Edo Varini: il mio Ring, l’incidente Nissan…ma non snaturatelo!

Sulle colonne di MotorsportRants nei giorni scorsi abbiamo dibattuto dell’ormai famigerato incidente della Nissan a Flugplatz e di tutto ciò che ne è scaturito dopo. Ci abbiamo pensato, ci siamo confrontati in redazione e, come per fortuna spesso accade, ognuno aveva la sua idea e la sua soluzione. Non staremo qui a dirvi che il pilota era più o meno capace, che le macchine vanno troppo forte e che prima o poi bisognava aspettarselo. No, tranquilli. Il Ring è un qualcosa di talmente complesso e variegato che non è facile, e forse neanche possibile, fare paragoni con altri circuiti. Un mix di storia, conformazione, difficoltà e, diciamocelo, anche quell’alone di miticità che lo rende immune da critiche che altrove sarebbero sacrosante e scontate. Un pò come il tracciato del Mountain del Tourist Trophy, li vale tutto. Lo sai, ne sei cosciente e quindi, si, li “si può.”

11128127_10204859133417210_6920616511220223729_nAbbiamo così deciso di parlarne con chi quella pista la conosce alla perfezione, o quasi. Chi su quei 25 km ci ha costruito una carriera e ci ha vinto anche la 24 ore. Con chi ogni anno fa il possibile per ritornare sulla Nordschleife: Edo Varini è l’italiano che ha il maggior numero di  partecipazioni alla 24 ore del Ring, con 3 vittorie in cantina. L’abbiamo beccato proprio in partenza per la Germania, direzione neanche a dirlo Nurburgring, per la gara RCN in programma questo fine settimana.

Edo, tu il Ring lo conosci molto bene…
“Si, in effetti la nostra è una relazione che va avanti da tempo ormai… La prima volta ci siamo incontrati nel 2005, il mio debutto nella 24h con una Wolkswagen Golf TDI R ex Dindo Capello. Mi son talmente divertito e trovato bene che negli anni successivi ho continuato a fare ripetute puntate nel VLN! Amore a prima vista! Nel 2007 ho partecipato ancora alla 24h, questa volta con due auto! Una BMW 330, con cui conquistai il terzo posto in classe S3, e una Nissan 350 Z, che ci portò al traguardo in 98esima posizione assoluta. Nel 2008 ho disputato ancora il VLN con una BMW M3 GTR, conquistando diversi podi in classe SP5 e presi parte alla 24h con una Kia Pro C’eed “stradale”. Ma stradale vera…Partimmo da Milano, arrivammo al ‘Ring, e con la stessa auto facemmo la gara vincendo la classe VD, 110° assoluti. Mica male!”

Poi hai continuato…
“Nel 2010 un altro anno nel VLN con 10 gare più svariati test con una BMW 130I in V5 e l’anno dopo ho corso 5 gare in classe SP4 sempre con una BMW, ma stavolta era una 325I Coupè. Gran bell’annata! Insieme ai miei compagni di squadra vinsi la nostra classe in ogni appuntamento, 1° in classe V4 e sfiorammo il podio che ci sfuggi per un lungo di un collega mentre eravamo in in 4° posizione di classe in lotta per il podio. Nel 2011 ho anche corso la 24y ore, sempre in classe SP4, sempre con la BMW 325I Coupè. Vittoria classe SP4 e 110° assoluti.”

3206_1066667866014_8351258_nCosa vuol dire e cosa comporta correre lungo quei 25 km?
“Correre col sorriso preoccupato! E’ un mix difficile da spiegare: sei diviso tra la gioia di correre sul tracciato più bello e completo al mondo e la preoccupazione che le insidie ed i pericoli che incontri ad ogni giro non sono mai uguali. Devi guidare in modo meccanico, essere il più pulito possibile, ma ti devi anche preparare mentalmente a qualsiasi situazione estrema, di ogni tipo in qualsiasi momento.”

Quale idea ti sei fatto dell’incidente della Nissan?
“La mia opinione è che dietro a questo incidente, almeno a prima vista e senza aver avuto modo di vedere la telemetria, si annidi solo un grosso errore umano. Il decollo dell’auto è al culmine del Flugplatz, proprio come se la Nissan avesse preso la rincorsa per decollare, il che lascia pensare ad un fatale errore di valutazione del pilota.”

Spiegati meglio
“Per esser più chiaro: posso uscire da Hocheichen veloce quanto voglio ma dopo aver preso velocità per tutto Quiddelbacher Hole, giunto ai piedi di Flugplatz devo togliere per forza gas altrimenti la curva non riesco a farla: mi occorre carico sul davanti, non accelerazione per curvare! Nei pochi frame si vede solo un’auto che prende aria da sotto e decolla come un aereo. Da fuori è difficile capire e facile parlare, solo chi era al volante può spiegarci cosa è successo realmente. Ma credo che il problema possa essere stato questo.”

