Ferrari Driver Academy? No, grazie. O Forse no?

Se il tuo obiettivo è la Formula Uno, non passare per l’accademia Ferrari: sembra essere questo il commento che può sorgere da un appassionato medio interessato al motorsport in tutte le sue forme. Domenica scorsa, sul podio del GP di Ungheria, c’erano tre piloti nati e cresciuti in RedBull, e con Verstappen quarto sotto la …

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Motorsport Italia, facciamoci del male.

Abbiamo la Ferrari e la Maserati. La Lancia, l’Alfa Romeo e la Fiat. Abbiamo l’Abarth. Abbiamo la Pagani e la Lamborghini, anche se nessuno se lo ricorda. Avevamo la De Tomaso. Abbiamo Tatuus, Picchio, Dallara e Dio solo sa quanti altri. Abbiamo la Pirelli e la Magneti Marelli. Abbiamo fior fior di preparatori, strutture e …

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A PIEDI ANCHE BONANOMI! NON SI PUO’ PIU’ STARE ZITTI!

Questa non era proprio nell’aria… Marco Bonanomi esce dal programma Audi Le Mans e WEC  e lascia il posto a Genè(!) e Di Grassi(!). Altro pilota italiano lasciato a casa. Altro pilota italiano di talento, che non ha niente di meno di tanti che bazzicano in giro…Jarvis ad esempio che va a prendere il posto …

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La GP2 va bene se la vincono gli altri

  Pantano? Troppo vecchio…e poi dopo tutti quegli anni in categoria. Filippi? Si forte vince,ma vecchio..torna dopo un anno d’assenza e batte tutti ma perchè è esperto,cosa vuoi. Valsecchi? Quasi vecchio a 25 anni…e poi anche lui come Pantano da troppi anni col culo in gp2…chi se ne frega se ha vinto il titolo. Ecco …

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IndyCar, San Paolo: Triplete di Power.

Will Power completa a San Paolo il suo personalissimo triplete: vince per il terzo anno consecutivo in Brasile,si aggiudica l’hat trick del punteggio (pole,vittoria e maggior numero di giri in testa) e porta a casa il terzo successo di fila di questo 2012 che gli permette di consolidare la leadership in campionato (+45 sul team mate Castroneves) e di prolungare la striscia vincente di Penske e Chevrolet (4 vittorie su 4 in questa stagione).

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IndyCar, Dreyer & Reinbold Racing sceglie Oriol Servia.

Oriol Servia, quarto in classifica generale nel campionato IndyCar 2011 e rimasto senza contratto dopo la chiusura dello storico team Newman-Haas, si è accordato per disputare la stagione 2012 con il team Dreyer & Reinbold Racing (lo stesso che ha schierato lo scorso anno Giorgio Pantano in sostituzione di Justin Wilson). Servia, 37 anni, spagnolo, …

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IndyCar, Brian Barnhart estromesso dalla Direzione Gara.

Brian Barnhart non sarà più a capo della Direzione Gara dell’ IndyCar conservando soltanto il ruolo di “President of Operations” (in questa veste si occuperà di coordinare le operazioni logistiche e sarà responsabile dei commissari di gara, delle verifiche tecniche e dell’implementazione e del miglioramento della sicurezza).
Nativo di Indianapolis e coinvolto nell’ambiente Indycar sin dal 1982 (ricoprendo svariati incarichi prima nelle squadre e poi nell’organizzazione), Barnhart manterrà, dunque, in ogni caso un ruolo molto importante,ma al tempo stesso la sua rimozione dal vertice della Direzione Gara segna indubbiamente un punto a favore di chi lo aveva aspramente criticato durante questa stagione.

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IndyCar, Tutte le news sul 2012.

immagine tratta dal sito www.indycar.com

Il mercato dei team e dei motori Il 2012 sarà un anno di grandi cambiamenti per l’IndyCar: esordirà,infatti, il nuovo telaio Dallara e ci sarà il ritorno ai motori turbo (V6 di 2.2 litri di cilindrata) che saranno forniti da tre motoristi: Honda, Chevrolet e Lotus.
Proprio quest’ultima nei giorni scorsi ha comunicato di aver raggiunto l’accordo di fornitura con 4 team (HVM, Herta, Dreyer & Reinbold e il neonato Michael Shank Racing), ponendo fine alle illazioni che si erano create sulla sua effettiva partecipazione al campionato, originatesi a causa dell’iniziale ritardo del programma del costruttore inglese.
In particolare il Dreyer & Reinbold Racing, team che quest’anno ha schierato per tre gare anche il nostro Giorgio Pantano, dovrebbe avere una posizione privilegiata assurgendo probabilmente a team ufficiale.

