Il sindaco James Hinchcliffe domina la Iowa Corn 250, Hunter-Reay si rilancia in campionato

Il Sindaco è tornato e questa volta lo ha fatto in grande stile sul piccolo ovale di Newton, Iowa, conquistando la Iowa Corn 250 con un perfetto coast-to-coast dalla green flag fino a quella della vittoria, la prima in un ovale. Non c’è stato nulla da fare per gli altri che nei vari e pochi …

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Indy 500: La cronaca e le statistiche.

Fa’ molto caldo ad Indianapolis, la temperatura si alza ben oltre i 30 gradi.
Pre-gara come al solito coinvolgente con la presentazione dei piloti, l’inno, il ricordo dei militari caduti (siamo nel Memorial Day). Quest’anno non c’è Jim Nabors ad interpretare dal vivo “Back Home again in Indiana”:il cantante è malato e viene diffusa una registrazione.
Brian Herta guida la monoposto di Dan Wheldon per un giro d’onore come tributo per lo sfortunato pilota inglese.
Allineamento quasi perfetto delle 11 file da tre: bandiera verde e il poleman Briscoe prende la testa della corsa.

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Indy 500: La pole è di Briscoe.

Ryan Briscoe, 30 anni, australiano, scrive il suo nome nella storia di Indianapolis, aggiudicandosi la pole position dell’edizione numero 96 della 500 miglia.
Il pilota di Roger Penske, alla sua settima partecipazione alla classicissima dell’Indiana, era già partito in prima fila due volte (secondo nel 2009, terzo nel 2008).
Le prove di qualificazione hanno attribuito le posizioni delle prime 8 file, cioe i primi 24 posti in griglia: le restanti 9 caselle se le giocheranno nel bump day i piloti che non sono riusciti a garantirsi oggi la qualificazione.
Tra questi Alesi e la De Silvestro, che, consci della scarsa competitività del motore Lotus, hanno preferito non scendere in pista oggi (ben difficilmente avrebbe ottenuto un posto utile nei 24, quindi hanno preferito concentrarsi direttamente sul bump day).
Anche Clauson, Carpenter e Servia, coinvolti in incidenti senza conseguenze, dovranno ricorrere al bump day per ottenere la qualificazione.

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Marco Andretti il più veloce nel Fast Friday.

Marco Andretti mette la sua firma in calce al Fast Friday, l’ultima sessione di libere della Indy 500 prima delle prove ufficiali in programma oggi.
A dare forte indicatività ai risultati del Fast Friday è il fatto che in questa occasione le vetture giravano in configurazione da qualifica, in particolare tutti i motoristi utilizzavano l’incremento di boost permesso dal regolamento proprio per le qualifiche e che determina un guadagno stimato di circa 50 cavalli.
E proprio grazie a questo incremento di potenza i tempi sono scesi: Andretti ha migliorato il proprio crono di 7 decimi, girando in 39.5535 secondi alla media di 227.540 miglia orarie (cioè 366.190 Km/h).

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IndyCar, Le prime due sessioni di libere della Indy 500.

Dopo il Rookie Orientation Test il programma della 500 miglia di Indianapolis prosegue con le prime due sessioni di prove libere, che hanno visto scendere in pista tutti i piloti tranne Bourdais e Katherine Legge del team Dragon (la squadra ha lasciato i motori Lotus ed è in procinto di accordarsi con la Chevrolet).
Molti driver si sono alternati su più vetture, visto che ad Indianapolis la procedura di qualificazione prevede che ogni team elegga per ogni pilota due monoposto (una come “titolare”, l’altra come muletto). Inoltre ad Indianapolis risulta qualificata la vettura e non il pilota, questo vuol dire che un pilota che è riuscito a qualificare la sua vettura può essere sostituito in vista della gara da un altro driver (quest’ultimo, però, sarà retrocesso in ultima posizione).
Questa possibilità fa si’ che compagni di squadra possano guidare la stessa vettura anche nel corso delle prove libere, scambiandosi opinioni e sensazioni in modo da trovare il giusto set-up. Per esempio Marco Andretti, oltre alla sua Dallara n.26, ha guidato anche la n.25 di Ana Beatriz, che parteciperà alla Indy 500 con il team di Michael,papà di Marco.

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IndyCar, San Paolo: Triplete di Power.

Will Power completa a San Paolo il suo personalissimo triplete: vince per il terzo anno consecutivo in Brasile,si aggiudica l’hat trick del punteggio (pole,vittoria e maggior numero di giri in testa) e porta a casa il terzo successo di fila di questo 2012 che gli permette di consolidare la leadership in campionato (+45 sul team mate Castroneves) e di prolungare la striscia vincente di Penske e Chevrolet (4 vittorie su 4 in questa stagione).

