Superstars, con il 2013 in archivio dove porta il futuro?

Domenica scorsa è andata in archivio la decima stagione della Superstars con il trionfo dell’Audi di Morbidelli, che bissa il titolo 2012 conquistato da Kristofferson, sulle Mercedes di Biagi e Liuzzi. Anzi, sulla BMW di Berton, che con un colpo di reni fenomenale, s’è portato al termine di gara 2 in seconda posizione assoluta. Il finale di stagione ha mostrato anche una buona competitività della Camaro di Francesco Sini, in grado di artigliare il secondo podio consecutivo dopo Imola. Una vettura, la Camaro, su cui i tecnici della Solaris Motorsport hanno lavorato tutto l’anno, migliorandola step by step, e su cui sono attese ulteriori migliorie durante l’inverno.

Poche auto. A Vallelunga, però, in pista c’erano 13 vetture in gara 2. Standard nella media per i campionati italiani, pochine se si pensa alle 33 del 2011. Quest’anno la categoria ha sofferto forse più del dovuto la crisi e la difficoltà di team e piloti per trovare sponsor, racimolando una media di 15 vetture a gara con punte di 18\20 auto in pista in alcuni round.

Uno schieramento decisamente ballerino. Durante l’anno sono venute a mancare un pò (troppe) vetture, mentre altre sono rimaste direttamente in garage a prender polvere. Petri Corse aveva puntato tutto sulle Porsche Panamera, arrivando a schierare anche due top driver come Giovanardi e Larini, ma a metà stagione il sogno è svanito. Miss in action anche la Cadillac, che secondo i piani iniziali sarebbero dovute essere due, a cui si sarebbe aggiunta la coupè entro fine anno, della RC Motorsport e delle Jaguar (anche qui si parlò di coupè), passate a stagione in corso dal team Ferlito all’Adria Raceway, ma dopo Portimao, dove ha schierato due XF e due Audi RS4, delle vetture inglesi, ed anche delle tedesche “riesumate” per l’occasione, non si è più avuto notizie.

Poca fortuna anche per la Lexus di Nocentini, che per assurdo è riuscito a schierare più volte l’anziana, seppur bellissima, Chrysler 300 C. Le Maserati Quattroporte sono rimaste in garage, così come la selva di BMW e Mercedes ferme nelle officine di tanti team italiani. Alcuni si sono visti qui e là, talvolta anche con piloti di ottimo livello, come Turkington o Piscopo. La Solaris Motorsport è riuscita a schierare la Lumina solo saltuariamente, ma ne avrebbe ancora una in sede e la stessa Audi Sport Italia, che ha vinto il titolo con Morbidelli, di RS5 ne ha tre, ma in pista se ne è vista sempre una, qualche volta due con piloti last minute.

Manca lo straniero. Se per i costruttori l’abbondanza è ampia, sul fronte piloti la situazione è inversa. Il campionato è ormai praticamente italiano, essendosi letteralmente azzerate le presenze straniere, viste solo in qualità di guest star nelle gare di casa. Anche se va detto, almeno per quello che riguarda i driver di casa nostra, che in buona parte sono venuti a mancare i gentleman, i top sono ancora quasi tutti li.

21965Un regolamento da rivedere. Un malessere generale, quindi, che ha radici ben più profonde della semplice crisi. La lotta in testa tra Mercedes e Audi, da un certo punto in poi della stagione in poi si è anche tramutata in guerra tecnica con accuse di favoritismi tecnici da ambo le parti. Ed è forse qui che la Superstars deve fare maggiormente i conti.

Il regolamento SWR, ammettendo al via tante vetture diverse per tipologia e impostazione, per forza di cose non può essere uno e unico, ma deve riuscire ad adattarsi alle varie vetture, concedendo qui e la qualche deroga per tenere tutti sulla stessa linea di galleggiamento. Un compito non facile, spesso decisamente complicato e mai definitivo. Se da una parte un regolamento così flessibile ti permette di avere 9\10 marchi al via, dall’altra ti costringe a contorsionismi tecnici degni del miglior Houdini. Con la conseguenza di scontentare tutti cercando di accontentare quanti più è possibile. E se ti scappa il controllo…

4WD & BOP. Non è un mistero che il più grande problema, almeno dal punto di vista tecnico, è la trazione integrale dell’Audi, che permette alle RS5 di volare quando le altre vetture a fine gara invece sono alla frutta con le gomme sulle tele. Un sistema che teoricamente dovrebbe svantaggiare le berline di Inglostadt sul veloce, per via dei maggiori attrici meccanici, facendole invece recuperare sul bagnato e sul guidato, ma che, dopo lo sviluppo portato in pista dagli uomini di Radaelli a metà campionato, hanno reso le RS5 praticamente imbattili ovunque, nonostante le stangate le balance of performance.

