Speciale F1 Weekly – USA comeback: il sogno di Haas, poco da perdere e tanto da guadagnare

Riuscirà l’Haas F1 Team, al debutto assoluto in Formula Uno nel Mondiale 2016 forte delle collaborazioni tecniche con Ferrari e Dallara, a far dimenticare le più o meno fallimentari esperienze delle altre compagini a stelle e strisce affacciatesi sul red carpet della massima serie per monoposto? Paolo Gallorini, nuova firma di Motorsport Rants, è convinto …

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E’ morto a 90 anni Andy Granatelli

Ci ha lasciati all’invidiabile traguardo dei 90 anni Andy Granatelli, mito del motorsport USA che negli anni ’60 portò alla ribalta mondiale il marchio STP, oggi un brand affermato in lubrificanti ed olii per auto, oltre che le celebri auto a turbina Paxton che in ben due occasioni (’67/’68) sfiorarono la vittoria. A darne l’annuncio …

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Motor Show 1976-1980, quando Andretti non salì sull’autobus

A cura di Ermanno Frassoni [divider] [space height=”20″] [dropcap type=”circle” color=”#ffffff” background=”#ce2121″]S[/dropcap]i può misurare la distanza, non solo in termini chilometrici, che divide la campagna tropicale di Santiago de Veraguas, a metà strada tra la capitale di Panama e il Costa Rica, dalla città italiana di Bologna? Risulta difficile immaginare due poli altrettanto opposti, ciononostante …

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Brevi Indy: Possibilità Perez, Mario boccia il calendario 2014, Munoz firma con Andretti e altro…

INDYCAR SERIES Perez apre al futuro USA: Dura la vita del single!. Con il divorzio dalla McLaren si fa nebuloso il futuro del pilota messicano all’interno del circus della F1 e di certo a questo punto della stagione trovare un sedile competitivo è alquanto improbabile. Ecco perché Sergio non ha smentito un suo possibile passaggio …

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Indy 500 Classics: 1982, Tra Johncock e Mears 16 centesimi -video completo-

La seconda puntata di ‘Indy 500 Classics‘ vi catapulta indietro nel tempo fino al 1982, nella magica 66esima edizione della Indianapolis 500 del 30 Maggio che a visto protagonisti gli statunitensi Gordon Johncock e Rick Mears, duellanti sin sulla linea del traguardo. Alla fantastica media di 207 miglia orarie Rick Mears su telaio Penske motorizzato  Ford …

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IndyCar, Long Beach Preview: la pista, i precedenti, l’entry list, le nuove regole e gli orari italiani.

Il circuito, i precedenti e i record. L’IndyCar è in pista questo week end per il terzo appuntamento stagionale. Il calendario propone un vero e proprio “must”: il “Toyota Grand Prix of Long Beach”, giunto alla sua edizione numero 38. Long Beach, città della California situata nella parte meridionale della contea di Los Angeles e bagnata dall’Oceano Pacifico, ha ospitato negli anni prima la Formula 5000, poi la la F1 (dal 1976 al 1983), quindi la Cart/Champ Car (dal 1984 al 2008), infine l’Indycar (dal 2009 in poi).
Il circuito è un cittadino ricavato principalmente dalle strade che circondano il Long Beach Convention Center: caratteristico soprattutto l’ultimo settore con il tornantino finale che immette sul famoso “rettilineo curvilineo”.

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IndyCar, St Petersburg gara : Redivivo Castroneves.

Il ritorno di Spider Man. Helio Castroneves torna al successo e mette la sua firma in calce alla gara d’apertura della stagione 2012, quella dell’anno zero, del nuovo inizio dell’IndyCar con l’esordio del nuovo telaio Dallara DW12 e della rinnovata competizione tra motoristi con le nuove unità turbo.
Il pilota brasiliano, 36 anni, si riscatta dopo aver vissuto un 2011 difficile, concluso senza vittorie (non gli accadeva addirittura dal 1999) e con una deludente undicesima posizione in campionato, lontano dai team mate Power e Briscoe, proprio nell’anno in cui era in scadenza di contratto.
Ma Roger Penske gli ha dato ancora fiducia rinnovando un sodalizio che dura ormai dal 2000 e Castroneves lo ha ripagato con questa bella vittoria,festeggiata alla sua maniera ovvero arrampicandosi su per le reti di protezione.
La scena è stata particolarmente emozionante perchè la rete scelta da Castroneves (immagine in alto) era proprio quella della strada intitolata a Dan Wheldon, vincitore qui nel 2005 e al centro del pensiero di tutti (la bandiera verde è stata sventolata dalla sorella dello sfortunato pilota inglese): Helio ha più volte toccato l’indicazione “Dan Wheldon Way” come a dedicare la vittoria all’amico e collega scomparso.

