Nicola Baldan: “Un’ottima stagione ma in Italia vincere non basta!”

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Nicola Baldan è stata forse la sorpresa più bella della stagione 2014 dell’EuroV8 Series. Top gun delle trazioni anteriori – suoi a ripetizione i titoli 500, Mini e Clio – il veneto ha traslocato quest’anno tra le potenti berline e coupè a trazione posteriore ex Superstars. Il debutto è stato da applausi, la macchina conosciuta solo mezz’ora prima delle prove libere del venerdi di Monza, ma a fine week end Nicola ha portato a casa una prima fila in qualifica e un podio…e mezzo alla prima presa di contatto con la categoria. Perfomance decisamente convincenti che gli sono valse il proseguio della stagione nell’EuroV8 Series, di cui è stato capoclassifica fino alla penultima gara, giusto per non farsi mancare nulla. L’abbiamo raggiunto nel post season, tra un corso di guida e l’altro, visto che dai motori proprio non riesce a staccarsi e, quando non corre, insegna agli altri cosa fare al volante… Ma senza esagerare, “non vorrei poi trovarmelo contro in pista e avergli spiegato proprio tutto…” Ci è sembrato bello carico e…senza peli sulla lingua, pronto a parlare di presente, futuro e dei mali del nostro automobilismo. Ascoltatelo un pò!

Nicola, facciamo un bilancio della tua stagione: sei più soddisfatto per essere stato competitivo fin da subito o c’è più amarezza per com’è finita?
Assolutamente soddisfatto per la competitività dimostrata! Soprattutto considerando che, a differenza dei miei principali avversari, non ho mai potuto effettuare alcun test durante la stagione a causa della mancanza di budget. Non dimentichiamoci che a Monza mi sono calato nell’abitacolo della Mercedes non solo senza averla mai provata, ma senza nemmeno averla mai sentita accesa! E così anche a Vallelunga, quando il team mi ha dato a disposizione la versione coupè della C63.

Visto com’è andata l’ultima gara, senza quel contatto al primo giro avresti forse potuto mettere le mani “facilmente” sul titolo… Hai rimpianti o qualcosa da rimproverarti?
Da rimproverarmi non ho nulla. Ad Hockenheim abbiamo avuto problemi in ogni sessione fino alla gara! Ho potuto completare solo pochi giri nelle prove, si e no avrò fatto 10 giri in 2 giorni! Mi mancavano i riferimenti in pista e il feeling con la vettura, in più non eravamo assolutamente competitivi a causa del balance troppo sfavorevole con il quale siamo arrivati ad Hockenheim. Insomma, per farla breve, una serie di sfortune che si sono concentrate tutte in un unico week-end. Si vede che doveva andare così…

EUROV8SERIES Mugello, Italy 17-18 May 2014La tua carriera è costellata da successi con le trazioni anteriori, perché hai deciso di debuttare in una categoria così diversa, tra l’altro in una serie che non prevede alcun ausilio elettronico alla guida?
Avevo voglia di cambiare soprattutto perchè, nonostante i miei risultati passati, vedevo che non vi era stata nessuna svolta nella mia carriera sportiva e soprattutto non riuscivo ad attrarre l’attenzione di potenziali nuovi sponsor. Allora mi sono detto ‘Provo, cambio totalmente categoria, salgo su un’auto completamente diversa, più potente e soprattutto a trazione posteriore…e se i risultati dovessero arrivare, vediamo se questo faciliterà il prosieguo della mia carriera‘”

