WTCC Review Pt.2

Prosegue la nostra analisi riguardante il campionato WTCC 2016: in questo articolo andremo ad analizzare la seconda metà della prima parte di stagione. Una stagione, come già anticipato, molto ricca di polemiche sia in pista che fuori.

Dopo i primi tre round, il circus del mondiale turismo giunge sul rinnovato, ma non per questo migliorato, circuito di Marrakech. Per decifrare le note pessimistiche della frase precedente basta andare a riguardare le due gare corse sul Circuit Moulay El Hassan il quale è stato privato delle sue caratteristiche principali, ovvero lunghi rettilinei intervallati da veloci chicane. Ebbene, la pista marocchina ha regalato emozioni pari allo zero a causa dei pochissimi punti favorevoli al sorpasso e la carreggiata molto stretta. Se si considera che l’artefice delle modifiche al tracciato è Hermann Tilke, è facile capire il motivo di tutto ciò…

Il weekend di Marrakech è stato caratterizzato da un dominio delle Honda Civic del team JAS; le vetture nipponiche hanno conquistato una fantastica tripletta in qualifica la quale è stata ripetuta a qualche ora di distanza nella Main Race. La corsa precedente, invece, è stata teatro della prima inaspettata vittoria di Tom Coronel a bordo della Chevrolet Cruze della Roal: l’olandese ha sfruttato l’ ”effetto-tappo” riuscendo a resistere agli attacchi degli inseguitori, primo su tutti Jose Maria Lopez.

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Ma il bello – o meglio il brutto – deve ancora venire. La carovana del WTCC non ha fatto nemmeno in tempo a giungere sul tracciato del Nurburgring che le sorti delle gare appena corse in Marocco sono state messe in ballo dai tecnici FIA. Per la precisione, la questione presa in esame dai capi della federazione riguardava il fondo di tutte le Honda Civic in gara che è stato considerato irregolare in quanto non in regola con l’articolo 11.9.2s del regolamento sportivo.

Il bilancio della decisione degli uomini FIA è di quelli che pesano molto, moltissimo: le Honda vengono squalificate dalle gare di Marrakech, laddove erano riuscite ad esprimere al massimo il loro potenziale. Da questo momento in poi, il campionato 2016 subisce una importante e critica svolta. Infatti il grande equilibrio che ha caratterizzato la prima parte di campionato diventa un vero e proprio miraggio complice anche il fantastico weekend di Lopez sulla Nordschleife: l’argentino ha conquistato una favolosa doppietta su una delle piste più difficili del mondo e, sfruttando il doppio zero di Monteiro in terra tedesca, ha dato una mazzata incredibili alla classifica mondiale. E’ incredibile pensare che, dopo i primi tre round, il distacco tra Pechito e il pilota Honda era di appena 12 punti mentre dopo le gare del Nurburgring il margine è salito addirittura alla tripla cifra!

Certo, ci si è messa anche la sfortuna a condizionare in modo così pesante e tragico le prestazioni di Monteiro dato che il portoghese è stato vittima di un brutto incidente durante la Opening Race del Nurburgring il quale lo ha costretto a dare forfait per la gara successiva. Tutto ciò non toglie però il gran merito di Lopez che si è confermato ancora una volta il re della Nordschleife; il bicampione del mondo si è pure preso il lusso di non salire sul podio nelle quattro corse successive mantenendo comunque un distacco in termini di punti inavvicinabile per chiunque. Al giro di boa del campionato sono ben 101 (!) le lunghezze di margine da Monteiro.

Chi si era illuso di assistere ad un campionato equilibrato ed avvincente dovrà rimandare i suoi piani, ancora una volta, all’anno prossimo. Ma anche tutti coloro che volevano gustarsi delle belle gare ricche di sorpassi e spettacolo sono rimasti altamente delusi perché dire che le corse di Vila Real sono state ben al di sotto delle aspettative è riduttivo. Il weekend portoghese e quello di Marrakech sembrano essere collegati con un filo conduttore in quanto i punti in comune sono davvero molti. Uno su tutti è stato, appunto, la mancanza assoluta di show a causa della medesima tipologia dei due circuiti dove, a risultare più che importante, è stata la qualifica.