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Film da corsa: Driven di Sylvester Stallone.

A pochi giorni dall’inizio della stagione 2012 dell’IndyCar, vogliamo proporvi il film “Driven”: di e con Sylvester Stallone, regia di Renny Harlin, la pellicola, realizzata nel 2001, è ambientata nella ex Formula Cart e segue la sfida (in pista e fuori) tra il campione in carica Beau Brandenburg e la giovane promessa Jimmy Bly.
Stallone interpreta Joe Tanto, ex pilota richiamato a correre dal suo vecchio team manager Carl Henry (figura in parte ispirata a Frank Williams) per aiutare e sostenere il giovane Bly nella corsa al titolo.
Nel film compaiono brevemente per un cameo Jacques Villeneuve, Jean Alesi, Juan Pablo Montoya, Kenny Bräck, Max Papis, Tony Kanaan, Roberto Moreno, Mario e Michael Andretti.
Dopo il salto il video completo del film, caricato su Youtube dall’utente “SlyitalianMovie”,che ringraziamo.

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IndyCar, Chiude il Team Newman/Haas!

Brutta tegola per l’IndyCar: il prossimo anno non sarà più della partita il team Newman/Haas, una delle squadre storiche dei campionati a ruote scoperte a stelle e strisce.
Fondata dall’attore Paul Newman e dall’ex pilota Carl Haas, la squadra, con sede a Lincolnshire,Illinois, cominciò a competere a tempo pieno nel campionato Cart nel 1983, vincendo il titolo già l’anno successivo con Mario Andretti.

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IndyCar, IL quarto sigillo di Franchitti.

immagine tratta dal sito media.indycar.com

Una vittoria triste. Nella gara di Las Vegas del 16 ottobre scorso, segnata tragicamente dalla scomparsa di Dan Wheldon, è passata ovviamente e giustamente in secondo piano la conquista da parte di Franchitti del titolo 2011.
Oggi, a quasi un mese di distanza, vogliamo rendere merito al successo del pilota scozzese di origine italiana.
Per Dario si tratta del quarto titolo, il terzo consecutivo, giunto al termine di una stagione vissuta all’insegna dell’avvincente confronto col rivale Will Power.

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IndyCar, Le proposte di Autosport per migliorare la sicurezza.

articolo tratto da Autosport

articolo tratto da Autosport

Vi segnaliamo questo interessante articolo tratto da Autosport che raccoglie alcune proposte per migliorare la sicurezza degli ovali: idee che meritano sicuramente di essere analizzate e valutate perchè potrebbero effettivamente costituire un importante passo in avanti.
Ringrazio depaillerontyrrellp34 per la segnalazione e il fondamentale supporto.

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IndyCar, tutte le news.

