Formula E: Buemi espugna Marrakech nonostante dolori e…estintori!

Sebastien Buemi ottiene l’ottava vittoria della sua carriera in Formula E sul rinnovato Circuit Automobile Moulay El Hassan di Marrakech, Marocco. Un’affermazione meno netta del solito, culmine di una rimonta resa necessaria dopo un arretramento in griglia dovuto al peso irregolare della sua Renault Z.E 16, privata di un estintore e dei suoi relativi 3 kg durante le qualifiche.

Sessione di qualifiche che ha visto un’inaspettata pole position di Felix Rosenqvist sulla monoposto della Mahindra, capace di fermare il cronometro sul tempo di 1.21.509. Senza ombra di dubbio un’ottima prestazione per il rookie svedese, anche se le difficoltà fisiche di Buemi – afflitto da una fastidiosa lombosciatalgia già dal venerdì che non gli ha neanche permesso di fare le prove di cambio vettura – e un clamoroso errore del team Techeetah, che ha schierato Vergne in pista oltre il limite di tempo prefissato hanno senza dubbio reso la pratica più facile da sbrigare. Il campione in carica della serie elettrica è comunque riuscito ad issarsi in seconda posizione, mentre il visibilmente deluso Vergne deve accontentarsi del 5° posto. Tra di loro un consistente Sam Bird e Nelson Piquet, finalmente tornato in posizioni di rilievo con la NEXTEV NIO. Esclusi dalla Super Pole, nell’ordine, Daniel Abt, Nicolas Prost, Oliver Turvey e il duo Andretti composto da Frijns e Felix Da Costa. Solo 12° Lucas Di Grassi, che tiene alle proprie spalle un veterano del circuito marocchino come Jose Maria Lopez.

Poco dopo, la doccia fredda in e.Dams: Sebastien Buemi viene arretrato di 5 posizioni in griglia a causa della monoposto sottopeso, facendolo precipitare in settima piazza alle spalle del team mate Prost. Una situazione che costringe gli uomini della compagine francese a rivedere le strategie, grande punto interrogative sollevato da diversi piloti dopo la gara di Hong Kong a causa dei nuovi limiti del “regen” che mettono particolarmente sotto stress le batterie, con picchi di temperatura che hanno causato problemi allo stesso Buemi proprio nella gara inaugurale del campionato.15000103_1288376907868854_7253380081410489195_o

Tuttavia, la tappa nordafricana offre temperature più basse e una distanza di gara maggiore che permette – o meglio impone – un uso più parsimonioso della vettura per arrivare a fine gara in piena efficienza energetica. Una necessità che però Felix Rosenqvist, alla partenza della gara, non rispetta minimamente, mantenendo la testa della corsa e accumulando rapidamente un solido vantaggio sugli inseguitori. Alle sue spalle la situazione rimane pressochè invariata per 8 dei 33 giri, fino a quando Buemi inizia la sua scalata verso il successo: lasciato immediatamente alle spalle il compagno di squadra, sopravanza nel giro di 5 tornate Abt e Piquet, portandosi virtualmente a ridosso del podio. Un podio virtuale il cui ordine viene variato al 16° passaggio con il sorpasso di Vergne su Bird, che a quel punto se la deve vedere con l’arrembante Buemi.

Inizia il valzer dei pit stop, tutti dentro tranne proprio i portacolori di  e.Dams e DS Virgin che si scambiano di posizione proprio durante il giro di rientro. Alla fine, la classifica vede ancora in testa Rosenqvist, seguito da Vergne, Buemi, Bird, Prost, Abt, Turvey e il coriaceo Di Grassi, a sua volta alle prese con una rimonta causata dall’opaca prestazione in qualifica. Mentre il brasiliano supera Turvey e il compagno di squadra, la direzione gara commina un drive through a Vergne per non aver rispettato la velocità massima in pit lane, ennesimo intoppo in un week-end difficile per la squadra cinese che ha rilevato il team Aguri.

A questo punto subentrano le conseguenze dell’inesperienza di Rosenqvist, che inizia a perdere rapidamente terreno fino ad essere sopravanzato da Buemi al 27° giro e poi da Bird al 31°. Si conclude così una gara avara di sorpassi e di accesi confronti, ma che ha ben messo in luce i valori in campo: ed è di nuovo e.Dams contro tutti.

Buona prestazione per la Mahindra, che ha piazzato Rosenqvist sul podio e Heidfeld al 9° posto, mentre Venturi, Jaguar e Dragon Racing confermano una difficoltà evidente che il giro più veloce di Loic Duval non riesce a stemperare. Difficoltà anche per Lucas Di Grassi che può senza dubbio essere soddisfatto della sua rimonta dalla dodicesima casella dello schieramento, ma non di certo per il 5° posto finale che lo pone ad una distanza di 22 punti dal leader di campionato Buemi, volato a 50 punti dopo il secondo successo consecutive su 2 gare.

Arriva adesso per il circus di Alejandro Agag una lunghissima pausa invernale, di una sola settimana più breve rispetto a quella che ha separato la stagione passata da quella in corso. Un “buco” nel calendario aspramente criticato dagli addetti ai lavori, preoccupati per l’inerzia che porta in una fase cruciale della stagione dove si dovrebbero raccogliere più dati possibili per capire le nuove dinamiche di un campionato in continuo sviluppo. Ma criticato anche per una questione di immagine, in quanto visto come una possibilità non sfruttata di mettere in mostra la categoria in un momento in cui tutti gli altri campionati si fermano.

Certo è che la Formula E ottiene sempre più consensi, l’ultimo dei quali da Sergio Marchionne che ipotizza un ingresso della Ferrari fra un paio d’anni a patto che vengano eliminate forniture uniche e cambi vettura in gara. Ma convince anche sindaci sempre più disposti a scendere a patti con la FIA per ospitare la serie full-electric nelle proprie città, come Virginia Raggi a Roma. Insomma, non ci sarebbero certo problemi a riempire dal prossimo anno le 12 settimane che adesso ci separano dalla tappa di Buenos Aires, attesa per il 18 febbraio prossimo.

Lorenzo Michetti