TCR: la lotteria del Salzburgring premia Grachev, Vernay e Comini

Già di per se, il campionato mondiale TCR regala brividi e sorprese. È quasi genetico, insito nella serie. Se poi ci si mette anche l’imprevedibile meteo austriaco, una capatina davanti alla tv diventa quasi un must!

Al Salzburgring è successo veramente di tutto, già dalle qualifiche: una pioggia al limite del torrenziale, di quelle che in F1 richiederebbero come minimo l’intervento della protezione civile, si è abbattuta sul circuito mescolando notevolmente le carte in tavola. A trarne maggior beneficio è proprio un “rookie”, Harald Proczyk, neo-acquisto della WestCoast, che conquista la pole lasciandosi alle spalle Vernay, Oriola e Morbidelli. Ma se l’improvvisata Atlantide nella quale si era trasformata la pista non bastava, ecco arrivare le noie meccaniche: Comini si è schierato troppo tardi in pista a causa della sostituzione del cambio, la stessa componente che ha fermato la SEAT di Nash, mentre la Cerruti – in pista con la Giulietta rivista nella meccanica e nella livrea – ha dovuto alzare bandiera bianca per la rottura del motore, mentre il suo compagno Petr Fulin conquistava un’importantissima ottava piazza.13319796_498523490347115_1910063062881754234_n

No, come non detto: Proczyk è stato arretrato di 2 posizioni per essersi fermato dove non doveva in pit lane. Stessa sorte per Morbidelli, che quindi si ritrova a scattare 6°. Per lo meno, l’austriaco si porta a casa i pesantissimi punti della pole.

Gara-1 lascia un po’ di tregua a chi mal digerisce l’asfalto bagnato e, tra questi, sicuramente non compare il nome di Vernay: il francese del team Leopard scatta dalla pole e già durante il secondo giro scivola in terza posizione, a favore dei fratelli Oriola con Pepe davanti. Dietro parte la lotta tra Vernay, Grachev, Borkovic e Nash, mentre Proczyk e Fulin gettano la gara alle ortiche con un contatto.

13344753_498848293647968_3434765970814631384_nMa la sorte si accanisce proprio con i ragazzi iberici, con Jordi costretto al ritiro al 5° giro e Pepe al 13°. Le ultime tornate vedono un confronto serrato tra Grachev, Borkovic e Nash, ma il serbo viene tolto di mezzo da un contatto all’ultimo giro proprio con il britannico, che conquista il 2° posto dietro a Mikhail Grachev, autore del secondo centro consecutivo dopo la bella prestazione in gara-2 ad Imola. Chiude il podio Homola, seguito da Morbidelli e Vernay. Solo 8° Stefano Comini, alle prese con la Golf GTI che mal si sposa con la pista asciutta.

La griglia di gara-2, invece, sembra quella di un campionato regionale che ricicla gli stessi iscritti dagli anni ’90: Pepe Oriola, Borkovic e Fulin non si schierano, mentre al termine del giro di formazione Jordi Oriola, Morbidelli, Grachev e Tassi sono costretti a fare i conti con una scelta strategica errata che li costringe a rientrare ai box per cambiare le gomme. Vernay, ufficialmente 7° in griglia, si ritrova a partire quindi dal palo e mantiene la prima posizione, seguito da Kajaia, Janits e Comini. I portacolori del Liqui Moly Team Engstler, però, escono dai giochi: Janits viene penalizzato per irregolarità sulla griglia, mentre Kajaia improvvisa una partita di bowling con le barriere poste alla prima curva.13335769_498876166978514_5209281958966582152_n

Una volta terminata la fase di neutralizzazione, le insidie del tracciato hanno giocato brutti scherzi anche alle Golf della Leopard: prima Comini e poi Vernay, infatti, sbagliano la frenata alla prima curva a tutto favore di Afanasyev, su cui però il francese riesce a riguadagnare la posizione prima della bandiera a scacchi. 4° Nash e 5° Homola. Dei piloti fermatisi per sostituire in extremis gli pneumatici, Morbidelli è stato il migliore a rimontare, guadagnando un 6° posto importantissimo in ottica campionato.

Stefano Comini torna a far valere la legge del “campione in carica” mettendo le mani sulla vetta del mondiale, ma gli stravolgimenti visti al Salzburgring hanno fatto si che ben 6 piloti ora si ritrovino racchiusi in appena 18 punti: Comini (120), Oriola (119), Nash (112), Vernay (107), Morbidelli (107), Homola (102). E considerando la facile altalenanza di competitività vista sul tracciato austriaco, non si fa fatica nè torto a pensare che il mondiale TCR regalerà una lotta senza quartiere fino all’ultimo giro della corsa finale tra tutti coloro che ambiscono al titolo.13335894_498875366978594_8894012629772179789_n

Per ora però c’è da affrontare un’altra tappa nel cuore dell’Europa, sul circuito tedesco di Oschersleben in un week-end caldissimo per via dei concomitanti appuntamenti del Wec a Le Mans e della F1 a Baku. È consigliata una scorta di bibite energetiche, snack e tanto caffè!

Lorenzo Michetti