Sprint Cup – I 12 partecipanti ai raggi X

La nostra personalissima analisi dei 12 partecipanti alla Chase For The Cup 2011

Cinque stelle *****

Credit: Chris Graythen/Getty Images for NASCAR

Kyle Busch

Vettura: Toyota Camry #18
Team: Joe Gibbs Racing
Punti: 2012
Vittorie: 4 (Bristol, Richmond, Kentucky, Michigan)
Posizione media al traguardo 2011: 10.9
Posizione media in gara 2011: 10.0
Posizione media al traguardo/in gara sulle piste della Chase: 17.4/14.0
Driver rating stagionale: 108.4
Valutazione: Il 2011 potrebbe essere proprio l’anno buono per Kyle Busch, che si presenta alla Chase con una nuova maturità e la capacità di estrarre il massimo risultato dal mezzo, anche quando la serata non è delle migliori. I suoi risultati nella Chase non sono mai stati eccezionali ma quest’anno è tutta un’altra storia e il pilota di Las Vegas si è conquistato di diritto i galloni di principale avversario di Jimmie Johnson

 

 

 

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Sprint Cup – Harvick ed Edwards danno segni di risveglio, Vickers e Ambrose finiscono dietro la lavagna

Credit: Jeff Zelevansky/Getty Images

Cosa abbiamo visto a Richmond

Kevin Harvick & Carl Edwards – I due pretendenti al titolo, che si erano un po’ nascosti nelle scorse settimane, soprattutto i sono tornati alla ribalta nell’ultima gara della regular season e hanno collezionato rispettivamente un primo e un secondo posto. Quale miglior viatico per la Chase For The Cup? Al Richmond International Raceway entrambi sono sempre stati tra i primi, con Edwards che addirittura non è mai uscito dalla top-15. Per Harvick si tratta di una vera e propria uscita dal tunnel di scarse prestazioni in cui tutto il team si era infilato da diverse settimane. “Beh, penso che l’hanno scorso, come ha detto Richard (Childress, ndr) siamo partiti un po’ indietro nel conto delle vittorie” ha detto il pilota della Chevrolet Impala #29. “Quindi essere primi alla pari per quanto riguarda i punti bonus e il totale delle vittorie è un buon risultato per noi. Penso che anche l’inerzia sia importante. Ovviamente, come ha detto Gil (Martin, il suo crew chief, ndr), il meeting del team di domenica mattina non è stato bello. Gran parte delle riunioni non sono state belle nell’ultimo mese o giù di lì, ma ci siamo guardati indietro e abbiamo trovato tutta usa serie di cose che abbiamo fatto in modo leggermente diverso. Ci siamo guardati in dietro e abbiamo analizzato le gare in cui siamo stati i più veloci all’inizio dell’anno e abbiamo usato quelle cose ad Atlanta e siamo stati nella top-5 tutto il giorno e siamo venuti qui e abbiamo fatto le cose che facciamo di solito e abbiamo avuto un ottimo weekend fin da quando abbiamo scaricato la macchina dal camion. L’ultimo mese è stato stressante, ma penso che, come avete visto, nelle ultime due settimane ha pagato”. Edwards si è espresso così riguardo ai prossimi appuntamenti: “Sono decisamente fiducioso in merito alle prossime gare. Questo è stata la nostra miglior prestazione su short track da un sacco di tempo, quindi anche per la gara di cui di solito dovrei preoccuparmi di più, Martinsville, sono eccitato. Non mi aspettavo di andare così bene stasera, quindi penso al mio team, stavamo andando leggermente più piano ultimamente, e lo scorso weekend siamo andati molto bene ad Atlanta e questa settimana abbiamo avuto la macchina migliore per tutta la sera, una macchina davvero veloce”.

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Sprint Cup – Kevin Harvick esce vincitore da una vera "wild night" e appaia Kyle Busch in vetta alla Chase

Credit: Todd Warshaw/Getty Images for NASCAR

Kevin Harvick ha contenuto fino all’ultimo il rientro di Carl Edwards, precedendolo per 139 millesimi di secondo e imponendosi nella Wonderful Pistachios 400 in quella che è stata un vera e propria “wild night”, che ha chiuso la regular season e definito la classifica di partenza della Chase For The Cup.

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Nationwide Series – Un problema in pit road costa caro a Carl Edwards, a vincere è Kyle Busch

Credit: Todd Warshaw/Getty Images for NASCAR

Kyle “Rowdy” Busch si è aggiudicato la Virginia 529 College Savings 250, 27esimo appuntamento del calendario della Nationwide Series, grazie ad un rendimento ottimo sulla breve distanza e ad un problema patito durante l’ultima sosta ai box dal dominatore della gara, Carl Edwards.

Per Busch si tratta dell’ottavo successo stagionale, la quarta al Richmond International Raceway, che porta a 51 il bottino da record della carriera del pilota di Las Vegas.