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IndyCar, Kentucky preview.

Il circuito e i precedenti. Torna in pista l’Indycar per il penultimo appuntamento stagionale: dopo sei stradali nelle ultime sette gare il finale di campionato prevede due gare su ovali,partendo domenica prossima dal Kentucky Speedway.
Relativamente recente (ultimato nel 2000),il circuito è situato a Sparta, città dello stato del Kentucky nella parte centro-orientale degli Stati Uniti, e appartiene alla categoria dei tri-ovali,come possiamo vedere dall’immagine in alto.
La lunghezza è pari a 1.5 miglia (pari a 2.4 km) e la gara si articolerà su 200 giri per la distanza complessiva di 300 miglia (cioè 480 km).
Quello del Kentucky è un appuntamento ormai classico,l’IRL prima e l’IndyCar poi vi corrono ininterrottamente dal 2000: il record sul giro in qualifica appartiene a Sarah Fisher, che nel 2002, girando in 24.0661 secondi alla media di 221.390 miglia orarie (356.293 km/h),ottenne la pole (prima di una donna nella storia dei maggiori campionati a ruote scoperte).
Nelle edizioni precedenti il maggior numero di vittorie (due a testa) è di Buddy Lazier e Sam Hornish jr,mentre il team Penske è la squadra che ha ottenuto qui il maggior numero di successi (tre).
Tra i piloti in griglia qui hanno vinto Tony Kanaan (2007), Scott Dixon (2008), Ryan Briscoe (2009) e Helio Castroneves (2010).
Proprio Scott Dixon è il pilota che vanta qui i migliori precedenti tra i tre che sono in lotta per il titolo: il neozelandese ha ottenuto,infatti, in otto partecipazioni, una vittoria, due poles e quattro arrivi nella top-five, mentre Power,in tre precedenti,è partito una volta in prima fila ed è arrivato due volte nella top-ten e Franchitti,nei sei precedenti, è scattato due volte in prima fila,ma ha ottenuto un solo arrivo nella top-five.
Tre volte è successo che il pilota vincente al Kentucky Speedway ha conquistato il titolo a fine stagione (Buddy Lazier nel 2000, Sam Hornish Jr. nel 2006 e Scott Dixon nel 2008).

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IndyCar, tutte le news.

immagine tratta dal sito media.indycar.com

I test della nuova Dallara. Prosegue spedito il programma di sviluppo della nuova Dallara 2012: dopo la prima uscita sullo stradale di Mid-Ohio, la nuova monoposto,siglata IR12, ha debuttato sugli ovali: prima all’ Iowa Speedway e poi in quello che sarà il suo teatro di gara più prestigioso e cioè Indianapolis.
Finora i test sono stati sempre condotti al volante da Dan Wheldon,campione IRL 2005 e due volte vincitore (e campione in carica) della Indy 500.
Sull’ovale piccolo dell’Iowa (lungo 0.875 miglia) l’inglese ha girato due giorni la settimana scorsa,coprendo in ciascuna giornata l’equivalente della distanza di gara senza lamentare problemi tecnici.
Questa settimana,invece,la monoposto, gestita in pista dal team Bryan Herta Autosport, ha girato ad Indianapolis.
Di entrambi i test non sono stati divulgati i riscontri cronometrici,anche perchè in questa fase iniziale,come ha dichiarato lo stesso Wheldon, non si stanno cercando le prestazioni,ma si stà facendo un lavoro preliminare di “sgrossatura” della monoposto volto soprattutto alla raccolta di dati e alla verifica dell’affidabilità e della corretta progettazione e assemblaggio dei vari componenti.
L’esemplare del nuovo telaio Dallara ha girato finora sempre spinto dal nuovo motore Honda turbo di 2.2 litri di cilindrata,ma già a partire dal prossimo test sarà approntata una seconda monoposto dotata del nuovo propulsore Chevrolet.
Intanto è stato ufficializzato che la Brembo è stata designata come fornitore esclusivo del sistema frenante, con un accordo fino al 2015.
La Brembo ha progettato un nuovo sistema finalizzato ad un triplice obiettivo: contenimento del peso con l’uso del carbonio (si stima un peso totale sui 2 kg), lunga durata dell’impianto (che consenta qundi alle squadre di contenere i costi), e adeguamento al nuovo regolamento,che a differenza del passato,prevede che lo stesso sistema frenante debba essere utilizzato sia per gli ovali che per gli stradali.
La scelta di Brembo,come quella di Dallara,mi si perdoni la considerazione personale, dimostra ancora una volta che la nostra tecnologia presenta delle eccellenze straordinarie,incoraggiamento in un momento difficile per il nostro Paese,ma anche ennesima conferma che la via della crescita e della ripresa non può che passare dalla ricerca in tutti i campi.

