelle qualifiche della gara di Formula Nippon di Motegi di quest’anno in 1.35.012,cioè oltre 2.3 secondi in meno.
E se andiamo a spulciare le edizioni precedenti,notiamo come nel 2008 Tsugio Matsuda girò,con la precedente generazione di Formula Nippon (all’epoca una Lola-Toyota), addirittura in 1.33.167.

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IndyCar, Motegi gara: L’analisi.

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I pretendenti al titolo. Scott Dixon centra il bottino pieno a Motegi: vittoria più punti bonus per la pole e il maggior numero di giri condotti in testa (62 sui 63 totali), rientrando in piena lotta per il titolo.
Ma il bilancio del team Ganassi è dai due volti: a far da contraltare alla splendida performance del pilota neozelandese, c’è il mezzo disastro di Franchitti.
Lo scozzese, reduce da una difficile qualifica che lo aveva visto solo nono, con una buona partenza si era portato in quinta posizione,ma in fase di ripartenza dopo la prima situazione di caution ha tamponato Briscoe, innescando una carambola che ha coinvolto anche i piloti del team satellite di Ganassi – Rahal e Kimball-: tutti sono riusciti a proseguire,ritrovandosi,però ,in fondo al gruppo.
Chip Ganassi, in diretta poco dopo l’incidente e poi dopo anche a fine gara, ha criticato duramente Franchitti giudicando troppo ambiziosa la sua manovra,accusandolo senza mezzi termini di aver rovinato non solo la sua gara,ma anche quella di Rahal e Kimball (e di Briscoe aggiungiamo noi,meritando il drive through che la direzione gara gli ha assegnato).

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IndyCar, Motegi gara: En plein di Dixon.

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La cronaca della gara.Tutti i piloti della top ten partono con le gomme morbide,tranne Andretti che si schiera con le dure.
Al via la prima curva è fatale a Castroneves, che vanifica la buona qualifica bloccando l’anteriore e arrivando lungo: dopo una lunga escursione fuori pista rientra in coda.
Franchitti guadagna tre posizioni ed è sesto,Dixon guida il gruppo davanti a Power, Rahal, Kimball, Briscoe e lo stesso Franchitti.
Dal giro 3 al giro 6 rientrano ai box Mutoh,Pantano,Kanaan e Castroneves che provano a mischiare le carte sperando in un’ immediata bandiera gialla,che però non arriva.
I sorpassi sono molto difficili su questa pista e l’azione latita: riavvivano la corsa Briscoe e Franchitti che passano Kimball (siamo al giro 8).
Al giro 16 Pantano prova a sopravanzare la De Silvestro,ma stacca troppo tardi e finisce fuori pista rientrando ultimo.
Tre passaggi dopo De Oliveira prova il sorpasso su Sato per il decimo posto, ma i due finiscono a contatto effettuando un’escursione nella via di fuga e rientrando,rispettivamente, in quindicesima e sedicesima piazza.
Giro 21: iniziano i pit-stop programmati; si fermano prima Rahal e Briscoe (con l’australiano che guadagna la posizione ai box),poi il giro dopo Dixon e Power,con posizioni inalterate, e infine Franchitti (tutti montano le dure)
Giro 23: prima bandiera gialla causata dalla vettura di De Oliveira, ferma in una via di fuga a causa di un problema tecnico.
Si riparte al giro 26: alla prima curva Franchitti tampona Briscoe innescando un contatto che convolge anche Rahal e Kimball: nuova bandiera gialla,tutti e 4 i piloti riescono a riprendere la pista e approfittano per effettuare la sosta (Franchitti sostituisce l’ala anteriore danneggiata nel contatto e rientra una seconda volta per scontare un drive through).

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IndyCar, Motegi qualifiche: Dixon di un soffio.