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Sprint Cup – Gordon e Johnson stellari, Bowyer e Montoya ai ferri corti

Credit: Geoff Burke/Getty Images for NASCAR

Cosa abbiamo visto ad Atlanta

Jeff Gordon & Jimmie Johnson – Non che avessimo dei dubbi, ma i due piloti del team Hendrick hanno battuto un colpo bello forte in vista della Chase, regalandoci un duello che entra di diritto tra gli highlights della stagione 2011. Dieci giri tutti di traverso, a lottare con l’avversario e la propria macchina, che sono una boccata d’aria fresca in una stagione con fin troppe discussioni su consumi, nuovi asfalti e strategie nei pit-stop. Un sano finale in pieno stile “se sei incerto tieni aperto” era proprio quello che ci voleva. Gordon per sua stessa ammissione si sente ringiovanito dal nuovo rapporto con Alan Gustafson e rilancia la sua corsa al quinto titolo a 10 anni dalla sua ultima affermazione, dopo tre stagioni in cui complessivamente ha raccolto solo un successo. Wonder Boy non era così in forma da un po’ e sarà pericolosissimo nella Chase, soprattutto in virtù della competitività della Chevy #24 sulle piste intermedie da 1.5 miglia. Johnson dal canto suo “sente” l’arrivo della sua stagione e, nonostante abbia al suo attivo solo una vittoria, ottenuta a Talladega, sale in vetta alla classifica. La permanenza al primo posto durerà solo fino alla notte tra sabato e domenica, ma i segnali di un ritorno del cinque volte campione ci sono tutti: le sette top-10 nelle ultime 8 gare, le soste ai box migliorate e la fine dei battibecchi via radio con Chad Knaus lasciano pensare che non sarà così semplice togliere la coppa di mano all’uomo di El Cajon, il quale a fine gara, visibilmente dispiaciuto per il risultato, ma molto divertito per i numeri fatti in pista, ha commentato: “Grazie a Dio sono cresciuto correndo su piste sterrate. Se non avessi corso su tutte quelle piste nel deserto e negli stadi penso che sarei andato in testacoda 4 o 5 volte alla fine. Avevo un po’ più di velocità nei long runs ma non riuscivo a passarlo. Speravo che Jeff finisse le gomme per riacciuffarlo e più o meno è andata così ma non sono riuscito a soprassarlo. Ma ci siamo divertiti moto. Lottare così, di traverso, a 180 miglia all’ora giro dopo giro, è divertirsi”.

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Sprint Cup – Jeff Gordon a quota 85 vittorie dopo un duello da cineteca con Johnson

Credit: John Harrelson/Getty Images for NASCAR

Nove titoli in due, Jeff Gordon e Jimmie Johnson hanno dato vita ad un duello memorabile negli ultimi 10 giri della Advocare 500, sul circuito di Atlanta, in cui a spuntarla è stato il pilota della Chevrolet Impala #24.

Gordon ha conquistato la vittoria numero 85 in carriera sulla pista che lo ha visto debuttare nel 1992, nel giorno dell’ultima gara di Richard Petty, un successo che lo issa al terzo posto assoluto della classifica dei pluri-vittoriosi, dietro a Richard Petty e David Paerson e rompe la situazione di pareggio con Bobby Allison e Darrel Waltrip. Per Wonder Boy si tratta anche della terza vittoria stagionale, un dato importante ai fini della Chase e della rincorsa al quinto titolo da parte dell’uomo di Vallejo.

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Nationwide Series – Una penalità non basta a fermare Carl Edwards, che vince davanti a Kyle Busch ad Atlanta

Credit: John Harrelson/Getty Images for NASCAR

Carl Edwards ha potuto festeggiare con un backflip ed un bagno di folla in tribuna la vittoria della Great Clips 300, nonostante una penalità rimediata ai box nelle fasi iniziali di gara, grazie ad un ottimo finale, che gli ha consentito di resistere al rientro di Kyle Busch.

Per “Cousin Carl” si tratta della sesta vittoria stagionale in Nationwide Series, la 35esima su 236 partenze, la seconda sul circuito di Atlanta, ottenuta tra l’altro assomando il maggior numero di giri in testa, 101 su 195.

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NASCAR – Il rinnovo di Dale Jr., la situazione di Clint Bowyer e le altre news

Credit: Phoenix International Raceway

Sprint Cup News

Il Kentucky Speedway si muove per risolvere i problemi di traffico – Dopo la figuraccia rimediata in occasione della Quaker State 400, quando migliaia di fans sono rimasti imbottigliati nel traffico nell’area attorno al circuito, senza poter assistere alla gara, i responsabili del Kentucky Speedway si sono mossi per non ripetere l’errore. L’autodromo ha acquistato un terreno da quasi 58 ettari che servirà ad aumentare la capienza dei parcheggi del 35% ed ha assunto degli specialisti per migliorare i flussi e la gestione del traffico in occasione della gara, realizzando tra l’altro anche delle migliorie alle arterie stradali che portano allo Speedway, in collaborazione con l’amministrazione locale.

Kevin Harvick mostra il suo apprezzamento per Kyle Busch – Intervistato dalla stazione radio Q100 di Atlanta, Kevin Harvick non ha avuto parole tenere per l’arci-rivale Kyle Busch, che non ha esitato a definire un idiota. Secondo il 35enne californiano la rivalità risalirebbe addirittura alla gara di Dover del 2005, quando Busch avrebbe tagliato la strada ad Harvick, che per tutta risposta lo avrebbe mandato a muro. Harvick ha aggiunto che normalmente questo genere di screzi si risolvono in fretta perché i piloti si incrociano troppe volte per far durare a lungo certe cose, ma ha escluso di poter appianare i contrasti con il pilota di Las Vegas, che “potrebbe solo ritirarsi” per essere rivalutato ai suoi occhi.

