Touring Insider: dalla Armstrong 500 alla Supercheap Auto 1000, la storia della “Great Race”

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Con l’arrivo della Bathurst 1000, gara regina dell’australiano V8 Supercars che si terrà questo weekend, andiamo a ripercorrere la storia della gara che ferma un’intera nazione, il terzo evento sportivo più seguito ogni anno in Australia. Vedremo quindi come dalla prima Armstrong 500 a Phillip Island si è arrivati fino ad oggi, alla Supercheap Auto Bathurst 1000. Costruttori che vanno e che vengono, regolamenti che cambiano e soprattutto alcuni dei nomi che hanno fatto la storia della “Great Race”.

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La nascita ed il cambio di sede

1960_Austin_Lancer_Series_IITutto ebbe inizio con la Armstron 500, svoltasi sul circuito di Phillip Island il 20 Novembre 1960. Quella gara, che si svolgeva sulla distanza di 500 miglia, fu concepita per stabilire quale fosse la vettura di serie con la miglior combinazione di velocità, performance ed affidabilità. Come si può capire dal nome, l’evento fu sponsorizzato da Armstrong, che colse la palla al balzo per promuovere i suoi diversi prodotti quali, ad esempio, gli ammortizzatori. A vincere la gara fu la coppia Frank Coad – John Roxburg su Vauxhall Cresta, l’unica vettura del costruttore inglese sulle 45 partecipanti alla gara.

Nel 1963 si decise quindi di spostare la sede dell’evento da Phillip Island (Victoria) a Bathurst (Nuovo Galles del Sud), dato che l’asfalto del circuito dello stato di Victoria iniziò a sgretolarsi ed a diventare poco sicuro per lo svolgersi di una gara con auto di serie. L’evento mantenne il nome di Armstrong 500, e come per le prime gare a Phillip Island anche nelle prime edizioni a Bathurst si ebbe la supremazia delle vetture più piccole, come ad esempio le Ford Cortina GT 500 e le Mini Cooper. Nel frattempo, la gara iniziava ad avere sempre più seguito, anche perché il regolamento che prevedeva l’utilizzo di vetture di serie senza alcuna elaborazione fece sì che la Armstrong 500 diventasse un palcoscenico utilizzato dai costruttori per presentare e mettere alla prova i propri modelli.

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Le prime modifiche e l’inizio della rivalità

5138416346_8fe94f5eda_zNel 1967 per ridurre la supremazia delle vetture più piccole, carenti di velocità di punta ma più agili nella parte guidata del tracciato e meno assetate di benzina, venne introdotta la regola che imponeva un numero minimo di pit-stop obbligatori basandosi su quelli necessari alle vetture più grandi. Di fatto ciò annientò le agili Mini ed Alfa Romeo GTV che, nonostante potessero contare su un consumo minore di carburante (le Mini potevano addirittura concludere la gara con il solo pieno effettuato prima della partenza), furono costrette allo stesso numero di pit-stop delle più grandi, potenti ed assetate Ford ed Holden, facendo perdere loro di conseguenza tutto il vantaggio che nelle gare degli anni precedenti si erano guadagnate con un numero decisamente inferiore di fermate ai box.

Nel frattempo, nel 1966 la gara cambiò nome, diventando prima Gallagher 500 (in onore al produttore di tabacco diventato sponsor) per poi passare nel 1968 alla sponsorizzazione di un produttore di componenti per freni e cambiando quindi il nome in Hardie-Ferodo 500. In quegli anni, con l’avvento di vetture grandi e potenti, si inizia ad intravedere quello che diventerà poi un po’ un “tormentone” del turismo australiano: la lotta tra Ford, che porterà a Bathurst la Falcon GT, ed Holden, che invece schiererà la Monaro GTS. Nel 1969 poi avverrà il debutto di un uomo che farà la storia della “Great Race” (come era già conosciuta al tempo) di Bathurst: Peter Brock.