Non è normale che una vettura decolli, è un incubo che speravamo di esserci lasciati alle spalle con i prototipi Mercedes a Le Mans. Secondo te da cosa può essere dipeso: problemi della Nissan, delle GT3, della pista o di queste vetture su questa pista?
“Mah, che le GT3 siano super performanti e che forse su questa pista possano essere armi letali nella mani sbagliate è un dato di fatto, ma tendo a credere di più all’errore umano e alla coincidenza di devastanti fatalità.”

Si è detto che le persone erano in una zona pericolosa…
“Se ne dicono tante e forse anche in questo caso solo dopo il morto si cercano soluzioni. La zona era super protetta, li c’è poca area di fuga, vero, ma ci sono protezioni di ogni tipo alte oltre 3 metri e ci sono tutte le omologhe immaginabili. Non si sta parlando di un incidente ‘normale’. Stiamo parlando di un’auto, che per quanto riguarda prestazioni, aerodinamica e velocità è più simile ad un aereo ad ali rovesciate, che ha preso il volo… Non è normale, anche perché ora il Flugplatz è tondo come un panettone Motta, non ha spigoli! Per questo insisto nel pensare all’errore umano. Uno sbaglio di pochi centesimi nel rilascio di quel maledetto pedale del gas, giusto quell’attimo necessario a far prendere aria sotto la vettura e trasformare una divertente competizione automobilistica in una tragedia immensa.”

Il ban delle GT3 era necessario o è stato deciso in un momento fin troppo emotivo?
“Opinione personale ma per me era giusto uno stop. Ma non per via delle GT3 troppo veloci ma solo per calmare le acque e prendere provvedimenti giusti. Dopo questo incidente i dubbi venuti a galla sono stati tanti. Vedi, hanno introdotto regolamenti più severi, blindato certe regole per evitare bonus o extra, ma di fatto il vero problema non sarebbero le GT3 super veloci. Il vero problema è chi le guida, queste macchine non vanno da sole, quindi non potendo controllare in tempo reale cosa accade in abitacolo, l’unica soluzione plausibile è frenare le performance delle vetture. Occhio, non ho detto che è la soluzione, ne che è la soluzione giusta, ma forse era la cosa migliore da fare nell’immediato.”

10384227_854210164654427_3265484377627581795_nIl ban è diventato un…limite di velocità
“E’ paradossale che in una pista ci siano tratti col limite di velocità, sopratutto se pensi che siamo in Germania, dove in autostrada limiti non ci si sono, ma li abbiam messi in circuito… Scherzi a parte, è anche vero che non potendo mettere limite all’incoscienza umana, da qualche parte dovevano agire senza fare troppi danni. Credo che si tratti solo di una decisione temporanea, il tempo necessario a trovare una soluzione concordata con le Case che nel VLN investono e hanno interesse che viva e rimanga sempre al top. Sia come sia, adesso si corre con queste regole sia nell’RCN quanto nel VLN e sarà probabile che i problemi non mancheranno… Pensa alla fila indiana limitata a 250km/h a Dottinger Hole che poi poco dopo deve ridurre ancora a 200!!

Stai sorridendo beffardo…parla!
“La cosa buffa sai qual è? Tra un tratto e l’altro puoi spingere al massimo!”

Da quest’anno è in vigore una sorta di superlicenza per correre nel VLN e alla 24 ore, può aiutare nella ricerca di una maggiore sicurezza?
“Per sommi capi mi sovviene di risponder con un secco NO, visto quello che è accaduto. Il pilota della Nissan – l’inglese Jann Mardenborough, ndr – di certo è munito di Superlicenza A, ma non è servito o non è stato abbastanza. Per correre su una pista come questa non servono patenti e bollini, bisogna educare, insegnare, avvertire, allarmare… Non è mai abbastanza, però è anche vero che per i neofiti questo tipo di regolamento può essere giusto.”
Secondo te, qual è la ‘vettura limite’, quella più prestazionale con la quale si può correre in sicurezza al ‘Ring?
“Secondo me non esiste un limite, i record al di fuori delle gare sulla Nordschaleife sono siglati dalle auto più disparate: prototipi, GT, GT3, formule di vario tipo. Anche in questo caso mi avvalgo della regola suprema: dipende tutto dall’intelligenza del pilota, anche perché parlare di ‘correre in sicurezza al Ring’ sarebbe come voler spiegare le tecniche di volo a piccione ad un paracadustista! Inoltre, la lunghezza del percorso è tale da obbligare il pilota a tenere sempre vivo il cervello, bisogna ragionare e ponderare. L’istinto al ‘Ring non è un amico!”