Ancora in alto mare la situazione di Clint Bowyer – Il pilota della Chevrolet #33 non ha ancora chiarito la sua situazione per il prossimo anno, anche se ha dichiarato di essere al lavoro per una riconferma al Richard Childress Racing. A quanto pare il problema risiederebbe nel rifiuto da parte di Bowyer di accettare una riduzione del proprio ingaggio. Voci insistenti lo vorrebbero sponsorizzato dalla bibita energetica 5-hour Energy ma è ancora incerto su quale vettura siederà il 32enne di Emporia, Kansas. Di sicuro alcuni teams si sono fatti avanti, primo fra tutti il Richard Petty Motorsports, che, nonostante l’impegno per rinnovare i contratti di AJ Allmendinger e Best Buy, non disdegnerebbe di poter schierare una terza Ford Fusion per Bowyer.

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Sprint Cup – Bristol non è più quella di una volta, Stewart nemmeno?

Photo by Chris Graythen/Getty Images

Cosa abbiamo visto a Bristol

Groove esterno – La gran parte dei piloti lo ha utilizzato per quasi tutta la gara, sfruttando l’interno solo nei tentativi di sorpasso, per lo più con scarso successo. Abbiamo addirittura intravisto un terzo groove, a metà tra i due, utilizzato principalmente da Jeff Gordon. Una vera e propria rivoluzione rispetto all’epoca in cui a Bristol c’era una traiettoria obbligata e per passare bisognava praticare il bump&run, levando fisicamente di mezzo chi precedeva. L’unico dei primi a sfruttare molto bene la traiettoria più bassa è sembrato Jamie McMurray, mentre Brad Keselowski l’ha utilizzata per scavalcare Truex in restart. Jeff Gordon è rimasto addirittura bloccato dietro a Kenseth e Johnson, mentre il cinque volte campione non riusciva a sopravanzare all’interno la Ford #17. Ad un certo punto del suo assalto alla seconda posizione di Treux, di nuovo Gordon ha dovuto alzare il piede e accodarsi per qualche giro, in modo da raffreddare la propria posteriore destra. Dovremo farci l’abitudine, Bristol è cambiata.

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Truck Series – Kevin Harvick semina Johnny Sauter nel finale e va a vincere la terza gara consecutiva. Nuove polemiche per Kyle Busch

Credit: Chris Graythen/Getty Images for NASCAR

Terza vittoria consecutiva in Camping World Truck Series per Kevin Harvick, che anche a Bristol ha guidato il Silverado #2 del suo team in victory lane, in una gara costellata da 9 bandiere gialle e 2 cambi di Leader, ma caratterizzata soprattutto dalle polemiche per il comportamento in pista di Kyle Busch.

Per Harvick si tratta della 12esima vittoria in carriera su 112 presenze nella categoria, la terza del 2011 e la prima a Bristol. Il 35enne californiano ha vinto in tutte e tre le principale categorie della NASCAR sul catino del Tennessee, così come in Michigan, a Martinsville, Phoenix ed Atlanta.

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Truck Series – Kevin Harvick concede il bis nella VFW 200

Credit: Todd Warshaw/Getty Images

Kevin Harvick, al volante dello Chevrolet Silverado #2 del suo team, si è imposto nella VFW 200, disputatasi sul Michigan International Speedway, in un finale in regime di green-white-checkered, dopo una gara costellata da diversi incidenti nelle fasi finali.

Per il 35enne californiano si tratta della seconda vittoria consecutiva nella categoria, dopo quella ottenuta ottenuta a Pocono appena 15 giorni fa, l’undicesima della carriera nella Camping World Truck Series, che lo rende l’unico pilota ad aver vinto in tutte e tre le maggiori serie della NASCAR sull’ovale del Michigan.

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Sprint Cup – Grande prova di maturità per Keselowski, ultima spiaggia per Montoya?

Credit: Jared C. Tilton/Getty Images

La Chase si avvicina e la Good Sam RV Insurance 500 ci ha mostrato alcune sorprese positive, ma ha anche visto le ambizioni di alcuni piloti subire una decisa frenata.

Cosa abbiamo visto a Pocono

Brad Keselowski – Avviso ai naviganti: il ragazzotto del Michigan non sa solo risparmiare carburante, riesce anche a reggere la pressione di uno come Kyle Busch e a conquistare due vittorie in una stagione in cui elementi del calibro di Jimmie Johnson hanno vinto una volta sola. Se ci aggiungiamo che il buon Brad ha corso con una frattura da avulsione alla caviglia e che con il trionfo della Pennsylvania abbiamo concrete possibilità di avere anche la Charger #2 nella Chase, possiamo farci un quadro più chiaro dell’ottimo momento che il pilota del team Penske sta attraversando.

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Truck Series – Kevin Harvick domina la Good Sam RV Emergency Road Service 125

Credit: Jared C. Tilton/Getty Images

Kevin Harvick, al volante dello Chevrolet Silverado #2 del Kevin Harvik Inc., ha vinto in regime di green-white-checkered la Good Sam RV Emergency Road Service 125, 14esima prova della Camping World Truck Series, grazie ad un ottimo restart che gli ha consentito non solo di respingere l’attacco di Kyle Busch, ma anche di guadagnare un rassicurante margine, che il 35enne pilota/owner di Bakersfield ha gestito fino alla bandiera a scacchi.