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L’inizio della leggenda

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Nel 1970 Holden un po’ a sorpresa cambia le carte in tavola, sostituendo la Monaro con la più piccola Torana, schierando una versione appositamente studiata per Bathurst. Nel 1971 invece ai 2 contendenti si aggiunge Chrysler, che porta sulla montagna la sua nuova Charger 2 porte. Nulla comunque possono entrambe, con i loro 6 cilindri, contro l’otto cilindri Ford, che conquista la gara entrambi gli anni. Nel 1972 però cambia la musica, con la prima 500 svolta sotto la pioggia. Allan Moffat, vincitore delle edizioni ’70-’71, si trova a dover fare gli straordinari per contenere un arrembante Peter Brock, che sulla sua Torana sembra volare sul tracciato bagnato. Moffat dovrà comunque arrendersi, complici un testacoda e 2 penalizzazioni di un minuto (entrambe per aver riavviato il motore a rifornimento ancora in corso), ed avrà così inizio la leggenda di “Brocky” con la conquista della sua prima vittoria di 9.

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Da 500 miglia a 1000km, dalla serie alle corsaiole

879347-ford-falconNel 1973, con l’adozione in Australia del sistema metrico, la gara passa dalle 500 miglia (800km circa) al formato che è arrivato fino ai giorni nostri, ovvero 1000km. Oltre al cambio della lunghezza della gara, in quell’anno si avrà anche il primo cambio regolamentare di una certa sostanza, con l’adozione delle vetture Gruppo C (da non confondere con le sportscar Gruppo C regolamentate dalla FIA) come da delibera del CAMS (Confederation of Australian Motor Sports), una sorta di CSAI australiana.

Tutti e 3 gli attori degli ultimi anni si ripresentarono a Bathurst per la prima Hardie-Ferodo 1000: Holden con la Torana XU-1 modificata per rientrare nel regolamento Gruppo C, Chrysler anch’essa con una Charger messa “a regola” e Ford con la nuova versione XA della Falcon GT. Per Chrysler sarà comunque quella del ’73 l’ultima edizione della gara, prima di sparire del tutto e repentinamente dalla scena del turismo australiano in forma ufficiale.

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Brock inarrestabile a cavallo tra ’70 e ’80

052169-bathurst-1980Gli anni ’70 quindi si chiuderanno nuovamente con la lotta a 2 Ford-Holden, con la prima che si prenderà le vittorie del ’73, quando Brock ed il compagno di squadra Doug Chivas prima rimangono senza benzina (Chivas) e poi si ritrovano con un pneumatico sgonfio (Brock) consegnando a Moffat la terza vittoria in 4 anni, nel ’74 sotto il diluvio e nel ’77, mentre la seconda si aggiudica le altre edizioni con la Torana che nel frattempo è passata dal V6 al V8 e Peter Brock che conquisterà nuovamente la vittoria nel 1975 in coppia con Brian Sampson e nel ’78 e ’79 in coppia con Jim Richards.

Brock e Richards inizieranno poi gli anni ’80 come hanno chiuso i ’70, vincendo nuovamente a Bathurst con la nuova Commodore che ha preso il posto della Torana. Nel 1981 invece arriva, con il cambio di nome a James Hardie 1000, l’ultima vittoria Ford con una vettura Gruppo C, ad opera di Dick Johnson e John French, prima che Brock chiuda l’epoca delle Gruppo C con una tripletta: sue le edizioni ’82, ’83 ed ’84, tutte in coppia con Larry Perkins e con John Harvey terzo pilota nel 1983.

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Arrivano le Gruppo A

Dal 1985 sbarcano in Australia le vetture realizzate secondo la regolamentazione internazionale Gruppo A. Arrivano quindi dall’estero, ma anche da team nazionali che si cimentano con le vetture Gruppo A, delle rivali temibili per i capisaldi Ford ed Holden. Nissan Skyline GT-R e l’europea Ford Sierra RS Cosworth si rivelano autentiche spine nel fianco di Holden, che porta comunque avanti il progetto Commodore Gruppo A, e Ford, che continua a correre per volere dei team (senza supporto ufficiale) che prima si affidano all’americana Mustang per poi cedere alle Sierra Cosworth.

