By Nissan to Wec: arrivederci

Si dice che i migliori ingegneri della storia avessero l’abitudine di lasciare dei minimi errori nei propri progetti, in modo tale che nessun altro fosse in grado di utilizzare il frutto del loro genio. In casa Nissan, evidentemente, hanno preso troppo alla lettera questa tradizione.

Mesi di sviluppi e test, giornate intere passate nei box, milioni spesi nel progetto, e la Nissan viaggia a Le Mans insieme alle Lmp2. Nemmeno, visto che la visione della bandiera a scacchi è stata un onore solo per una delle 3 monoposto giapponesi, per di più pesantemente attardata da continui inconvenienti tecnici. Bisogna dare atto agli uomini della Nismo di essere notevolmente perseveranti, ma come qualità non basta se il progetto presenta troppe lacune da colmare.

Dopo la 24h, il team tecnico condotto da Ben Bowlby ha continuato lo sviluppo della Gtr Lm Nismo – nei test ad Austin è arrivata anche l’introduzione del FRIC, già ampiamente usato da Porsche e, con qualche differenza, da Audi – ma alla fine si è dovuto arrendere all’evidenza: la Nissan Lmp1 è un bell’esercizio di stile, ma senza riscontri in pista. Come un gruppo prog metal fenomenale in studio, capace di virtuosismi tecnici e musicalità inedite, ma che sul palco non riesce nemmeno a seguire un banale 4/4.996150_858380657531969_7579139855442126843_n

Stagione finita ancora prima di iniziare quindi, ma a quanto pare lo sviluppo andrà avanti per un ritorno in pista atteso il prossimo anno. Lo stesso Ben Bowlby è stato confermato nel suo ruolo e, a quanto si apprende, sta reclutando altri tecnici negli States. L’obiettivo non dichiarato – ma palese –  della squadra riguarda la messa in efficienza del recupero di energia della vettura, un sistema a volano che durante la maratona della Sarthe non è stato usato per motivi di affidabilità. Potrebbe arrivare anche la tanto decantata trazione integrale, un’autentica manna per una vettura che ha mostrato evidenti problemi di trazione e stabilità. Ulteriori aggiornamenti sono già in pista e riguardano l’aerodinamica della vettura.

Insomma, di certo questa decisione non pone la parola “FINE” alla favola della Nissan, ma solo un arrivederci carico di speranze e propositi di rivalsa, come sottolineato anche dal gran capo Nismo, Shoichi Miyatani: “Sappiamo che molte persone resteranno deluse, ma mai quanto noi. Siamo qui per correre ma vogliamo anche essere competitivi. Per questo preferiamo concentrarci sui test per risolvere i problemi della vettura e poi tornare a confrontarci con la sfida del Wec. Quando si innova come abbiamo fatto noi non si può rinunciare alle prime difficoltà. E siamo qui per vincere la partita.”

Meanwhile, nella cara, vecchia e calda Europa, c’è altra elettricità in giro per gli autodromi oltre a quella sprigionata dalle batterie delle Formule E, vale a dire quella delle monoposto ibride del Wec. A fine luglio buona parte del folto schieramento del Mondiale Endurance è sceso in pista al Nurburgring – importante new entry quest’anno con la 6h che andrà in scena il 30 agosto – per due giornate di test che hanno mostrato un feroce testa a testa tra Porsche, reduce dal trionfo a Le Mans, e Audi.11822774_955274431195678_8465424270390975896_n

Prestazioni da prendere comunque con le pinze, in quanto tutti i team hanno deciso di puntare più sull’efficienza negli stint che sul mero exploit velocistico, vista la conformazione del circuito tedesco. In particolare le Toyota hanno lavorato alacremente su assetto e sistema ibrido, inanellando una serie notevole di passaggi per cercare di colmare il gap che le divide dalle tedesche.

Forse la delusione dei tedeschi per non poter godere della presenza del circus di Bernie Ecclestone in terra germanica verrà spazzata via da ciò che hanno da offrire le vetture del Wec. Staremo a vedere.

Lorenzo Michetti