Target lascia dopo 27 anni, segnale di resa per la IndyCar?

Se c’è uno sponsor che è sinonimo di IndyCar quello è sicuramente la Target, non è così? Chi di voi appassionato di motorsport non conosce le ‘rosse d’America’ con il fulmine giallo, auto magnifiche nella loro veste rossa capaci di far fare nottatacce anche a noi che di rosso conosciamo quello del cavallino rampante. Sono …

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IndyCar – Tolti i veli al calendario 2015, si parte dal Brasile

E’ stato diramato poche ore fa il calendario 2015 della Verizon IndyCar Series e tra molte conferme, smentite e assenze quello che sembra chiaro è che regni una certa stabilità nella ‘geografia’ degli eventi, segnale inequivocabile che ormai ad Indianapolis hanno capito dove il loro prodotto ha ancora buon mercato. Salta subito all’occhio l’assenza del tanto …

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Paperon de’ Pareroni Hunter-Reay, la vittoria della 500 Miglia vale 2.49 milioni di $

Avete presente quella pubblicità della famosa carta di credito che più o meno fa ‘…non ha prezzo per tutto il resto c’è xxx”? Ecco perché non credo che al momento dell’incasso di dollari 2.491.194 il fresco vincitore della Indy500 Ryan Hunter-Reay la rammentasse. Oltre a dare prestigio e gloria la vittoria della classica di fine …

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IndyCar – Long Beach, Quals: Pole all’ultimo respiro per Hunter-Reay, prima fila tutta Andretti

Il team Andretti Autosport monopolizza la prima fila per la partenza del Toyota Grand Prix of Long Beach edizione numero quaranta. L’autore del tempo valevole per la pole-position è il campione 2012 Ryan Hunter-Reay, capace di un ultimo giro da cuore in gola proprio sullo scadere della sessione, andando a scavalcare di prepotenza il leader …

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Back to the Future: “Kenny Bräck, a swedish man in America”

Lo sguardo vispo, due occhi mai troppo attenti, spesso freddi, ma sempre fissi sull’obiettivo, la capigliatura bionda, corta, il sorriso largo e forte di chi ha deciso che rischiare vuol dire vivere. Una descrizione simile non può che inquadrare un pilota. Più che un semplice pilota, uno di quelli a cui il sangue non si …

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Indy 500 Classics, 1995: Jacques Villeneuve entra nel mito, recupera due giri e vince

Continua l’appuntamento con ‘Indy 500 Classics’, la rubrica che vi porta indietro nel tempo per rivivere quelle che sono state le edizioni più memorabili e significative della gara più importante nel panorama nord-americano e non solo. Oggi con il terzo capitolo andremo indietro negli anni fino al 1995, dove il 28 Maggio si corse la …

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Indy 500 Classics: 1992, Al Unser Jr. e Scott Goodyear al photofinish (Video completo)

MotorsportsRants.com è lieta di presentarvi ‘Indy 500 Classics’, una breve rassegna video-storica, che a poco più di un mese dalla edizione 2013 della classica dell’Indiana, vi mostrerà quelle che secondo la redazione sono le quattro più belle e rappresentative edizioni della Indianapolis 500 di sempre. Si parte con l’edizione n.76 del 24 Maggio 1992, corsa in …

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Il Dale Coyne Racing punta su Ana Beatriz per St.Petersburg

A poche ore dalla prima bandiera verde della stagione il Dale Coyne Racing ha sciolto le sue riserve sul nome del pilota che affiancherà il titolare Justin Wilson; si tratta della brasiliana Ana Beatriz che ha recentemente provato con il team di Plainfiled, Illinois al Barber Motorsports Park. Per la giovane paulista un motivo in …

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IndyCar, St. Petersburg preview: i temi, la pista, i precedenti, gli orari tv italiani.