Il BOP, poi, è l’altra pietra dello scandalo. A inizio anno si era deciso che le decisioni del boreu sarebbero arrivate ogni tre gare, ma alla fine gli accorgimenti sono arrivati quasi ad ogni gara. 20\30 kg di zavorra dati o tolti qua e là, altezze da terra variabili, restrittori sui motori allargati e ristretti. Una confusione tecnica che ha generato roventi polemiche. Sopratutto quando l’Audi è stata iperzavorrata e gli è stata affibbiata un’altezza da terra superiore perfino al modello di serie.

Tribune piene ma occhio alla concorrenza. Va da se che con un quadro regolamentare così, nonostante la categoria continui a riempire le tribune degli autodromi, cosa più unica che rara in Italia, ha scoraggiato investimenti da parte di team e piloti, sopratutto stranieri. Ad “aggravare” la situazione, si è messa anche l’ascesa della NASCAR europea, che ha stuzzicato l’interesse di più di un team: se la CAAL ha debuttato a Monza ed è finita a podio di Le Mans, sono state molte le facce note della Superstars che si sono viste nel paddock di Monza durante la tappa italiana delle stock car americane.

superstarsjpg (1)Serve un taglio netto col passato. Nel 2014, onde evitare di dover ridimensionare il campionato Superstars ad un affare privato tra semplici piloti gentleman, servono modifiche decisive e convincenti. E sembra che Flammini e la FG Group si stiano muovendo proprio in questa direzione per rilanciare la serie.

Entro ottobre o al massimo novembre dovrebbero essere ufficializzate tutte le novità tecniche, ma qualcosa è già trapelato. La notizia principale è che dal prossimo anno sarà bandita la trazione integrale, quindi le RS5, se vorranno partecipare, dovranno tramutarsi in trazioni posteri. Un pò come avviene in tutti i campionati GT con Audi e Lamborghini amputate del 4WD. Ma le modifiche regolamentari potrebbero e dovrebbero essere ben più incisive.

L’idea è quella di minimizzare l’uso del BOP, una volta a inizio stagione e poi il boreu non dovrebbe più legiferare, per evitare di penalizzare chi ha investito e lavorato meglio. Per fare questo serve però un regolamento più stringente e preciso, ma che riesca al contempo però ad ammettere quante più vetture possibile. In quest’ottica è stata chiesta una consulenza a chi da anni si occupa forse del campionato turismo più in salute in Europa: il BTCC. Gli inglesi stanno lavorando ad una bozza di regolamento che verrà poi discussa con i team nelle prossime settimane. E se tutto va come deve, potremmo avere un paio di team d’oltremanica al via il prossimo anno.

Niente turbo nel 2014. Nonostante il mercato vada nella direzione dei motori con cilindrate minori ma turbocompressi, i turbo non dovrebbero essere ammessi nel 2014, per evitare difficili e complicati bilanciamenti con gli attuali aspirati. Anche se, in futuro, saranno loro i motori di riferimento, seguendo così l’andamento del mercato.

Trofeo francese? La limitazione forse più grossa della Superstars è quella di avere una regolamentazione stand alone, ossia le vetture del campionato non possono essere utilizzate altrove, rendendo più difficile per i team l’ammortamento dei costi. Contatti con altre serie e promotori sono in corso da tempo e si continua a trattare, intanto però nel 2014 potrebbe vedere il via una piccola serie in Francia, 4\6 gare in tutto, per provare ad espandere il bacino d’utenza e vedere l’effetto che fa.

Nuova TV in Italia. Cambiamenti dovrebbero arrivare anche per il network televisivo in Italia, molti piloti e team manager si sono espressi pubblicamente contro il servizio offerto fin’ora dalla RAI, che spesso ha trasmesso le gare in differita ad orari, e giorni…, variabili e che ha utilizzato la serie come riempitivo. Anche in questo caso sono in corso contatti con le maggiori emittenti italiane, che dovrebbero poter assicurare anche una voce più coinvolgente.

Al vaglio vi è anche la possibilità di un montepremi per le scuderie o comunque la possibilità di ripartire parte degli introiti tra i partecipanti.

Non è esattamente un ritorno al 2011 come auspicato da tanti, ma la carne al fuoco è in ogni caso tanta e prossimamente ne sapremo di più. Dopo tanti sacrifici, certamente Flammini non ci sta a vedere la sua creatura soccombere senza aver lottato. E noi di MotorsportRants, che abbiamo da sempre supportato questa categoria, saremo pronti a raccontarvi cosa bolle in pentola. E magari ci potrebbero essere delle belle novità per i nostri lettori…

Stay tuned!

Massimiliano Palumbo

Vallelunga, 2011: 33 vetture al via. Back to future.
Vallelunga, 2010: 33 vetture al via. Back to future.