Per Harvick si tratta della prima vittoria stagionale nella categoria, ottenuta alla prima presenza sul “Tricky Triangle”.

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Sprint Cup – Gordon torna a Pocono con i favori del pronostico

La Sprint Cup torna in Pennsylvania, dopo poco più un mese, per la 21esima prova della stagione, che si disputerà in serata sul particolarissimo circuito di Pocono: la Good Sam RV Insurance 500.

Il “Tricky Triangle” era stato teatro della seconda affermazione stagionale di Jeff Gordon, che aveva preceduto Kurt e Kyle Busch, con il secondo poi penalizzato in fase di controlli post-gara.

Il circuito

Il Pocono Raceway costituisce la dimostrazione scientifica che i tracciati ovali non sono tutti uguali. Per la precisione, si può parlare di un tri-ovale, non a caso conosciuto come “Tricky Triangle”, da 2.5 miglia adagiato nei boschi della Pennsylvania, a due passi da New York City e da Philadelphia. Questo gigante tutto particolare ha tre curve completamente diverse una dall’altra, collegate da tre rettilinei, ovviamente uno diverso dall’altro.

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Sprint Cup – Il sogno si avvera per Paul Menard, primo al traguardo della Brickyard 400

Credit: Chris Graythen/Getty Images

Paul Menard ha centrato il primo successo in carriera vincendo la Brickyard 400, grazie ad un’ottima strategia che gli ha consentito di resistere al ritorno di Jeff Gordon e portare la Chevrolet Impala #27 del Richard Childress Racing in victory lane, coronando così un sogno che per la famiglia Menard era un’ossessione: vincere a Indianapolis. Menards, importante catena di negozi di bricolage, è infatti coinvolta nel motorismo americano a vari livelli ed ha anche schierato un proprio team in quella che allora era la IRL.

Il successo rilancia anche le ambizioni di Paul per un posto nella Chase for the Cup, visto che il trentenne del Wisconsin è al momento una delle 2 wild card, in virtù della vittoria di ieri e del 14esimo posto in classifica.

Per Paul Menard, come detto, si tratta della prima vittoria in carriera, ed è la quarta volta, nel 2011, che un pilota conquista la sua prima affermazione. Gli altri sono stati Trevor Bayne, Regan Smith e David Ragan.

Le vetture più in palla del lotto sono sembrate fin dalle prime battute quelle di Kasey Kahne, in testa per ben 48 tornata, Jeff Gordon e Jimmie Johnson, ma anche in questa occasione a fare la parte del leone sono state le strategie, tutte finalizzate a mantenere una posizione più avanzata possibile, per avere aria pulita e incontrare meno traffico, anche a scapito dell’usura degli pneumatici.

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Sprint Cup – Stewart Haas sugli scudi, Kyle Busch delude e perde subito al leadership

Cosa abbiamo visto a Loudon Stewart Haas – Il giovane team di Tony Stewart ritrova il bandolo della matassa con l’arrivo della stagione estiva e porta a casa una fantastica doppietta, la prima dalla fondazione della squadra, che è un vero toccasana per le ambizioni di Ryan Newman. Il duo dello Stewart-Haas Racing ha fatto …

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Nationwide Series – Kyle Busch vince e raggiunge quota 100

Kyle Busch si è imposto nella New England 200 grazie ad un finale di gara magistrale, in cui ha tenuto a distanza Kevin Harvick in restart in regime di green-white-checkered, ottenendo il sesto successo stagionale nella categoria. Per il ventiseienne del Nevada si tratta della 49esima vittoria in carriera nella Nationwide, che lo colloca al …

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Nationwide Series – Keselowski ancora una volta consuma poco e rende molto

Se due indizi non fanno una prova, nel caso di Keselowski però vanno molto vicini a indicarlo come uno dei migliori piloti della NASCAR in termini di gestione del carburante. Il ventisettenne del Michigan si è aggiudicato la Feed the Children 300, diciottesima gara del calendario della Nationwide Series, svoltasi nella notte sul Kentucky Speedway, …

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Lo Stewart-Haas non si espande, Harvick schiera 4 vetture in Nationwide e le altre news dalla NASCAR

Sprint Cup Prossimo appuntamento: Coke Zero 400 @ Daytona International Speedway, Fla – Domenica 3 luglio 1:30 a.m. ora italiana La Fox sposta la NASCAR su Speed? – Fox, il network che trasmette la prima parte della stagione della Sprint Cup, Daytona 500 compresa, starebbe valutando l’ipotesi di spostare le gare della NASCAR sulla sua …

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Coca Cola 600 – Dale Jr. a secco, vince Harvick a sorpresa

Harvick festeggia l'ennesimo successo da "The Closer", ustin Edmonds/Getty Images for NASCAR

Kevin Harvick tiene fede al suo soprannome anche a Charlotte, conquistando in extremis la Coca Cola 600, che passerà alla storia come la gara NASCAR più lunga i sempre, grazie al finale in regime di green-white-checkered che ha aggiunto due giri ai 400 canonici. “The Closer” ha acciuffato la terza vittoria stagionale scavalcando sul rettilineo finale Dale Earnhardt Jr., rimasto a secco proprio all’ultima curva dell’ultimo giro e mai così vicino a interrompere una striscia negativa che invece sale a 105 gare. Per il portacolori del Richard Childress Racing si tratta di un risultato ottenuto ancora una volta in una situazione sfavorevole, conducendo soltanto due giri al comando sui 400 complessivi.