Una nuova era. Una sorta di anno zero. Questo,in estrema sintesi, è il 2012 dell’IndyCar. Si riparte da St. Petersburg, Florida, con un nuovo telaio, nuovi motori (sia perchè è cambiato il regolamento, sia perchè alla Honda si sono aggiunte Chevrolet e Lotus), nuovi team, nuovi piloti, un nuovo calendario con graditi ritorni di appuntamenti classici (Fontana, Detroit) e l’assoluta novità della prima gara in Cina per questa serie. Ma si riparte anche con il ricordo ancora vivo nel cuore di Las Vegas e della perdita di Dan Wheldon:la parola d’ordine è ricominciare si,ma senza dimenticare, per cui massima attenzione alla sicurezza.
E ancora: si riparte senza Danica Patrick, personaggio assoluto di questo campionato, capace di attirare l’interesse di tifosi,spettatori, tv, media e sponsor.
In compenso è arrivato Barrichello e gli organizzatori sperano che funzioni a bilanciare a livello d’immagine la perdita della Patrick: a livello sportivo nel cambio il campionato probabilmente ne ha addirittura guadagnato.
Tutto nuovo anche il vertice della Direzione Gara: trasferito ad altri incarichi il discusso Brian Barnhart,la palla passa ora a Beaux Barfield (che proviene dall’ American Le Mans Series e prima ancora dalla Champ Car), che sarà coadiuvato da Gary Barnard (anche lui in precedenza in Champ Car) e dagli ex piloti Arie Luyendyk e Johnny Unser,nella speranza che il loro operato si caratterizzi per omogeneità di giudizio, equilibrio e buon senso (che in più di un’occasione sono mancati lo scorso anno).
In un contesto economico-finanziario difficile (sia negli Usa che nel mondo), si è riusciti ad allestire un parco partenti molto valido sia numericamente (26 i piloti in pista nella prima gara, cui si aggiungeranno altre presenze strada facendo) che qualitativamente: peccato solo per i nostri colori che Pantano non abbia trovato spazio e Filippi sia al via “solo” da Indianapolis (comunque già esserci è positivo).
Ritorna dopo molti anni anche il confronto tra motoristi,con i test che hanno mostrato un buon equilibrio tra Honda e Chevrolet, mentre Lotus sembra più indietro a causa del ritardo del progetto che l’ha portata in pista tardi e con squadre di seconda fascia, dal momento che i top team si erano nel frattempo accasati con gli altri due motoristi.
C’è curiosità intorno al nuovo telaio Dallara (intitolato a Dan Wheldon), che ha ben superato alcuni inevitabili problemi di gioventù, anche se ha fatto storcere un pò il naso agli appassionati per le sue forme: si sà anche l’occhio vuole la sua parte, ma la cosa più importante è che la nuova Dallara Dw12 si dimostri veloce, sicura ed affidabile, poi col tempo forse ci abitueremo….
Rilancio? Consacrazione? Ritorno ai fasti della vecchia Cart? Noi lo speriamo per l’Indycar, augurandoci di assistere ad una stagione avvincente e spettacolare. Buon campionato a tutti e Forza Filippi!

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IndyCar, Firestone rinnova fino al 2014.

Firestone ha esteso fino al 2014 il suo contratto di fornitore esclusivo di pneumatici per il campionato IndyCar, inoltre continuerà a supportare la categoria con attività promozionali ed iniziative di marketing e sarà title sponsor (oltre che unico gommista) dell’ Indy Lights anche per il 2012. Firestone, società americana controllata dalla giapponese Bridgestone, è ritornata …

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IndyCar, Danica Patrick: pilota o personaggio? Seconda Parte.

Come anticipato nella prima parte, al fine di stilare un bilancio finale dell’esperienza di Danica Patrick in Indycar, vi proponiamo una sorta di botta e risposta virtuale nel quale confrontiamo aspetti positivi e negativi,luci ed ombre,pregi e difetti, lasciando al lettore il compito di trarre le sue conclusioni e di rispondere, se crede, alla domanda del titolo, ovvero Danica Patrick è un pilota di talento o un personaggio mediatico?
In questa seconda parte analizziamo i “contro”.

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IndyCar, Danica Patrick: Pilota o personaggio? Prima parte.

