La nuova TCR mette le basi per l’assalto globale

IMG_0714

Marcello Lotti ha le idee ben chiare e, a quanto pare, riscuote anche un certo consenso tra Case, promotori e addetti ai lavori. Scippatogli di mano il WTCC, l’anima del moderno mondiale turismo non si è perso d’animo e si è messo al lavoro per definire la sua nuova creatura: il TC3, divenuto poi TCR per questioni di immagine (3 viene pur sempre dopo il TC1 delle WTCC) e di marketing (perchè essere “3” quando si punta al top?).

Ha costruito un regolamento semplice e economico, puntando ad una diffusione capillare, praticamente globale. Vetture turismo il cui costo si aggirerà tra i 70 e i 90 mila euro, motori quasi di serie da revisionare ogni 40 mila km, costi tenuti ai minimi per permettere a team e piloti di partecipare ai vari campionati con budget umani, lontani anni luce da quelli richiesti ormai dal WTCC, nuove TC1 o meno.

Un regolamento che stuzzica l’interesse dei Costruttori, senza costringerli – anzi, l’opposto – ad entrare in forma diretta, ma permettendo loro di crearsi un mercato. Un’unica vettura buona per tutti i campionati vuol dire un unico investimento spalmato ai quattro angoli del globo, un investimenti che rischia di diventare particolarmente redditizio se la serie prenderà piede. Perchè se da una parte l’ ‘auto unica’, permetterà ai Costruttori di non dover costruire 10 varianti dello stesso modello, dall’altro i regolamenti unificati permetteranno a team e piloti di usare la stessa auto per la propria serie nazionale e per quella europea o globale, o di fare qualche puntatina qua e là in giro per il mondo. Esattamente quello che accade nelle Gran Turismo con le GT3, divenute categoria regina per i ricchi introiti che la Case riescono a intascare grazie alla vendita delle vetture. Quello che era stato il grande merito del Superturismo degli anni 90, in fondo.

Per dimostrare quanto vale la sua creatura (e oliarla quanto basta, a cominciare dal BOP), Lotti ha creato da subito una serie asiatica e una mondiale, a cui poi si sono aggiunti alcuni campionati nazionali. Il fiore all’occhiello, il campionato mondiale, andrà in crescendo, con 20 auto di 5 marchi differenti (Volkwagen, Ford, Honda, Opel e Seat….e sono già di più di quelli presenti nel WTCC…) confermate per tutta la stagione più qualche nuovo arrivo nel corso dell’anno.

Martedi e mercoledi  di questa settimana c’è stato un incontro tra la WSC Ltd, la società a cui fa riferimento il TCR, Case costruttrici e alcuni promoter interessati ad allestire campionati regionali. Se per le case c’è il più stretto riserbo sui nomi – ma sono in tanti, tra già presenti e interessati, a lavorare stilare un regolamento quanto più condiviso possibile – fa effetto vedere ben 12 rappresentati di altrettanti stati interessati a creare la propria serie.

Benelux, Cina, Repubblica Dominicana, Germania, Italia, Portogallo, Russia, Sud Africa, Spagna, Thailandia, Stati Uniti e Venezuela hanno mandato tutti una persona di riferimento per parlare e discutere della serie, per cercare di capire come muoversi tutti insieme per creare un unico grande campionato turismo.

Il primo risultato conquistato è stato la creazione, a partire dal 2016, di un campionato centro-americano che attraverserà Colombia, Costa Rica, Repubblica Dominicana, Guatemala, Messico, Stati Uniti e Venezuela! E con questo arrivano a tre le serie regionali ufficialmente annunciate, in attesa della quarta, l’europeo, che ogni probabilità partirà tra 12 mesi.

A Barcellona c’era anche l’Italia, molto interessata alla faccenda, rappresentata da Roberto Marazzi. Per il 2015, vista anche la scarsità di vettureattualmente disponibili – praticamente solo SEAT – , si è deciso di creare una classe all’interno del CITE, per poi puntare, si spera, ad un campionato vero e proprio l’anno prossimo. Ma con la CSAI abbiamo imparato che è meglio non dare mai nulla per scontato.

Intanto Lotti sta mostrando al mondo la potenza delle sue idee, il WTCC deve cominciare a tremare?

Massimiliano Palumbo