Focus: Hayden Lupifieri, la freccia del Perù

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Il mondo del kart, stando a molti addetti ai lavori, è finito per assomigliare sempre più a una Formula 1 in miniatura dove gli affari prevaricano l’aspetto sportivo. Come accade pressoché in ogni ambito del motorsport, i soldi sono la discriminante che fa la differenza tra la prosecuzione della carriera e il getto della spugna: è molto facile sparire, anche per i piloti più forti, inghiottiti dalle richieste di un ambiente competitivo e sempre più aperto a realtà geografico-economiche in crescita.

Proprio per questo motivo è bello rilevare quelle storie che ancora profumano di famiglia e di tradizione, quelle degli anni dell’infanzia, ancora distanti dalla forse inevitabile corruzione. In questo contesto si inserisce perfettamente l’esempio di Hayden Lupifieri, talento italo-sudamericano che compirà nove anni il prossimo febbraio e che sta cercando di fare capolino nel mondo delle competizioni internazionali. Al debutto nella ROK International Final in quel di Lonato, Lupifieri ha impressionato con ottimi tempi e diversi risultati in top-10 nelle batterie, salvo non andare oltre la venticinquesima posizione in finale; un risultato che tutto sommato soddisfa il caloroso ambiente che lo circonda, soprattutto alla luce della limitata esperienza, ma che non rispecchia un potenziale più ampio.

Cleber Lupifieri e Marco Bosetto al lavoro sul kart di Hayden
Cleber Lupifieri e Marco Bosetto al lavoro sul kart di Hayden

Dicevamo, l’ambiente. La presenza alle gare di papà Cleber e mamma Haydee è garanzia di serenità per la crescita del pilota, la cui “grande famiglia” motoristica comprende anche Marco Bosetto, boss del kartodromo Le Sirene di Cavaglià, e il suo staff. Proprio con Cleber e Bosetto ad alternarsi nel ruolo di meccanici, Hayden ha sviluppato una competenza tecnica  che ha beneficiato anche del periodo di collaborazione con Umberto Merlin. Oltre alla velocità istintiva, a impressionare sono appunto la chiarezza e l’intelligenza  che dimostra nel sentirlo confrontarsi con la squadra sulle sensazioni di guida e sulle problematiche di assetto. Intelligente tanto fuori quanto dentro la pista, vederlo commettere errori è cosa rara: nonostante la giovane età, Lupifieri mostra già grande maturità nella gestione delle fasi di gara e del corpo a corpo. Rimangono da affinare un po’ le partenze, ma il tempo è dalla sua parte.

Cittadino italiano a tutti gli effetti e possessore della licenza tricolore, Hayden dispone anche dei passaporti peruviano e brasiliano (dalla nazionalità della madre e del padre); di talento per sfondare ce n’è in abbondanza, ma sarà fondamentale trovare l’appoggio per poter proseguire puntando in alto. In ogni caso, occhio a lui per il futuro delle quattroruotine.

Edoardo Vercellesi – Twitter: @edoverce97