immagine tratta dal sito media.indycar.com

I test della nuova Dallara. Prosegue spedito il programma di sviluppo della nuova Dallara 2012: dopo la prima uscita sullo stradale di Mid-Ohio, la nuova monoposto,siglata IR12, ha debuttato sugli ovali: prima all’ Iowa Speedway e poi in quello che sarà il suo teatro di gara più prestigioso e cioè Indianapolis.
Finora i test sono stati sempre condotti al volante da Dan Wheldon,campione IRL 2005 e due volte vincitore (e campione in carica) della Indy 500.
Sull’ovale piccolo dell’Iowa (lungo 0.875 miglia) l’inglese ha girato due giorni la settimana scorsa,coprendo in ciascuna giornata l’equivalente della distanza di gara senza lamentare problemi tecnici.
Questa settimana,invece,la monoposto, gestita in pista dal team Bryan Herta Autosport, ha girato ad Indianapolis.
Di entrambi i test non sono stati divulgati i riscontri cronometrici,anche perchè in questa fase iniziale,come ha dichiarato lo stesso Wheldon, non si stanno cercando le prestazioni,ma si stà facendo un lavoro preliminare di “sgrossatura” della monoposto volto soprattutto alla raccolta di dati e alla verifica dell’affidabilità e della corretta progettazione e assemblaggio dei vari componenti.
L’esemplare del nuovo telaio Dallara ha girato finora sempre spinto dal nuovo motore Honda turbo di 2.2 litri di cilindrata,ma già a partire dal prossimo test sarà approntata una seconda monoposto dotata del nuovo propulsore Chevrolet.
Intanto è stato ufficializzato che la Brembo è stata designata come fornitore esclusivo del sistema frenante, con un accordo fino al 2015.
La Brembo ha progettato un nuovo sistema finalizzato ad un triplice obiettivo: contenimento del peso con l’uso del carbonio (si stima un peso totale sui 2 kg), lunga durata dell’impianto (che consenta qundi alle squadre di contenere i costi), e adeguamento al nuovo regolamento,che a differenza del passato,prevede che lo stesso sistema frenante debba essere utilizzato sia per gli ovali che per gli stradali.
La scelta di Brembo,come quella di Dallara,mi si perdoni la considerazione personale, dimostra ancora una volta che la nostra tecnologia presenta delle eccellenze straordinarie,incoraggiamento in un momento difficile per il nostro Paese,ma anche ennesima conferma che la via della crescita e della ripresa non può che passare dalla ricerca in tutti i campi.

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IndyCar, Jean Alesi alla Indy 500 2012.

immagine tratta dal sito www.motorsport.com

I risvolti dell’annuncio. La notizia è di quelle destinate a far discutere: Jean Alesi sarà in pista ad Indianapolis per la 500 miglia del prossimo anno.
Il pilota di Avignone affronterà la classicissima americana al volante di una Dallara motorizzata Lotus,storico marchio di cui da quest’anno l’ex pilota Ferrari è divenuto consulente e ambasciatore.
L’annuncio,di per sè per certi versi clamoroso,pur proiettato verso il prossimo anno,presenta già degli effetti immediati,per comprendere i quali dobbiamo però fare un passo indietro.
Come noto da tempo,infatti, il prossimo anno in IndyCar ci sarà un nuovo telaio,sempre realizzato dalla Dallara,mentre come motoristi Chevrolet e Lotus andranno ad affiancare la Honda,che perderà la posizione di “monopolista”.
Il regolamento ha stabilito che un motorista può fornire massimo il 40% del parco partenti,precisando che i team interessati a partecipare al prossimo campionato dovevano annunciare il proprio fornitore entro il 31 agosto scorso.
I team principali (Penske,Ganassi,Andretti,KV,Panther,Newmann-Haas,Sam Schmidt,Foyt) si sono legati con Honda e Chevrolet,le quali hanno ormai raggiunto o quasi il limite massimo di forniture previsto dal regolamento.
Le squadre senza contratto con un motorista (Dreyer & Reinbold,Coyne,Conquest,Herta, Dragon,Rahal Letterman,Sarah Fisher Racing) si sono trovate in una posizione molto scomoda: impossibilitate a concludere con Honda e Chevrolet,si sono rivolte alla Lotus senza ottenere risposte concrete e il termine del 31 agosto è nel frattempo scaduto.
La deadline è stata spostata prima al 15 e poi al 30 settembre e lo stesso CEO dell’IndyCar,Randy Bernard si è mosso in prima persona volando in Inghilterra per incontrare il presidente Lotus Dany Bahar.
In effetti la mossa si è resa necessaria perchè il programma IndyCar della Lotus sembrava avvolto nel mistero più totale: il mancato accordo coi team e la separazione dalla KV di Jimmy Vasser,negli ultimi anni squadra ufficiale,avevano fatto sospettare a qualcuno che il programma stesso fosse in forte ritardo o potesse addirittura saltare.
Per fortuna forti rassicurazioni sono giunte sia da Lotus che da Bernard e i primi contratti di fornitura del marchio anglo-malese dovrebbero essere ufficializzati a breve.
Ora l’annuncio della partecipazione di Alesi come ufficiale Lotus alla prossima Indy 500 dirada le ombre e rende a questo punto certo l’approdo del costruttore come motorista per l’anno prossimo.
Un annuncio cosi anticipato (mancano ancora 8 mesi all’evento) e cosi chiacchierato (visto che coinvolge il personaggio Alesi),ha in effetti un sapore un pò politico e di immagine,come mossa ad effetto per rassicurare tutto l’ambiente,creando anche l’attesa.