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IndyCar, Long Beach qualifica: Le penalizzazioni spingono Franchitti in pole.

E’ una griglia di partenza sconvolta dalla penalizzazione di ben 14 piloti, quella della trentottesima edizione del Grand Prix di Long Beach.
Si è resa necessaria, infatti, la prematura sostituzione di tutti i motori Chevrolet (11) e dei Lotus di Bourdais, Legge e Servia: è scattato di conseguenza l’arretramento di 10 posizioni per tutti loro.
Il miglior tempo in pista è stato ottenuto da Briscoe, che scatterà dunque dalla piazza undici: l’australiano, però, ha ottenuto in ogni caso il punto aggiuntivo e il premio in denaro che spetta all’autore della pole (che gli viene dunque attribuita nelle statistiche).

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IndyCar, Motori: rotture e veleni.

Dopo anni di grande tranquillità ed equilibrio durante il periodo del monomotore Honda, l’ IndyCar sperimenta un clima di sospetti, polemiche e accuse reciproche con il ritorno del confronto tra i motoristi.
Il nuovo regolamento, che ha introdotto i nuovi propulsori V6 turbo da 2.2 litri di cilindrata, stabilisce che il contratto di fornitura di motori per l’intera stagione costi 690000 dollari a vettura (al cambio attuale circa 526717.56 euro).
Cio’ evidentemente al fine di contenere i costi: giusto per avere un’idea lo scorso anno la fornitura costava 250000 dollari in più all’anno rispetto a questa stagione.
Il contratto prevede la fornitura di 5 motori: il tutto è parametrato su una percorrenza stagionale di 10000 miglia tra test e week end di gare. Ne consegue che i motori sono concepiti (o meglio dovrebbero essere concepiti) per avere una durata media di 2000 miglia.

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IndyCar, Long Beach: Tutti i motori Chevrolet dovranno essere sostituiti!

Brutta tegola in casa Chevrolet: tutti i propulsori del motorista americano dovranno essere sostituiti a Long Beach a causa di un non meglio precisato problema tecnico.
Il difetto era stato individuato durante il controllo del motore di Hinchcliffe, che, come abbiamo anticipato ieri, avrebbe dovuto cambiare propulsore: Chevrolet a quel punto ha deciso di verificare tutti gli altri motori e ha scoperto che tutti presentavano lo stesso problema, di qui la decisione di rimpiazzare tutte le unità (11 in totale).
In base al combinato disposto degli articoli 15.3.1 e 15.6.1.1 del regolamento IndyCar, se un motore viene sostituito prima di aver raggiunto il chilometraggio minimo (cioè 2976.65 Km, pari a 1850 miglia) scatta una penalizzazione, che consiste nell’arretramento di 10 posizioni in griglia di partenza:ne consegue che tutti i piloti Chevrolet saranno penalizzati a Long Beach.
Si tratta di:

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IndyCar, Barber: La rinvincita di Power.

Power si riscatta. A St. Petersburg aveva ottenuto la pole e dominato la prima parte della gara, poi un piccolo errore e una strategia non particolarmente azzeccata lo avevano relegato al settimo posto finale.
In Alabama aveva iniziato forte il week end dominando la prima sessione di libere (l’unica sull’asciutto), poi gli era stato cancellato il miglior tempo nel secondo segmento delle qualifiche (perchè ottenuto in regime di bandiere gialle) col risultato di essere costretto a partire nono.
Insomma non proprio un inizio fortunato di stagione. E invece Power ha reagito alla grande in gara, cogliendo il suo secondo successo consecutivo a Barber con un mix di strategia (legata all’uso delle gomme), di velocità e di opportunismo (leggi capacità di approfittare dei problemi altrui nei rispettivi pit stop).

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IndyCar, Barber qualifiche: Pole di Castroneves.

Continua il magic moment di Helio Castroneves: dopo la vittoria di St. Petersburg il brasiliano conquista la pole position a Barber. Prima fila anche per il sempre più convincente James Hinchcliffe, migliore della pattuglia del team Andretti, mentre Dixon, Conway, Hildebrand e Kanaan completano una Fast six che ha dato vita ad una lotta serratissima per la pole (i primi tre sono racchiusi in 52 millesimi).

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IndyCar, Barber libere 2: Sato coglie l’attimo.

