Addio EuroV8, la Superstars rinasce come campionato italiano?

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Manca ancora l’ufficialità, ma secondo fonti ben informate l’esperienza continentale della Superstars\EuroV8 Series è ormai giunta al capolinea. Dopo i fasti delle ormai leggendarie 33 vetture di Vallelunga 2010, la serie è andata incontro ad una profonda crisi, scaturita si dalla congiuntura economica poco favorevole, ma anche da alcune scelte tecniche e strategiche che non hanno portato i frutti sperati.

Così, dopo la chiusura della Superstars alla fine dello scorso anno e l’immediata rinascita dell’EuroV8 Series a febbraio di questo, l’avventura di Flammini nel mondo del turismo V8 sembra essersi fermata in modo netto. Le trattative con alcuni gruppi di sponsor che avrebbero dovuto far rinascere la serie con la formula “superlegue”, con il promoter in grado di aiutare finanziariamente i team a schierare le vetture, si sono definitivamente arenate. O almeno così pare.

Un vero peccato perchè anche quest’anno l’EuroV8 Series aveva dimostrato di appassionare ancora una buona fetta di pubblico, nonostante tutti i problemi venuti a galla durante la stagione. Non tutto sembra però perduto, da parte della CSAI sembra esserci la volontà di creare una serie italiana, da inserire nei Racing Weekend AciSport e quindi con diretta Rai Sport e la possibilità di usufruire di tutti i canali di comunicazione Aci. Per capirci, quanto fatto quest’anno con il campionato GT italiano ad esempio, o come era nelle intenzioni dell’MTCC, stoppato dalla nascita dell’EuroV8.

Resta da vedere in quanti saranno davvero interessati a questa nuova serie italiana, le potenzialità ci sono tutte dato che praticamente la totalità delle vetture e dei team risiede in Italia e, anche seppur un pò datate, queste auto continuano a far breccia tra gli appassionati. Con un buon piano di comunicazione e la volontà di team e piloti ci potrebbe essere una nuova vita per queste vetture, ma tra il dire e lo sperare ci sono da chiudere budget e, di questi tempi, non è esattamente l’esercizio più facile del mondo. Vedremo.

Resta il rammarico per la chiusura di una serie che, almeno sul piano italiano, ha dato tanto, portando in pista un parterre di piloti di alto livello, una varietà di Case e modelli difficilmente riscontrabile altrove e, soprattutto, ha avuto l’indiscusso merito di aver riportato la gente in pista, riempiendo gli autodromi che non hanno più visto le tribune assiepate unicamente da parenti, amici, fidanzate e…amanti.

Massimiliano Palumbo