WTCC, Macao: Huff vince l’ultima pazza gara dell’anno, Tarquini vicecampione mondiale

Ricordate quando abbiamo detto che in gara 1 non è successo nulla? Bene, nella seconda manche a Macao il WTCC si è preso l’arretrato e messo in pista gli interessi: due bandiere rosse, tre spezzoni di gara e una lista ritirati superiore a quella dei classificati… Non male vero?

La prima bandiera rossa arriva subito, pronti via…crash! Anzi, big one, come direbbero in NASCAR. Coronel scatta al meglio al comando seguito come un’ombra da Thompson, sfilano anche le prime due file ma poco dietro Chilton chiude la porta a Michelisz alla velocissima Resevoir e la Honda si intraversa attraversando la pista da un lato all’altro. Bennani non riesce ad evitarlo, la sua BMW e la Civic si girano e creano una sorta di tappo in cui impattano praticamente 25 vetture su 33 partite. Un groviglio di dimensioni bibliche che costringe la race direction ad esporre la bandiera rossa.

Gara finita per Kozlovskiy, D’Aste, O’Young, Bennani, Boardman, Calko, Badaraco e Michelisz, mentre tutti gli altri si rischierano per il nuovo start dietro la safety car. La griglia è uno spettacolo d’altri tempi, vetture rimesse in sesto con abbondanti dosi di scotch sono pronte a partire: quanto sono belle le gare turismo? Nel caos Oriola e Muller trovano il tempo di discutere di difese eccessive e cambi di traiettorie ma sopratutto Tarquini approfitta dei 10 minuti supplementari di red flag per potersi schierare anche lui. I meccanici della Jas sono riusciti fuori tempo massimo a montare il nuovo motore sulla sua Civic ma la sospensione imprevista delle ostilità rimette in gioco il Cinghio che parte dalla pit lane.

Pronti, via la safety car e Thompson diventa il principale incubo di Coronel, il pilota inglese sa che un’occasione così per questa Lada non capiterà più e le prova tutte per passare la BMW dell’olandese, mentre dietro si assiste a scambi di posizioni tra Chilton e Nash e gran bagarre tra  Huff, Monteiro e Muller.

Pochi giri e Muller perde terreno per un contatto contro le barriere dopo una spinta di Monteiro mentre proprio il portoghese della Honda è costretto al ritiro con i freni ko. La gara sembra essere tutta incentrata sulla lotta al vertice tra Coronel e Thompson, con gli altri a giocarsi il terzo gradino del podio quando Chilton accusa un problema meccanico e rallenta di colpo. L’inglese procede lentamente in pista in cerca di una via di fuga, è di lato fuori traiettoria e di certo non può sparire. Arriva come un fulmine Eurico De Jesus, che non ha dato molto peso alle bandiere gialle esposte: non riesce ad evitare la Cruze, l’Honda Accord perde la ruota posteriore e si intraversa.

Pista praticamente chiusa, bandiere gialle a segnalare il pericolo ancora maggiore. Arrivano Basseng e Muller che riescono a frenare giusto in tempo. Cosa che non riesce a Ng e Ho che centrano la Leon e la Cruze. Ma non è finita, arrivano di gran carriera anche De Souza e Taniguchi che usano le auto dei colleghi per fermarsi… Safety Car obbligatoria ma evidentemente nessuno ha avverito ne Engstler ne Soong che si schiantano nel gruppo ormai corposo. Solo Gabriele Tarquini riesce a fermarsi in tempo, 40 anni di esperienza racing ben ripagata. Scontato dire che la direzione gara espone bandiera rossa, la seconda della gara. Tra l’altro quest’ulteriore stop di Chilton consacra definitivamente Tarquini vicecampione mondiale.

Van bene le 34 auto al via, ma visto il comportamento dei piloti locali in questo incidente – provocato nelle varie fasi dalla loro inesperienza – qualche dubbio viene e i mugugni ai box sono tanti…

Il tempo di liberare la pista e via con il terzo start. Thompson punta sempre Coronel ma questa volta l’inglese deve subire l’attacco di Huff prima e Oriola poi. Lo spagnolo non va tanto per il sottile e alla Maternità vede un discutibile varco e infila il muso della sua Cruze nella fiancata di Thompson, che viene letteralmente spinto contro le barriere. Lada ko e fine dei sogni di gloria per il team russo, mentre Oriola, al secondo incidente in due gara, verrà ascoltato a fine gara e graziato. Una provvidenziale gru riesce a togliere la vettura russa velocemente dalla pista e l’incubo di una terza bandiera rossa svanisce.

Intanto in testa Huff è una furia, curva dopo curva guadagna metri preziosi su Coronel e alla Lisboa l’olandese non può nulla. Seat al comando e Cornel che deve cedere anche ad un Oriola deciso quanto veloce. L’indomito spagnolo punta Huff, cerca il varco giusto e da vita ad un finale di gara al cardiopalma. La bandiera a scacchi sancisce la vittoria di Huff e frena Oriola, mentre Coronel regala alla BMW il podio nella gara che probabilmente decreterà l’addio dei tedeschi alla serie.

Vince una Seat, quella del pilota campione del mondo in carica e che ha scritto grandi pagine di questo campionato, davanti alla Cruze dominatrice delle ultime stagioni e terza una BMW, che invece aveva firmato le fasi iniziali del mondiale turismo. Sul podio è racchiusa tutta la storia di queste prime edizioni del WTCC. Dall’anno prossimo si cambia, arrivano le nuove vetture, più cattive e più potenti. Certo che tornare velocemente a 34 vetture schierate in pista non sarà facile. Ma il progresso avanza e appuntamento al prossimo anno!

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Massimiliano Palumbo