Pilota o personaggio? Sostanza o apparenza? Talento o fenomeno mediatico? Sport o marketing? Verità o bluff?
Con la gara di Las Vegas dello scorso 16 ottobre si è conclusa (a meno di clamorosi ritorni o di presenze-spot alla Indy 500) la carriera in IndyCar di Danica Patrick, che dal 2012 passerà in pianta stabile nel pianeta Nascar.
La circostanza ci permette di tracciare un bilancio consuntivo dell’esperienza della pilotessa del Wisconsin nel massimo campionato americano per vetture a ruote scoperte,in modo da evidenziarne luci ed ombre.
Per farlo abbiamo scelto di scindere la nostra analisi in due parti, sviscerando nella prima solo gli aspetti positivi e nella seconda solo quelli negativi, in modo da cercare di offrire al lettore un quadro il più possibile completo e distaccato con l’obiettivo dichiarato di lasciare al lettore stesso, e soltanto a lui, il compito di rispondere alle domande di cui sopra.
In altre parole vi proponiamo una sorta di gioco nel quale, dopo aver ascoltato le opposte ragioni dell’ “accusa” e della “difesa”, sarete voi, in qualità di “giurati”, a dover esprimere il vostro “verdetto”.
In questa prima parte, come detto, analizzeremo solo i “pro”.

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IndyCar, Chiude il Team Newman/Haas!

Brutta tegola per l’IndyCar: il prossimo anno non sarà più della partita il team Newman/Haas, una delle squadre storiche dei campionati a ruote scoperte a stelle e strisce.
Fondata dall’attore Paul Newman e dall’ex pilota Carl Haas, la squadra, con sede a Lincolnshire,Illinois, cominciò a competere a tempo pieno nel campionato Cart nel 1983, vincendo il titolo già l’anno successivo con Mario Andretti.

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IndyCar, IL quarto sigillo di Franchitti.

immagine tratta dal sito media.indycar.com

Una vittoria triste. Nella gara di Las Vegas del 16 ottobre scorso, segnata tragicamente dalla scomparsa di Dan Wheldon, è passata ovviamente e giustamente in secondo piano la conquista da parte di Franchitti del titolo 2011.
Oggi, a quasi un mese di distanza, vogliamo rendere merito al successo del pilota scozzese di origine italiana.
Per Dario si tratta del quarto titolo, il terzo consecutivo, giunto al termine di una stagione vissuta all’insegna dell’avvincente confronto col rivale Will Power.

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La sicurezza nella INDYCAR che verrà

Oggi voglio proporvi un pezzo scritto da un nostro caro amico e collaboratore. Si chiama Daniele e oltre ad essere un grandissimo designer (che ci sta aiutando con la grafica del nuovo sito, il logo è sua creazione) è anche un grande appassionato di motorsport e di corse americane. Daniele lo potete seguire su twitter @DanSanfy13 . Oggi ci propone una sua idea, una sua realizzazione per rendere più sicuri gli abitacoli indycar dopo il terribile incidente di Las vegas.La sciamo parlare Daniele e la sua creazione.
“Siamo reduci da una settimana nera per il mondo del motorsport. Inutile dire quanta tristezza ci ha lasciato la perdita di due ragazzi che si sono spenti nel pieno svolgimento della loro passione. Una passione per quel fascino irresistibile che solo la velocità emana. Un fascino che nasconde il suo lato peggiore, oscuro e così cinicamente pronto a mietere le sue vittime. Abbiamo perso due ragazzi per colpa di una serie di incredibili combinazioni. Sono stati spesi litri e litri di inchiostro, in questi giorni, a proposito della sicurezza durante le gare sulle piste di tutto il mondo. Si è detto qualsiasi cosa e si è pensato a un sacco di soluzioni lampo. A volte queste reazioni scomposte, in cui si cercano invisibili killer, si cercano colpe, si cercano scuse, servono a scacciare i propri fantasmi che puntualmente appaiono quando avvengono simili avvenimenti.
L’incidente avvenuto a Las Vegas a metà ottobre che ha portato via Dan Wheldon ha riproposto tutti i limiti di un tema mai sufficientemente sviluppato come la sicurezza. Per quanto si possa fare sembra sempre che manchi qualcosina. Abbiamo visto auto volare letteralmente dopo essere decollate sulle ruote posteriori di altre macchine. Abbiamo visto rottami incendiarsi dopo aver colpito le barriere. Abbiamo visto auto non riuscire a rallentare per via dei freni ghiacciati (certo, sugli ovali è un problema visto che non si usano). Abbiamo visto come le reti metalliche di contenimento riescano a strappare dall’auto pezzi di carrozzeria, di carbonio, parti metalliche e quant’altro. Abbiamo visto il palo di supporto delle reti impattare con il casco di Dan Wheldon. Tutta la collezione di tutto ciò che va evitato si è palesato sotto gli occhi di tutti sul tracciato nel Nevada.
Così i piloti, gli addetti ai lavori, i fans, tremendamente addolorati per il dramma vissuto hanno cominciato a chiedersi cos’altro va fatto per assicurare la vita dei piloti. Sicuramente in ottica 2012 la IndyCar ha studiato alcune soluzioni sicuramente interessanti che dovrebbero limitare il rischio “decollo” grazie agli orrendi, ma necessari, bumpers posteriori. Ma basterà?

