WTCC Argentina: Lopez superstar, Muller desaparecido

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Il mondiale turismo, dopo tante prove e qualche cambio di casacca, si è presentato ai nastri partenza del primo appuntamento in calendario a Termas de Rio Hondo con un pò di fiatone. 18 vetture in gara, neanche poche, ma con le due Lada Vesta che hanno fatto praticamente lo shakedown in pista – e si è purtroppo visto – e forze in campo molto simili a quelle già viste lo scorso anno.

Deluso chi si aspettava qualche scossone in classifica, la C-Elysèe è ancora decisamente l’auto da battere, ha nettamente più motore e lo si nota in rettilineo, ma anche in percorrenza di curva i piloti Citroen si permettono cose che agli avversari sono precluse. Honda e Chevrolet sono bene o male allo stesso livello, con forse un pò di vantaggio a favore dei giapponesi. Mistero la Lada, i russi sono in netto ritardo e difatti in Sud America si sono presentati con due vetture e non tre, con la Vesta di Kozlovsky arriverà solo nel prossimo appuntamento. La nuova berlina costruita dall’Oreca sembra un deciso passo avanti rispetto alla Granta, ma l’affidabilità è tutta da dimostrare. Così, intanto, la bella vetrina della pole di gara 2 di Thompson è andata in fumo dopo pochi metri.

Un appunto va però al numero di vetture in pista, 18, che diventeranno 20 con la terza Lada e la seconda Chevrolet di Munnich, se e quando sarà schierata. Non che siano poche, per carità, ma l’impatto in TV non è propriamente il massimo, perchè, tra qualche ritiro e qualche botta – che per fortuna non manca mai – , a circa metà gara c’erano poco più di 10 vetture in pista. E staremmo parlando del massimo campionato FIA turismo. Praticamente un’autostrada aperta al TCR, ammesso che quest’ultimo trovi le auto…

Ma torniamo alle gare in Argentina, Lopez si conferma un mastino, pole e vittoria in gara 1 stanno li a dimostrare che l’idolo di casa non ha perso lo smalto e non si è seduto sugli allori. Anzi, a giudicare dallo start di gara 1, dove ha rifinito più volte entrambe le fiancate del compagno\rivale Muller, Pechito non ha nessuna intenzione di accontentarsi. Il francese quattro volte campione del mondo è stato il grande assente del week end di Rio Hondo. Mentre Lopez si prendeva la pole, vinceva gara 1 e si accontentava del secondo posto dietro Loeb nella seconda manche, mostrando muscoli ma anche cervello, Muller era protagonista del dramma del campione perso.

_F1_3849-1024x683La caduta degli dei, ha detto qualcuno. Siamo alla prima gara e forse è un pò frettoloso, ma dopo la quantità industriale di schiaffoni presa lo scorso anno, l’alsaziano non ha ancora reagito ed è sembrato decisamente soffrire la rivalità, specie dopo il via garibaldino di gara 1. In difficoltà, nervoso, poco preciso nella guida con una quantità di sbavature che non gli compete, Muller ha chiuso la prima trasferta del mondiale turismo con una sonora ruotata a Bennani e un mesto passaggio ai box per ripulire il radiatore dai detriti: dodicesimo sotto la bandiera a scacchi dopo la seconda posizione della prima gara. Che fine ha fatto il cannibale che vinceva ovunque e massacrava gli avversari?

Se Muller è mancato, Citroen si può consolare però con Loeb, vincitore di gara 2 e a podio nella prima frazione, e Ma, che a dispetto delle malelingue – raccomandato proveniente da un grande mercato – si è dimostrato veloce ma ancora troppo falloso. Una pecca questa che gli è probabilmente costata la vittoria nella seconda gara. Bennani ha fra le mani un missile, ma deve imparare a non avere fretta e spostare gli avversari. Con quella macchina li, è solo questione di tempo prima di passare, non c’è bisogno di baciare paraurti e sospensioni altrui.

Tarquini e Monteiro con le loro Civic hanno fatto del loro meglio risultando in entrambe le gare i primi degli umani. 4° e 5° nella prima manche , grazie alle disavventure dei piloti dotati di C-Elysèe nella seconda frazione Tiago ha colto un insperato podio, sottraendolo dalle mani del Cinghio negli ultimi metri di gara. Va però sottolineata la stupenda grinta di Tarquini, che con la caparbietà del campione ha tenuto dietro per tutta la seconda corsa ben due Citroen. Splendide anche le gare di Michelisz (6° e 7°), che si è installato entambe le volte alle spalle dei due capi squadra, portando a casa punti importanti per il trofeo indipendenti. Avrebbe forse potuto ottenere qualcosa in più, ma ha pagato a caro prezzo il doppio start dalle retrovie.

In casa Chevrolet Coronel ha illuso al via di gara 2, quando si è portato al comando del gruppo con autorità. Ma prima l’arrivo delle Citroen, poi un errore dovuto alla lotta in pista, decisamente vivace nella seconda manche, l’ha costretto al ritiro. Buone prestazione le ha mostrate anche il nuovo arrivato, almeno tra le TC1, Stefano D’Aste, che alla prima gara con la Cruze si è subito installato tra i migliori. Se la competitività della Chevrolet reggerà la stagione, il buon D’Aste potrà togliersi molte soddisfazioni, ne siamo certi.

Chi difficilmente dimenticherà il week end argentino sono Borkovic e Valente. Lo spilungone di casa Honda ha sofferto tutto il fine settimana di un problema con la posizione di guida, troppo scomoda, che gli ha causato forti mal di schiena. Lui ha definito la questione “pericolosa” ed era pronto a ritirarsi nel caso i dolori fossero stati troppo forti. Un bella gatta da pelare per il Proteam, anche se è singolare riscontrare il problema in gara dopo aver fatto più giornate di test. Valente invece dovrà chiedere serie spiegazioni all’interno del suo team, il Campos Racing. Il francese è al terzo violento crash, in altrettante uscite, dovute a cedimenti meccanici. Un problema ad una gomma durante i test, i freni ieri ed oggi. Sempre contro il muro, sempre di muso, con il crash di gara  1 che, oltre ad essere stato fatale alla sua Cruze, irreparabile per corsa del pomeriggio, gli ha provocato qualche dolore di troppo al braccio. Occhio.

La carovana del WTCC si sposta ora verso il Marocco, teatro del secondo round del mondiale turismo. Tutti alla caccia di Lopez e delle Citroen, con l’incognita Muller: si è davvero arreso il campione transalpino?

Massimiliano Palumbo

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