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Scott Dixon beffa Will Power, facendo segnare il miglior tempo nella terza e decisiva sessione di qualifiche a Motegi per soli 28 millesimi e sottraendo, quindi, al pilota australiano non solo la pole in sè,ma anche il punto aggiuntivo che spetta al pole sitter.
Questa è l’unica buona notizia della giornata per Dario Franchitti,il quale dopo un buon lavoro nelle libere (dove nel combinato delle sessioni aveva il quarto tempo proprio davanti al rivale Power) si è un pò perso in qualifica,dove non è riuscito ad entrare nella fast six e si dovrà accontentare della nona posizione in griglia.
Il pilota scozzese stranamente è risultato il più lento della pattuglia Ganassi,alle spalle non solo di Dixon,ma anche dei piloti del team satellite: Rahal col terzo posto si conferma dopo la prima fila di Baltimora e Kimball è settimo.

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IndyCar,Motegi libere: Power dopo la scossa.

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La scossa.Leggero spavento per il circus dell’IndyCar per la scossa di terremeto magnitudo 6.2, con epicentro circa 220 km ad est di Tokyo, chiaramente avvertita anche a Motegi ieri pomeriggio alle 17.00 ora locale.
Non si segnalano danni a persone o cose e gli esperti hanno tranquillizato tutti chiarendo che si tratta di una delle numerose scosse di assestamento successive al fortissimo sisma dell’ undici marzo scorso.
Ryan Hunter-Reay ha dichiarato che si trovava nella sua stanza d’albergo e ha visto il televisore “camminare” lungo il tavolo.

Le prime libere. Questa mattina, come da programma, si sono normalmente svolte le prime prove libere, che hanno visto i piloti scendere in pista innanzitutto per prendere confidenza con il nuovo tracciato (come detto nei post precedenti solo Mutoh e De Oliveira lo conoscevano già).
In cima alla lista dei tempi si è subito portato Will Power,giunto qui galvanizzato dalle due vittorie consecutive di Sonoma e Baltimora e desideroso di guadagnare la testa della classifica di campionato,che lo vede per il momento a soli cinque punti da Franchitti.
L’obiettivo dell’australiano è duplice: assicurarsi qui il trofeo Andretti per il maggior punteggio ottenuto sugli stradali e soprattutto mettere in cascina quanti più punti possibile per avvantaggiarsi sul rivale,considerato che a quel punto mancherebbero solo due gare al termine della stagione da disputarsi su ovale, dove,almeno in passato, lo scozzese ha mostrato di essere più efficace.
Come già accaduto ad Edmonton e soprattutto a Sonoma,Power potrebbe contare sull’apporto dei due compagni di squadra: Castroneves ha fatto segnare il secondo tempo, Briscoe è quarto.

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IndyCar, Penalizzato anche un commissario di pista!

Stagione movimentata quella dell’ IndyCar,non c’è che dire: non solo per l’avvincente lotta Franchitti-Power per la conquista del titolo,ma anche dal punto di vista disciplinare.
Dopo una prima parte di stagione molto permissiva culminata nel “far West” di Toronto,la direzione gara ha adottato un pugno di ferro,talora anche eccessivamente severo.
La notizia di oggi è che sotto la lente di ingrandimento è finito il comportamento non di un pilota,ma (caso credo raro se non unico nel motorport) di un commissario di pista,il quale è stato sanzionato con una sospensione per due gare (peraltro meritatissima).

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IndyCar, Baltimora: La sesta sinfonia di Power.