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Nel 1985 a vincere è la Jaguar, che con la XJ-S portata in pista dal Tom Walkinshaw Racing e guidata da John Goss ed Armin Hahne raccoglie la sua unica vittoria a Bathurst, mentre nell’86 è la Commodore VK privata di Allan Grice e Graeme Bailey ad aggiudicarsi la vittoria. Proprio nell’edizione 1986 avviene il primo incidente mortale della storia di Bathurst. Mike Burgmann rimane ucciso a causa dell’impatto ad una velocità stimata di 250km/h contro la base del ponte che si trova poco prima dell’ultima curva del tracciato. A causa di quell’incidente verrà attuata l’unica modifica della storia del tracciato, con l’introduzione nel 1987 della chicane Chase a circa 2/3 del lungo rettilineo Conrod Straight.

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Il WTCC e le differenti visioni CAMS-FISA

brockNel 1987 la corsa entra a far parte dell’unica edizione del WTCC prima versione. Ai soliti piloti di casa quindi si affiancano molte star internazionali del panorama turismo dell’epoca. La gara sarà sommersa dalle polemiche, a causa della diversa interpretazione del regolamento Gruppo A da parte degli australiani e da parte dei team internazionali, abituati dalla FISA (antesignana della FIA) ad una maggiore elasticità nell’applicare il regolamento.

La conclusione è che a distanza di mesi, dopo ricorsi e controricorsi, le 2 Sierra del team Eggenberger vengono squalificate, consegnando a Peter Brock la sua nona ed ultima vittoria a Bathurst. Le Ford comunque si rifaranno negli anni successivi, aggiudicandosi le edizioni ’88 (quando la gara cambia nuovamente nome, diventando Tooheys 1000) ed ’89, con la prima che vede per l’unica volta nella storia della corsa una partenza lanciata.

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Arriva Nissan e mette tutti in riga

Gli anni ’90 iniziano come erano iniziati gli anni ’80, con una vittoria della Holden Commodore ad opera di Allan Grice e Win Percy, mentre debutta, afflitta da problemi meccanici, la nuova Nissan Skyline GT-R che grazie alle 4 ruote motrici, 4 ruote sterzanti ed un motore 2,6litri turbo dominerà non solo le edizioni 1991 e 1992 della gara di Bathurst, ma metterà in difficoltà gli avversari in tutto il campionato ATCC di quegli anni con una supremazia imbarazzante, con le Sierra e le Commodore che non riescono ad eguagliare la potenza e la maneggevolezza delle Nissan.

Winfield-R32-Nissan-GT-R-Bathurst-race-carLa vittoria del ’92 in particolare è alquanto controversa. In una gara conclusasi anzitempo a causa di un autentico nubifragio abbattutosi sulla pista, in molti rimangono coinvolti in incidenti. Tra questi anche la vettura dei vincitori Jim Richards e Mark Skaife che però, in virtù del fatto che con gara interrotta viene contata come valida la classifica del penultimo giro, vincono la gara e salgono il podio tra i fischi del pubblico, che già prima della gara chiedeva a gran voce che la Bathurst 1000 venisse circoscritta alla solita lotta Ford-Holden.

Inoltre il pubblico ritiene una farsa la vittoria di Richards – Skaife sia per l’essere rimasti coinvolti in un incidente prima della bandiera rossa sia perché la leadership l’avevano guadagnata pochi metri prima del penultimo passaggio sul traguardo. Richards, che non è uno che le manda molto a dire, commenta intervistato sul podio dicendo che trova la reazione del pubblico disdicevole e poi si rivolge al pubblico intento a lamentarsi di quanto accaduto con un molto poco gentile “you’re a pack of assholes”.