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IndyCar, Motegi gara: L’analisi.

immagine tratta dal sito media.indycar.com

I pretendenti al titolo. Scott Dixon centra il bottino pieno a Motegi: vittoria più punti bonus per la pole e il maggior numero di giri condotti in testa (62 sui 63 totali), rientrando in piena lotta per il titolo.
Ma il bilancio del team Ganassi è dai due volti: a far da contraltare alla splendida performance del pilota neozelandese, c’è il mezzo disastro di Franchitti.
Lo scozzese, reduce da una difficile qualifica che lo aveva visto solo nono, con una buona partenza si era portato in quinta posizione,ma in fase di ripartenza dopo la prima situazione di caution ha tamponato Briscoe, innescando una carambola che ha coinvolto anche i piloti del team satellite di Ganassi – Rahal e Kimball-: tutti sono riusciti a proseguire,ritrovandosi,però ,in fondo al gruppo.
Chip Ganassi, in diretta poco dopo l’incidente e poi dopo anche a fine gara, ha criticato duramente Franchitti giudicando troppo ambiziosa la sua manovra,accusandolo senza mezzi termini di aver rovinato non solo la sua gara,ma anche quella di Rahal e Kimball (e di Briscoe aggiungiamo noi,meritando il drive through che la direzione gara gli ha assegnato).

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IndyCar, Motegi gara: En plein di Dixon.

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La cronaca della gara.Tutti i piloti della top ten partono con le gomme morbide,tranne Andretti che si schiera con le dure.
Al via la prima curva è fatale a Castroneves, che vanifica la buona qualifica bloccando l’anteriore e arrivando lungo: dopo una lunga escursione fuori pista rientra in coda.
Franchitti guadagna tre posizioni ed è sesto,Dixon guida il gruppo davanti a Power, Rahal, Kimball, Briscoe e lo stesso Franchitti.
Dal giro 3 al giro 6 rientrano ai box Mutoh,Pantano,Kanaan e Castroneves che provano a mischiare le carte sperando in un’ immediata bandiera gialla,che però non arriva.
I sorpassi sono molto difficili su questa pista e l’azione latita: riavvivano la corsa Briscoe e Franchitti che passano Kimball (siamo al giro 8).
Al giro 16 Pantano prova a sopravanzare la De Silvestro,ma stacca troppo tardi e finisce fuori pista rientrando ultimo.
Tre passaggi dopo De Oliveira prova il sorpasso su Sato per il decimo posto, ma i due finiscono a contatto effettuando un’escursione nella via di fuga e rientrando,rispettivamente, in quindicesima e sedicesima piazza.
Giro 21: iniziano i pit-stop programmati; si fermano prima Rahal e Briscoe (con l’australiano che guadagna la posizione ai box),poi il giro dopo Dixon e Power,con posizioni inalterate, e infine Franchitti (tutti montano le dure)
Giro 23: prima bandiera gialla causata dalla vettura di De Oliveira, ferma in una via di fuga a causa di un problema tecnico.
Si riparte al giro 26: alla prima curva Franchitti tampona Briscoe innescando un contatto che convolge anche Rahal e Kimball: nuova bandiera gialla,tutti e 4 i piloti riescono a riprendere la pista e approfittano per effettuare la sosta (Franchitti sostituisce l’ala anteriore danneggiata nel contatto e rientra una seconda volta per scontare un drive through).

