WTCC Marrakech: colonia Citroen

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WTCC atto secondo, Marrakech, Marocco. Il circuito di casa dell’idolo locale Medhi Bennani, presentatosi per l’occasione con una Citroen in versione carroarmato, capace di resistere ai ripetuti baci, carezze, solide palpate e via, anche un pò di sano sesso, che il buon Medhi ha intrapreso con ogni singolo muretto del tracciato di casa.

Il mondiale turismo si è presentato in Africa con due auto in meno rispetto all’apertura di Rio Hondo, anche se dal prossimo appuntamento dovrebbe ritornare tutto alla normalità con Rydell – si spera – ripresosi dall’influenza e Borkovic, che ritorna nell’abitacolo della sua Civic dopo aver saltato il secondo round del mondiale causa lutto in famiglia con l’improvvisa perdita del padre. Ti siamo tutti vicini, Dusan! Anzi, le auto potrebbero anche crescere in vista delle attesissime gare in Germania, sulla Nordschleife, con niente-po-po-di-meno-che sua regina Sabine Schmitz che prenderà il via con una Cruze del team Munnich. Vorrà più la sua sconfinata conoscenza del Ring o la mancanza di km con queste TC1?

Nel dubbio, probabilmente anche in Germania si assisterà ad una cavalcata solitaria Citroen, capace di piazzare cinque auto ai primi cinque posti di gara 1, e capace di fare altrettanto nella seconda frazione – con annessa rimonta – se solo Ma e Bennani non si fossero autoeliminati dai giochi. Imbarazzante la superiorità dei transalpini, dominatori dei due podi, con buona pace della concorrenza che, su un circuito dove forse contavano più i piloti delle auto, è risultata quantomeno opaca, per non dire assente.

MOROCCO_599-1024x683Lopez si è dimostrato un campione forte, veloce e intelligente. Capace di arpionare senza sbagli la pole position al sabato e andare a prendersi la vittoria in gara 1 senza problemi ne patemi, l’argentino ha dimostrato piede e cervello nella seconda corsa, quando ha rimontato dalla decima posizione – per la griglia invertita – accontentandosi intelligentemente della terza piazza finale, sorpassando con decisione i rivali ma senza rischiare mai più del dovuto in una pista dove schiantarsi è un attimo. Bravo Pechito!

In Marocco si è rivisto anche Yvan Muller, non ancora in versione cannibale ma almeno l’alsaziano ha portato a casa una convincente vittoria in gara 2, dimostrando di avere ancora quell’atavica fame di chi non si è arreso. Il quattro volte campione del mondo, in ogni caso, dovrà dimostrare molto di più se vorrà recuperare i 36 punti che lo dividono dal compagno in testa alla classifica mondiale. Bella prestazione anche per Loeb, che ha provato in tutti i modi a vincere la seconda manche, rimanendo incollato per 14 interminabili giri negli scarichi di Muller, in attesa di un varco o di un errore che il connazionale non gli ha mai concesso. Chiamala, se vuoi, esperienza. In gara 1, l’extra terrestre dei rally è giunto terzo, dietro ad un incredibile quanto efficace Ma, che gara dopo gara sta dimostrando di essere molto di più del “cinese che corre da ufficiale Citroen solo grazie al passaporto”. Se non si fosse girato tutto da solo nella seconda manche, avrebbe potuto conquistare due volte il podio in Marocco.

Marrakech dolce-amara per Bennani, sospinto dal tifo locale. Dopo il bel quarto posto con vittoria tra gli indipendenti della prima frazione, in gara 2 l’idolo di casa perde la testa e colpisce qualsiasi cosa trovi a tiro: auto o muretti non fa differenza. Impressionante quanto sia resistente la Citroen! Approposito di Marracrash, Tom Coronel è alla ricerca di una benedizione. Dopo il botto del 2014, anche quest’anno il simpaticissimo olandese si è dovuto arrendere anzitempo, prima per colpa del compagno di squadra Chilton, arrivato un pelo ottimista in staccata, poi ha fatto da…hamburgher nell’Honda-sandwich innescato dalla partenza garibaldina di Michelisz. Anche quest’anno, Coronel abbandona l’Africa con ottime prestazioni e un conto danni da far impallidire…

Peccato, perchè in Marocco le Chevrolet sembravano in palla, forse anche più perfomanti delle Civic, apparse meno brillanti del solito in attesa degli aggiornamenti previsti per la prossima gara in Ungheria. Rimandate le Lada, anche se il bel settimo posto di Thompson nella seconda frazione fa intravedere qualcosa di positivo. In ogni caso, per i tre Costruttori la strada da fare per raggiungere la Citroen è ancora purtroppo tantissima.

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Per quanto riguarda i colori italiani, Gabriele Tarquini e Stefano D’Aste hanno vissuto un week end di rimonta, dopo una poco incisiva sessione di qualifica che li ha visti appaiati in sesta fila. Settimo e nono in gara 1, nella seconda frazione i nostri alfieri si sono issati fino al quinto e sesto posto finale, scambiandosi le posizioni proprio all’ultima curva, quando un leggero lungo di D’Aste ha permesso a Tarquini di sopravanzare sul rettilineo finale la Chevrolet, che può comunque vantare un secondo e un terzo posto nel Trofeo Indipendenti. Detta della forzata assenza del Proteam a causa dell’improvviso lutto che ha colpito Dusan Borkovic, la ROAL Motorsport ha prima subito il crash tra i due suoi piloti in gara 1, ma si è poi rifatta nella seconda manche con Chilton che si è fatto perdonare del disastro di un’ora prima con il quarto posto finale e la vittoria tra i privati.

Ora il mondiale si trasferisce in Ungheria, con i round 5 e 6 in previsione per domenica 3 maggio. Intanto la classica di campionato è un festival Citroen: primi 4 posti nella classifica assoluta piloti, Bennani primo tra gli indipendenti a pari merito con Michelisz e Citroen ovviamentre straprima – quasi il doppio dei punti sulla Honda, seconda – tra i Costruttori. Loeb e Muller riusciranno a mettere i bastoni tra le ruote a Lopez?

Massimiliano Palumbo