WTCC Paul Ricard: esordio all’insegna dello show

Finalmente arrivano buone notizie. Le attese e le premesse per la nuova stagione del mondiale turismo erano molto alte sotto diversi punti di vista e, indipendemente dal tifo per i nostri piloti preferiti, bisogna gioire e fare festa per la ritrovata competitività e “allegria” del nuovo campionato. In molti ritenevano che la Citroen avrebbe avuto i pensieri maggiormente indirizzati al mondiale rally e questo, insieme indubbiamente agli 80kg di zavorra applicata sulle C-Elysee nelle prime due gare, ha in qualche modo riacceso un interesse che negli ultimi anni stava via via svanendo tra gli appassionati. Ahimè per i francesi, sembra proprio che senza le Citroen extraterrestri tutto sia molto più eccitante, ma non è solo dovuto ai meriti delle vetture di Satory, ma grazie soprattutto alla solidità e concretezza degli altri, in particolare dei piloti Honda.

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La bontà delle vetture giapponesi si evidenzia subito nella Opening Race del Paul Ricard nella quale il nuovo “acquisto” Rob Huff ha fatto vedere subito le sue serie intenzioni per quest’anno dominando il preludio del campionato a suon di giri veloci dopo aver fucilato la Lada di Hugo Valente alla partenza con i suoi compagni di squadra Michelisz e Monteiro che si sbarazzeranno del franecese solo sul finale della corsa andando a prendersi rispettivamente il terzo e quarto posto; in mezzo alle Civic si piazza infatti la prima Citroen cioè quella privata di Mehdi Bennani che non guasta però la festa nel box giapponese con ben tre vetture nei primi quattro piazzamenti. Solo sesto è il campione in carica Lopez che, contrariamente a quanto era abituato, non è riuscito a farsi strada tra gli avversari in particolare con Valente che ha tenuto le ruote della sua Vesta davanti a quelle della sua C-Elysee pluriridata fino all’ultimo centimetro mentre non poteva andare peggio all’altro driver della casa transalpina Muller che fa cilecca in partenza beccandosi un sacrosanto drive-through; per un pilota della sua esperienza è sicuramente una cosa inaccettabile. Ottimo l’esordio della Volvo con Thed Bjork che regala spettacolo a bordo della S60 rimontando dalla sedicesima piazza fino alla settima portando subito a punti la scuderia svedese mentre il suo compagno di squadra Ekblom è stato fermato da un testacoda quando si trovava a ridosso del gruppo di testa.

 

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Tante emozioni e spettacolo anche nella seconda gara, la Main Race nella quale tutto è apparentemente tornato alla normalità con la vittoria di Pechito Lopez e della Citroen ma come sappiamo bene l’apparenza inganna. Il successo dell’argentino è stato conquistato dopo una battaglia fino all’ultima curva con la Civic di Monteiro con il portoghese che ha provato a stare attaccato alla coda della C-Elysee in tutti i modi facendo a “botte” con l’altra Citroen di Muller facendo sorgere anche qualche piccola polemica a fine gara mentre ne ha approfittato al meglio Michelisz che ha condotto una gara tranquilla (per modo di dire) andando a conquistare il secondo terzo posto consecutivo. Sicuramente quello dell’ungherese è un ottimo esordio al volante della Honda ufficiale che è di nuovo presente sul podio con due vetture, segno che tutti e tre i piloti della casa giapponese dovranno essere considerati dei pretendenti al titolo ma il dato che fa più impressione è che su sei posti sul podio disponibili nelle due gare del Paul Ricard solo due sono stati occupati dalle Citroen quando fino all’anno scorso eravamo abituati a vedere dei veri e propri assoli delle vetture transalpine…

La Civic targata col numero #12, ovvero quella vincitrice nella Opening Race di Rob Huff, ha chiuso al sesto posto nella seconda manche dopo una rimonta condotta magistralmente dal pilota inglese a causa di un contatto al via inscenando un appassionante duello con Nick Catsburg che però avrà la meglio per il quinto posto. Le Lada dimostrano sicuramente margini di miglioramento i quali sono molto attesi dato la maggiore esperienza rispetto alla new entry Volvo che ha fatto vedere di non essere poi cosi’ lontana dalle vetture russe soprattutto sul giro secco; nella seconda corsa le S60 hanno però accusato qualche probelma di affidabilità che hanno afflitto in particolare l’esemplare di Thed Bjork mentre Ekblom conquista un decimo posto utile per l’esperienza.

Un problema comune per le due scuderie in questione è sicuramente la quantità di errori e incidenti commessi dai propri piloti. In questo capitolo ricade purtroppo il nostro portacolori Tarquini che ha iniziato la sua avventura con la Vesta nel peggior modo possibile con due mesti ritiri ; nella prima manche è stato messo fuori gioco dalla Cruze di Demoustier mentre nella seconda è stato il responsabile del caos alla partenza per cui gli è stata comminata una pesante penalità. Il riscatto dell’abruzzese è atteso il più presto possibile.

Non ha invece bisogno di riscatto ma di conferme questo WTCC in versione rinascita che approderà per il suo secondo appuntamento allo Slovakia Ring; qui l’attesa è già palpitante con questa serie che sembra essere tornato la regina del turismo mondiale ma soprattutto ha riconquistato un suo carattere fondamentale: l’imprevedibilità.

Stay tuned!