E com’è andata?
Sotto il punto di vista dell’interesse da parte di nuovi sponsor è stata sicuramente una scelta azzeccata, ma per il resto ho solo avuto l’ennesima conferma che in Italia puoi vincere quanto vuoi, ma oggi sembra non essere l’ingrediente fondamentale per andare avanti. L’ACI CSAI non fa nulla per incentivare i piloti o i team italiani e questo non permette alcuna crescita, alcuna evoluzione, ma fa solo del male a questo bellissimo sport. Quindi è inutile diventare matto a trovare gli sponsor se poi le licenze per correre sono le più care al mondo, i campionati costano sempre di più e il livello e l’interesse scende inesorabilmente. Notizia degli ultimi giorni, ad esempio, è che Edoardo Mortara il prossimo anno a quanto pare avrà licenza svizzera per correre nel DTM. Stiamo parlando di uno dei pochissimi piloti italiani che ad oggi praticano l’automobilismo come vera professione, e l’ACI CSAI fa spallucce e se lo fa scappare! Pazzesco!

Tu hai vinto con le 500 Abarth, con le Clio e con le Mini, al primo anno in una categoria completamente nuova e diversa hai sorpreso tutti rischiando di far saltare di nuovo il banco, ma nonostante questo sei sempre alla ricerca di budget per correre, quanto è difficile emergere per un pilota italiano?
Più che difficile è impossibile… E il problema secondo me è più di uno. Prima di tutto oggi l’Italia sta attraversando una delle peggiori crisi che, tra le tante cose, non permette alle aziende di finanziare i piloti di casa nostra. Inoltre, per tanti motivi, di cui alcuni imputabili a cattive abitudini del nostro mondo, l’Italia è quasi tutta votata al solo calcio e del motorsport, e purtroppo anche di tanti altri sport, conosce ben poco e solo i soliti noti. Se però, come detto prima, l’ACI CSAI facesse qualche sforzo in più per aiutare noi piloti italiani, sono certo che l’interesse e le motivazioni da parte di tutti sarebbero maggiori. Guardate la popolarità che ha avuto la MotoGp quando un italiano ha cominciato a vincere! Non intendo finanziare i piloti, è una cosa impossibile soprattutto in questo difficile momento, ma almeno far sentire la propria presenza, motivarci, fare praticamente qualsiasi cosa rispetto al nulla attuale. Anche far semplicemente costare di meno le licenze o le iscrizioni ai campionati, o magari valorizzare maggiormente chi vince! Io dal 2009 ad oggi ho vinto quattro campionati, tutti ACI CSAI, e nei due che non ho vinto mi sono classificato secondo e terzo. Detto ciò, non sto a dire che meriterei chissà che, ma nemmeno di trovarmi a fine anno senza la più pallida idea di DOVE e SE correrò l’anno successivo. È frustrante, ingiusto e demotivante.

Qual è il tuo rapporto con la Federazione, hai mai ricevuto aiuti di qualche tipo?
No. E ho dei dubbi che sappiano della mia esistenza.

EUROV8SERIES Mugello, Italy 17-18 May 2014

Tu sei un pilota nato e cresciuto con le turismo, quanto ti è costata la mancanza di un regolamento comune tra le varie serie, come il SuperTurismo di una volta? In pratica ogni volta hai dovuto cominciare da zero..
Sarebbe stato forse un po’ più facile, ma non ne sono così convinto. Magari se fossi nato in altri paesi europei avrei potuto avere qualche possibilità in più. Il TC3, la nuova categoria per vetture turismo che partirà nel 2015 potrebbe aiutare, ma finchè non ci saranno dei cambiamenti radicali vedo improbabile che l’Italia possa aspirare ad un campionato TC3 nazionale di alto livello. E il perchè l’ho spiegato prima.

