TCR Series: Comini e Grachev re di Sochi

Ruotate, penalità ed equilibrio in classifica. Così si può sintetizzare questa stagione della Tcr International Series, e anche la tappa di Sochi non ha deluso le aspettative: tanti i confronti diretti in pista, tanto lavoro per i commissari ma solo due veri vincitori: Stefano Comini, che grazie ad un 1° e 5° posto si porta in testa al mondiale, e Mikhail Grachev che porta a casa, oltre ad una validissima quarta piazza, anche la terza vittoria dell’anno, unico insieme a Pepe Oriola ad aver fatto centro in 3 occasioni.

Il confronto nelle due gare è stato però serratissimo, un aspetto già riscontrabile nelle qualifiche con 8 piloti racchiusi in appena 1 secondo. È Stefano Comini a portare la sua Volkswagen Golf davanti a tutti, con un gran giro che gli permette di staccare Pepe Oriola di oltre 1.4 decimi. Chiudono la top-10 Vernay, Morbidelli, Fulin – gran risultato con l’Alfa Romeo Giulietta che mostra dei grandi passi avanti – Borkovic, Nash, Grachev, Homola e Tassi.13533040_508495442683253_4491741131104885723_n

La vittoria della prima gara viene portata a casa agevolmente dallo svizzero della Leopard Racing, che rimane in testa dall’inizio alla fine. Più complessa la situazione alle sue spalle, con Oriola e Vernay sopravanzati da Morbidelli. Il francese poi finisce molto indietro a causa di un contatto con Nash, determinato più che mai a risalire la china in ottica campionato. Oriola si riprende la posizione su Morbidelli immediatamente, mentre alle loro spalle la lotta è molto più serrata: Vernay inizia a rimontare e supera Kajaia e Fulin, ma si arrende nel confronto con Grachev. Passano quindi sotto la bandiera a scacchi, nell’ordine: Comini, Oriola, Morbidelli, Nash, Borkovic, Grachev, Vernay, Fulin, Kajaia e Homola.

Ma come d’abitudine, piloti e spettatori non hanno fatto i conti con la spada di Damocle calata freddamente dai commissari: Borkovic viene retrocesso in ultima posizione per non aver rispettato i limiti della pista, ma è Nash a venir danneggiato maggiormente dall’arretramento all’8° posto, visto che in questa maniera Comini passa in testa al mondiale. Sorridente anche Petr Fulin, che piazza la Giulietta di Romeo Ferraris in sesta posizione.

Il ceco non ha altrettanta fortuna in gara-2, essendo costretto a partire dai box. Discorso diverso per i portacolori del team B3 Hungary – Tassi e Homola – che grazie alla griglia invertita scattano in prima fila, seguiti da Grachev. Il russo però li brucia allo start e inizia a fuggire, mentre alle sue spalle si forma un trenino piuttosto incandescente composta nell’ordine da Tassi, Nash, Vernay, Morbidelli, Comini e Oriola, con Homola che scivola rapidamente indietro fino ad assestarsi in nona piazza.13606952_508537096012421_4432354075461439548_n

Poco dopo è il turno di Nash, che dopo un attacco non andato a buon fine su Tassi viene rapidamente superato da Vernay e da Morbideli, mentre Oriola accusa dei problemi sulla vettura e rientra mestamente ai box dopo aver perso posizioni in favore di Borkovic e Kajaia. Anche Tassi inizia ad accusare un calo di rendimento e, dopo essere stato sopravanzato da Vernay, riesce a resistere agli attacchi di gente molto più esperta di lui – ricordiamo che il ragazzo è un classe ’99 – conservando la terza piazza. Tra questi c’è anche Morbidelli, che però si ritira inaspettatamente al penultimo giro.

Anche in questo caso le decisioni della direzione gara modificano la classifica, seppur di poco: Homola scivola dall’8° al 9° posto, Kajaia dal 7° all’11°. A trarne di nuovo beneficio è proprio Fulin, che porta nuovamente a punti la Giulietta mentre il secondo esemplare della Cerruti risulta non pervenuto per tutto il week-end. Sul podio salgono quindi Grachev, Vernay e Tassi, mentre rimangono “a terra” Nash, Comini, Borkovic e Afanasyev.

La classifica piloti comincia a selezionare sempre di più chi si giocherà il titolo mondiale, scelta che adesso ricade su 6 piloti racchiusi in meno di 40 punti: Comini (168), Oriola (167), Nash (161), Vernay (146), Homola (145) e più staccato Gianni Morbidelli con 131 punti. Con 4 appuntamenti ancora da affrontare – a partire dal prossimo a Buriam tra quasi 2 mesi – nella lotta potrebbero però inserirsi nomi che frettolosamente sono stati bollati come “outsider”. Ma non è forse questo il fascino delle gare turismo?

Lorenzo Michetti