TCR, intervista a Michela Cerruti: “stagione difficile, ma la Giulietta è competitiva”

13012722_10154050082094463_2699271727886778735_nMichela Cerruti ha avuto l’onere e l’onore di portare in pista e affinare la Alfa Romeo Giulietta Quadrifoglio Verde progettata dall’atelier di Romeo Ferraris per il TCR, confrontandosi nell’agguerrita platea della serie internazionale. Una sfida tanto affascinante quanto complicata per la driver milanese, pilota eclettico che in questi anni ha spaziato dalle turismo a trazione anteriore (come la TCR e il Cinquone di Romeo Ferraris) e posteriore (Superstars), passando per il GT e le esperienze sul Nordschleife fino alle monoposto, di cui è stata protagonista in Formula E e in AutoGP.

Alla recente celebrazione “a 14 cilindri” presso l’officina di Romeo Ferraris – divenuta riferimento non solo per Alfa Romeo, ma anche per il marchio Bentley – abbiamo avuto modo di incontrare Michela e scambiare due parole con una delle ladies più concrete del panorama da corsa italiano.

Michela, quest’anno hai affrontato il TCR International Series con la Giulietta di Romeo Ferraris. Come valuti la stagione del team?

“E’ stata una stagione intensa, specialmente in relazione al progetto TCR a cui teniamo molto. Abbiamo avuto difficoltà sia io come pilota che i tecnici, dovendo gestire una macchina che all’inizio era tutt’altro che pronta e facile. Con il duro lavoro siamo arrivati a un punto in cui la Giulietta si è dimostrata competitiva: essere nella top-10 fissa in un campionato dal livello così alto, con tante case automobilistiche impegnate è stata per noi una grande soddisfazione. Mi è dispiaciuto interrompere il mio percorso proprio nel momento in cui la macchina è arrivata al suo meglio, tanto da stare due volte nei primi dieci con Andrea Belicchi nell’appuntamento finale di Macao con quasi quaranta vetture iscritte. Inoltre devo ringraziare Domenicali per avermi permesso di correre con Lamborghini e restare legata al mondo del GT3 e della durata, che negli ultimi anni è stato un po’ casa mia”.

Come hai detto, sei stata costretta a fermarti in corso d’opera per via di problemi fisici. Come stai ora? Hai in programma di tornare a correre?

“Purtroppo sono stata male da inizio luglio e ho dovuto saltare praticamente metà stagione. Difficile spiegare cos’abbia avuto, l’importante è sapere che sia passato: ad oggi sto bene. In prospettiva 2017 non è tanto la questione fisica il problema, anche se la tengo da conto, quanto chiaramente le offerte che si presenteranno. Non ho mai avuto la certezza a inizio anno di fare quello che poi ho fatto, si sa com’è questo sport”.

Come avete proceduto nello sviluppo della macchina, trattandosi di un progetto completamente nuovo?

“Sapevamo che il motore era il punto più debole, quindi nella prima fase ci siamo concentrati principalmente su quello: impostazione del turbo, mappature, un lavoro lungo e complicato. Peraltro, un inverno difficile dal punto di vista climatico ci ha permesso di fare pochi test, ovunque andassimo non riuscivamo a girare o potevamo fare solo poche tornate, quindi abbiamo lavorato molto al banco anche per compensare. Oggi il motore è al massimo delle sue potenzialità e assolutamente competitivo. Sul telaio abbiamo potuto progredire meno, il prodotto è ottimo dal punto di vista dei componenti, ma in gara le sessioni sono brevi e c’è stato poco tempo per lavorare sugli assetti (che comunque sono un aspetto piuttosto soggettivo)”.

Quali sono i programmi per il prossimo anno?

“Parto dal presupposto che noi di Romeo Ferraris siamo stati scelti da Alfa Romeo come unico costruttore ufficiale della Giulietta Quadrifoglio Verde in versione TCR; l’intenzione già nel 2016 era di costruire le macchine per venderle a privati che avrebbero corso il campionato internazionale o le serie nazionali. Le cose però sono andate diversamente, il progetto era in ritardo e siamo stati costretti a far correre noi stessi la vettura per farla vedere e conoscere. L’obiettivo per il 2017 è concentrarsi sulla produzione, la nostra presenza come team non è prevista. Non è comunque escluso che in caso di necessità si possa scendere in campo in qualche gara selezionata, magari in Italia dove la Giulietta TCR non si è quasi mai vista”.

Il focus è principalmente sul TCR internazionale o sui campionati nazionali?

“Dipende dai clienti, alla fine. Abbiamo grande interesse dalla Germania, dall’Asia e dal Nord Europa, quindi è più probabile una presenza nelle serie nazionali piuttosto che nell’internazionale, il quale necessita di budget ovviamente maggiori”.

Siete interessati a un impegno nelle nuove classi WTCC2 e TC Open?

“Ad oggi non abbiamo avuto richieste per questi campionati e in ogni caso non ci vorremmo staccare dal TCR “puro”, omologando la vettura sulla base di altri regolamenti”.

Come procede lo sviluppo del nuovo motore 2.0 che dovrebbe sostituire l’attuale da 1750cc? Al di là della cilindrata, quali sono le differenze tra i due propulsori e quali miglioramenti vi aspettate?

“Stiamo ancora aspettando il motore, ma abbiamo già parecchie informazioni e siamo avanti nello studio del posizionamento: sarebbe infatti un’unità longitudinale prevista in origine per la Giulia, ma sulla nostra macchina dovrebbe diventare trasversale. Il motore attuale eroga circa 180cv nella versione base, arrivando potenzialmente ad averne quasi 360; abbiamo chiaramente dovuto “strizzarlo” al massimo per raggiungerli, ma non ci sono mai stati grandi problemi di affidabilità e siamo arrivati a fine stagione con velocità di punta tra le più alte del lotto. Passando a un propulsore 2.0 con una cavalleria di base maggiore è chiaro che il lavoro diventa più facile, costa di meno e c’è maggiore potenziale. Prevediamo di completare la macchina entro l’inizio della stagione”.

FCA vi aiuta in qualche modo?

“Abbiamo fatto la prima stagione contando esclusivamente sui nostri mezzi, attirando la loro attenzione e la volontà di affiancarci in questo progetto. Per il 2017 ci daranno una mano dal punto di vista tecnico; non sarà un supporto come quello di altre case impegnate nel TCR, ma ci faciliterà nell’ottenere certi pezzi e velocizzare la produzione”.

Edoardo Vercellesi – Twitter: @edoverce97
Ha collaborato Massimiliano Palumbo
Credit photo: Romeo Ferraris