WTCC, gara 2(cento) a Suzuka: Coronel banzai!

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E’ Tom Coronel ad aggiudicarsi la gara numero 200 del WTCC. Nella seconda manche di Suzuka l’olandese di casa ROAL ha attaccato per tutta la gara la BMW Proteam di Medhi Bennani, partito dalla pole, riuscendo ad avere la meglio al 17esimo passaggio, quando il marocchino, sotto pressione da inizio gara, ha fatto un leggero lungo. Terzo posto per Tiago Monteiro, giunto lentissimo sul tragardo, con la Civic ufficiale portata in pista dalla JAS di Alessandro Mariani.

Tre team italiani conquistato il podio in questa gara 2 che passerà alla storia del mondiale turismo, a dimostrazione delle capacità dei team e dei tecnici del nostro paese. Se si conta poi che la ROAL di Roberto Travaglia e il ProTeam di Valmiro Presenzini scendono in pista con una BMW il cui sviluppo è stato abbandonato qualche anno fa dalla casa madre, si comprende meglio il valore di queste aziende. Se solo si riuscisse a trovare il modo di portare in pista anche giovani piloti della nostra penisola…

Tornando alla gara, Bennani parte benissimo dalla pole e viene inseguito come un’ombra da Coronel, che non lo molla un solo secondo. Sotto pressione, il marocchino sbaglia la frenata della prima curva al giro 17, l’olandese è implacabile e lo passa, mettendo subito qualche metro tra se e il suo avversario. Contentissimo Coronel che vince nella sua patria motoristica, dove si è formato e ha ottenuto i migliori successi della sua carriera, e porta alla BMW anche la gara 200, dopo che la #100 fu conquistata da Augusto Farfus sempre per il marchio bavarese. Più contento del secondo posto che deluso per la mancata vittoria Bennani, orgoglioso che la sua bandiera sia issata su un podio di una gara mondiale e che, soprattutto, è riuscito a dimostrare che può competere con i migliori piloti del campionato.

Terzo posto per Tiago Monteiro con la Civic ufficiale, che ha preceduto il compagno di squadra Tarquini, sorpassato a metà gara. Gara regolare per i due che hanno mantenuto le posizioni dall’inizio alla fine. Quinta posizione per Nash, con la Chevy Bamboo, che precede la Cruze di Chilton, sesto. Ottimo settimo posto, migliore in carriera, di Ng, che ha coronato così un weekend in cui ha dimostrato sempre una marcia in più. Per lui fondamentale è stata la partenza, in cui ha guadagnato la settima piazza ed è stato bravo a non commettere errori durante la gara, nonostante una furente lotta con Rob Huff, alla fine ottavo con la sua Seat.

Non è riuscita a James Thomposon l’impresa di gara 1. L’inglese della Lada capitanava di nuovo un gruppetto agguerrito composto da Basseng, D’Aste (ottimo decimo alla fine), O’Young, MacDowall, Monje e Munnich, ma questa volta all’ultimo giro perde due posizioni e finisce undicesimo davanti a O’Young. Peggio è andata a MacDowall, che viaggiava tranquillamente in nona posizione ma un dritto l’ha fatto sprofondare alla dodicesima piazza finale.

Festeggiamenti da dimenticare, invece, per il vincitore di gara 1 Michelisz e il neo (neo…per la quarta volta!) Campione del Mondo Muller. La Honda dell’ungherese ha urtato in partenza la Chevrolet dell’alsaziano e per loro la gara è finita lì, con un gran botto contro il muro per Muller.

Per quanto riguarda i piloti asiatici, Kano è 15°, Taniguchi 16°, Badaraco 18° mentre l'”altro” Ng è 20° a un giro. Non hanno visto invece la bandiera a scacchi  Izawa, Yoshimoto, Mak e De Souza .

Il 2013 ha già incoronato Campioni la Honda tra i Costruttori e Muller tra i piloti, ma se la Lada è sicura del titolo di vicecampione, la questione è ben più aperta tra i driver. Gabriele Tarquini mantiene la seconda posizione con 211 punti, mentre Chilton e Nash approfittando dell’assenza di Nykjaer (out per mancanza di budget e fermo a quota 180) per risalire in classifica con 183 e 181 punti rispettivamente. Tra gli indipendenti, Nash, complice l’assenza del pilota del Nika Racing, fa un deciso passo in avanti verso la conquista del titolo, portandosi a +16 proprio su Nykjaer, che non potrà più difendersi, e +32 sul compagno MacDowall. Taniguchi, invece, è il primo ad issarsi in vetta tra i piloti asiatici, con 1 punto di vantaggio su Kano e 3 su Izawa.

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Massimiliano Palumbo