WTCC: Muller guida il poker Chevrolet

Yvan Muller è sempre più padrone del WTCC. Sul Circuito Da Boavista di Porto il tre volte campione del mondo conquista la sua quinta vittoria stagionale involandosi ancor di più in solitaria in testa al campionato, grazie anche ai guai al motore di Tarquini, ritirato.

Una gara targata RML dall’inizio alla fine, con le due vetture “ufficiali” di Muller e Chilton ai primi due posti e quelle “clienti”, schierate dai team Nika e Tuenti, per Nykjaer e la new entry Oriola arrivate terza e quarta. Lo spagnolo è stato autore di una gran gara, con una strepitosa rimonta nei giri iniziali dalla 12esima alla quinta posizione, diventata quarta grazie al ritiro di Tarquini.

Le Chevrolet hanno dominato in lungo e largo, con Muller a fare l’andatura e Chilton fedele scudiero che in un paio di occasioni ha dovuto chiudere la strada a Nykjaer. Tarquini, con la Civic ufficiale, ha guadagnato una posizione al via su Michelisz ed è stato sempre in quarta posizione fin quando non ha accusato un guaio al motore all’ottavo giro e ha dovuto parcheggiare l’auto a bordo pista, non riuscendo nemmeno a raggiungere i box.

Una gara tranquilla senza grandi colpi di scena, se non il ritiro di Michelisz al secondo giro mentre era quinto, in curva l’auto si scompone, allarga la traiettoria e in uscita l’urto contro le barriere è stato inevitabile. Così, fino all’ottavo giro, Muller comandava su Chilton, Nykjaer, Tarquini, Oriola, Huff primo delle Seat e James Thompson. Seguiva un vivace trenino composto dalla Leon di Basseng attaccato dalle BMW di Coronel e D’Aste. L’unico a cambiare sensibilmente la posizione di partenza era stato Monteiro, con la seconda Civic ufficiale, che era riuscito a risalire fino al dodicesimo posto.

Poi, come detto, il ritiro di Tarquini, il Cinghio che parcheggia l’auto a bordo pista e il maldestro tentativo dei commissari di recuperare la sua vettura. Indegno per un campionato mondiale sotto l’egidia della FIA. Cos’è successo? A gara in corso, sotto bandiera verde, un pick up con alcuni commissari entra in pista per andare a recuperare la vettura di Tarquini. Arriva un gruppo di vetture di gran carriera, Freddy Barth evita l’auto dei commissari ma finisce in testacoda. Non così fortunato è Franz Engstler, che becca in pieno il pickup tamponandolo da dietro. Il tedesco, nonostante la botta, riesce a tornare ai box, furioso. E’ la seconda volta che Engstler centra una vettura di servizio non per sua colpa, l’ultima volta un ingresso allegro della safety car gli costò la vittoria a Pau 2009… Di lusso è andata a Kozlovskiy che millimetricamente riesce ad evitare il contatto con le auto ferme lungo il tracciato. Qui il video.

Con la BMW di Barth in mezzo alla pista, i commissari sono costretti a neutralizzare la gara con la vettura di servizio, per dar modo di recuperare la 320 del tedesco e la Civic di Tarquini. Piloti raggruppati e bandiera verde solo all’ultimo giro, con la tornata finale che si fa incandescente per le posizioni di rincalzo.

Se nulla cambia nelle prime posizioni con le quattro Chevy di testa che arrivano nell’ordine seguite dalla dalla Seat di Huff e la Lada di Thompson, dietro invece si scatenano. Coronel attacca Basseng, il tedesco sbaglia l’uscita di curva e con l’olandese passano anche D’Aste e Monteiro. Una vera beffa per il pilota del team Munnich!

Poco più dietro O’Young affianca Boardman, che qualche giro prima si era anche beccato una bandiera bianconera, e lo accompagna contro le barriere.

Gara finisce così con la vittoria di Muller e Chilton e Nykjaer a podio. Oriola quarto alla sua prima gara con la Cruze, poi Huff, Thompson, Coronel D’Aste, Monteiro e Basseng che chiudono la top 10.

Gara due in diretta su Eurosport alle 18.

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