Non è un caso se il risultato delle gare abbia rispecchiato quello delle prove cronometrate. Nella Opening Race Tom Coronel è partito davanti a tutti andando a vincere la seconda corsa stagionale alla stessa e identica maniera con cui ha trovato la gloria in quel di Marrakech. Monteiro, invece, ha esaltato il suo pubblico di casa nella seconda corsa inscenando una fuga solitaria che lo ha incoronato profeta in patria e padrone di Vila Real. Il lusitano della Honda ha chiuso al meglio la prima parte di stagione e proverà a sfruttare la pausa estiva per ricominciare la più che improbabile impresa dell’aggancio alla testa della classifica.

Non bisogna dimenticare la parentesi targata Lada nel round di casa sul Moscow Raceway. Le vetture russe hanno condotto due corse magistrali disputatesi sulla pista allagata; proprio su questo fondo le Vesta sono andate a nozze con Tarquini e Catsburg i quali hanno conquistato una vittoria a testa. L’olandese ha dimostrato di essersi adattato meglio di chiunque altro alla Vesta e la dimostrazione è la terza posizione in campionato, a poche lunghezze da Monteiro. Non è esattamente cosi’ per i suoi compagni di squadra che, come avevamo sottolineato nella precedente analisi, risultano troppo incostanti e molto propensi all’errore nonostante la bontà della vettura sia stata esaltata diverse volte.

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Un dato curioso balza all’occhio guardando la quarta e la quinta posizione in classifica generale occupata rispettivamente da Bennani e Muller. Letta in un altro modo, privato davanti a ufficiale. Questa non è una cosa che capita di certo tutti i giorni e il motivo di questa gerarchia sta nei meriti di uno e nei demeriti dell’altro. Da una parte, Bennani si è dimostrato molto veloce al volante della C-Elyseè della Sebastien Loeb Racing conquistando pure una vittoria in Ungheria; dall’altra troviamo un quattro volte iridato che non si è mai trovato a suo agio con le vetture concepite dal nuovo regolamento e mai come quest’anno sta faticando a tenere testa addirittura ai piloti del Yokohama Trophy.

Alcuni alti ma soprattutto molti bassi. Si può sintetizzare cosi’ la prima parte di campionato delle nuove Volvo che hanno dimostrato alcuni punti deboli da non sottovalutare come il poco feeling con i circuiti cittadini e con la pista bagnata. E’ interessante però notare il progresso delle S60 nel round di Vila Real rispetto al weekend di Marrakech: in Portogallo il bottino di punti è stato molto più cospicuo incrementato da distacchi a fine gara molto più contenuti. Speriamo davvero che le vetture svedesi, prima o poi, arrivino al vertice.

Cosa aspettarsi dalle prossime gare? Considerando che il prossimo round si correrà in Argentina, a casa di Lopez, le ridottissime speranze iridate dei rivali di Pechito sembrano ancora più ridotte all’osso. Non bisogna sottovalutare però il fatto che il campione sudamericano ha firmato un contratto per la prossima stagione che lo lega al campionato delle formule elettriche, la Formula E. E’ normale pensare, quindi, che Jose Maria non sia concentrato al 100% sul WTCC.

La missione titolo per Monteiro e soci rimane comunque difficilissima, se non impossibile. La speranza di noi appassionati è quella di vedere gare combattute e tirate per il resto della stagione anche se le piste in calendario da qui in poi non sono proprio incoraggianti per i “puristi”. E questo è sicuramente una delle noti dolenti di questo WTCC oltre alla griglia di partenza striminzita che, purtroppo, è diventata una cosa abitudinaria.

Il Mondiale Turismo è in crisi ormai da anni e il rinnovato dominio Citroen non aiuta certamente la salute del campionato che, ahimè per i francesi, spera in un calo di prestazioni delle vetture del Double Chevron per tornare ai fasti dei tempi migliori. Tutto questo però non sarà sufficiente, serve una vera e propria svolta da parte della FIA.

L’appuntamento è per il weekend del 6-8 agosto a Termas de Rio Hondo.