La 600 miglia del North Carolina si è svolta con una prima parte dominata principalmente da Edwards e Kenseth, con l’inserimento per una ventina di giri di un Denny Hamlin consistente. Intorno al giro è cominciata una sequenza di 7 gialle (14 quelle totali) piuttosto ravvicinate, che ha impedito al lotto dei concorrenti di sgranarsi fino al giro 310. Da quel momento la risalita delle Ford, quelle di Kenseth e Biffle soprattutto, è stata inesorabile e ha trovato opposizione soprattutto in Jeff Gordon e Kasey Kahne. Al giro 344 la gialla causata da Kyle Busch ha mandato tutti ai box per quella che poteva essere l’ultima sosta della serata, sebbene un po’ stiracchiata dal punto di vista dei consumi, e la gara è ripartita con Gordon a condurre, scavalcato subito da Biffle. La Ford #16 del Roush Fenway Racing è rimasta al comando fino alle battute finale, quando in molti hanno risentito proprio dei consumi e sono stati costretti a fermarsi per un rabbocco.

Newman, Martin e Gilliland messi KO da un incidente al giro 301, Jerry Markland/Getty Images for NASCAR

A quel punto, quattro giri dalla bandiera a scacchi, è arrivata provvidenziale una gialla causata dal cedimento del motore della #48 di Jimmie Johnson, che stava rimontando dopo una penalità rimediata ai box, che ha messo le basi per un finale in green-white-checkered. Kahne, Hamlin, Earnhardt e Harvick non sono rientrati ai box, scommettendo in pratica su un unico tentativo di finire la corsa, e hanno cercato in ogni modo di risparmiare benzina. Harvick ha addirittura trovato l’aiuto del compagno di team Paul Menard, che lo ha spinto, in regime di gialla, per consentirgli di spegnere il motore e risparmiare un minimo di benzina.

La mossa si è rivelata determinante, perché i rallenamenti avvenuti al restart hanno causato il caos nelle retrovie del gruppo, caos di cui ha fatto le spese soprattutto Jeff Burton, ma non l’uscita di un’altra bandiera gialla.

Dale Earnhardt Jr. sembrava involato, tra le grida del pubblico, a cogliere la vittoria, quando è rimasto a secco in curva 4. Harvick ne ha approfittato per piombare per primo sotto la bandiera a scacchi, seguito da Ragan, dal redivivo Joey Logano, da Kurt Busch e da un ottimo AJ Allmendinger. Ambrose, Earnhardt, Smith, Reutimann ed Hamlin hanno completato la top-10

In classifica Carl Edwards conserva 36 lunghezze di vantaggio su Harvick, che ha scavalcato Johnson al secondo posto. Al quarto posto resta Dale Jr, mentre scende di due posizioni Kyle Busch, ora quinto, seguito da Kenseth, Bowyer, Stewart e Newman. Si accorcia la classifca fuori dalla top-10, con Biffle a soli 10 punti dalla zona Chase ed Hamlin 4 punti più indietro.

Pit stop per la crew della #29 a Charlotte, ohn Harrelson/Getty Images for NASCAR

Cosa abbiamo visto a Charlotte

Richard Childress Racing – per quel bicchiere di benzina che gli ha consentito di scavalcare Dale Earnhardt Jr. nel finale, Kevin Harvick deve ringraziare soprattutto Paul Menard, che lo ha spinto in regime di bandiera gialla, mentre la #29 restava a motore spento, quel tanto che è bastato da concretizzare un vantaggio determinante. Anche questo è lavoro di squadra.

Dale Earnhardt Jr – convincente dal primo all’ultimo metro, l’uomo di Kannapolis è andato vicinissimo a cogliere quel successo che gli manca dal 2008. Lui e Steve Letarte possono comunque essere soddisfatti della forma mostrata e sperare di spezzare la maledizione quanto prima. Jr. occupa stabilmente la quarta posizione in classifica, ma una vittoria contribuirebbe non poco a mettere in cassaforte un posto nella Chase per la #88. Dale sapeva che si trattava di un tentativo alla “o la va o la spacca”, tanto che ha dichiarato di essere stato fortunato a rimediare una settima piazza perché la benzina sarebbe dovuta finire un paio di giri prima. La sconfitta brucerà anche meno ma è necessario continuare a remare.