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IndyCar, Motegi qualifiche: Dixon di un soffio.

immagine tratta dal sito www.indycar.com

Scott Dixon beffa Will Power, facendo segnare il miglior tempo nella terza e decisiva sessione di qualifiche a Motegi per soli 28 millesimi e sottraendo, quindi, al pilota australiano non solo la pole in sè,ma anche il punto aggiuntivo che spetta al pole sitter.
Questa è l’unica buona notizia della giornata per Dario Franchitti,il quale dopo un buon lavoro nelle libere (dove nel combinato delle sessioni aveva il quarto tempo proprio davanti al rivale Power) si è un pò perso in qualifica,dove non è riuscito ad entrare nella fast six e si dovrà accontentare della nona posizione in griglia.
Il pilota scozzese stranamente è risultato il più lento della pattuglia Ganassi,alle spalle non solo di Dixon,ma anche dei piloti del team satellite: Rahal col terzo posto si conferma dopo la prima fila di Baltimora e Kimball è settimo.

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IndyCar,Motegi libere: Power dopo la scossa.

immagine tratta dal sito media.indycar.com

La scossa.Leggero spavento per il circus dell’IndyCar per la scossa di terremeto magnitudo 6.2, con epicentro circa 220 km ad est di Tokyo, chiaramente avvertita anche a Motegi ieri pomeriggio alle 17.00 ora locale.
Non si segnalano danni a persone o cose e gli esperti hanno tranquillizato tutti chiarendo che si tratta di una delle numerose scosse di assestamento successive al fortissimo sisma dell’ undici marzo scorso.
Ryan Hunter-Reay ha dichiarato che si trovava nella sua stanza d’albergo e ha visto il televisore “camminare” lungo il tavolo.

Le prime libere. Questa mattina, come da programma, si sono normalmente svolte le prime prove libere, che hanno visto i piloti scendere in pista innanzitutto per prendere confidenza con il nuovo tracciato (come detto nei post precedenti solo Mutoh e De Oliveira lo conoscevano già).
In cima alla lista dei tempi si è subito portato Will Power,giunto qui galvanizzato dalle due vittorie consecutive di Sonoma e Baltimora e desideroso di guadagnare la testa della classifica di campionato,che lo vede per il momento a soli cinque punti da Franchitti.
L’obiettivo dell’australiano è duplice: assicurarsi qui il trofeo Andretti per il maggior punteggio ottenuto sugli stradali e soprattutto mettere in cascina quanti più punti possibile per avvantaggiarsi sul rivale,considerato che a quel punto mancherebbero solo due gare al termine della stagione da disputarsi su ovale, dove,almeno in passato, lo scozzese ha mostrato di essere più efficace.
Come già accaduto ad Edmonton e soprattutto a Sonoma,Power potrebbe contare sull’apporto dei due compagni di squadra: Castroneves ha fatto segnare il secondo tempo, Briscoe è quarto.

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IndyCar, Motegi preview.

Il circuito.L’ Indycar si appresta ad affrontare la trasferta giapponese per la terz’ultima gara di campionato, ultimo appuntamento stradale, mancando poi solo gli ovali del Kentucky e di Las Vegas.
Contrariamente al solito il circuito di proprietà della Honda non vedrà le monoposto impegnate sul tracciato superspeedway,che come abbiamo ricordato già nei post precedenti è stato danneggiato nelle sue strutture dal forte sisma del marzo scorso, ma sul road course.
Quest’ultimo è il tracciato abitualmente utilizzato dalla Moto Gp,nonchè dalla Formula Nippon e dal Super Gt.
La pista,che misura 2.983 miglia, pari a 4.8 km circa, gira in senso orario e conta 14 curve,di cui 8 a destra e 6 a sinistra: la sede stradale ha una larghezza minima di 12 metri e massima di 15 e il rettilineo più lungo,che è quello opposto,compreso tra le curve 10 e 11, misura 762 metri.
La gara si svolgerà sulla distanza di 63 giri,pari a 187.93 miglia (o se preferite 302.4 km circa).
Il Twin Ring di Motegi,come detto,aveva ospitato l’IndyCar (e prima ancora l’IRL e la Cart) sull’ovale,quindi non ci sono precedenti sullo stradale.
A titolo di pura curiosità possiamo ricordare che il l’attuale generazione di Formula Nippon ha girato in 1.35.012 (Joao Paulo De Oliveira su Swift-Toyota, 2011) alla media di circa 181.87 km/h,mentre con la generazione precedente Tsugio Matsuda nel 2008 aveva fermato il cronometro, con la sua Lola-Toyota, in 1.33.167 (185.55 km/h di media).

