IndyCar – Castroneves centra la pole al Barber, bene Filippi

Tutto ‘regolare’ al Barber Motorsport Park di Bimingham, Alabama, se così possiamo definire l’ennesimo dominio del Team Penske in qualifica con il brasiliano Helio Castroneves che ha centrato la pole aiutato dall’acquazzone che si è abbattuto sul circuito proprio nella fase calda della Fast-Six, costringendo Will Power & co. a tirare letteralmente i remi in …

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A Mid-Ohio trionfo di Dixon e del team Ganassi. Power supera Helio in classifica

Quella di domenica a Mid-Ohio sarà una gara che rimarrà impressa per sempre negli annali della IndyCar Series, non tanto in quanto a spettacolarità ma quanto ad abilità di guida del pilota, Dixon, e maestria strategica del suo team, Ganassi e Mike Hull, accoppiata che si è rilevata vincente sulla ‘ruota’ di Lexington. Scott Dixon …

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IndyCar, Le prime due sessioni di libere della Indy 500.

Dopo il Rookie Orientation Test il programma della 500 miglia di Indianapolis prosegue con le prime due sessioni di prove libere, che hanno visto scendere in pista tutti i piloti tranne Bourdais e Katherine Legge del team Dragon (la squadra ha lasciato i motori Lotus ed è in procinto di accordarsi con la Chevrolet).
Molti driver si sono alternati su più vetture, visto che ad Indianapolis la procedura di qualificazione prevede che ogni team elegga per ogni pilota due monoposto (una come “titolare”, l’altra come muletto). Inoltre ad Indianapolis risulta qualificata la vettura e non il pilota, questo vuol dire che un pilota che è riuscito a qualificare la sua vettura può essere sostituito in vista della gara da un altro driver (quest’ultimo, però, sarà retrocesso in ultima posizione).
Questa possibilità fa si’ che compagni di squadra possano guidare la stessa vettura anche nel corso delle prove libere, scambiandosi opinioni e sensazioni in modo da trovare il giusto set-up. Per esempio Marco Andretti, oltre alla sua Dallara n.26, ha guidato anche la n.25 di Ana Beatriz, che parteciperà alla Indy 500 con il team di Michael,papà di Marco.

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IndyCar, Le news in vista di Indianapolis.

L’affaire motori. Tempi duri per la Lotus. Dopo essere stata abbondonata dai team Herta Autosport e Dreyer & Reinbold (passati, rispettivamente, a Honda e Chevrolet), la Lotus ha perso anche il team Dragon di Jay Penske (in procinto di accordarsi con Chevrolet). Il figlio di Roger ha citato la Lotus per gravi inadempimenti contrattuali chiedendo un risarcimento di 4.6 milioni di dollari.
A questo punto Lotus schiererà ad Indianapolis solo Simona De Silvestro e Jean Alesi (di cui parliamo più diffusamente a parte), anche perchè il team Shank (che aveva già tutto- telaio,pilota,sponsor,tecnici,meccanici- tranne il motore) ha rinuciato a partecipare non essendo riuscito ad accordarsi con Honda o Chevrolet.
“Se devo ricorrere ai motori Lotus non ho possibilità di vincere, quindi preferisco non schierare la squadra” : questo in estrema sintesi il ragionamento di Shank fondato sul fatto che (almeno finora) i propulsori Lotus si sono dimostrati i meno potenti del lotto, manifestando perdippiù anche diversi problemi di affidabilità.
Continua poi la telenovela-Honda. Riassunto delle puntate precedenti: la Honda (unico motorista che non ha scelto il twin-turbo) aveva portato a Long Beach un turbocompressore aggiornato, che era stato inizialmente approvato dai commissari.
La Chevrolet aveva presentato richiamo costringendo la Honda a non utilizzare l’update fino al pronunciamento di un panel di esperti, che ha dato ragione ai giapponesi.
La novità di questi giorni è che la Chevrolet ha presentato appello, sul quale si pronuncerà l’ex giudice della Corte Suprema Theodore Boehm.

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IndyCar, San Paolo: Triplete di Power.

Will Power completa a San Paolo il suo personalissimo triplete: vince per il terzo anno consecutivo in Brasile,si aggiudica l’hat trick del punteggio (pole,vittoria e maggior numero di giri in testa) e porta a casa il terzo successo di fila di questo 2012 che gli permette di consolidare la leadership in campionato (+45 sul team mate Castroneves) e di prolungare la striscia vincente di Penske e Chevrolet (4 vittorie su 4 in questa stagione).

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IndyCar, San Paolo qualifica: Pole di Power.