Torniamo a noi, a quest’anno. Quanta dell’esperienza fatta con le anteriori ti è tornata utile?
È un insieme di cose. Sicuramente l’esperienza nelle trazioni anteriori, che sono generalmente più instabili e quindi meno precise e per questo necessitano di un’elevata capacità di controllo, mi hanno dato una grossa mano. Ma devo molto anche all’abitudine accumulata in tanti anni di monomarca dove bagarre e contatti sono abbastanza frequenti. Per questo non ho avuto particolari problemi nel…farmi spazio in mezzo alle muscolose V8 con cui ho corso quest’anno!

baldan_05Dove hai trovato, invece, più difficoltà nell’adattarti al nuovo stile di guida?
Soprattutto nella gestione della potenza in uscita dalle curve. Non tanto nel veloce quanto soprattutto nelle accelerazioni in uscita dalle curve a bassa velocità. I quasi 600 cavalli della Mercedes Coupè non sono così semplici da mettere a terra! Inoltre la stazza e il peso della vettura non la rendono assolutamente tra le più agili…

Perchè hai scelto la Mercedes Coupè del team RRT? E’ una vettura nata solo lo scorso anno che sembrava aver ancora bisogno di qualche sviluppo, è una scelta alquanto complicata per chi deve debuttare e imparare…
La Mercedes mi ha sempre attratto ed ero sicuro che avesse un potenziale enorme. Il pilota che l’aveva guidata l’anno precedente – Gigi Ferrara, ndr – aveva già dimostrato che la vettura poteva essere vincente. Quello che andava migliorata era l’affidabilità, ed è stato proprio quello che purtroppo ci è in parte mancato anche quest’anno. Peccato!

Sei arrivato a Monza quasi all’ultimo secondo e hai rischiato di vincere al debutto, quanto ti hanno aiutato questo start nel prosieguo dell’anno?
Abbastanza, anche se ho comunque faticato tantissimo a trovare il budget. Ho sempre confermato la mia presenza alla gara successiva solo all’ultimo momento e questo di certo non aiuta. Ma è una condizione a cui ormai sono abituato da tempo e forse questa difficoltà mi ha reso più determinato, incazzato e quindi anche più forte. Certo è che un potenziale sponsor è sicuramente più attratto da vetture di questo genere piuttosto che da piccole trazioni anteriori.

Fino alla penultima gara eri in testa al campionato, ti aspettavi di essere così competitivo al debutto?
Di lottare per il campionato fin da subito sinceramente no, ma non essere troppo lontano dai migliori era il mio obbiettivo…

baldan_128_01Hai lottato con Sini e Kostka per tutto il campionato, due piloti molto diversi…
Vero! Francesco è stato davvero bravo, la sua Camaro è cresciuta tantissimo durante la stagione, segno che lui e il suo team hanno lavorato veramente sodo e alla fine sono stati giustamente ripagati. Durante l’anno abbiamo duellato più volte ed è sempre stato molto corretto nei miei confronti, soprattutto a Brno dove ci siamo contesi la vittoria in entrambe le gare e ci giocavano anche il campionato! Sarebbe stato bello potermela giocare in pista fino all’ultimo anche ad Hockenheim…! Di Kostka invece, se devo essere sincero, non riesco a valutare il reale potenziale. Sono del parere che l’Audi RS5 gli abbia dato una grossa mano nei risultati che ha conseguito. Secondo me l’Audi era la macchina più competitiva di tutte, soprattutto grazie al grande vantaggio della trazione integrale. Avrei voluto vederlo alla guida della mia Mercedes per capire il suo reale potenziale…

Nico, dove ti vedremo nel 2015?
Attualmente non ne ho la più pallida idea. Sto ad aspettare che qualcuno si faccia vivo, non intendo più impazzire per trovare un sedile e convincere…e se il telefono non squillerà, non ne farò una malattia! Non ti nego che in questo periodo mi sto dedicando moltissimo alla mia professione di istruttore di guida sicura per la scuola di Quattroruote, professione che mi appaga molto sia dal punto di vista professionale che umano. Inoltre, sto lavorando ad un nuovo progetto che dovrebbe prevedere l’apertura di un kartodromo nella provincia di Venezia. Del resto, dovrò pur iniziare a pensare seriamente al mio futuro perchè ho 32 anni ed è ormai ora di smetterla di far finta di fare il pilota! HeHeHe!!!

Massimiliano Palumbo

 

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