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IndyCar, Motegi preview.

Il circuito.L’ Indycar si appresta ad affrontare la trasferta giapponese per la terz’ultima gara di campionato, ultimo appuntamento stradale, mancando poi solo gli ovali del Kentucky e di Las Vegas.
Contrariamente al solito il circuito di proprietà della Honda non vedrà le monoposto impegnate sul tracciato superspeedway,che come abbiamo ricordato già nei post precedenti è stato danneggiato nelle sue strutture dal forte sisma del marzo scorso, ma sul road course.
Quest’ultimo è il tracciato abitualmente utilizzato dalla Moto Gp,nonchè dalla Formula Nippon e dal Super Gt.
La pista,che misura 2.983 miglia, pari a 4.8 km circa, gira in senso orario e conta 14 curve,di cui 8 a destra e 6 a sinistra: la sede stradale ha una larghezza minima di 12 metri e massima di 15 e il rettilineo più lungo,che è quello opposto,compreso tra le curve 10 e 11, misura 762 metri.
La gara si svolgerà sulla distanza di 63 giri,pari a 187.93 miglia (o se preferite 302.4 km circa).
Il Twin Ring di Motegi,come detto,aveva ospitato l’IndyCar (e prima ancora l’IRL e la Cart) sull’ovale,quindi non ci sono precedenti sullo stradale.
A titolo di pura curiosità possiamo ricordare che il l’attuale generazione di Formula Nippon ha girato in 1.35.012 (Joao Paulo De Oliveira su Swift-Toyota, 2011) alla media di circa 181.87 km/h,mentre con la generazione precedente Tsugio Matsuda nel 2008 aveva fermato il cronometro, con la sua Lola-Toyota, in 1.33.167 (185.55 km/h di media).

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Sprint Cup Preview – La NASCAR fa tappa a Indianapolis per la prestigiosa Brickyard 400

Credit: Tom Pennington/Getty Images for NASCAR

L’Indianapolis Motor Speedway è uno di quei circuiti che non hanno assolutamente bisogno di presentazioni, incastonato com’è nella storia dell’automobilismo fin dal 1909, insieme alla sua striscia di mattoni, la Brickyard, reminiscenza di un passato pionieristico baciata da tutti quelli che hanno la fortuna di posare piede sull’asfalto dello Speedway, con la S maiuscola.

Descriverne la storia, soffermandosi soltanto sugli aspetti e gli avvenimenti principali, richiederebbe comunque di scrivere un libro, per cui rimanderò gli interessati ad una ricerca più approfondita sul web o a una delle tante letture cartacee che affiancano storie meravigliose ad altrettanto meravigliose immagini di piloti come Jim Clark, Mario Andretti, Al Unser, A.J. Foyt e mille altri che meriterebbero di essere elencati.

Da sempre sede della 500 miglia di Indianapolis, l’ovale di Indianapolis si presenta come un rettangolo con gli spigoli arrotondati. I due lati più lunghi del rettangolo sono il frontstretch e il backstretch, lunghi entrambi 3300 piedi, poco più di un chilometro. Le quattro curve sono inclinate di 9°12′ e sono il terreno ideale per le monoposto della Indycar. Alle vetture della Sprint Cup, dotate di molto meno carico aerodinamico, le curve di Indianapolis richiedono frenate decise, un assetto molto a posto per lasciar coricare la vettura e non perdere troppa velocità nei brevissimi rettilinei che rappresentano i lati brevi del rettangolo, e un’ottima motricità in uscita per lanciarsi il più velocemente possibile nei rettilinei.

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