Will Power ha conquistato la pole della São Paulo Indy 300, quarto appuntamento stagionale del campionato IndyCar. Continua dunque il dominio del team Penske e dei motori Chevrolet, che finora hanno conquistato 4 pole su 4 e 3 vittorie su 3.
Vedremo se qualcuno sarà in grado di spezzare questo monopolio, a partire magari dal duo del team Ganassi Franchitti-Dixon, che si sono piazzati alle spalle di Power (Dario,in particolare, è sembrato rivitalizzato chiudendo a soli 4 centesimi dal poleman). Completano la fast six Hinchcliffe (sempre presente tra i primi sei in qualifica quest’anno), Hunter-Reay e Justin Wilson.

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IndyCar, Long Beach gara: Power di un soffio!

Per un pelo! Will Power trionfa a Long Beach portando a casa la seconda vittoria consecutiva, che lo proietta in testa al campionato.
Un successo maturato in un finale thrilling nel quale l’australiano, costretto a risparmiare carburante per arrivare fino in fondo senza effettuare ulteriori soste, è riuscito a precedere di un soffio un Simon Pagenaud in fortissima rimonta.
Il francese, autore di una diversa strategia, viaggiando con gomme nuove e soprattutto potendo spingere a tutta non avendo problemi di consumo, negli ultimi giri aveva recuperato un distacco superiore ai 14 secondi ed era giunto ormai in scia al leader della gara. Un solo giro in più e lo avrebbe sicuramente superato, sia perchè la differenza di passo era notevole, sia perchè ormai Power era veramente al limite con il carburante.
Non si tratta però di una questione (solo) di buona sorte: Power ha guidato benissimo, rimontando dalla dodicesima posizione in griglia (dovuta alla penalizzazione che ha riguardato tutti i motorizzati Chevrolet),ha compiuto ottimi sorpassi e ha tenuto un ritmo importante anche nelle fasi in cui era in modalità “save fuel”, riuscendo a gestire il carburante meglio di piloti che avevano rifornito dopo di lui.
In questo và dato merito anche al motore Chevrolet, che in gara si è presa una bella rivincita dopo il brutto colpo dei problemi di affidabilità che avevano comportato la sostituzione di tutti i propulsori con conseguente arretramento in griglia.
Chevrolet in tre gare ha ottenuto tre pole, tre vittorie e tre giri più veloci : in questa statistica a farla da padrone è il team Penske, che finora ha monopolizzato le pole e le vittorie.
Smacco per la Honda: non è riuscita a vincere neanche qui. Eppure i suoi piloti occupavano le prime 9 posizioni in griglia per effetto delle penalizzazioni.

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IndyCar, Motori: rotture e veleni.

Dopo anni di grande tranquillità ed equilibrio durante il periodo del monomotore Honda, l’ IndyCar sperimenta un clima di sospetti, polemiche e accuse reciproche con il ritorno del confronto tra i motoristi.
Il nuovo regolamento, che ha introdotto i nuovi propulsori V6 turbo da 2.2 litri di cilindrata, stabilisce che il contratto di fornitura di motori per l’intera stagione costi 690000 dollari a vettura (al cambio attuale circa 526717.56 euro).
Cio’ evidentemente al fine di contenere i costi: giusto per avere un’idea lo scorso anno la fornitura costava 250000 dollari in più all’anno rispetto a questa stagione.
Il contratto prevede la fornitura di 5 motori: il tutto è parametrato su una percorrenza stagionale di 10000 miglia tra test e week end di gare. Ne consegue che i motori sono concepiti (o meglio dovrebbero essere concepiti) per avere una durata media di 2000 miglia.

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IndyCar, Long Beach: Tutti i motori Chevrolet dovranno essere sostituiti!

Brutta tegola in casa Chevrolet: tutti i propulsori del motorista americano dovranno essere sostituiti a Long Beach a causa di un non meglio precisato problema tecnico.
Il difetto era stato individuato durante il controllo del motore di Hinchcliffe, che, come abbiamo anticipato ieri, avrebbe dovuto cambiare propulsore: Chevrolet a quel punto ha deciso di verificare tutti gli altri motori e ha scoperto che tutti presentavano lo stesso problema, di qui la decisione di rimpiazzare tutte le unità (11 in totale).
In base al combinato disposto degli articoli 15.3.1 e 15.6.1.1 del regolamento IndyCar, se un motore viene sostituito prima di aver raggiunto il chilometraggio minimo (cioè 2976.65 Km, pari a 1850 miglia) scatta una penalizzazione, che consiste nell’arretramento di 10 posizioni in griglia di partenza:ne consegue che tutti i piloti Chevrolet saranno penalizzati a Long Beach.
Si tratta di:

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IndyCar, Barber: La rinvincita di Power.