Questi bolidi appartengono più all’era del denaro che a quella della passione, in un tempio sacro quale è il Ring dove la passione è sempre stata l’aspetto più importante

Il momento del decollo della Nissan di MardenboroughGrazie anche alle GT3 e al relativo interesse delle Case, negli ultimi anni il Ring è tornato ad essere una pista in voga, senza questo genere di vetture non si rischia di tornare a un anello nord destinanto all’ “anonimato di gare VLN, test di Costruttori e giri per appassionati che vogliono provare la Nordschleife”?
“Questa è una domanda a cui posso rispondere in due modi: da pilota e da uomo d’affari. Come pilota ti dico che sono a favore della messa al bando di questi razzi o alla loro relativa limitazione, sia per costi quanto per sicurezza, considerando sempre che alla guida non siamo tutti uguali. Dal loro ingresso, sono aumentati i costi, i rischi e, seppur altisonanti, questi bolidi appartengono più all’era del denaro che a quella della passione, in un tempio sacro quale è il Ring dove la passione è sempre stata l’aspetto più importante sia per piloti quanto per organizzatori e pubblico. Quando ho preso parte alla mia prima 24h, nel 2005, eravamo 230 auto in pista, esattamente come oggi con l’avvento delle GT3, solo che allora con una BMW M3 E46 GTR in griglia potevi stare dalla 20° alla 30° posizione, oggi con la stessa auto dobbiamo accontentarci di essere dalla 80°/ 110° posizione quando va bene.”

E da uomo d’affari?
“Da uomo d’affari penso che esistano due business: il primo legato alla ricerca del recupero degli investimenti sbagliati fatti negli ultimi anni, il secondo riguarda invece il pubblico, quelle 50mila persone presenti ad ogni gara VLN e quelle 400mila che si danno appuntamento ogni anno alla 24h. Recuperare i circa 500milioni di euro investiti nelle aree esterne al Ring è forse utopico, in compenso il pubblico è in ogni caso fondamentale per il recupero economico. Senza gli appassionati affonda tutto, come purtroppo è accaduto e accade tutt’ora in Italia.  Se qualcuno tra il pubblico muore senza colpe o ragioni, comincia ad innescarsi tutto un processo che rischia di far implodere il giochino e ciao ciao Ring. Per farla breve, quando ho iniziato io e ancora prima, erano la passione ed il ‘Ring in quanto tale ad attirare gente, non le GT3!! Per come la vedo io, con o senza GT3 il Ring sopravviverà sempre, ha resistito ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, vuoi che non resista a questo?”

Il VLN sta cominciando ad acquisire una certa popolarità anche fuori dai confini tedeschi: la Cerruti, l’Alfa di Giudici, hanno annunciato il proprio arrivo, cos’ha di così speciale?
“Da pilota, beh…condizioni eccellenti di guida, il clima fresco mai caldo che ti aiuta tanto nell’aspetto psico-fisico. Ma poi ci sono le caratteristiche uniche del percorso, il divertimento per via delle tante insidie e la particolarità del circuito e, non in ultimo, un lotto di partecipanti che, oltre ad esser numeroso, è professionalmente preparato e cosciente del rischio che si corre, quindi nella maggioranza dei casi è anche molto corretto.”

Una gara VLN ha una media di 200 vetture in pista, è riproducibile in qualche modo in Italia quel regolamento ottenendo risultati paragonabili?
“Credo sia una chimera in italia! Pensa solo che il costo di iscrizione ad una gara VLN nel 2011 era di 1500 euro e comprendeva: parcheggio bilico, iscrizione auto da corsa, spazio box, spazio tenda hospitality, pass a gogo, pass auto per piloti e team, gomme libere, benzina o diesel free con costo al litro come da listino carburante alla pompa. Questo è il VLN, passione vera che con o senza GT3 dovrà rimanere.”

Cosa ne pensi dello sbarco del WTCC?
“Bello, un evento unico nel suo genere. Il mondiale turismo è sempre molto interessante, inoltre pensa che in un recente passato molte auto ex WTCC hanno corso nel VLN, sopratutto le BMW. E’ una novità assoluta come evento, ma in realtà già nota al pubblico che da anni segue tutte le gare del campionato e ne conosce ogni singola sfaccettatura.”

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Sei l’italiano che ha più esperienza nella 24 ore, quali sono i tuoi programmi per quest’anno?
“Inizio questo week end con la prima gara nel campionato RCN al ‘Ring, poi altre due a maggio e giugno sempre in RCN che mi porteranno dritte alla partecipazione della prima delle cinque gare scelte nel VLN da luglio alla fine del campionato 2015. Nonostante il mio passato qui, devo fare i miei bravi 9000 km per ottenere il…patentino! Le vittorie e l’esperienza maturata in gara sulla Nordschleife in quasi dieci anni non servono a concedermi d’ufficio la superlicenza e quindi anche io da bravo pilota/scolaretto mi adopero per dimostrare che ancora qualche cosa del Ring la ricordo…”

Solo Ring quindi?
“Sopratutto Ring ma non solo, spero. Ho altri due programmi in corso di valutazione, che sono il Britcar UK, dove potrei correre alcune prove con una BMW 135dR Ibrida Diesel/GPL e un paio di gare sulla Wolf GB 08 CN2 motorizzata Honda, magari alla 12h di Abu Dhabi e alla 36h di Portimao.”

Massimiliano Palumbo

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