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Keselowski in Pole, Carl Edwards e le Ford favoriti

Keselowski alla sua seconda pole in carriera in Sprint Cup, Streeter Lecka/Getty Images

Brad Keselowski, al volante della Dodge #2 del Team Penske ha ottenuto la pole-position per la Coca Cola 600, il n° appuntamento del calendario 2011 della NASCAR Sprint Cup, che si terrà sull’ovale di Charlotte, North Carolina, nella notte tra domenica e lunedì. Il giovane pilota del Michigan, che inizia ora a vedere qualche miglioramento nelle prestazioni in questo 2011, ha percorso l’ovale da 1,5 miglia di Charlotte alla media di 192.089mph, unico a infrangere la barriera delle 192 miglia, scendendo in pista per trentesimo e resistendo agli assalti dei cinque piloti più rapidi delle prove libere.
Al suo fianco in prima fila troveremo AJ Allmendinger, ottimo al volante della Ford #43 del Richard Petty Motorsport, mentre in seconda fila si schiereranno Carl Edwards e Denny Hamlin. Da segnalare l’ottima prestazione del debuttante Ricky Stenhause Jr., salito di categoria dalla Nationwide Series per sostituire Trevor Bayne sulla Ford #21 dei Wood Brothers. Stenhause si è detto sicuro della velocità della macchina, ma incerto sulla propria capacità di mantenere un buon ritmo in gara con così poca esperienza.

Ecco lo schieramento di partenza definitivo:

1 2 Brad Keselowski Miller Lite Dodge 28.112 192.089
2 43 A J Allmendinger U.S. Air Force Ford 28.170 191.693
3 99 Carl Edwards Scotts EZ Seed Ford 28.171 191.686
4 11 Denny Hamlin FedEx Express Toyota 28.218 191.367
5 31 Jeff Burton Caterpillar Chevrolet 28.236 191.245
6 48 Jimmie Johnson Lowe’s Summer Salute Chevrolet 28.262 191.069
7 00 David Reutimann Aaron’s Armed Forces Foundation Toyota 28.284 190.921
8 6 David Ragan UPS Ford 28.302 190.799
9 21 Ricky Stenhouse Jr.(i) Motorcraft / Quick Lane Tire & Auto Ford 28.309 190.752
10 33 Clint Bowyer Cheerios / Hamburger Helper Chevrolet 28.316 190.705
11 24 Jeff Gordon Drive to End Hunger / AARP Chevrolet 28.331 190.604
12 39 Ryan Newman U.S. Army Chevrolet 28.337 190.564
13 5 Mark Martin CARQUEST / GoDaddy.com Chevrolet 28.360 190.409
14 56 Martin Truex Jr. NAPA Auto Parts Toyota 28.391 190.201
15 16 Greg Biffle 3M Ford 28.397 190.161
16 27 Paul Menard Moen / Menards Chevrolet 28.411 190.067
17 4 Kasey Kahne Red Bull Toyota 28.437 189.893
18 83 Brian Vickers Red Bull Toyota 28.441 189.867
19 17 Matt Kenseth Jeremiah Weed Ford 28.442 189.860
20 78 Regan Smith Furniture Row Chevrolet 28.456 189.767
21 18 Kyle Busch M&M’s Toyota 28.505 189.440
22 14 Tony Stewart Office Depot / Mobil 1 Chevrolet 28.509 189.414
23 20 Joey Logano The Home Depot Toyota 28.523 189.321
24 9 Marcos Ambrose DeWalt Ford 28.528 189.288
25 88 Dale Earnhardt Jr. National Guard / AMP Energy Chevrolet 28.581 188.937
26 22 Kurt Busch Shell / Pennzoil Dodge 28.595 188.844
27 47 Bobby Labonte Kingsford / Bush’s Best Baked Beans Toyota 28.624 188.653
28 29 Kevin Harvick Budweiser / Armed Forces Chevrolet 28.660 188.416
29 42 Juan Pablo Montoya Target Chevrolet 28.699 188.160
30 34 David Gilliland Taco Bell Ford 28.716 188.048
31 38 Travis Kvapil(i) Long John Silver’s Ford 28.725 187.990

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Altro giro, altro backflip: Carl Edwards vince l'All Star Race

fumo dal cofano e backflip per Carl Edwards, fonte nascarmedia.com

Che in questa stagione avremmo visto più di un backflip si era capito da un po’. Carl Edwards ha messo le mani sul maxi-assegno da 1,2 milioni di dollari che spetta al vincitore dell’All Star Race dopo aver terminato al primo posto tre dei quattro segmenti che costituiscono la gara. Dopo una sosta ai box (obbligatoria) perfetta tra il terzo e il quarto segmento, “Cousin Carl” ha resistito a Kyle Busch, per una volta non inbattibile in restart, per tutti e dieci i giri del segmento finale e ha tagliato il traguardo con un vantaggio di 4 decimi sulla Toyota #18, comunque soddisfatto dalle prestazioni mostrate dalla sua stock-car in una gara che non gli è mai stata molto amica.

Edwards dal canto suo è stato l’unico in grado di tenere costantemente una linea interna in modo redditizio, conducendo le danze per 29 dei 100 giri complessivi dell’evento. L’unico problema, il pilota del Missouri l’ha commesso dopo la bandiera a scacchi, quando, nell’intento di festeggiare, si è lanciato nel prato dell’infield per poi colpire un avvallamento, che ha distrutto il frontale della Ford #99 del Roush Fenway Racing.

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Edwards e Johnson dominano, Kenseth vince

gran burnout per Kenseth, fonte nascarmedia.com

Dice il vecchio adagio che non sempre l’auto più veloce è quella che taglia per prima il traguardo.

