Rock and Stroll

  A cura di Ermanno Frassoni [divider] MONTRÉAL – Cinquanta anni di Formula 1 in Canada. L’edizione 2017, disputata come da copione sull’esigente circuito semicittadino di Montréal, nel Parc Jean-Drapeau incastonato sull’isola di Notre-Dame, celebra una fondamentale ricorrenza per il Gran Premio inserito per la prima volta nel calendario del Mondiale nel 1967 complice la …

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Back to the Future: “F1: I maestri di ieri, gli insegnamenti del domani”

E’ il primo d’Aprile. Un giorno come altri, non fosse per la tradizione popolare, che vuole questo giorno associato al culto dello scherzo e della risata, delle risa e dello scherno nei confronti di amici e colleghi. Per quanto il Motorsport non abbia regalato troppi scherzi in questo giorno, le frasi e le citazioni dei …

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Ragazzo turbo

A cura di Ermanno Frassoni [divider] [dropcap]A[/dropcap]yrton è tra noi. Era l’1 maggio del 1994 quando, da leader del Gran Premio di San Marino dopo una convulsa fase di neutralizzazione, Senna uscì fatalmente di pista al Tamburello all’indomani della tragedia di Ratzenberger deflagrata in prova tra la curva Villeneuve e la Tosa. Correva l’anno 1984 …

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BACK TO THE FUTURE: LE SLIDING DOORS DI DENNY HULME

“A me non piace parlare con i giornalisti. Durante le gare devo pensare alla mia macchina”  E fu così che per tutti i giornalisti, essendo ignorati il più delle volte, Denny Hulme, divenne the bear…l’orso. Per Denny parlavano però i risultati in pista. Campione del mondo F1 nel 1967 con la Brabham. Plurivincitore della serie …

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Sprint Cup Preview – La NASCAR fa tappa a Indianapolis per la prestigiosa Brickyard 400

Credit: Tom Pennington/Getty Images for NASCAR

L’Indianapolis Motor Speedway è uno di quei circuiti che non hanno assolutamente bisogno di presentazioni, incastonato com’è nella storia dell’automobilismo fin dal 1909, insieme alla sua striscia di mattoni, la Brickyard, reminiscenza di un passato pionieristico baciata da tutti quelli che hanno la fortuna di posare piede sull’asfalto dello Speedway, con la S maiuscola.

Descriverne la storia, soffermandosi soltanto sugli aspetti e gli avvenimenti principali, richiederebbe comunque di scrivere un libro, per cui rimanderò gli interessati ad una ricerca più approfondita sul web o a una delle tante letture cartacee che affiancano storie meravigliose ad altrettanto meravigliose immagini di piloti come Jim Clark, Mario Andretti, Al Unser, A.J. Foyt e mille altri che meriterebbero di essere elencati.

Da sempre sede della 500 miglia di Indianapolis, l’ovale di Indianapolis si presenta come un rettangolo con gli spigoli arrotondati. I due lati più lunghi del rettangolo sono il frontstretch e il backstretch, lunghi entrambi 3300 piedi, poco più di un chilometro. Le quattro curve sono inclinate di 9°12′ e sono il terreno ideale per le monoposto della Indycar. Alle vetture della Sprint Cup, dotate di molto meno carico aerodinamico, le curve di Indianapolis richiedono frenate decise, un assetto molto a posto per lasciar coricare la vettura e non perdere troppa velocità nei brevissimi rettilinei che rappresentano i lati brevi del rettangolo, e un’ottima motricità in uscita per lanciarsi il più velocemente possibile nei rettilinei.

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Ci vuole un fegato bestiale

 

Jim in tutta la sua maestria, dal sito di Alpinestar

Certo che ce ne vuole di fegato per dire certe cose! Dopo aver sperperato un patrimonio storico di circuiti fantastici e probanti per andare a correre ovunque ci fossero soldi, hospitality faraoniche e un circuito progettato dall’amico Tilke, qualcuno all’interno del carrozzone Formula 1 si accorge che qualcosa proprio non va e punta il dito contro, guarda un po’, i circuiti. La notizia è relativa ad una dichiarazione di Jean Todt, che ha affermato che la federazione pretenderà di valutare le potenzialità di spettacolo all’atto dell’omologazione dei un nuovi circuiti. Non è un caso: chi è l’anello debole della catena? Non di sicuro le auto, perché i costruttori sono pochi e dettano le regole alla federazione, quindi si finisce col prendersela con i circuiti, tanto se qualcuno non sta al gioco e non realizza gli ammodernamenti c’è sempre pronta una soluzione nuova di zecca, finanziata da un governo in vena di spese.

Sempre Jim Clark, e io ci vedo lo stesso fascino della prima foto

Finiamola di ciurlare nel manico e poniamoci qualche domanda.

  1. Sono proprio i sorpassi che mancano a questa Formula 1? NO, quelli sono sempre stati una merce piuttosto rara.
  2. Sono proprio i circuiti a dover essere cambiati? NO, se non per riavere il vecchio tamburello o la vecchia seconda di Lesmo.
  3. Cosa rende tanto bella la foto di Clark in cima a questo post? Ecco, qui possiamo discutere, il resto è fuffa.

Allora cosa spingeva le persone a guardare gare con distacchi abissali senza lamentarsi, cosa ci fa sognare davanti a delle riprese degli anni 70 anche se non si vede un sorpasso e cosa ci fa sbadigliare dopo tre giri di un gran premio moderno?

Non ho di sicuro tutte le risposte ma mi sono stancato di leggere assurdità e vorrei proporvi almeno le mie considerazioni.

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