Power si riscatta. A St. Petersburg aveva ottenuto la pole e dominato la prima parte della gara, poi un piccolo errore e una strategia non particolarmente azzeccata lo avevano relegato al settimo posto finale.
In Alabama aveva iniziato forte il week end dominando la prima sessione di libere (l’unica sull’asciutto), poi gli era stato cancellato il miglior tempo nel secondo segmento delle qualifiche (perchè ottenuto in regime di bandiere gialle) col risultato di essere costretto a partire nono.
Insomma non proprio un inizio fortunato di stagione. E invece Power ha reagito alla grande in gara, cogliendo il suo secondo successo consecutivo a Barber con un mix di strategia (legata all’uso delle gomme), di velocità e di opportunismo (leggi capacità di approfittare dei problemi altrui nei rispettivi pit stop).

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IndyCar, Barber libere 1: Power traccia la rotta.

La nazionalità australiana non è l’unica cosa che li lega. Casey Stoner e Will Power hanno (almeno) un’altra caratteristica in comune: l’uno in MotoGp, l’altro in IndyCar (quando non si corre sugli ovali) sono i piloti più dotati dal punto di vista della velocità pura, ossia la capacità di andare subito forte, più forte degli altri non appena scendono in pista, o meglio ancora l’abilità di trovare immediatamente il limite. Poi magari nel corso del week end o in gara gli altri riescono piano piano ad avvicinarsi o anche a fare meglio, lavorando sull’assetto, sul passo oppure attraverso la strategia o una migliore gestione delle gomme, ma questa loro attitudine li rende a modo loro speciali.
La prima sessione di libere di Barber ha confermato questo schema ormai consolidato, infatti in vetta alla classifica troviamo proprio Power, che precede il compagno di squadra (e vincitore di St. Petersburg) Castroneves di 2 decimi, un distacco che può sembrare ridotto, ma che assume un’altra portata se pensiamo che la pista è lunga meno di 4 Km, che il giro si percorre in poco più di 70 secondi e che,escluso Power, abbiamo 17 piloti racchiusi in un secondo.

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IndyCar, St Petersburg gara : Redivivo Castroneves.

Il ritorno di Spider Man. Helio Castroneves torna al successo e mette la sua firma in calce alla gara d’apertura della stagione 2012, quella dell’anno zero, del nuovo inizio dell’IndyCar con l’esordio del nuovo telaio Dallara DW12 e della rinnovata competizione tra motoristi con le nuove unità turbo.
Il pilota brasiliano, 36 anni, si riscatta dopo aver vissuto un 2011 difficile, concluso senza vittorie (non gli accadeva addirittura dal 1999) e con una deludente undicesima posizione in campionato, lontano dai team mate Power e Briscoe, proprio nell’anno in cui era in scadenza di contratto.
Ma Roger Penske gli ha dato ancora fiducia rinnovando un sodalizio che dura ormai dal 2000 e Castroneves lo ha ripagato con questa bella vittoria,festeggiata alla sua maniera ovvero arrampicandosi su per le reti di protezione.
La scena è stata particolarmente emozionante perchè la rete scelta da Castroneves (immagine in alto) era proprio quella della strada intitolata a Dan Wheldon, vincitore qui nel 2005 e al centro del pensiero di tutti (la bandiera verde è stata sventolata dalla sorella dello sfortunato pilota inglese): Helio ha più volte toccato l’indicazione “Dan Wheldon Way” come a dedicare la vittoria all’amico e collega scomparso.

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IndyCar, St. Petersburg qualifica: Si ricomincia da Power.

“C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole,anzi d’antico” recita l’incipit della poesia “L’aquilone” di Giovanni Pascoli: parafrasando il poeta possiamo dire che quest’anno molto è cambiato in IndyCar (telaio,motori,piloti,squadre…), ma c’ è qualcosa che sembra non cambiare mai, d’antico appunto.
Ci riferiamo a Will Power: quando si corre sugli stradali il pilota australiano è sempre li’, sempre protagonista, molto spesso in testa al gruppo. L’alfiere del team Penske ha tenuto fede alla sua nomea e ha fatto sua la prima pole dell’anno sul cittadino di St. Petersburg, Florida, conquistando il punto che spetta all’autore del miglior tempo in qualifica.
Sarà una prima fila tutta Penske, con Ryan Briscoe piazzatosi in seconda posizione in una Fast six completata dal duo di Andretti, composto da Hunter-Reay e Hinchcliffe, dal terzo Penske, Helio Castroneves, e da Pagenaud, primo “Hondista” dopo 5 motori Chevrolet. Ma il francese, come anticipato nel report sulla terza sessione di libere, dovrà arretrare di 10 posizioni sulla griglia di partenza proprio per aver sostituito il propulsore.
La sesta piazza va dunque a Scott Dixon, mentre gli altri piloti di Ganassi scatteranno dalla nona (Franchitti) decima (Rahal) e ventiduesima posizione (Kimball).