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IndyCar, Le news :Pantano anche a Motegi!

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Giorgio Pantano.Il team Dreyer & Reinbold Racing ha annunciato che il pilota padovano guiderà la Dallara-Honda numero 22 anche il prossimo fine settimana, che vede in programma il terz’ultimo appuntamento di campionato a Motegi in Giappone.
La trasferta nel paese del Sol Levante coinciderà con l’ultima gara stradale del 2011, infatti, a differenza degli anni scorsi, non si correrà sull’ovale -danneggiato in seguito al recente terremoto- ma sul tracciato che abitualmente ospita la Motogp e la Formula Nippon.
Dennis Reinbold,compropietario del team,ha commentato :”Non potremmo essere più felici di rimettere Giorgio nella nostra macchina: ha fatto un ottimo lavoro per noi a Sonoma e Baltimora e siamo convinti che sarà molto forte a Motegi.”.
Pantano ha dichiarato: “Voglio ringraziare la squadra e gli sponsor per avermi dato questa nuova opportunità.Le ultime due gare sono state molto consistenti per noi e non vedo l’ora di correre di nuovo con il team in Giappone.Sono qui per fare il meglio possibile come sempre e sono impaziente di competere.”

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IndyCar, Baltimora: La sesta sinfonia di Power.

immagine tratta dal sito media.indycar.com

L’analisi. Will Power vince la gara inaugurale del circuito cittadino di Baltimora (sesta affermazione stagionale) e vede ormai ad un passo la vetta della classifica, con Franchitti ora distante solo cinque lunghezze.
L’australiano,proprio come a Sonoma,ha centrato bottino pieno (vittoria più punti bonus per pole e maggior numero di giri condotti in testa),trovando preziosi alleati (Servia e Kanaan) che hanno tenuto il rivale scozzese immediatamente fuori dal podio.
A seguire si è classificato il duo di Ganassi con Franchitti davanti a Dixon.
Grandissimo successo di pubblico per il nuovo tracciato di Baltimora con oltre 70.000 spettatori accorsi,che hanno provato il primo brivido della giornata già nel warm-up quando Kanaan,a causa di un guasto ai freni,ha tamponato violentemente Castroneves travolgendo poi le barriere di pneumatici (trovate il video al termine dell’articolo).
Per fortuna nessuna conseguenza fisica per i due brasiliani,costretti,però,a partire dal fondo dello schieramento dovendo usare il muletto,visti i danni alle vetture titolari.
Al via Graham Rahal,scattato in prima fila,sorprende Power,che però dopo due curve si riprende la posizione e guadagna un margine di sicurezza.
Prima parte di gara con poche emozioni: Bourdais,partito quinto,è costretto al ritiro dalla rottura del cambio,problemi tecnici frenano Conway che perde diverse posizioni.
Dixon,Kanaan,Servia,Andretti,Tagliani,Conway,Patrick,Plowman e Castroneves provano a mischiare le carte ed effettuano una sosta molto anticipata sperando in una bandiera gialla.
Pantano,qualificatosi quindicesimo ma scattato tredicesimo per la retrocessione in griglia di Castroneves e Kanaan,tiene bene la top ten nel primo stint.
A partire dal ventunesimo giro si apre la finestra utile per il primo pit stop programmato in assenza di caution e tutto il resto dello schieramento si ferma per il rifornimento.
A differenza di quanto visto a Sonoma,qui non c’è un grande differenza prestazionale tra gomme morbide e dure,ne consegue che gli pneumatici non rappresentano una scelta chiave.
Power, ripresosi la vetta dopo che tutti hanno rifornito, manca la chicane che spezza il rettilineo del traguardo e viene costretto ad alzare il piede per non incorrere in penalità,ne approfittano Rahal e Franchitti per riavvicinarsi.
Giro 32: prima caution della gara causata da Tomas Scheckter fermo in pista:Scheckter stesso (fatto ripartire dai commissari),Kanaan,Castroneves,Patrick e Andretti approfittano per effettuare la seconda ed ultima sosta ai box.
Al giro 37 si riparte e si consuma il patatrack:Briscoe,con una manovra fin troppo ottimistica (poi giustamente sanzionata),prova,senza riuscirci,il sorpasso su Hunter-Reay:
ne consegue un tamponamento a catena e quindi un ingorgo (traffic jam come dicono gli americani), con pista completamente ostruita e dodici piloti coinvolti.
Kanaan trova un varco interno e riesce a passare molti avversari; Jakes e Pantano sono costretti al ritiro; Servia,Kanaan,Dixon,Tagliani,Sato e Hunter-Reay traggono vantaggio dalla neutralizzazione per rifornire l’ultima volta;Andretti inonda la pista di olio e deve abbandonare la gara,prolungando ulteriormente la fase di caution.
A questo punto solo i primi cinque (Power,Rahal,Franchitti,De Silvestro e Viso) non hanno
effettuato il pit-stop: alla ripartenza avranno una decina di giri circa per spingere al massimo e guadagnare una trentina di secondi circa su Servia,primo pilota tra quelli che non devono più fermarsi.
L’impresa di guadagnare 3 secondi al giro circa sullo spagnolo è veramente ardua e riesce al solo Power che conserva il comando sino al termine; Rahal,la De Silvestro e Viso precipitano nel gruppone (alla fine concluderanno,rispettivamente,decimo,dodicesima e quindicesimo); Franchitti,rallentato alla ripartenza da un contatto con Rahal,rientra quarto e molto vicino al duo Kanaan-Servia, ma non riesce a sopravanzarli anche perchè il circuito poco si presta ai sorpassi.
La top ten è completata da Danica Patrick,sesta,aiutata da una buona stategia e protagonista vincente di un bel duello finale con Tagliani ed Hunter-Reay,nono ha concluso Meira,decimo Rahal.
Ritirati,oltre ai già citati Bourdais,Jakes,Pantano e a Andretti,anche Conway e Hinchcliffe.
Da sottolineare la strepitosa rimonta di Kanaan,partito ventisettesimo e giunto terzo.