La pioggia ha condizionato la seconda sessione di libere dell’Honda Indy Grand Prix of Alabama spingendo i piloti a girare poco o a non scendere affatto in pista (tra questi anche quelli del team Penske), visto che per il resto del fine settimana si prevedono meteo favorevole e asfalto asciutto.
Tra i piloti che hanno comunque deciso di cimentarsi in pista, il più veloce è risultato Takuma Sato, che ha percorso appena 3 giri, ma ha azzeccato il momento giusto dato che successivamente è aumentata l’intensità della pioggia.

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IndyCar, St Petersburg libere 1 e 2: E’ subito Penske contro Ganassi.

Il week-end di St.Petersburg, primo appuntamento 2012 del campionato IndyCar, si è aperto con le prime due sessioni di prove libere del venerdi’, dominate dai piloti dei due top team, ovvero Penske e Ganassi.
La prima sessione ha visto svettare Scott Dixon,Ganassi,che con il suo 1’03″0406,ha preceduto di quasi mezzo secondo il duo Briscoe-Power del team Penske, con Franchitti quarto. Molto equilibrio tra Honda e Chevrolet: nelle prime libere la top ten ha registrato 6 motori giapponesi e 4 americani, tra questi ultimi sono mancati,però, quelli del team KV Racing, con l’atteso Barrichello solo ventiquattresimo con appena 8 giri all’attivo a causa di problemi tecnici.
Nella seconda sessione,invece, i tempi si sono abbassati in maniera evidente, tanto che ben 20 piloti hanno girato sotto il miglior tempo della mattina: al comando si è portato Will Power (Penske), che ha preceduto il team mate Briscoe, il terzetto di Ganassi Franchitti-Rahal-Dixon e l’altro compagno di squadra Castroneves.

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IndyCar, Impariamo a riconoscerli.

Nuovo telaio, nuovi motori, nuovi piloti, nuove livree: il campionato 2012 inizia il prossimo 25 marzo a St. Petersburg e noi vogliamo proporvi le immagini delle 26 vetture che saranno al via della stagione.
Un modo per imparare a riconoscere (noi per primi) i protagonisti della serie, in modo da seguire con maggiore cognizione di causa le diverse fasi di gara.
Cominciamo col campione in carica Dario Franchitti (Chip Ganassi Racing, Dallara-Honda, numero 10): dopo il salto troverete il resto dello schieramento.Qual’è la vostra livrea preferita?

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IndyCar, Sebring day 4: Dixon si conferma al vertice.

C’è ancora la firma di Scott Dixon sull’ultima giornata dei test IndyCar a Sebring: con 51.7938 il pilota neozelandese ha migliorato il crono del giorno precedente, stabilendo il giro più veloce dei 4 giorni sul tracciato della Florida (il vincitore della Indy 500 2008 è stato tra l’altro l’unico a scendere sotto i 52 secondi).
Alle sue spalle si è confermato il compagno di squadra Dario Franchitti, che era stato il più rapido nella sessione mattutina e continua a lavorare soprattutto sul posizionamento del pedale del freno all’interno della sua Dallara DW12.

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IndyCar, Sebring day 3: Uno-due Ganassi.

Dopo la pausa di mercoledi’, sono ripresi ieri i test IndyCar sul tracciato di Sebring: è la volta dei piloti del secondo gruppo con il team Ganassi subito sugli scudi.
Scott Dixon è risultato il più veloce al mattino con il tempo di 51.96 (primo ed unico a scendere sotto i 52 secondi in questi 3 giorni), mentre Franchitti, dopo aver trovato il giusto feeling con la vettura (sulla Dallara dello scozzese è stato montato uno speciale kit che gli permetterà di continuare a frenare col destro, mantenendo una sua consolidata abitudine) si è progressivamente avvicinato ai tempi del team-mate chiudendo alle sue spalle staccato di 173 millesimi e risultando il più rapido del pomeriggio. Gli altri piloti Ganassi compaiono in sesta (Rahal) e nona posizione (Kimball).

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IndyCar, Barrichello: Buona la prima.

Bilancio positivo al termine della prima giornata di test di Rubens Barrichello al volante di una monoposto IndyCar: il brasiliano ha completato 94 giri sul tracciato corto di Sebring per una distanza totale di circa 150 miglia (nel video in alto il primo out-lap) con tempi molto interessanti.
Secondo i dati ufficiosi Rubens avrebbe girato a pochi decimi da Tony Kanaan, il pilota titolare del team KV Racing, grande amico dell’ex pilota della Williams e maggiore artefice di questo test.
Kanaan, sempre secondo rilevamenti non ufficiali, è stato il più veloce di giornata, ricordiamo che in pista erano impegnati anche Servia (Lotus), Ryan Hunter-Reay e James Hinchcliffe (Andretti/Chevrolet), e il trio Penske Briscoe, Castroneves e Power (Chevrolet).