La Dallara 2012 porterà il nome di Wheldon

In questo momento di dolore e sgomento per il terribile crash di Las Vegas Siamo felici di dirvi che la Dallara 2012 sarà intitolata alla memoria di Dan Wheldon come anticipato via twitter. Riportiamo il TWIT originale di Matteo Vecchi che collabora con Max Papis.  @matteovecchi Just spoke with my brother who works for Dallara …

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I PENSIERI DEI COLLEGHI PER DAN WHELDON

DA AUTOSPORT.COM

TRIBUTES TO DAN WHELDON:

Lewis Hamilton, McLaren Formula 1 driver

“This is an extremely sad day. Dan was a racer I’d followed throughout my career, as I often followed in his footsteps as we climbed the motorsport ladder in the UK. He was an extremely talented driver. As a British guy, who not only went over to the States but who twice won the Indy 500, he was an inspirational guy, and someone that every racing driver looked up to with respect and admiration. This is a tragic loss at such a young age. My heart goes out to his family and friends during this extremely difficult time.”

Andretti Autosport (Wheldon’s team – as Andretti Green – from 2003 to 2005)

“It is with extreme sorrow that we have lost one of our champion drivers today. Dan was an Indy 500 champion and IndyCar Series champion with Andretti Autosport – and one of our closest competitors. Dan brought such enthusiasm and passion to the sport not often seen in motorsports. We will remember Dan’s tremendous racing accomplishments with our team as well his infectious personality. We would like to express our deepest sympathy to Dan’s family, racing team and friends today. Dan is one of IndyCar’s greatest champions.”

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Back to the future : La gara Champ Car di Las Vegas del 2004.

Siamo entrati nella settimana che si concluderà con l’ultima gara 2011 dell’ IndyCar, la 300 miglia di Las Vegas,che deciderà il titolo tra Dario Franchitti e Will Power e metterà in palio il superpremio di 5 milioni di dollari che sarà assegnato in caso di vittoria di Dan Wheldon. Per “prepararci” all’evento andiamo a spulciare …

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IndyCar, Jean Alesi alla Indy 500 2012.

immagine tratta dal sito www.motorsport.com

I risvolti dell’annuncio. La notizia è di quelle destinate a far discutere: Jean Alesi sarà in pista ad Indianapolis per la 500 miglia del prossimo anno.
Il pilota di Avignone affronterà la classicissima americana al volante di una Dallara motorizzata Lotus,storico marchio di cui da quest’anno l’ex pilota Ferrari è divenuto consulente e ambasciatore.
L’annuncio,di per sè per certi versi clamoroso,pur proiettato verso il prossimo anno,presenta già degli effetti immediati,per comprendere i quali dobbiamo però fare un passo indietro.
Come noto da tempo,infatti, il prossimo anno in IndyCar ci sarà un nuovo telaio,sempre realizzato dalla Dallara,mentre come motoristi Chevrolet e Lotus andranno ad affiancare la Honda,che perderà la posizione di “monopolista”.
Il regolamento ha stabilito che un motorista può fornire massimo il 40% del parco partenti,precisando che i team interessati a partecipare al prossimo campionato dovevano annunciare il proprio fornitore entro il 31 agosto scorso.
I team principali (Penske,Ganassi,Andretti,KV,Panther,Newmann-Haas,Sam Schmidt,Foyt) si sono legati con Honda e Chevrolet,le quali hanno ormai raggiunto o quasi il limite massimo di forniture previsto dal regolamento.
Le squadre senza contratto con un motorista (Dreyer & Reinbold,Coyne,Conquest,Herta, Dragon,Rahal Letterman,Sarah Fisher Racing) si sono trovate in una posizione molto scomoda: impossibilitate a concludere con Honda e Chevrolet,si sono rivolte alla Lotus senza ottenere risposte concrete e il termine del 31 agosto è nel frattempo scaduto.
La deadline è stata spostata prima al 15 e poi al 30 settembre e lo stesso CEO dell’IndyCar,Randy Bernard si è mosso in prima persona volando in Inghilterra per incontrare il presidente Lotus Dany Bahar.
In effetti la mossa si è resa necessaria perchè il programma IndyCar della Lotus sembrava avvolto nel mistero più totale: il mancato accordo coi team e la separazione dalla KV di Jimmy Vasser,negli ultimi anni squadra ufficiale,avevano fatto sospettare a qualcuno che il programma stesso fosse in forte ritardo o potesse addirittura saltare.
Per fortuna forti rassicurazioni sono giunte sia da Lotus che da Bernard e i primi contratti di fornitura del marchio anglo-malese dovrebbero essere ufficializzati a breve.
Ora l’annuncio della partecipazione di Alesi come ufficiale Lotus alla prossima Indy 500 dirada le ombre e rende a questo punto certo l’approdo del costruttore come motorista per l’anno prossimo.
Un annuncio cosi anticipato (mancano ancora 8 mesi all’evento) e cosi chiacchierato (visto che coinvolge il personaggio Alesi),ha in effetti un sapore un pò politico e di immagine,come mossa ad effetto per rassicurare tutto l’ambiente,creando anche l’attesa.