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IndyCar, Baltimora : preview e news.

immagine tratta dal sito speedtv.com

Il Circuito,l’entry-list,la situazione di campionato.Domenica prossima, 4 settembre, il circus dell’IndyCar sbarca a Baltimora per la quattordicesima prova di campionato,quart’ultima della serie (penultimo appuntamento su stradale).
Baltimora,principale città del Maryland,rappresenta uno dei maggiori centri portuali della costa orientale.
Proprio nelle vicinanze del porto è stato ricavato un tracciato cittadino,che quest’anno ospiterà per la prima volta l’IndyCar,con un contratto firmato sino al 2015.
La pista (la cui planimetria è rappresentata nell’immagine in alto) è lunga 3.218 km e conta 13 curve;il rettilineo principale misura 1 km circa e saranno presenti ben 13 tribune.
La gara si correrà sulla distanza di 75 giri pari a 255 km circa.
Trattandosi dell’evento inaugurale ovviamente non abbiamo precedenti e riferimenti cronometrici.
A livello di pura curiosità possiamo ricordare che negli ultimi anni in IndyCar in due occasioni chi ha vinto la gara inaugurale di una pista ha poi conquistato il titolo a fine anno: Franchitti nel 2007 (Iowa) e Dixon nel 2008 (Edmonton).
Per quel che concerne il parco partenti sono iscritte 28 vetture:rispetto alla gara precedente di Sonoma Simona De Silvestro, risolte le disavventure “doganali”, si riprende il volante da Simon Pagenaud nel team HVM Racing,poi non avremo in pista Ho-pin Tung in compenso il team Dreyer & Reinbold Racing schiererà una terza vettura per Tomas Scheckter.
A meno di novità per Motegi questa dovrebbe essere la seconda ed ultima gara per Pantano in questo 2011, motivo in più per cercare di ottenere un risultato importante:di sicuro giova al pilota padovano che la pista sia nuova e che quindi tutti partano nelle medesime condizioni.
In campionato guida sempre Franchitti,ma il vantaggio su Will Power si è ridotto a sole 26 lunghezze,mentre Dixon è terzo staccato di 75 punti rispetto allo scozzese.
Nella speciale classifica che prende in considerazione solo le gare stradali (e che dopo Motegi assegnerà il trofeo intitolato a Mario Andretti) comanda sempre Franchitti,ma i punti di distacco su Power scendono a 7.
Infine tra i rookie guida JR Hildebrand con sole tre lunghezze di vantaggio su James Hinchcliffe.

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IndyCar, due pesi e due misure e “lamentino” Bourdais.