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IndyCar, Dreyer & Reinbold Racing sceglie Oriol Servia.

Oriol Servia, quarto in classifica generale nel campionato IndyCar 2011 e rimasto senza contratto dopo la chiusura dello storico team Newman-Haas, si è accordato per disputare la stagione 2012 con il team Dreyer & Reinbold Racing (lo stesso che ha schierato lo scorso anno Giorgio Pantano in sostituzione di Justin Wilson). Servia, 37 anni, spagnolo, …

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IndyCar, Chiude il Team Newman/Haas!

Brutta tegola per l’IndyCar: il prossimo anno non sarà più della partita il team Newman/Haas, una delle squadre storiche dei campionati a ruote scoperte a stelle e strisce.
Fondata dall’attore Paul Newman e dall’ex pilota Carl Haas, la squadra, con sede a Lincolnshire,Illinois, cominciò a competere a tempo pieno nel campionato Cart nel 1983, vincendo il titolo già l’anno successivo con Mario Andretti.

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IndyCar, Tutte le news sul 2012.

immagine tratta dal sito www.indycar.com

Il mercato dei team e dei motori Il 2012 sarà un anno di grandi cambiamenti per l’IndyCar: esordirà,infatti, il nuovo telaio Dallara e ci sarà il ritorno ai motori turbo (V6 di 2.2 litri di cilindrata) che saranno forniti da tre motoristi: Honda, Chevrolet e Lotus.
Proprio quest’ultima nei giorni scorsi ha comunicato di aver raggiunto l’accordo di fornitura con 4 team (HVM, Herta, Dreyer & Reinbold e il neonato Michael Shank Racing), ponendo fine alle illazioni che si erano create sulla sua effettiva partecipazione al campionato, originatesi a causa dell’iniziale ritardo del programma del costruttore inglese.
In particolare il Dreyer & Reinbold Racing, team che quest’anno ha schierato per tre gare anche il nostro Giorgio Pantano, dovrebbe avere una posizione privilegiata assurgendo probabilmente a team ufficiale.

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IndyCar, Las Vegas: In pole c’è Kanaan.

immagine tratta dal sito www.indycar.com

Sarà Tony Kanaan a scattare dalla pole position della 300 miglia di Las Vegas incamerando il primo punto bonus del week-end.
L’esperto pilota brasiliano del team KV-Lotus ha girato alla media di 355.324 Km/h completando i due giri di qualificazione in 50.0582 secondi.
Escludendo Viso e Jakes, senza tempo per la sostituzione del motore, l’ultimo tempo cronometrato in classifica, quello di Simona De Silvestro (50.9637 secondi), è a soli 9/decimi dalla pole (distacco lo ribadiamo relativo a due giri), a dimostrazione del grande equilibrio in pista, che lascia presupporre una gara estremamente combattuta.

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Back to the future: La gara Champ Car di Las Vegas del 2005.

Continuiamo nelle tappe di avvicinamento verso l’atteso finale di campionato di Las Vegas proponendovi oggi il video della gara Champ Car del 2005 che si svolse in notturna proprio sull’ovale della capitale del gioco d’azzardo e che vedeva impegnati in pista piloti che rivedremo protagonisti domenica sera come Tagliani,Servia,Tracy e Hunter-Reay. Ringraziamo l’utente CrapwagonChampcarfan che …

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IndyCar, Kentucky: Carpenter in volata dopo il caos ai box.

immagine tratta dal sito media.indycar.com

La cronaca. Il leader della classifica Will Power parte in prima posizione (portando a casa il punto extra della pole) affiancato da Graham Rahal, gli altri championship contenders sono attardati: Dixon scatta settimo, Franchitti, afflitto da problemi al motore, solo undicesimo.
Al via Power prende il comando e guida autorevolmente il primo quarto di gara accumulando sino a tre secondi su Rahal (un vantaggio di tutta comodità in un ovale dove i 29 piloti sono racchiusi in qualifica in mezzo secondo e i distacchi si misurano in millisecondi).
Franchitti ,però, non è da meno: recupera sino in sesta posizione e viaggiando in scia riesce a conservare un pò di carburante.
Dopo il ritiro di Castroneves per problemi al motore,si apre la finestra della prima sosta ai box: tra i primi a fermarsi proprio Power e si verifica l’episodio che gli compromette la gara (e, forse, il campionato).

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