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IndyCar, St. Petersburg libere 3: La reazione di Pagenaud.

Simon Pagenaud, francese del team di Sam Schmidt, è il primo pilota ad incappare nella nuova penalità frutto della fine della monofornitura di propulsori in IndyCar e del conseguente ritorno della competizione tra motoristi: la norma 15.6.1 del regolamento sportivo stabilisce che, esclusa l’ipotesi di rottura del motore, il propulsore non può essere sostituito prima di aver raggiunto un chilometraggio minimo (1850 miglia pari a circa 3000 km), pena una sanzione di 10 posizioni di arretramento in griglia di partenza.
Motivi precauzionali hanno spinto il team Schmidt ad operare la sostituzione dopo le libere di ieri (nelle quali erano emersi dei problemi al motore Honda) ed ecco che è scattata la penalità.
Pagenaud, però, ha reagito alla grande, trasformando in carica positiva il disappunto per la sanzione ricevuta e ottenendo il miglior tempo della terza ed ultima sessione di prove libere, preludio alla prima sessione di qualifica della stagione.

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IndyCar, Impariamo a riconoscerli.

Nuovo telaio, nuovi motori, nuovi piloti, nuove livree: il campionato 2012 inizia il prossimo 25 marzo a St. Petersburg e noi vogliamo proporvi le immagini delle 26 vetture che saranno al via della stagione.
Un modo per imparare a riconoscere (noi per primi) i protagonisti della serie, in modo da seguire con maggiore cognizione di causa le diverse fasi di gara.
Cominciamo col campione in carica Dario Franchitti (Chip Ganassi Racing, Dallara-Honda, numero 10): dopo il salto troverete il resto dello schieramento.Qual’è la vostra livrea preferita?

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IndyCar, Sebring day 2: Castroneves guida il trio Penske.

Seconda giornata di test a Sebring all’insegna del team Penske: le monoposto del Capitano monopolizzano le prime tre posizioni, con Castroneves a precedere Power e Briscoe e i tre raccolti in un fazzoletto (appena 66 millesimi).
In ottima forma è apparso in particolare il brasiliano, che nella due giorni sul tracciato della Florida si è issato al vertice in tre sessioni su quattro, risultando il più veloce lunedi mattina e martedi’ sia al mattino che al pomeriggio.

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IndyCar, Sebring day 1: Comanda Hunter-Reay (e Power si improvvisa pompiere…)

Mancano meno di venti giorni alla gara di St. Petersburg, che inaugurerà la stagione 2012, e fervono i preparativi nel circus dell’ IndyCar con i team impegnati in una sessione di test a Sebring.
Il programma è articolato in 4 giorni con i piloti divisi in due gruppi: lunedi (ieri) e martedi (oggi) Briscoe,Castroneves, Power, Bourdais, Wilson, Jakes, Andretti, Hinchcliffe, Hunter-Reay, Pagenaud, De Silvestro; giovedi e venerdi sarà la volta di Hildebrand, Legge, Viso, Barrichello, Kanaan, Franchitti, Dixon, Rahal, Kimball, Sato, Conway, Tagliani, Servia, Carpenter, Newgarden.

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IndyCar, Esordio in pista per il motore Lotus.

“Eppur si muove”. Prendiamo a prestito la celebre frase attribuita a Galileo Galilei per battezzare l’esordio in pista del nuovo motore Lotus per il campionato IndyCar 2012.
Dopo una serie di vicissitudini, rallentamenti e rinvii (che avevano fatto temere persino dell’effettiva realizzazione del progetto) finalmente il propulsore Lotus ha percorso i suoi primi Km sul piccolo tracciato di Palm Beach, spingendo la nuova Dallara DW12 del team HVM Racing pilotata da Simona de Silvestro.
Nel video che vi proponiamo, tratto dal canale Youtube di Motorsportrants, è possibile ascoltare il suono del motore V6 turbo di 2.2 litri di cilindrata realizzato in collaborazione con Judd (possiamo notare anche dall’immagine in alto come la monoposto sia dipinta nella classica livrea nera e oro).