Due pesi e due misure. Vi abbiamo già raccontato nei giorni scorsi lo sviluppo della gara IndyCar di Sonoma (che vi proponiamo nei video precedenti in versione quasi integrale con commento italiano,rigraziando l’utente Luca Narduzzi che l’ha pubblicata su dailymotion),gara che ha lasciato,purtroppo,come strascico la penalizzazione giunta nel dopo-gara a carico di Giorgio Pantano, retrocesso in diciassettesima posizione,vanificandone il risultato,ma non la prestazione, che resta ampiamente positiva.
Ricordiamo che il pilota italiano è stato sanzionato perchè all’ultima curva dell’ultimo giro ha commesso una manovra non consentita ai danni di Bourdais,il cosiddetto blocking (in IndyCar chi precede un avversario non può difendere la posizione chiudendo la traiettoria interna).
Nell’episodio specifico avevamo scritto che la dinamica ci sembrava passibile di più interpretazioni e che comunque, a nostro avviso, nel momento in cui si era deciso di valutare come scorretta la manovra di Giorgio, la sanzione comminata (retrocessione in ultima posizione tra i non doppiati,anzichè il classico aggravio in secondi corrispondente al drive through) appariva eccessivamente severa.
Ora nello sport si può essere d’accordo o meno sulla valutazione di un episodio (regolarità o meno dell’azione “incriminata”,congruità o meno della sanzione disciplinare),ma una volta che la decisione è stata presa questa va accettata.
Ciò che si fa fatica ad accettare è, invece,la disparità di trattamento,che si manifesta nel giudicare in maniera opposta situazioni uguali tradendo il principio cardine dell’uniformità di giudizio.
Nel particolare ci riferiamo,per esempio,ad una situazione di gara che abbiamo notato nel corso del primo giro: nel primo video (dal minuto 3.52) è chiaramente visibile una manovra di blocking di Ho-Pin Tung ai danni di Saavedra,il quale,uscito più forte dalla curva precedente, si prepara ad attaccare l’avversario,che gli chiude l’interno in maniera vistosa.
Potete voi stessi raffrontare l’episodio Ho-Pin Tung/Saavedra con quello Pantano/Bourdais visibile al termine di questo video http://www.youtube.com/watch?v=5_P-Q4b5kBQ :stessa curva,stessa dinamica ,ma il pilota cinese non ha ricevuto neanche un richiamo,le conclusioni le lascio trarre a voi.

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IndyCar, Sonoma: Power domina, Pantano penalizzato.

immagine tratta da media.indycar.com

L’analisi Tripletta Penske nel tredicesimo appuntamento di questo campionato 2011, che molto presumibilmente rimarrà aperto sino al termine: a questo punto mancano soltato 4 appuntamenti,equamente divisi tra ovali e stradali, e Will Power, centrando bottino pieno (vittoria più punti bonus per pole position e maggior numero di giri condotti in testa), ha ridotto il gap in classifica in generale dal leader Dario Franchitti a 26 punti.
L’australiano ha condotto sempre la gara lasciando brevemente la testa (4 giri in tutto) solo in occasione delle due soste.
Una grande mano gli è arrivata dai compagni di squadra Castroneves e Briscoe, che hanno completato il podio consentendo la tripletta per il team del Capitano e soprattutto hanno tenuto dietro il duo di Chip Ganassi con Franchitti che ha preceduto Dixon.
In particolare mentre Briscoe ha viaggiato per buona parte della gara distante dai due team-mates, riuscendo a controllare le 2 vetture di Ganassi minacciose nei suoi specchietti,ma incapaci di costruire una manovra di sorpasso, Castroneves,invece, in diverse fasi è stato anche molto vicino a Power senza però riuscire ad attaccarlo.
Nell’unico restart della gara,avvenuto a pochi giri dal termine, il terzetto Penske si è ,diciamo cosi, “rispettato”,evitando di attaccarsi vicendevolmente e scortando il caposquadra sino al traguardo.
Del resto Castroneves,che è alla ricerca della riconferma per il prossimo anno,a Long Beach l’aveva combinata grossa speronando Power proprio in una fase di ripartenza:l’esperienza passata (e la situazione di campionato) ha portato il brasiliano ad adottare un atteggiamento più cauto.
Più in generale la gara ha presentato poche emozioni:in primis per la natura del tracciato poco favorevole ai sorpassi e in secondo luogo per il ricorrere di una sola situazione di caution giunta solo a pochi giri dal termine quando ormai tutti avevano completato le rispettive soste.
Ciò ha impedito quindi il confronto tra piloti su strategie alternative,chi ha provato a “sparigliare” effettuando la prima sosta fuori dalla finestra prevista (Kanaan,Pagenaud,Hildebrandt,Sato,Patrick),non ne ha tratto alcun vantaggio proprio perchè quasi tutta la gara è stata immune da situazioni di caution.
Un ruolo chiave,invece, è stato svolto dalle gomme.
E’ risultato chiaro che la mescola migliore era la morbida,che forniva prestazioni decisamente migliori della dura con una durata sostanzialmente uguale.
Stante l’obbligo di usarle entrambe, due dei tre stint totali sono stati affrontati con le morbide,divenendo cruciale la gestione dell’unico stint con le dure.