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L’analisi. Will Power vince la gara inaugurale del circuito cittadino di Baltimora (sesta affermazione stagionale) e vede ormai ad un passo la vetta della classifica, con Franchitti ora distante solo cinque lunghezze.
L’australiano,proprio come a Sonoma,ha centrato bottino pieno (vittoria più punti bonus per pole e maggior numero di giri condotti in testa),trovando preziosi alleati (Servia e Kanaan) che hanno tenuto il rivale scozzese immediatamente fuori dal podio.
A seguire si è classificato il duo di Ganassi con Franchitti davanti a Dixon.
Grandissimo successo di pubblico per il nuovo tracciato di Baltimora con oltre 70.000 spettatori accorsi,che hanno provato il primo brivido della giornata già nel warm-up quando Kanaan,a causa di un guasto ai freni,ha tamponato violentemente Castroneves travolgendo poi le barriere di pneumatici (trovate il video al termine dell’articolo).
Per fortuna nessuna conseguenza fisica per i due brasiliani,costretti,però,a partire dal fondo dello schieramento dovendo usare il muletto,visti i danni alle vetture titolari.
Al via Graham Rahal,scattato in prima fila,sorprende Power,che però dopo due curve si riprende la posizione e guadagna un margine di sicurezza.
Prima parte di gara con poche emozioni: Bourdais,partito quinto,è costretto al ritiro dalla rottura del cambio,problemi tecnici frenano Conway che perde diverse posizioni.
Dixon,Kanaan,Servia,Andretti,Tagliani,Conway,Patrick,Plowman e Castroneves provano a mischiare le carte ed effettuano una sosta molto anticipata sperando in una bandiera gialla.
Pantano,qualificatosi quindicesimo ma scattato tredicesimo per la retrocessione in griglia di Castroneves e Kanaan,tiene bene la top ten nel primo stint.
A partire dal ventunesimo giro si apre la finestra utile per il primo pit stop programmato in assenza di caution e tutto il resto dello schieramento si ferma per il rifornimento.
A differenza di quanto visto a Sonoma,qui non c’è un grande differenza prestazionale tra gomme morbide e dure,ne consegue che gli pneumatici non rappresentano una scelta chiave.
Power, ripresosi la vetta dopo che tutti hanno rifornito, manca la chicane che spezza il rettilineo del traguardo e viene costretto ad alzare il piede per non incorrere in penalità,ne approfittano Rahal e Franchitti per riavvicinarsi.
Giro 32: prima caution della gara causata da Tomas Scheckter fermo in pista:Scheckter stesso (fatto ripartire dai commissari),Kanaan,Castroneves,Patrick e Andretti approfittano per effettuare la seconda ed ultima sosta ai box.
Al giro 37 si riparte e si consuma il patatrack:Briscoe,con una manovra fin troppo ottimistica (poi giustamente sanzionata),prova,senza riuscirci,il sorpasso su Hunter-Reay:
ne consegue un tamponamento a catena e quindi un ingorgo (traffic jam come dicono gli americani), con pista completamente ostruita e dodici piloti coinvolti.
Kanaan trova un varco interno e riesce a passare molti avversari; Jakes e Pantano sono costretti al ritiro; Servia,Kanaan,Dixon,Tagliani,Sato e Hunter-Reay traggono vantaggio dalla neutralizzazione per rifornire l’ultima volta;Andretti inonda la pista di olio e deve abbandonare la gara,prolungando ulteriormente la fase di caution.
A questo punto solo i primi cinque (Power,Rahal,Franchitti,De Silvestro e Viso) non hanno
effettuato il pit-stop: alla ripartenza avranno una decina di giri circa per spingere al massimo e guadagnare una trentina di secondi circa su Servia,primo pilota tra quelli che non devono più fermarsi.
L’impresa di guadagnare 3 secondi al giro circa sullo spagnolo è veramente ardua e riesce al solo Power che conserva il comando sino al termine; Rahal,la De Silvestro e Viso precipitano nel gruppone (alla fine concluderanno,rispettivamente,decimo,dodicesima e quindicesimo); Franchitti,rallentato alla ripartenza da un contatto con Rahal,rientra quarto e molto vicino al duo Kanaan-Servia, ma non riesce a sopravanzarli anche perchè il circuito poco si presta ai sorpassi.
La top ten è completata da Danica Patrick,sesta,aiutata da una buona stategia e protagonista vincente di un bel duello finale con Tagliani ed Hunter-Reay,nono ha concluso Meira,decimo Rahal.
Ritirati,oltre ai già citati Bourdais,Jakes,Pantano e a Andretti,anche Conway e Hinchcliffe.
Da sottolineare la strepitosa rimonta di Kanaan,partito ventisettesimo e giunto terzo.