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IndyCar, Motegi preview.

Il circuito.L’ Indycar si appresta ad affrontare la trasferta giapponese per la terz’ultima gara di campionato, ultimo appuntamento stradale, mancando poi solo gli ovali del Kentucky e di Las Vegas.
Contrariamente al solito il circuito di proprietà della Honda non vedrà le monoposto impegnate sul tracciato superspeedway,che come abbiamo ricordato già nei post precedenti è stato danneggiato nelle sue strutture dal forte sisma del marzo scorso, ma sul road course.
Quest’ultimo è il tracciato abitualmente utilizzato dalla Moto Gp,nonchè dalla Formula Nippon e dal Super Gt.
La pista,che misura 2.983 miglia, pari a 4.8 km circa, gira in senso orario e conta 14 curve,di cui 8 a destra e 6 a sinistra: la sede stradale ha una larghezza minima di 12 metri e massima di 15 e il rettilineo più lungo,che è quello opposto,compreso tra le curve 10 e 11, misura 762 metri.
La gara si svolgerà sulla distanza di 63 giri,pari a 187.93 miglia (o se preferite 302.4 km circa).
Il Twin Ring di Motegi,come detto,aveva ospitato l’IndyCar (e prima ancora l’IRL e la Cart) sull’ovale,quindi non ci sono precedenti sullo stradale.
A titolo di pura curiosità possiamo ricordare che il l’attuale generazione di Formula Nippon ha girato in 1.35.012 (Joao Paulo De Oliveira su Swift-Toyota, 2011) alla media di circa 181.87 km/h,mentre con la generazione precedente Tsugio Matsuda nel 2008 aveva fermato il cronometro, con la sua Lola-Toyota, in 1.33.167 (185.55 km/h di media).

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FORZA ITALIA…NON SI MOLLA

Forza ragazzi non molliamo! E’ questo messaggio che va dato ai nostri giovani piloti italiani nel momento in cui in F1 la presenza tricolore sta svanendo. Non molliamo! Negli ultimi weekend grandi soddisfazioni sono arrivate da valsecchi,bortolotti,mortara e oggi da filippi! Ragazzi le cui imprese sui giornali italici vanno sempre in fondo e spesso nemmeno …

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PICS OF THE WEEKEND – FOTO DEL WEEKEND

Oggi facciamo un salto negli States… Simona de Silvestro: l’ italo/svizzera o svizzero/italiaca che sta facendo impazzire gli americani con la sua guida agressiva e di altissima qualità. Simona sta oscurando alla grande Danica Patrick in IRL ed io sogno di vederla un giorno in f1  perchè ha le capacità senza ombra di dubbio. Domenica …

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Ma stiamo scherzando? Dove va il motorsport?

La domanda mi viene spontanea dopo aver letto alcune idee che si vorrebbero e si introdurranno in alcune serie il prossimo anno… Già da queste pagine di semplici appassionati di motori ci siamo schierati contro a zavorre, griglie invertite, alettoni mobili ed altre diavolerie introdotte solo per aumentare lo spettacolo televisivo e che vanno a …

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