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IndyCar, Sonoma qualifica:Power guida la tripletta Penske.

immagine tratta dal sito media.indycar.com

Tripletta Penske nelle qualifiche all’Infineon Raceway di Sonoma con Will Power a precedere Castroneves e Briscoe.
Segue il duo di Chip Ganassi con Franchitti e Dixon.James Hinchcliffe è sesto confermando il buon momento di forma.
Nella top ten anche Conway (primo della pattuglia Andretti),un positivo Bourdais,Viso (migliore dei piloti Lotus),e la prima lady in pista Ana Beatriz.

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IndyCar, Sonoma libere 1: Pantano quinto.

immagine tratta da media.indycar.com

Buon impatto per Giorgio Pantano nelle prima sessione di prove libere all’Infineon Raceway di Sonoma,infatti il pilota padovano ha fatto segnare un incoraggiante quinto tempo.
“Siamo messi bene,ma sono sicuro che c’è molto che possiamo fare. E molto possiamo ricavare da quanto abbiamo fatto oggi. Dobbiamo analizzare i dati e lavorare con gli ingegneri per trovare un maggior grip generale. Sono sicuro che domani saremo più vicini a dove vogliamo essere.” ha commentato Giorgio.

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IndyCar, Sonoma preview e news.

immagine tratta dal sito media.indycar.com

L’IndyCar torna in pista domenica prossima 28 agosto per il tredicesimo appuntamento di diciassette del campionato 2011 all’Infineon Raceway di Sonoma,che,come saprete se ci avete seguito precedentemente,vedrà il debutto del nostro Giorgio Pantano al volante della Dallara-Honda numero 22 del team Dreyer & Reinbold Racing.

Il circuito,i precedenti,l’entry-list. L’Infineon Raceway di Sonoma è un circuito stradale medio-lento lungo 2.22 miglia pari a 3.57 km e conta 12 curve con vari saliscendi:la variazione altimetrica tra il punto più alto (curva 3) e quello più basso (curva 10) è di 160 piedi pari a 49 metri circa.
La gara si correrà su una distanza di 75 giri,pari a 278 km.
Il record sul giro appartiene a Ryan Briscoe che nel 2005 al volante della Panoz-Toyota del team Ganassi fermò il cronometro in 1.16.491 alla media di 168 km/h.
Il 2005 fu l’anno d’esordio dell’IndyCar su questa pista con la vittoria di Tony Kanaan,l’anno dopo ci fu la prima vittoria in carriera di Marco Andretti,nel 2007 vinse
Dixon, nel 2008 Castroneves, nel 2009 Franchitti, nel 2010 Will Power.
Nelle sei edizioni finora disputate i tre top team (Penske,Ganassi,Andretti) si sono distribuiti equamente le vittorie e nessun pilota è riuscito a vincere due volte.
Per quanto riguarda il parco partenti avremo ben 28 monoposto in pista,rispetto al precedente appuntamento di Loudon Bourdais si riprenderà il volante ceduto ad Alex Lloyd nel team Coyne,come detto Pantano sostituirà Tomas Scheckter nel team Dreyer & Reinbold Racing,ritornerà in pista Martin Plowman con il Sam Schmidt Motorsports e il Dragon Racing schiererà Ho-Pin Tung per lo storico esordio in gara di un pilota cinese in IndyCar (ricordiamo che l’ex campione della Formula 3 tedesca aveva mancato la qualificazione ad Indianapolis).

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