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IndyCar, Baltimora : preview e news.

immagine tratta dal sito speedtv.com

Il Circuito,l’entry-list,la situazione di campionato.Domenica prossima, 4 settembre, il circus dell’IndyCar sbarca a Baltimora per la quattordicesima prova di campionato,quart’ultima della serie (penultimo appuntamento su stradale).
Baltimora,principale città del Maryland,rappresenta uno dei maggiori centri portuali della costa orientale.
Proprio nelle vicinanze del porto è stato ricavato un tracciato cittadino,che quest’anno ospiterà per la prima volta l’IndyCar,con un contratto firmato sino al 2015.
La pista (la cui planimetria è rappresentata nell’immagine in alto) è lunga 3.218 km e conta 13 curve;il rettilineo principale misura 1 km circa e saranno presenti ben 13 tribune.
La gara si correrà sulla distanza di 75 giri pari a 255 km circa.
Trattandosi dell’evento inaugurale ovviamente non abbiamo precedenti e riferimenti cronometrici.
A livello di pura curiosità possiamo ricordare che negli ultimi anni in IndyCar in due occasioni chi ha vinto la gara inaugurale di una pista ha poi conquistato il titolo a fine anno: Franchitti nel 2007 (Iowa) e Dixon nel 2008 (Edmonton).
Per quel che concerne il parco partenti sono iscritte 28 vetture:rispetto alla gara precedente di Sonoma Simona De Silvestro, risolte le disavventure “doganali”, si riprende il volante da Simon Pagenaud nel team HVM Racing,poi non avremo in pista Ho-pin Tung in compenso il team Dreyer & Reinbold Racing schiererà una terza vettura per Tomas Scheckter.
A meno di novità per Motegi questa dovrebbe essere la seconda ed ultima gara per Pantano in questo 2011, motivo in più per cercare di ottenere un risultato importante:di sicuro giova al pilota padovano che la pista sia nuova e che quindi tutti partano nelle medesime condizioni.
In campionato guida sempre Franchitti,ma il vantaggio su Will Power si è ridotto a sole 26 lunghezze,mentre Dixon è terzo staccato di 75 punti rispetto allo scozzese.
Nella speciale classifica che prende in considerazione solo le gare stradali (e che dopo Motegi assegnerà il trofeo intitolato a Mario Andretti) comanda sempre Franchitti,ma i punti di distacco su Power scendono a 7.
Infine tra i rookie guida JR Hildebrand con sole tre lunghezze di vantaggio su James Hinchcliffe.

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IndyCar, Sonoma: Power domina, Pantano penalizzato.