Matt Kenseth ha estratto il proverbiale coniglio dal cilindro a Dover, imponendosi in una gara che fino ad una quarantina di giri dalla bandiera a scacchi sembrava un affare privato tra Jimmie Johnson, Carl Edwards e Clint Bowyer (353 giri in testa su 400 in totale per i tre), segnata da lunghi run in regime di bandiera verde e da lotte serrate, ma corrette, in pista. Il pilota del Roush Fenway Racing ha vinto la corsa in pit-lane, scegliendo con il suo crew-chief Jimmy Fenning di cambiare solo due gomme, come diversi altri piloti, e allungando sui rivali nel finale.

Partita con Johnson in pole in virtù del suo miglior tempo nelle libere e dell’annullamento delle qualifiche per pioggia, la gara di Dover si é svolta con la minaccia del tempo, che si é anche materializzata in un leggero rovescio al giro 163, per poi lasciare spazio al sole e a temperature leggermente più alte.

La prima parte di gara ha visto lo scontro per la prima posizione tra Jimmie Johnson e Carl Edwards, nettamente più veloci dei rivali e impegnati a rincorrere le mutevoli condizioni dell’asfalto e dell’atmosfera. La Ford #99 del Roush Fenway Racing si é dimostrata più a suo agio nel momenti in cui il calcestruzzo del manto stradale veniva riscaldato dal sole, mentre la Chevy #48 del Rick Hendrick Motorsport prevaleva con temperature più basse. Nel frattempo si metteva in luce la coppia del Richard Petty Motorsport, composta da AJ Allmendinger e Marcos Ambrose, entrambi solidamente nella top-5, fino a quando la #43 non ha dovuto prendere la via del garage a causa della rottura del motore. Guai anche per Tony Stewart, afflitto da problemi di setup e per di più costretto ad una sosta ai box aggiuntiva per problemi con il rifornimento di carburante, così come per Greg Biffle, rallentato da problemi meccanici, e Regan Smith, afflitto da noie elettriche e meccaniche. Bene invece Kyle Busch, partito ultimo per aver sostituito il motore e risalito fino ai margini della top-ten in men che non si dica.

Edwards e Johnson si contendono la prima posizione per quasi tutta la gara, fonte nascarmedia.com

Da metà gara in poi Edwards ha preso il sopravvento e pareva poter controllare il distacco che lo separava da Johnson, che nel frattempo ha cominciato ad esplorare nuove traiettorie, più esterne, in cerca di un setup piú stabile e di una linea piú redditizia.

Entrati nell’ultimo quarto di gara, la coppia di testa é diventata un terzetto, grazie all’inserimento di prepotenza di Clint Bowyer, molto a suo agio con la Chevrolet #33 del Richard Childress Racing. Bowyer é passato al comando al giro 334, per rimanerci fino al giro 362, quando un testacoda di Juan Pablo Montoya ha rimescolato le carte per tutti. Mentre Bowyer, Edwards e Johnson hanno fatto la scelta conservativa di cambiare 4 gomme, Kenseth e altri 6 piloti, tra cui Marcos Ambrose e Brian Vickers ne hanno sostituite solo 2 e Mark Martin é rimasto in pista prendendo la testa della gara in vista dell’ultimo restart, davanti alla Ford #17.

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Busch e Harvick in probation, nuovi test per l'iniezione elettronica e le anticipazioni da Dover

Kyle Busch e Kevin Harvick – la NASCAR ha comminato una sanzione pecuniaria di 25.000$ sia a Kevin Harvick che a Kyle Busch e ha messo entrambi in probation per la “lite” che li ha visti protagonisti sabato a Darlington, in particolare per l’episodio avvenuto in pit-road, quando Harvick ha cercato il confronto fisico con …

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"Prima" sulle tele per Regan Smith, scintille fra Kyle Busch e Kevin Harvick!

Regan Smith in victory lane, fonte nascarmedia.com

Proprio una di quelle serate che si vedono solo in NASCAR.

Una top-ten in carriera, nemmeno una volta nei primi cinque, eppure Regan Smith da Cato, stato di New York, classe 1983, ha colto il suo primo successo in Sprint Cup sabato sera a Darlington, in una delle gare più ambite dell’anno, la Southern 500, su una delle piste più prestigiose del calendario, la “track too tough to tame”; una bella rivincita dopo la vittoria sottrattagli nel dopo gara a Talladega, nel 2008, per aver superato Stewart passando sotto la linea gialla.

Smith ha domato la “Lady in Black” con una strategia rischiosa ma premiante, che gli ha consentito di ritrovarsi davanti a pochi giri dal termine, seppur con gomme usurate rispetto ai migliori. Il pilota della Chevrolet #76, completamente nera, gestita dal piccolo team Furniture Row Racing, ci ha poi messo del suo, contenendo il sovrasterzo della sua stock-car e il ritorno di Carl Edwards, dotato di gomme fresche.

Oltre al vincitore a sorpresa, Darlington ci ha regalato scintille ed emozioni in quantità, soprattutto a causa di contatti più o meno volontari tra diversi piloti, e con i muretti della Carolina del Sud, davvero magnetici per quasi tutti i partenti.