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IndyCar, Baltimora : preview e news.

immagine tratta dal sito speedtv.com

Il Circuito,l’entry-list,la situazione di campionato.Domenica prossima, 4 settembre, il circus dell’IndyCar sbarca a Baltimora per la quattordicesima prova di campionato,quart’ultima della serie (penultimo appuntamento su stradale).
Baltimora,principale città del Maryland,rappresenta uno dei maggiori centri portuali della costa orientale.
Proprio nelle vicinanze del porto è stato ricavato un tracciato cittadino,che quest’anno ospiterà per la prima volta l’IndyCar,con un contratto firmato sino al 2015.
La pista (la cui planimetria è rappresentata nell’immagine in alto) è lunga 3.218 km e conta 13 curve;il rettilineo principale misura 1 km circa e saranno presenti ben 13 tribune.
La gara si correrà sulla distanza di 75 giri pari a 255 km circa.
Trattandosi dell’evento inaugurale ovviamente non abbiamo precedenti e riferimenti cronometrici.
A livello di pura curiosità possiamo ricordare che negli ultimi anni in IndyCar in due occasioni chi ha vinto la gara inaugurale di una pista ha poi conquistato il titolo a fine anno: Franchitti nel 2007 (Iowa) e Dixon nel 2008 (Edmonton).
Per quel che concerne il parco partenti sono iscritte 28 vetture:rispetto alla gara precedente di Sonoma Simona De Silvestro, risolte le disavventure “doganali”, si riprende il volante da Simon Pagenaud nel team HVM Racing,poi non avremo in pista Ho-pin Tung in compenso il team Dreyer & Reinbold Racing schiererà una terza vettura per Tomas Scheckter.
A meno di novità per Motegi questa dovrebbe essere la seconda ed ultima gara per Pantano in questo 2011, motivo in più per cercare di ottenere un risultato importante:di sicuro giova al pilota padovano che la pista sia nuova e che quindi tutti partano nelle medesime condizioni.
In campionato guida sempre Franchitti,ma il vantaggio su Will Power si è ridotto a sole 26 lunghezze,mentre Dixon è terzo staccato di 75 punti rispetto allo scozzese.
Nella speciale classifica che prende in considerazione solo le gare stradali (e che dopo Motegi assegnerà il trofeo intitolato a Mario Andretti) comanda sempre Franchitti,ma i punti di distacco su Power scendono a 7.
Infine tra i rookie guida JR Hildebrand con sole tre lunghezze di vantaggio su James Hinchcliffe.

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IndyCar,novità in arrivo:Dallara 2012,Pantano,Scheckter

Giorni di fermento in IndyCar con diverse novità che bollono in pentola:

Scende in pista la nuova Dallara. Dan Wheldon,campione IRL 2005 nonchè due volte vincitore (e campione in carica) della 500 miglia di Indianapolis,ha portato al battesimo in pista la nuova Dallara che sarà impiegata a partire dal prossimo anno,equipaggiata col motore Honda turbo 2.2 litri con 6 cilindri a V alimentato a bioetanalo.
Il test si è tenuto a Lexington sul Mid-Ohio Sports Car Course,teatro domenica scorsa dell’undicesimo appuntamento del campionato 2011.
Non sono stati divulgati i tempi rendendo quindi impossibile per gli appassionati un primo confronto cronometrico,per la verità del tutto prematuro visto che il telaio e il motore sono solo alla primissima uscita:sono programmati per i prossimi mesi 12 giorni di test articolati su 3 tracciati stradali e 3 ovali.
Finora 3 team (Ganassi, Foyt e Schmidt) hanno raggiunto l’accordo per gareggiare con motori Honda.
Gli altri 2 motoristi (Chevrolet e Lotus) inizieranno i test ad inizio ottobre con i rispettivi team (sembra che Penske sarà la squadra ufficiale per Chevrolet).
Di seguito vi proponiamo alcune foto della nuova Dallara (clicca sull’immagine per ingrandire).

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IndyCar: Dixon domina a Mid-Ohio

Non c’è che dire Scott Dixon si trova decisamente a suo agio tra i saliscendi di Mid-Ohio dove ha colto il terzo successo nelle ultime cinque edizioni. Quest’anno ha “esagerato”:pole,vittoria,giro più veloce,maggior numero di giri in testa portando a casa il massimo bottino possibile di punti (53, bonus compresi). Dario Franchitti,qui in livrea blu,ha completato …

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