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L’analisi Tripletta Penske nel tredicesimo appuntamento di questo campionato 2011, che molto presumibilmente rimarrà aperto sino al termine: a questo punto mancano soltato 4 appuntamenti,equamente divisi tra ovali e stradali, e Will Power, centrando bottino pieno (vittoria più punti bonus per pole position e maggior numero di giri condotti in testa), ha ridotto il gap in classifica in generale dal leader Dario Franchitti a 26 punti.
L’australiano ha condotto sempre la gara lasciando brevemente la testa (4 giri in tutto) solo in occasione delle due soste.
Una grande mano gli è arrivata dai compagni di squadra Castroneves e Briscoe, che hanno completato il podio consentendo la tripletta per il team del Capitano e soprattutto hanno tenuto dietro il duo di Chip Ganassi con Franchitti che ha preceduto Dixon.
In particolare mentre Briscoe ha viaggiato per buona parte della gara distante dai due team-mates, riuscendo a controllare le 2 vetture di Ganassi minacciose nei suoi specchietti,ma incapaci di costruire una manovra di sorpasso, Castroneves,invece, in diverse fasi è stato anche molto vicino a Power senza però riuscire ad attaccarlo.
Nell’unico restart della gara,avvenuto a pochi giri dal termine, il terzetto Penske si è ,diciamo cosi, “rispettato”,evitando di attaccarsi vicendevolmente e scortando il caposquadra sino al traguardo.
Del resto Castroneves,che è alla ricerca della riconferma per il prossimo anno,a Long Beach l’aveva combinata grossa speronando Power proprio in una fase di ripartenza:l’esperienza passata (e la situazione di campionato) ha portato il brasiliano ad adottare un atteggiamento più cauto.
Più in generale la gara ha presentato poche emozioni:in primis per la natura del tracciato poco favorevole ai sorpassi e in secondo luogo per il ricorrere di una sola situazione di caution giunta solo a pochi giri dal termine quando ormai tutti avevano completato le rispettive soste.
Ciò ha impedito quindi il confronto tra piloti su strategie alternative,chi ha provato a “sparigliare” effettuando la prima sosta fuori dalla finestra prevista (Kanaan,Pagenaud,Hildebrandt,Sato,Patrick),non ne ha tratto alcun vantaggio proprio perchè quasi tutta la gara è stata immune da situazioni di caution.
Un ruolo chiave,invece, è stato svolto dalle gomme.
E’ risultato chiaro che la mescola migliore era la morbida,che forniva prestazioni decisamente migliori della dura con una durata sostanzialmente uguale.
Stante l’obbligo di usarle entrambe, due dei tre stint totali sono stati affrontati con le morbide,divenendo cruciale la gestione dell’unico stint con le dure.

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IndyCar, Sonoma qualifica:Power guida la tripletta Penske.

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Tripletta Penske nelle qualifiche all’Infineon Raceway di Sonoma con Will Power a precedere Castroneves e Briscoe.
Segue il duo di Chip Ganassi con Franchitti e Dixon.James Hinchcliffe è sesto confermando il buon momento di forma.
Nella top ten anche Conway (primo della pattuglia Andretti),un positivo Bourdais,Viso (migliore dei piloti Lotus),e la prima lady in pista Ana Beatriz.

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IndyCar, Sonoma libere 1: Pantano quinto.

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Buon impatto per Giorgio Pantano nelle prima sessione di prove libere all’Infineon Raceway di Sonoma,infatti il pilota padovano ha fatto segnare un incoraggiante quinto tempo.
“Siamo messi bene,ma sono sicuro che c’è molto che possiamo fare. E molto possiamo ricavare da quanto abbiamo fatto oggi. Dobbiamo analizzare i dati e lavorare con gli ingegneri per trovare un maggior grip generale. Sono sicuro che domani saremo più vicini a dove vogliamo essere.” ha commentato Giorgio.

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IndyCar, Sonoma preview e news.

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L’IndyCar torna in pista domenica prossima 28 agosto per il tredicesimo appuntamento di diciassette del campionato 2011 all’Infineon Raceway di Sonoma,che,come saprete se ci avete seguito precedentemente,vedrà il debutto del nostro Giorgio Pantano al volante della Dallara-Honda numero 22 del team Dreyer & Reinbold Racing.

Il circuito,i precedenti,l’entry-list. L’Infineon Raceway di Sonoma è un circuito stradale medio-lento lungo 2.22 miglia pari a 3.57 km e conta 12 curve con vari saliscendi:la variazione altimetrica tra il punto più alto (curva 3) e quello più basso (curva 10) è di 160 piedi pari a 49 metri circa.
La gara si correrà su una distanza di 75 giri,pari a 278 km.
Il record sul giro appartiene a Ryan Briscoe che nel 2005 al volante della Panoz-Toyota del team Ganassi fermò il cronometro in 1.16.491 alla media di 168 km/h.
Il 2005 fu l’anno d’esordio dell’IndyCar su questa pista con la vittoria di Tony Kanaan,l’anno dopo ci fu la prima vittoria in carriera di Marco Andretti,nel 2007 vinse
Dixon, nel 2008 Castroneves, nel 2009 Franchitti, nel 2010 Will Power.
Nelle sei edizioni finora disputate i tre top team (Penske,Ganassi,Andretti) si sono distribuiti equamente le vittorie e nessun pilota è riuscito a vincere due volte.
Per quanto riguarda il parco partenti avremo ben 28 monoposto in pista,rispetto al precedente appuntamento di Loudon Bourdais si riprenderà il volante ceduto ad Alex Lloyd nel team Coyne,come detto Pantano sostituirà Tomas Scheckter nel team Dreyer & Reinbold Racing,ritornerà in pista Martin Plowman con il Sam Schmidt Motorsports e il Dragon Racing schiererà Ho-Pin Tung per lo storico esordio in gara di un pilota cinese in IndyCar (ricordiamo che l’ex campione della Formula 3 tedesca aveva mancato la qualificazione ad Indianapolis).

