TCR Series: prime affermazioni per Pellinen e Leopard Racing

Spa Francorchamps è notoriamente una pista difficile, dove i pronostici vengono spesso e volentieri disattesi e i risultati possono sorprendere. Così è stato anche per il 3° appuntamento della TCR Series in questo 2016, campionato che fin’ora ha visto un dominio delle SEAT del team Craft-Bamboo Lukoil e di Gianni Morbidelli sulla Honda Civic della WestCoast Racing, leader della classifica piloti fino al giovedì che ha dato il via a questo week-end.

Assenti Top Run Motorsport e Mulsanne Racing, che hanno optato per una serie di test utili per mettere a punto, rispettivamente, la Subaru STI e l’Alfa Romeo Giulietta, ma presente la new-entry Peugeot, con due 308 Cup.

Le sorprese iniziano già nelle qualifiche, con l’esclusione delle Civic di Morbidelli e Gleason già nel Q1, mentre il compagno di casacca Aku Pellinen riesce a passare la tagliola, dimostrando da subito una marcia in più. Tanti i tempi cancellati per escursioni più o meno accentuate oltre i limiti della pista, con i portacolori Leopard in particolare che finiscono sotto la lente dei commissari sia nel Q1 che nel Q2. Vernay verrà però successivamente scagionato, restituendogli il 9° tempo e quindi la prima fila in gara-2 davanti al campione in carica e compagnod i classe Stefano Comini.

13139117_488422458023885_785449744939818118_nTornando alla prestazione pura, la pole va a Dusan Borkovic, primo dei ragazzi del team B3 Racing Hungary, che piazza anche Homola e Tassi in 6° e 7° posizione. Ottima – solita – prestazione per le SEAT sponsorizzate Lukoil, con Oriola 2°, Afanasyev 4° e Nash 5°. Top-10 chiusa come detto dai portacolori Leopard. Dominio di 3 team, quindi, fatta eccezione per l’unica Civic superstite affidata alle mani – e soprattutto ai piedi – di Aku Pellinen.

Ed è proprio Pellinen che decide di dare una svolta clamorosa alla prima gara, con una partenza bruciante che lascia sul posto Borkovic e Oriola. Lo spagnolo riuscirà poi a vanificare totalmente la partenza al palo del serbo con un sorpasso alla fine del Kemmel. Grande partenza di Morbidelli e Gleason, che durante la seconda tornata si sono già issati in 7a e 8a posizione, mentre fanno più fatica le Peugeot 308 schierate da Sebastien Loeb che in rettilineo sembrano quasi ferme.

Nelle posizioni di testa Pellinen riesce a gestire il ritmo dalle gara, con Oriola e Borkovic subito dietro. Alle loro spalle iniziano le scaramucce tra Nash e Vernay, finite con un contatto all’ultima chicane che spedisce l’inglese in 9a posizione, mentre a Vernay viene inflitta una penalità in tempo da aggiungere alla fine della corsa. A trarre vantaggio dal contatto tra i due sono Homola – che passa al 4° posto, seppur incalzato da un arrembante Morbidelli – e il resto del trenino.

Le prime 5 posizioni rimangono invariate fino al passaggio sotto la bandiera a scacchi. 6° Gleason seguito da un sorprendente Kajaja – partito 14° – poi Nash, Afanasyev e Buri. Trattenuta di fiato finale dovuta ad un’uscita di pista violentissima che vede come protagonista, ancora una volta, Attila Tassi: all’ungherese, finito nelle retrovie per una penalizzazione, si dechappa una gomma a Pouhon e solo la presenza della barriera di gomme permette di non ritrovare lamiere della sua Seat sparse per i boschetti intorno al circuito. Illeso il pilota, meno la vettura.

Prima vittoria nella serie di Lotti quindi per Aku Pellinen! Il finlandese sfrutta al massimo il potenziale della sua vettura nei primi giri, ben conscio della inevitabile caduta di prestazione nelle ultime fasi.
“Gli ultimi 2 giri sono stati faticosi. Mi rifiutavo di guardare gli specchietti perchè preferivo restare concentrato sulla mia gara. Per fortuna è andata bene, sono davvero felice di aver vinto la mia prima gara nel TCR. Di certo aiuta molto col morale. Bisogna ancora lavorare, ma abbiamo visto che il potenziale c’è, segno che la squadra lavora bene.”

I risultati delle qualifiche creano uno scenario insolito per gara-2, con il trio Leopard Racing che parte davanti a tutti. Nell’ordine: Buri, Vernay, Comini. In particolare lo svizzero è chiamato al riscatto, vista la mancata partenza nella corsa del venerdì per un inconveniente tecnico sulla sua Golf.

Alla partenza c’è subito con un contatto a “La Source” tra gli occupanti della prima fila, con Vernay che ha la meglio e si prende la testa della corsa. Buri sembra non reggere il ritmo del compagno di squadra e viene successivamente sopravanzato anche da Stefano Comini, che, nel frattempo, si mette a caccia del francese. Il secondo giro risulta drammatico per 2 dei protagonisti del fine settimana, Borkovic e Morbidelli, che entrano in contatto e sono entrambi costretti al ritiro.

Le posizioni rimangono sostanzialmente invariate fino alla bandiera a scacchi, nonostante un doppio attacco tra Vernay e Comini nelle fasi centrali di gara. Vince quindi il transalpino, che regala il primo successo alla Golf GTi in questo 2016 e la prima affermazione per la Leopard Racing. Ma non solo, il team lussemburghese si toglie anche la soddisfazione di piazzare tutte e 3 le sue vetture sul podio!

Ancora un 4° posto per Mat’o Homola, seguito da Pellinen che si conferma come il migliore tra le Honda Civic. Poi Nash, Oriola, Gleason, Afanasyev e Corthals.

Pepe Oriola si riprende la vetta della classifica piloti, persa dopo l’Estoril, ma si ritrova a 2 punti James Nash e a 4 Gianni Morbidelli. Più staccati gli altri, ma le prestazioni di Pellinen e dei ragazzi Leopard in quel di Spa hanno reso i distacchi in classifica molto meno accentuati.

Vedremo se nel prossimo appuntamento assisteremo ancora a dei colpi di reni da parte di quelli che all’inizio dell’anno sono stati considerati outsider, a conferma di una bontà di fondo nel campionato messo su da Marcello Lotti.

TCR Series che, tra l’altro, si aggiunge alla lunga lista di campionati persi dall’Autodromo di Monza. Infatti, con un annuncio dell’ultimo minuto – ma capace di lasciar sorpresi veramente in pochi – l’appuntamento del 22 maggio non si terrà più in terra brianzola, ma ad Imola. Come se non fosse già abbastanza chiara la crisi dell’autodromo lombardo.13151627_488485941350870_2332033931737737675_n

Lorenzo Michetti