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Le doppie Bathurst 1000

Abbandonato un po’ da tutti il formato Gruppo A a partire dal 1988, CAMS decide di “fare a modo suo” creando il V8 Supercars, con grosse berline con motorizzazione V8 e che dal 1993 in poi e per molti anni a seguire vedrà impegnati come costruttori solo Ford ed Holden. Con la creazione del V8 Supercars, viene creata anche una seconda classe, seguendo quelle che erano le norme in vigore nel BTCC, bandendo trazione integrale e motori turbo e tagliando quindi fuori la Skyline, portando quindi Nissan ad abbandonare il campionato e quindi Bathurst.

131840-volvo-v8Nel 1995 però, per paura di problemi causati dal divario prestazionale troppo marcato tra V8 Supercars e le vetture 2litri, viene deciso che la Bathurst 1000 venga corsa solo dalle prime, facendo sì che per la prima volta la gara di durata veda in pista solo una classe di vetture. Ciò si ripete anche nel 1996 portando poi però ad una rottura l’anno successivo: da una parte la neonata AVESCO che cura il V8 Supercars e stringe un accordo televisivo con Network Ten, dall’altra Bathurst e la ARDC (Australian Racing Drivers’ Club) che hanno un contratto con Seven Network.

AVESCO decide quindi rinunciare alla gara alla prima domenica di Ottobre, in cui ARDC farà invece correre una seconda Bathurst 1000 riservata alle vetture 2litri, richiamando piloti e team di calibro internazionale. Il V8 Supercars correrà comunque la gara in un altro periodo, dando quindi vita ad una doppia Bathurst 1000 che però durerà solo 2 anni: il pubblico preferisce le V8 Supercars, con la lotta Ford – Holden, disertando la gara delle 2litri che perderà poi interesse da parte di team e costruttori.

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Gli ultimi anni e quello che verrà

Dal 1999 al 2005 la gara diventa un discorso esclusivo di Holden, con 6 vittorie consecutive tra cui quella di Mark Skaife e Jim Richards, nel 2002 a 10 anni di distanza dai fischi e dalle espressioni poco carine di Richards nei confronti del pubblico, con quest’ultimo che stavolta parlerà di “bunch of lovely people”. Nel 2003, durante il Top 10 Shootout, Greg Murphy fa registrare quello che è tuttora il record sul giro per il V8 Supercars, con quello che verrà definito il “Lap of the Gods”: 2:06.8594.

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Bisognerà aspettare 8 anni, fino al 2006, per avere nuovamente una vittoria Ford, stavolta per mano di Craig Lowndes e Jamie Whincup. La coppia di Team Betta Electrical (diventerà Team Vodafone nel 2007, per poi trasformarsi in Red Bull Racing Australia nel 2013) sarà anche la prima ad aggiudicarsi il “Peter Brock Trophy”, istituito dopo che, circa un mese prima della gara, il “King of the Mountain” perde la vita in un incidente durante un rally. La coppia Lowndes – Whincup raccoglierà lo stesso risultato anche nei 2 anni successivi, diventando una delle poche coppie nella storia della gara a vincere 3 edizioni di fila.

Dal 2009 al 2012 si ripete invece il dominio Holden, che porta a casa 2 vittorie grazie ad HRT ed una grazie a Triple Eight. In particolare, nell’edizione 2011 arriva la vittoria da rookie di Nick Percat (in coppia con Garth Tander), che diventa il primo debuttante a vincere la corsa dopo Jackie Ickx (1977). Nel 2013 invece nonostante il ritorno, grazie al debutto del progetto Car of the Future (ridenominato poi Next Generation), di Nissan e Mercedes è Ford ad agguantare la vittoria, con Mark Winterbottom che riesce finalmente a salire sul gradino più altro del podio affiancato da Steven Richard. Quest’anno si aggiunge alla lotta per la vittoria anche Volvo, che ha ottenuto l’unica vittoria a Bathurst nel 1998, nella gara riservata alle 2litri, portando quindi a 5 il numero di costruttori a Bathurst, nonostante quest’anno il numero di vetture sia sceso ad un totale di 26.