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IndyCar, Pazza Loudon: Hunter-Reay vittoria sub judice.

Tutto possiamo dire tranne che la 225 miglia di Loudon non ci abbia regalato colpi di scena e sorprese:contatti,incidenti,condizioni metereologiche particolari (leggi temperature basse e pioggia) ed un finale convulso e contestato tanto che il risultato è in attesa di omologazione essendo pendente un ricorso,ma andiamo per ordine. La cronaca. In pole c’è Dario Franchitti,al …

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IndyCar:Loudon,preview e prime prove libere.

L’Indycar torna in pista a meno di una settimana dall’ultima gara a Mid-Ohio, per il dodicesimo appuntamento di diciassette di questo combattutto 2011.
Dopo 3 gare stradali,si torna agli ovali,per la precisione a Loudon,New Hampshire.

Circuito,entry list e situazione di campionato.Il New Hampshire Motor Speedway di Loudon è un ovale breve,misura infatti poco più di un miglio (per la precisione 1.058, pari a 1.703 km),soprannominato “The Magic Mile” (cioè il miglio magico), può essere anche convertito in un circuito stradale di 2.6 km,che sfrutta buona parte dell’ovale.
Classica tappa del campionato Nascar,Loudon ha ospitato l’ex Cart dal 1992 al 1995 (vittorie di Bobby Rahal, Nigel Mansell, Al Unser Jr,Andrè Ribeiro) e l’IRL tra il 1996 e il 1998 (vittorie di Scott Sharp,Robbie Buhl e Tony Stewart).
C’è da sottolineare una statistica curiosa:in ben 5 occasioni chi ha vinto qui a fine anno si è aggiudicato il campionato.
La gara si articolerà in 225 giri per una distranza complessiva di 383.10 km,il giro record appartiene ad Andrè Ribeiro che nel 1995 con la sua Reynard-Honda fermò il cronometro in 21.466 secondi alla media di 285.6 km/h.
Data la natura del tracciato (short oval) fattore determinante sarà il traffico visto il gran numero di vetture in pista,ben 27.
Per quanto riguarda l’entry list avremo rispetto alla gara precedente 3 novità:Thomas Scheckter sostituirà Simon Pagenaud nel team Dreyer & Reinbold Racing come nuovo rimpiazzo dell’infortunato Justin Wilson,non avremo in questa gara Martin Plowman nel Sam Schmidt Motorsports,in compenso il Rahal Letterman Lanigan Racing schiererà Pippa Mann,portando quindi a 4 le ladies in pista.
Gara dal significato molto speciale per Helio Castroneves che festeggerà le 200 partenze con il team Penske.
In campionato comanda Dario Franchitti con 62 punti di vantaggio su Will Power e 93 sul compagno di squadra Dixon,molto fluida la situazione con piloti di 4 team diversi nella top-five e di 7 squadre differenti nella top-ten,nella speciale classifica dei rookies è in testa lo sfortunato protagonista di Indianapolis Jr Hildebrandt.

