WTCC, Lopez campione, ROAL si impone tra i Team

133_LOPEZ

Come da copione, anche le due gare giapponesi hanno visto un sostanziale dominio Citroen, già laureatasi Campione Costruttori. Non totale, come spesso si è visto durante l’anno, ma “quanto basta” per permettere al deb Josè Maria Lopez di mettere le mani sulla corona iridata con 3 gare d’anticipo. “Pechito” è il secondo argentino ad aver vinto un titolo mondiale FIA, per trovare il predecessore bisogna tornare indietro di almeno 60 anni e scomodare un certo Juan Manuel Fangio e i suoi 5 titoli conquistati in F1.

Il pilota Citroen ha capito di avercela fatta quando, a metà della prima gara, il diretto rivale Yvan Muller, in quel momento secondo, ha sofferto una foratura ed è stato costretto al ritiro. L’alsaziano non ha vissuto propriamente una delle sue stagioni migliori, dato per tutti come strafavorito al titolo, si è trovato fin da subito a inseguire l’indiavolato compagno di squadra, commettendo qualche errore di troppo qua e là che gli è costato troppi punti preziosi. Lopez è anche il primo pilota a vincere al debutto il mondiale turismo e, a proposito di unicità, le gare di Suzuka, disputate sul layout GP che non ha comunque offerto gare molto vivaci, hanno regalato finalmente la gioia della vittoria anche al nostro Gabriele Tarquini, che si è imposto in gara 2 dopo essere partito dal palo. L’abruzzese è l’unico pilota che dal 2005 ad oggi, ossia dalla nascita del WTCC, è riuscito a vincere almeno una gara all’anno, segno di un piede sempre presente e pesante. Cinghio, che il titolo mondiale l’ha conquistato nel 2009, è sempre riuscito a sbancare la concorrenza anche quando, con la Seat contro l’invencible armada Chevrolet o come quest’anno con la Honda contro le imbattili Citroen, le possibilità erano ridotte al lumicino.

Modeste le gare di Sebastian Loeb che dimostra, ancora una volta, qualche limite di troppo nel corpo a corpo. Nulla di eccezionale, anzi più che normale per un pilota che si presenta, seppur con una Citroen, per la prima volta in un contesto così altamente competitivo, ma è un dato di fatto che quando si tratta di fare a sportellate, la supremazia della sua C-Elysèe rischia di non bastare.

Festa grande, invece, in casa ROAL Motorsport. Grazie al secondo posto di Chilton in gara 1 (complimenti!) e al quarto posto di Coronel nella seconda manche, la squadra di Roberto Ravaglia ha potuto festeggiare la conquista del titolo Team, riservato alle squadre private. Il miglior riconoscimento per chi, dopo anni di trazione posteriore, si è cimentato quest’anno con una vettura, ed un marchio, totalmente nuovi. Segno che il lavoro, quando ben svolto, paga sempre. Per una ROAL campione, rimane invece incertissima la lotta per la seconda posizione con Campos (Chevrolet), Zengo (Honda) e Munnich (Chevrolet) divise da appena quattro punti con le due terribili gare di Macao ancora in programma.

A proposito del team Campos, in Giappone Dusan Borkovic ha conquistato il primo podio per un pilota serbo in serie FIA. Tra la gioia di Tarquini e l’incontenibile euforia del pilota Chevrolet, sul podio di gara 2 era difficile capire di primo acchitto chi era il vincitore della gara!

I due round di Suzuka non saranno stati il massimo per quanto riguarda la spettacolarità delle gare, il “tutti in piedi sul divano” non era esattamente nelle corde, ma la trasferta nipponica ha saputo comunque regalare tante “prime volte” che ha reso unico e indimenticabile questo week end.

Massimiliano Palumbo