Kasey Kahne, sulla Toyota #4 del Red Bull Racing, dopo aver infranto in qualifica il record della pista, é rimasto al comando per lunghi tratti nei primi 100 giri, caratterizzati da 4 periodi di bandiera gialla, tra i quali é da segnalare quello originato da un contatto della #48 di Jimmie Johnson con la #42 di Juan Pablo Montoya, primo segnale di una giornata di alti e bassi per il cinque volte campione della categoria.

una serataccia per Jimmie Johnson, fonte nascarmedia.com

Sempre nelle fasi iniziali, da segnalare due contatti ravvicinati con il muro, uno per Denny Hamlin, addirittura al giro numero 2, l’altro proprio per Kasey Kahne, colto da un improvviso sovrasterzo mentre si trovava al comando, a testimonianza della difficoltà di mantenere la concentrazione assoluta su uno degli ovali più tecnici di tutta la NASCAR.

Nel frattempo, anche a causa dei lievi danni riportati dalla #4, la lotta per la leadership é diventata un duello tra Carl Edwards e Kyle Busch ed ha visto il pilota del Nevada prendere il sopravvento, fino a costruire un vantaggio di oltre 2 secondi sulla Ford #99. Al giro 205 Busch é costretto a portare ai box la #18, anticipando molto la sua sosta, a causa di un problema di fissaggio della ruota posteriore sinistra. Sedici giri più tardi Jimmie Johnson é andato in testacoda tra curva 3 e curva 4 senza riportare danni, causando peró l’uscita di una bandiera gialla che ha poi relegato Kyle Busch ad un giro dal leader. Anche il pluricampione del Team Hendrick è precipitato fra i doppiati a causa di una ruota fissata male durante il pit.

Mentre si alternavano al comando Carl Edwards e Kevin Harvick, un contatto tra Vickers e Ragan é terminato con la fiancata della #83 aperta come una scatoletta di tonno (il team Red Bull ha dovuto tenere il suo pilota nel garage fino al ripristino completo della struttura laterale atta ad assorbire l’energia di eventuali urti).

Approfittando di alcuni incidenti ravvicinati, nella fase centrale della gara, Kyle Busch si é riportato nel giro del leader, per poi lanciarsi in una furiosa serie di sorpassi per tornare nelle zone nobili della classifica.

Al giro 329 Dale Earnhardt Jr. ha posto fine alle sue velleità di piazzarsi fra i primi andando lungo all’ingresso della pit-lane e urtando il cono che delimita l’inizio della stessa, rimediando quindi un drive-through pressoché automatico.

Al giro 360, dopo un lungo stint in verde, Jeff Burton ha avuto un problema meccanico che ha portato dell’olio in pista. La conseguente gialla ha visto quasi tutti i piloti entrare ai box per rifornire e cambiare le gomme. Solo Smith, Keselowsky e Stewart hanno rischiato, restando fuori con gomme parecchio usurate e confidando in qualche altro periodo di neutralizzazione.

A quattro giri dal termine una nuova bandiera gialla ha messo i presupposti per un finale in regime di green-white-checkered flag. In curva 4 Kyle Busch ha sopravanzato Kevin Harvick, il quale per tutta risposta gli ha rifilato una spinta al posteriore sinistro, sufficiente a mandare Busch in leggero sovrasterzo e a riportarsi all’interno della #18 all’imbocco del rettilineo principale. Anche Bowyer ha cercato di approfittare della manovra, andando a generare un three-wide pazzesco, finito molto male proprio per la #33. Le sportellate tra Busch e Harvick hanno obbligato quest’ultimo a scendere di traiettoria fino a colpire il compagno di team e a mandarlo frontalmente contro il muro interno. Busch dal canto suo ha pensato bene di avere ancora qualcosa da dire e da dare alla #29, e ha letteralmente inseguito il posteriore di Harvick verso l’interno della pista, finché non é riuscito a mandarlo in testacoda.

La gara é ripresa così con due giri da compiere ad acceleratore spalancato, con Regan Smith davanti a tutti. Carl Edwards, ripartito all’esterno della prima fila, ha perso leggermente tempo, forse nel tentativo di portare un attacco pulito e definitivo, ma ha perso il treno giusto perché nella fila interna Keselowsky ha spinto Smith quel tanto che é bastato per dargli qualche metro di vantaggio. Il pilota del Furniture Row Racing ha poi controllato una violenta scodata della sua Chevy in uscita da curva 2 dell’ultimo giro e ha coronato il sogno suo e del suo piccolo team indipendente.

Alle sue spalle é transitato sul traguardo un Carl Edwards deluso, ma tutto sommato nemmeno troppo, seguito da un ottimo Brad Keselowsky, Kasey Kahne, Ryan Newman, Denny Hamlin, Tony Stewart, Greg Biffle, Jamie McMurray e Martin Truex Jr. a chiudere una top-ten piuttosto anomala per questo 2011.

Le scintille sono proseguite nel giro d’onore, con Harvick e Busch che, dopo una serie di scaramucce prima di rientrare in pit-lane, si sono ritrovati fermi con la #29 parcheggiata a bloccare la #18. A quel punto Harvick ci ha pensato qualche secondo e poi é uscito dalla sua stock-car e si é diretto verso il finestrino della Toyota del Joe Gibbs racing. Busch ha ingranato la prima marcia, rimediato uno sganassone attraverso il finestrino e spinto la Chevy #29, lasciata in folle da Harvick, dritta contro il muretto dei box. Il tutto mentre poco più in là volavano paroloni e spinte fra i rispettivi meccanici. In settimana sapremo se la NASCAR prenderà qualche tipo di provvedimento.

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