Le libere:Franchitti e Ganassi al top.Diversamente dal solito programma,qui a Loudon le prove libere si sono disputate al giovedi permettendo ai piloti di prendere confidenza col tracciato nuovo per tutti.
I primi riscontri cronometrici,per quanto da prendere con il beneficio dell’inventario trattandosi appunto solo di libere,mostrano molto in forma il team Ganassi:Dario Franchitti ha fatto segnare il miglior tempo in entrambe le sessioni,nella seconda abbiamo assistito ad un monologo del team Ganassi che con lo scozzese,Dixon e Graham Rahal (della squadra satellite) ha monopolizzato le prime 3 posizioni,con gli alfieri del team Lotus (Kanaan,Sato e Viso) a seguire e ben 21 piloti in un secondo e 12 in mezzo secondo.
Leggermente in difficoltà è apparso il team Penske con Briscoe più veloce del terzetto in ambedue le sessioni e Will Power solo dodicesimo e diciannovesimo nei 2 turni.
Da segnalare poi 2 errori della new entry Pippa Mann che hanno causato altrettante interruzioni,migliore donna in pista Danica Patrick.
Dopo il salto le classifiche complete.

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IndyCar: Pantano,i precedenti


(clicca sull’immagine per ingrandire)

Nel post di ieri ( http://motorsportrants.wordpress.com/2011/08/10/indycarnovita-in-arrivodallara-2012pantanoscheckter/ ) parlavamo della possibilità che Giorgio Pantano approdi in IndyCar nelle gare stradali rimanenti in questo 2011 o al più tardi nella prossima stagione.
Più precisamente per lui sarebbe un ritorno in America, visto che nel 2005 corse due gare con la Panoz-Toyota del Ganassi Racing in sostituzione di Ryan Briscoe, infortunatosi in un brutto incidente nell’ovale di Chicago.
Il nostro debuttò all’ Infineon Raceway di Sonoma:partito tredicesimo,negli ultimissimi giri, mentre lottava con Franchitti e Meira per l’ottavo posto,fu coinvolto in un incidente col brasiliano che lo costrinse al ritiro (fu comunque classificato quattordicesimo).
Ma dopo aver preso un attimo più di confidenza con la vettura e con la squadra,già nelle qualifiche della gara successiva a Watkins Glen stupi’ tutti conquistando la prima fila accanto al polesitter Helio Castroneves.
A questo punto se non siete amanti degli spoilers e volete vedere da soli come si comportò Pantano in quella gara, ve ne proponiamo il video integrale,per tutti gli altri, invece, dopo il salto vi diciamo come andò a finire offrendovi un breve commento e alcune considerazioni (alle quali ovviamente rimandiamo anche i primi dopo aver visto la gara).

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IndyCar: Dixon domina a Mid-Ohio

Non c’è che dire Scott Dixon si trova decisamente a suo agio tra i saliscendi di Mid-Ohio dove ha colto il terzo successo nelle ultime cinque edizioni. Quest’anno ha “esagerato”:pole,vittoria,giro più veloce,maggior numero di giri in testa portando a casa il massimo bottino possibile di punti (53, bonus compresi). Dario Franchitti,qui in livrea blu,ha completato …

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IndyCar: ad Edmonton la rivincita di Will Power.

Era uscito decisamente deluso dal primo appuntamento canadese in quel di Toronto,tamponato prima da Franchitti (leader del campionato e poi vincitore della gara) e poi definitivamente eliminato da Tagliani (tra l’altro nè Dario,nè Alex erano stati penalizzati). Sul rinnovato circuito aeroportuale di Edmonton,però, Will Power si è preso una grande rivincita,rilanciandosi anche in classifica generale. …

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Zanardi at his best: Parte seconda.

Long Beach 1998.Sul circuito cittadino californiano Zanardi parte solo undicesimo,riesce ad evitare un contatto con Bobby Rahal,ma viene urtato da Scott Pruett riportando un danno alla sospensione anteriore sinistra. Il peggio deve ancora venire:al trentesimo giro,infatti,Alex si ritrova nel bel mezzo di un ingorgo (traffic jam come dicono gli americani). La pista è completamente ostruita,il …

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