Hungaroring: Morbidelli ferma le Citroen, Muller vince gara 1 nonostante la zavorra

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Un’incredibile notizia arriva dall’Ungheria: le Citroen non sono riuscite a vincere gara 2 a Budapest e per la prima volta quest’anno non mettono neanche un’auto sul podio! La pista magiara, come si sa, concede ben poche possibilità di sorpasso, e dopo aver dominato qualifiche e gara 1, i francesi si arrendono nella seconda frazione dominata dal duello tra Morbidelli e Monteiro per la vittoria, conclusosi con l’affermazione del pilota italiano al rientro nel mondiale turismo. Ma andiamo con ordine.

Nonostante i 60 kg di zavorra imposti dal balance, Citroen ha piazzato le sue tre C-Elysée ai primi tre posti in qualifica, anche se con distacchi meno marcati rispetto al solito. Muller in pole e Lopez al suo fianco, mentre Loeb ha conquistato la terza posizione per soli pochi centesimi rispetto ad un velocissimo Tiago Monteiro. Tarquini ha segnato il quinto tempo, mentre l’altro italiano in classe TC1, Gianni Morbidelli, ha fermato i cronometri col nono tempo in gara 1 che gli vale anche la prima fila in gara 2. Ottavo Coronel, che ritorna finalmente in pista dopo il devastante botto di Marrakech, mentre proseguono i problemi in casa Lada, con le Granta che continuano a chiudere il gruppo delle nuove vetture. In TC2, la categoria che vede protagoniste le WTCC in configurazione 2013, è stato invece il nostro Pasquale di Sabatino a imporsi, firmando la pole position sulla BMW del Team Engstler.

559_MULLERLa prima manche vede Muller partire bene dalla pole e rimanere tranquillamente in prima posizione per tutto l’arco della gara, dato che l’unico rivale che poteva impensierirlo, il suo compagno di squadra Jose Maria Lopez, una volta girato secondo alla prima curva ha pensato più al campionato che alla vittoria, constatando le scorse possibilità di sorpasso della pista ungherese. Carenza di sorpassi che ha stoppato anche Loeb. Il francese, dopo un errore in partenza e in curva 1, è passato dal terzo posto in griglia al settimo in classifica e li è rimasto fino alla bandiera a scacchi, senza mai riuscire a trovare il giusto varco per guadagnare qualche posizione. Così sul podio è finito Tiago Monteiro, con la Civic uffiiciale, davvero in palla per tutto il week end. Il portoghese ha capitanato il quartetto Honda arrivato in fila alla bandiera a scacchi con Tarquini, Bennani e Michelisz, l’unico che è riuscito a riscaldare i tifosi in tribuna trovando lo spazio per qualche sorpasso e riuscendo a tenere dietro la Citroen di Loeb. Tom Coronel chiude la gara in ottava posizione, prendendo i primi punti stagionali e ringraziando così l’enorme lavoro fatto dal suo team per ricostruire la vettura andata distrutta in Marocco. Gianni Morbidelli ha chiuso nono davanti a Valente, entrambi su Chevrolet Cruze, in un classifica che rispecchia fin troppo, problemi ed errori a parte, quella della qualifiche, sintomo di pochi sorpassi e gare “noiosette” per gli standard del mondiale turismo.

606_MORBIDELLILa prima fila di gara 2 vede proprio Valente e Morbidelli uno di fianco all’altro, seguiti da Coronel e Chilton. Al via Gianni scatta alla perfezione e porta subito la sua Chevrolet al comando della gara, seguito come un’ombra da Tiago Monteiro partito a fionda dalla settima piazzola. I due si affrontano per tutta la gara, dando vita ad un emozionante duello a suon di staccate a ruote fumanti e guerra psicologica. L’italiano si difende nel misto e allunga in rettilineo, rintuzzando così gli attacchi del portoghese di casa Honda. Alla bandiera scacchi è proprio Morbidelli a transitare per primo, un successo denso di significato che spezza l’egemonia della Citroen in questo WTCC 2014. Gianni è il primo pilota non dotato di una C-Elysèe a salire sul gradino più alto del podio, per di più con una vettura consegnatagli solo pochi giorni prima dello start stagionale in Marocco e che quindi ha dovuto conoscere direttamente in gara, handicap non da poco per chi come lui è rientrato nel mondiale turismo con una trazione anteriore dopo 7 anni passati in Superstars con l’integrale Audi. Prima vittoria quindi anche per la Cruze, giusto riconoscimento per il grande sforzo compiuto dagli uomini della RML nel costruire la Chevrolet in così poco tempo e senza il supporto di una casa ufficiale.

Terzo ha concluso il poleman Hugo Valente, che ha pagato una partenza tutt’altro che perfetta, mentre quarto è giunto Tom Coronel, capace per tutta la gara di tener testa alla Citroen di Yvan Muller, che ha provato in tutti i modi a passare il pilota di casa ROAL ma che alla fine si è dovuto accontentare del quinto posto finale, davanti al mai domo compagno Lopez. Chilton, Tarquini, Loeb (in grande sofferenza qui in Ungheria) e Michelisz chiudono la top ten di una gara risultata alla fine più viva rispetto alla prima frazione.

Dopo 6 gare, il campionato vede ancora il trio Citroen (straprima nel Costruttori) in testa, con Lopez in vantaggio di 10 punti su Muller e 31 su di un Loeb che a Budapest ha perso un bel pò di terreno. Primo degli umani è Monteiro, a 50 punti dalla vetta, che precede Tarquini, Valente e Morbidelli, salito al settimo posto dopo la vittoria magiara.

Massimiliano Palumbo